L'età della Restaurazione e i moti rivoluzionari
Restaurazione
Liberalismo, nazionalismo, romanticismo
Moti del '20
Moti del '30
Liberali italiani
Moti del '48
L'età della Restaurazione (1814-1848)
Il Congresso di Vienna e il diffondersi di idee liberali
La Restaurazione
Quadro politico
Ripasso: Rivoluzione francese
L'Italia
Ripasso: Napoleone
Nuove alleanze
Ripristino governi assoluti
Liberali
Romantici
L'idea di Nazione
Il viandante sul mare di nebbia, C.D. Friedrich, 1818
I primi moti (1820-1821)
Lotte per l'indipendenza nell'America meridionale
Spagna, Portogallo, Regno delle due Sicilie
Brasile
Moti italiani
Lombardia e Piemonte
Centro
Società segrete
Repressione
Grecia (l'eccezione)
I moti degli anni Trenta
Francia
Belgio
Polonia
Inghilterra
La libertà che guida il popolo, E. Delacroix, 1830
ITALIA
I moti italiani del '30
MODERATI
Cesare Balbo (1789-1853)
Vincenzo Gioberti(1801-1852)
DEMOCRATICI
Pio IX (1792-1878, pontificato 1846-78)
Giuseppe Mazzini (1805-1871)
Neoguelfismo
Carlo Cattaneo (1801-1869)
Massimo d'Azeglio (1798-1866)
I moti del 1848
"La primavera dei popoli"
Francia
Impero austriaco
Germania
La repressione in Europa
La penisola italiana
Risorgimento italiano
Prima rivolta e Costituzioni
Lo Statuto albertino
Confronto tra le rivolte europee
I guerra di indipendenza
Il lombardo-veneto
1848: Spartiacque della storia europea
Roma e Firenze
La repressione
Si moltiplicano le società segrete
Le idee liberali furono giudicate pericolose perciò molti furono arrestati e condannati, furono quindi costretti a riunirsi in società segrete per cospirare, cioè organizzare rivolte contro lo stato. Si unirono a queste società soprattutto soldati, studenti e intellettuali.La massoneria, che si ispirava nei simboli alle corporazioni medievali dei muratori, esisteva sin dal 1717, ma durante la Restaurazione si moltiplicarono società segrete in tutta Europa. In Italia si diffuse la Carboneria, che riprendeva linguaggio e simboli dal mondo dei carbonari e si poneva come obiettivi la costituzione, la conquista di libertà individuali, il rifiuto dell'influenza austriaca sulla penisola.
I liberali
I liberali si oppongono all'assolutismo, chiedevano la limitazione dei poteri del re e l'aumento delle libertà dei cittadini, come:
- libertà di opinione, parola e stampa (espressione delle proprie idee con parole o scritti)
- libertà di associazione (possibilità di riunirsi)
- libertà di culto (professione di una religione o di un'altra)Le varie forme di pensiero liberale furono dette liberalismo.
I liberali si dividevano in:
- moderati, secondo cui la miglior forma di governo era la monarchia costituzionale, in cui il potere del re era limitato da una costituzione e un parlamento; riconoscevano il diritto di voto solo ai cittadini di una certa ricchezza e istruzione
- democratici, secondo cui la miglior forma di governo era la repubblica; riconoscevano il diritto di voto a tutti i cittadini maschi adulti
In economia i liberali credevano che lo Stato doveva ridurre al minimo il suo intervento, chiedevano di eliminare o ridurre le tasse sulle merci, che facevano aumentare il prezzo dei prodotti e ostacolavano gli scambi. Inoltre, pensavano che la libera concorrenza favorisse gli imprenditori più abili. La dottrina economica fondata su questo libero mercato fu chiamata liberismo.Gli ideali liberali si diffusero soprattutto tra i borghesi: imprenditori, commercianti, ufficiali e funzionari, intellettuali e giornalisti. Soprattutto la borghesia liberale guidò i moti del XIX secolo.
