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Il mito di Aretusa

Serena Bolzan

Created on April 16, 2024

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Transcript

Il mito di Aretusa e Alfeo

Bolzan Serena4DsciLiceo Michelangelo Grigoletti A.S. 2023-2024

Il mito in Ovidio

01

Testo in latino

02

INDICE

Traduzione italiano

03

Altre versioni del mito

04

Fonte Aretusa

05

Collegamenti con altre materie

06

ARETUSA E ALFEO

Aretusa è un personaggio della mitologia greca, è la ninfa figlia di Nereo e di Doride. Il nome Aretusa deriva dal greco e significa “la virtuosa”.

Alfeo è nella mitologia greca uno dei numerosi figli del dio Oceano, personificazione del più grande fiume del Peloponneso, che scorre nei pressi della città di Olimpia in Grecia.

La leggenda di Aretusa è solita essere tramandata in due versioni

Nella seconda versione, Aretusa, una bella ninfa achea, si bagna nel fiume Alfeo, suscitando il desiderio del dio del fiume. Inseguita, Aretusa implora l’aiuto di Artemide, che la protegge trasformandola in una fonte. Anche Alfeo assume la forma di fiume, e mentre Aretusa sprofonda nel suolo, riemerge a Siracusa, mescolata alle acque di Alfeo, che l’ha seguita.

Nella prima versione, Aretusa, ardente cacciatrice del seguito di Artemide, suscita l’amore di Alfeo, ma lei lo respinge. Alfeo la insegue fino a raggiungere l’Isola Ortigia, dove Aretusa si trasforma in una fonte. Innamorato, Alfeo decide di mutarsi in fiume per poterla raggiungere, attraversando il mare per unirsi alla sorgente siciliana.

Aretusa era una ninfa, conosciuta per la sua straordinaria bellezza, al seguito della dea Artemide (che corrisponde a ''Diana'' nella cultura latina), la dea della caccia, del tiro con l'arco, dei boschi. La dea allevò la ninfa insegnandole l'arte della caccia e della corsa, ma un giorno, mentre erano a caccia nei boschi alle pendici del monte Olimpo, insieme alle altre ninfe, Aretusa rimase indietro per riposare.

Decise così di immergersi nel fiume Alfeo per rinfrescarsi, ma il fiume iniziò ad agitarsi e avvolse Aretusa, che, spaventata, uscì dall'acqua. All'improvviso Aretusa si trovò davanti un giovane che la guardava con occhi pieni di amore, era il fiume Alfeo che aveva assunto sembianze umane, per manifestarsi ad Aretusa e dichiararle il suo amore.

La bella ninfa non ricambiava per niente il sentimento e, per paura o per timidezza, oppure proprio perché non era interessata a quel giovane figlio di Oceano cercò di scappare. Così Artemide, appresi i fatti, provò ad aiutare la ninfa. La avvolse in una fitta nebbia e la trasformò in una fonte. La trasportò in Sicilia, ad Ortigia, perché si allontanasse dal giovane: così nacque la Fonte Aretusa.

Alfeo, innamorato e disperato, chiese aiuto a Zeus, che, sinceramente commosso dalla richiesta e impietosito, tramutò nuovamente Alfeo in fiume, così, inabissandosi nel mar Ionio, avrebbe potuto raggiungere Ortigia. Infine Aretusa, un po' per rassegnazione, un po' perché colpita da un amore così intenso, un po' per sfinimento, cedette alle lusinghe di Alfeo e ancora oggi convivono a Siracusa. Entrambi, infatti, riemersero ad Ortigia, Aretusa in forma di sorgente cui Alfeo unisce le proprie acque, rimaste prodigiosamente prive di salsedine.

Trasformazione e rinascita: la metamorfosi di Aretusa in una fonte d’acqua rappresenta un processo di trasformazione e rinascita.

Amore impossibile: la leggenda rappresenta l’amore impossibile e il desiderio irraggiungibile.

Simbolismo geografico e storico: legato alla città di Siracusa in Sicilia

La forza della natura: la storia evidenzia la forza e la potenza della natura.