Nuove alleanze
I sovrani europei compresero che era impossibile cancellare ciò che era successo con la Rivoluzione, i cittadini europei avevano iniziato a sentirsi parte di una Nazione. I re crearono un sistema di alleanze militari per impedire lo scoppio di altre rivoluzioni. Nel 1815 Austria, Russia e Prussia, firmarono il patto della Santa Alleanza, con cui si proponevano di proteggere la religione, la pace e la giustizia e come sovrani cristiani si impegnavano ad aiutarsi tra loro. Con la firma dell'altro patto diplomatico-militare, la Quadruplice Alleanza a cui aderì anche la Gran Bretagna, si cominciò a riflettere anche sul principio di intervento per cui le potenze potevano avere il diritto-dovere di intervenire dal punto di vista militare in caso di insurrezioni contro i regnanti mantenere la pace, questo principio venne usato per ridurre i popoli all'obbedienza.
Inghilterra
La Gran Bretagna divenne il "paese faro" del costituzionalismo liberale, tra il 1815 e il 1830 la maggioranza parlamentare, di orientamento conservatore, aveva contrastato il movimento radicale che aveva come obiettivo di estendere il suffragio elettorale fino a farlo diventare generale (voto di tutti i cittadini maschi). Nel 1832 fu emanata una riforma elettorale che elevò il numero degli elettoridel 50% (5% della popolazione), diventando in ogni caso il paese europeo con il suffragio più largo. Ci fu una modifica delle circoscrizioni elettorali: venne attribuito maggiore peso elettorale (in termine di numero di rappresentanti) ai distretti dei grandi centri industriali (punti di forza del partito liberale whig e di quello democratico radicale) ai danni dei cosiddetti "borghi putridi", aree di campagna in cui i proprietari terrieri erano egemoni e dove era radicato il partito conservatore tory. Dopo questa riforma i liberali conquistarono la maggioranza in parlamento e si cominciava a realizzare l'avanzata dell'Inghilterra borghese-industriale.
Italia
Le insurrezioni partirono da Modena nel 1831, gli insorti erano guidati dal patriota Ciro Menotti, le rivolte si diffusero poi anche a Parma e Bologna e in altri territori dello Stato della Chiesa (Romagna, Marche e Umbria). I patrioti avevano fiducia in un aiuto del re della Francia liberale Luigi Filippo, che però non si mosse, invece un esercito austriaco pose fine alla rivolta, Ciro Menotti fu fatto catturare e impiccare dal duca di Modena, che in un primo momento aveva appoggiato l'azione dei patrioti.
Moderati
Dopo il fallimento dei moti mazziniani l'iniziativa passò ai moderati, ispirati da idee meno radicali, i quali pensavano che si potesse collaborare con i sovrani e ottenere riforme, leggi migliori, libertà...Ad esempio furono chieste con insistenza: - l'unione doganale dell'Italia (abolizione delle barriere doganali, ovvero dei dazi, si citava lo Zollverein degli Stati tedeschi del 1834) - la costruzione di ferrovie (che avrebbero potuto unire territori italiani). I liberali si orientarono quindi verso il federalismo, ovvero l'unione degli Stati italiani in una confederazione (in cui nessuno Stato avrebbe perso autonomia).
Il Congresso di Vienna (1814-1815)
Le grandi potenze unite nel Congresso di Vienna (in particolar modo Austria, Regno Unito, Prussia e Russia) si impegnano a restaurare ("ristabilire") la situazione politica precedente alla rivoluzione francese e alle guerre napoleoniche, seguendo il principio di legittimità (re per diritto divino deve tornare sul legittimo trono) e il principio di equilibrio (di grandi potenze che non potevano prevalere sulle altre). Questo accordo, detto "concerto europeo", assicurò un lungo periodo di pace.Il Congresso non tenne conto dei desideri dei sudditi, causando insurrezioni e rivolte ("i moti"), spesso represse nel sangue. Ebbe così inizio l'eta della restaurazione (1814-1848).
Perché il tentativo di restaurare l'Ancien Régime* dopo Napoleone era destinato a fallire? *Antico regime è il termine con il quale gli storici indicano l'insieme delle istituzioni politiche, giuridiche, economiche e sociali caratteristiche di gran parte dell'Europa tra 16° e 18° secolo. Si trattava di società strutturate e divise per ceti, ossia gruppi sociali più o meno ristretti, di regola rigidamente separati. Il clero e soprattutto la nobiltà ‒ chiamati il 'primo' e il 'secondo stato' ‒ godevano di enormi privilegi, per lo più eredità dell'età feudale, ai danni del cosiddetto 'terzo stato', di gran lunga il più numeroso, formato dalla borghesia e dai ceti popolari, che non godevano di alcun diritto politico ed erano costretti a pagare tasse molto alte.
Mazzini e i moti mazziniani
Nella prima metà dell'Ottocento molte persone che avevano partecipato ai moti o iscritti a società segrete furono costrette a rifugiarsi all'estero, tra loro vi fu il politico e patriota genovese Giuseppe Mazzini, che dedicò la sua vita alla causa dell'unità nazionale italiana.
Democratici e concetto di "popolo"
La Giovine Italia
Rivendicazioni basate su principi di equità sociale
Moti mazziniani
Roma e Firenze
Anche a Roma e a Firenze cominciano violente agitazioni popolari. Il papa fugge e si rifugia a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando II delle Due Sicilie e quando a Firenze si forma un governo democratico lo raggiunge anche il granduca di Toscana, Leopoldo d'Asburgo Lorena. A Roma un nuovo parlamento eletto a suffragio generale maschile dichiarò la fine del potere temporale dei papi e proclamò la Repubblica Romana (9 febbraio 1849), il governo fu assunto provvisoriamente da un triumvirato (governo di 3 persone) di cui faceva parte anche Mazzini. Si cominciò a preparare una nuova costituzione democratica, che però non entrò mai in vigore. Dopo la sconfitta di Carlo Alberto l'Austria riuscì a riconquistare tutte le città lombarde che erano insorte. Nel maggio 1849 un esercito austriaco occupò la Toscana e il granduca poté ritornare. Inoltre, nello stesso mese Ferdinando II riuscì a riconquistare la Sicilia che si era staccata da Napoli proclamandosi indipendente. Il re delle due Sicilie e il granduca di Toscana revocarono le Costituzioni.
La matrice liberale e nazionale dei moti successivi al Congresso di Vienna esplose nel 1848, nonostante tra gli anni Trenta e Quaranta fosse percepibile una crescita della vivacità e dello spirito di iniziativa dell'opinione pubblica, le rivoluzioni del 1848 furono percepite come una tempesta (ancora oggi è diffusa l'espressione "fare un Quarantotto" = "portare scompiglio"). Rivoluzione e Costituzione, durante i mesi che gli storici hanno definito "la primavera dei popoli", divennero un binomio inscindibile, in nome di una Costituzione l'Europa scese in piazza, si ribellò ai governanti, impose l'estensione dei diritti e la trasformazione dei sudditi in cittadini, insorsero: Palermo, Napoli, Parigi, Vienna, Berlino, Venezia, Milano, Budapest e Praga. In particolare da Parigi la rivoluzione si diffuse in Europa, tutti i popoli si batterono per:
- la Costituzione;
- l'unità nazionale;
- l'indipendenza dallo straniero.
I sovrani cedettero agli insorti per timore di un'ondata rivoluzionaria che sembrava inarrestabile.