La dicotomia

il mito in ovidio

Il racconto della Ninfa è interno, inserito in altri due racconti interni, e diviso in due parti: prima una rivelazione decisiva nell'episodio del ratto, che funge anche da ‘prologo’ all'autobiografia di Aretusa poi un racconto autobiografico come ‘intrattenimento finale’.

Libro V, versi dal 572 al 642

Siamo nel quinto libro, nell'episodio di Minerva ospite delle Muse sull'Elicona: il poema raggiunge qui il massimo grado di complessità narrativa.

Aretusa è velox, più di Alfeo; ma lui è longi patiens… laboris – è il fiume “dalla corrente infaticabile”; ed è il fiume innamorato che sarà capace di un extremus labor – come un amante elegiaco.

Author's Name

TESTO IN LATINO

TRADUZIONE IN ITALIANO

VERSI DA 632 A 638

VERSI DA 632 A 638

Un freddo sudore mi invade il corpo assediato, da tutto il corpo mi scendono gocce azzurre; dove mi sposto, il luogo stilla, e dai capelli cade la rugiada e, prima del tempo che impiego a raccontartelo, mi cambio in acqua. Ma l’acqua amata il fiume la riconosce, e, deposto l’aspetto umano che aveva assunto, torna per mescolarsi a me nelle proprie acque.

Occupat obsessos sudor mihi frigidus artus, caeruleaeque cadunt toto de corpore guttae, quaque pedem movi, manat locus, eque capillis ros cadit, et citius, quam nunc tibi facta renarro, in latices mutor. Sed enim cognoscit amatas amnis aquas positoque viri, quod sumpserat, ore vertitur in proprias, ut se mihi misceat, undas.

Testo intero

Testo intero

FONTE ARETUSA

La Fonte Aretusa è uno specchio d'acqua nell'isola di Ortigia, nella parte più antica della città siciliana di Siracusa. La sua origine è lo sviluppo di uno dei tanti sfoghi della falda freatica che si trova nel siracusano, la falda che alimenta anche il fiume Ciane nel lato opposto del porto. Presenta una forma circolare doppia, con all'interno una struttura circolare, ovvero un doppio cerchio concentrico.

ARTE

LETTERATURAITALIANA

CINEMA

SCIENZE NATURALI

INGLESE

FILOSOFIA

PIER FRANCESCO MOLA detto IL TICINESE (Coldrerio, 1612 - Roma, 1666) Alfeo e Aretusa Olio su tela, cm 75X98,5 L’arte del Mola, infatti, somigliando al colore neoveneziano, sembra anticipare nei risultati la pittura ottocentesca, proprio per il suo uso della macchia. La capacità inventiva, la materia densa e luminosa, gli permisero tra gli anni ‘50 e la metà degli anni ‘60 del Seicento di affermarsi quale primo pittore di Roma. L’opera raffigura un esteso paesaggio in cui l’artista ambienta la favola mitologica di Alfeo e Aretusa. La pennellata veloce e fluida è tipica del suo fare pittorico, in grado di descrivere con naturalismo la campagna romana.

La scultura in bronzo, è stata realizzata dall'artista Biagio Poidimani ed è posizionata all'interno della Fonte Aretusa, a Sicuracusa. Ispirata al Mito di Aretusa e Alfeo è stata donata dallo scultore nel 1992.

ARETUZA

THE WITCHER

Accademia di magia fondata da Klara Larissa de Winter, con sede sull'isola di Thanedd. L'isola è vuota al suo interno, con numerose grotte e acque poco profonde che scorrono sotto la sua attrazione principale. L'accesso più comune all'accademia avviene via mare, partendo da Gors Velen. Al suo interno si dice essere custodito un oscuro segreto. Sotto la torre si trova una pozza d'acqua biancastra che circonda le rocce come un fossato. Quest'acqua è la fonte di potere di Aretuza. Le maghe che non sono in grado di controllare il Caos sono trasformate in anguille, costrette a trascorrere il resto della loro esistenza in questo bacino, da cui forniscono potere all'accademia.