I moti in Francia
In tutta Europa scoppiò una grave crisi economica poco prima della metà dell'Ottocento, provocata dalla carestia che aveva colpito le campagne (1845-1847) in Francia crebbe il malcontento nei confronti del re (per volontà del popolo) Luigi Filippo d'Orleans, accusato di favorire i borghesi. Nel 1848 il popolo di Parigi insorge dopo che il governo vieta una manifestazione politica organizzata dall'opposizione parlamentare per raccogliere firme chiedere una riforma elettorale. I ribelli chiedevano:
- diritti politici (tra cui il suffragio generale maschile);
- maggiore giustizia sociale (cioè una più giusta distribuzione dei beni tra le diverse classi, per ridurre la disuguaglianza tra ricchi e poveri).
Il re ebbe paura e fuggì, venne proclamata la repubblica (la seconda dopo quella rivoluzionaria del 1792), il governo proclamò il suffragio generale maschile e istituì le officine statali (atelier nationaux) per dare lavoro ai disoccupati. Le elezioni successive però furono a maggioranza moderata e le officine vennero chiuse, la ricca borghesia mantenne il potere.
Ci furono rivolte in tutta Europa ma non in tutti i paesi ci furono le stesse rivendicazioni:
- A Parigi si misero al centro le rivendicazioni sociali degli strati popolari;
- In Italia, Ungheria e Boemia, il tema costituzionale si intrecciò con quello della nazionalità e dell'indipendenza dall'Austria
In alcuni luoghi il Quarantotto ebbe un'impronta violenta con scontri tra manifestanti e forze dell'ordine (Parigi, Berlino, Milano), in altri luoghi si risolse con manifestazioni pacifiche degli strati elevati della cittadinanza.
La prima scintilla del Quarantotto in Italia si accese a Palermo, dove scoppiò una rivolta che chiedeva l'autonomia da Napoli, ciò portò il re Ferdinando II di Borbone a concedere la Costituzione al regno intero. Trascinati da un effetto domino e sollecitati dalla mobilitazione popolare Carlo Alberto di Savoia promulgò lo Statuto albertino, ne seguirono l'esempio Leopoldo II di Toscana e anche Pio IX. Le Carte costituzionali promulgate si ispirarono a quella francese del 1830, erano di tipo liberale-censitario (il diritto di voto era assegnato solo ai cittadini più ricchi) e ancora molto rispettose delle prerogative del re.
Cospirazione tra Lombardia e Piemonte
Nella penisola italiana non si sollevò solamente il meridione, vi furono moti anche nel settentrione: nel Regno di Sardegna ebbero ruolo determinante i giovani ufficiali, l'obiettivo era ambizioso poiché non volevano solo una Costituzione, ma anche la liberazione del Regno Lombardo-Veneto sotto il dominio austriaco e l'istituzione di un regno liberale dell'Alta Italia sotto la Corona sabauda. I patrioti in Piemonte erano appoggiati dal principe Carlo Alberto, probabile erede al trono. Quando scoppiò la ribellione il re Vittorio Emanuele I abdicò a favore del fratello Carlo Felice, che si trovava lontano dal regno, così temporaneamente resse il regno Carlo Alberto, che sotto la pressione degli insorti concesse una Costituzione (ispirata a quella spagnola) in attesa degli ordini del nuovo re. I patrioti piemontesi cercarono di coinvolgere quelli lombardi attraverso la carboneria, ma furono scoperti e fermati, inoltre pensavano che Carlo Alberto sarebbe intervenuto con una campagna militare contro l'Austria per l'annessione del Lombardo-Veneto, situazione che non si verificò.