ACCADEMIA PER RAGAZZE DEL CONTINENTE CHE MOSTRANO CAPACITÀ DI CANALIZZAZIONE DEL CAOS.

Il mito di Aretusa, può essere collegato al tema del suicidio (in senso figurato). La ninfa decise di "sacrificare" la sua vita umana perchè troppo difficile la scelta; preferisce non mettersi nella posizione di scegliere e quindi cerca una sorta di scorciatoia. Il suicidio è presente: in Alfieri, come unico modo per liberarsi dal tormento interiore; in I dolori del giovane Werther di Goethe, che senza certezze decide di togliersi la vita; in Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo, dove Ortis, straziato dalla notizia di matrimonio della sua amata decide di suicidarsi. Inoltre il tema del rifiutarsi di decidere e prendersi responsabilità può essere collegato con la figura di Didimo Chierico (alter ego di Foscolo) che non vuole crescere. MIRRA, di Vittorio Alfieri Mirra è una vittima incolpevole della passione che prova e in questo caso il tiranno è la passione stessa che opprime la ragazza. Dalla tragedia si può appunto evincere un'ironia tragica legata al tema passionale verso la persona sbagliata. La situazione conflittuale di Mirra è alla base di tutti i sentimenti delle tragedia di Alfieri, Mirra, (figura positiva) (infelicità, innocenza e pietà) contro la colpevolezza della tirannide (passione). Alfieri descrive Mirra come una persona innocente che fino alla fine non soccombe alle sue passioni ma le domina, preservando la sua virtù e integrità. Il conflitto di passioni è affiancato dal tentativo di affermare un ideale di purezza e, allo stesso tempo, anche di fuggire da se stessi. Il suicidio che chiude la tragedia è l'estrema realizzazione di queste due soluzioni apparentemente opposte.

Il suicidio secondo Hobbes In generale, per i giusnaturalisti del XVII il suicidio è sbagliato perché contraddice il naturale fine dell’autoconservazione comune a tutti gli esseri viventi; anche per quegli autori che si dichiarano esplicitamente cristiani, il suicidio è, prima ancora che usurpazione del potere divino, una violazione della legge di natura. Le argomentazioni contro il suicidio si fondano dunque sulla legge naturale: tale atto è innaturale, dal momento che tutti gli organismi viventi condividono il naturale fine dell'autoconservazione. Essendo innaturale è perciò sbagliato, dal momento che viola la legge della natura. Ma Hobbes si spinge oltre: il desiderio di essere uccisi è un’inclinazione non solo innaturale, ma anche irrazionale e folle. Secondo l’antropologia hobbesiana, l’istinto di autoconservazione rappresenta la regola universale dell’agire. Il Dialogo fra un filosofo e uno studioso del diritto comune d’Inghilterra è l’unico testo nel quale il filosofo affronta in maniera diretta ed esplicita la questione del suicidio, senza lasciare spazio a equivoci: è contro ragione credere che esista qualcosa di peggiore della morte e colui che si toglie la vita è appunto vittima di un offuscamento delle proprie capacità razionali.

La formazione delle falde acquifere Le falde acquifere, note anche come falde idriche, sono depositi di acque sotterranee contenute in rocce permeabili (quali ghiaie o sabbie) limitate da rocce impermeabili; le falde costituiscono quindi serbatoi idrici, di grandissima importanza nell'economia naturale. Da esse infatti hanno normalmente origine le sorgenti che costituiscono la fonte principale dell'alimentazione idrica dell'uomo. Una parte delle acque che provengono dalle precipitazioni atmosferiche entra nella circolazione sotterranea; nei meati di un terreno permeabile si viene a formare in tal modo un accumulo di acqua, determinato dai rapporti tra questo terreno e i terreni circostanti, impermeabili.

In Amleto di Shakespeare, la storia di Ofelia, anche se non del tutto uguale, è ispirata al mito di Aretusa. Amleto è una delle tragedie più note di William Shakespeare, composta tra il 1600 e il 1608. Ad Elsinore, in Danimarca, il fantasma del defunto re appare ad Amleto, suo figlio, e gli chiede di essere vendicato: ad ucciderlo è stato infatti il fratello Claudio che si è ora appropriato del trono e ha sposato la vedova moglie del re, Gertrude. Il principe assicura di tener fede alla promessa ma, desideroso di avere la concreta prova della colpevolezza dello zio, decide di ritardare il momento della vendetta. La certezza che lo zio sia responsabile della morte del padre gli viene quando, durante uno spettacolo teatrale, mette in scena l’omicidio del defunto re e Claudio, indignato e al contempo impaurito, si alza e se ne va. Recandosi a parlare con la madre per giustificare il proprio comportamento, Amleto uccide per errore Polonio, consigliere del nuovo re e padre di Ofelia e Laerte. Quest’ultimo, tornato in Danimarca non appena appresa la notizia, dichiara Amleto colpevole della morte del padre e della sorella – che nel frattempo ha deciso di uccidersi per mettere fine al proprio dolore – e lo sfida a duello. In accordo con Claudio, Laerte cosparge la punta della propria spada di una sostanza letale e avvelena anche la coppa dove Amleto dovrà bere in caso di vittoria. In una serie di casuali eventi, però, è la madre Gertrude a bere dalla coppa avvelenata e la letale spada colpisce entrambi i duellanti; prima di morire, Amleto riesce però ad uccidere Claudio.

Ofelia si abbandona all'acqua però, a differenza della ninfa, non si può trasformare e rivivere in essa. La metamorfosi rappresenta per lei un sogno, un desiderio, ma non realizzabile. file:///C:/Users/b.giampaolo/Downloads/riccardo,+5.LOMBARDImod.pdf

Shelley fu uno dei più grandi poeti del Romanticismo Inglese. Nei primi anni dell'800 scrisse una poesia dedicata alla ninfa Aretusa. Arethusa by Percy Bysshe Shelley Analisi: questa poesia segue Aretusa, una ninfa fluviale, mentre fugge dal dio fluviale Alfeo e alla fine si riunisce con lui nell'oceano. Le immagini vivide e il linguaggio musicale della poesia evocano un senso di bellezza e potenza del mondo naturale. La struttura del poema, con le sue tre strofe distinte, riflette le diverse tappe del viaggio di Aretusa. Rispetto alle altre opere di Shelley, "Arethusa" condivide uno stile romantico simile, caratterizzato dall'attenzione alla natura, all'emozione e all'immaginazione. Nello specifico, l'uso di immagini e metafore da parte del poema è in linea con le altre opere di Shelley ispirate alla natura. Tuttavia, è unico nel suo focus sulla relazione tra le divinità e la loro ricerca dell'amore. Il periodo in cui fu scritto "Aretusa", l'inizio del XIX secolo, fu un periodo di significativi cambiamenti intellettuali e artistici. Il movimento romantico era in pieno svolgimento, con una rinnovata enfasi sull’individuo, sulle emozioni e sul mondo naturale. "Aretusa" riflette questo movimento ritraendo il mondo naturale come vivo e reattivo ed esplorando i temi dell'amore e del desiderio.

https://journals.openedition.org/dictynna/2461#tocto1n4

https://docenti.unimc.it/claudio.micaelli/teaching/2019/20591/files/P.%20Nasone%20Ovidio-%20a%20cura%20di%20Nino%20Scivoletto%20-%20Metamorfosi.%20Testo%20latino%20a%20fronte-UTET%20-2013.pdf#page206https://online.scuola.zanichelli.it/perutelliletteratura/files/2010/04/testi-it_ovidio_t35.pdf https://www.comune.siracusa.it/vivere-il-comune/luoghi/fonte-aretusa https://www.globusmagazine.it/viaggio-nel-mito-e-nella-magia-delle-leggende-siciliane-la-storia-di-aretusa-e-alfeo/ https://www.humanamente.eu/PDF/Issue14_Rilettura_Fabbri.pdf https://www.chimica-online.it/articoli/falda-acquifera.htm

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