La repressione in Europa
In Germania era fallito il tentativo di formare un grande regno unitario federale sotto la guida del re di Prussia, che aveva rifiutato la corona offerta dai patrioti.L'Ungheria tentava di resistere all'Impero austriaco, era salito al trono Francesco Giuseppe I (nipote del debole Ferdinando I), appena diociottenne ma energico e autoritario, ottenne l'aiuto dello zar di Russia e tra agosto e settembre 1848 sconfisse le forze ungheresi. In Francia era stato eletto presidente il nipote di Napoleone (dicembre 1848), Luigi Napoleone Bonaparte, che in gioventù aveva avuto simpatie carbonare, ma che era anche un uomo ambizioso e non voleva perdere popolarità e elettori. Nel 1849 per conquistarsi i voti dei cattolici inviò le truppe francesi in Italia per sconfiggere la Repubblica romana. Nel 1851 Luigi Napoleone dopo un contrasto col Parlamento rovesciò la seconda repubblica con un colpo di Stato e grazie a un plebiscito (votazione in cui il popolo è chiamato a decidere per questioni importanti) si fece proclamare imperatore del secondo impero (1852) con il nome di Napoleone III. Egli soppresse il suffragio generale, sciolse l'Assemblea legislativa e procedette alla definizione di una nuova Costituzione autoritaria.
I moti in Austria
A Vienna l'insurrezione iniziò nel marzo del 1848 e causò le dimissioni di Metternich, cancelliere (presidente) protagonista della Restaurazione. Tutto l'Impero era in rivolta, tutti i popoli che ne facevano parte chiedevano l'indipendenza: croati, sloveni, boemi, slovacchi, ungheresi. In particolar modo gli ungheresi guidati dal patriota Lajos Kossuth e dal poeta romantico Sándor Petőfi, si diedero un governo costituzionale e proclamarono l'indipendenza. Anche gli italiani del lombardo-veneto insorgono. L'imperatore Ferdinando I d'Austria promise la convocazione di un Parlamento eletto a suffragio generale, ma prestò iniziò la repressione.
Polonia
Nel novembre del 1830 i patrioti polacchi si ribellano ai dominatori russi, il movimento costituzionale fu represso dalle truppe dello zar in pochi mesi (gennaio 1831), poiché la sollevazione coinvolse ristretti strati della società.
Il Romanticismo
La corrente culturale del Romanticismo nasce in Germania alla fine del XVIII secolo e si diffonde in tutta Europa influenza letteratura, arte e filosofia. Agli inizi dell'Ottocento coloro che credettero negli ideali illuministi rimasero molto delusi poiché non portarono ai risultati desiderati di pace e progresso, ma a guerre e rovina. I Romantici si opposero, almeno in parte, alle idee illuministe, al posto della ragione esaltarono:
- il sentimento, la fantasia e la libertà creatrice,
- l'importanza della religione
- il Medioevo
- le tradizioni e i costumi locali (fiabe, leggende, poesie)
Parteciparono attivamente alle lotte per la libertà e l'indipendenza dei popoli. In Germania i fratelli Grimm raccolsero le fiabe popolari, cercanfovi una radice comune del popolo tedesco, in Italia Manzoni nei Promessi sposi propose una lingua che fosse comprensibile a tutti i lettori della penisola e Verdi compose melodrammi che suscitavano patriottismo, Chopin recuperò i temi del folkolore popolare della Polonia.
Francia
Nel 1824, morto Luigi XVIII di Borbone (che a suo tempo concesse una Costituzione "legittimista"), divenne re suo fratello Carlo X, che accentò la linea autoritaria, imbavagliando il Parlamento e applicando restrizioni alle libertà, imponendo una politica di parziale restaurazione dell'Antico Regime. Nel 1827 le elezioni registrarono la vittoria di un fronte liberale-moderato ostile alla linea del re, neanche la tornata elettorale del 1830 diede il risultato sperato dal sovrano.Carlo X emanò quattro ordinanze (decreti per cui la Costituzione non imponeva la ratifica del Parlamento) che prevedevano:
- restrizione del limitatissimo diritto di voto;
- soppressione della libertà di stampa;
- scioglimento del Parlamento;
- convocazione di nuove elezioni.
Nel 1830 (dal 27 al 29 luglio, le cosiddette tre gloriose giornate) i parigini insorgono, innalzano barricate e affrontano l'esercito regio sventolando il tricolore rivoluzionario. La cosiddetta rivoluzione di luglio fu portata avanti non solo da borghesi, ma anche dal popolo (artigiani, operai, studenti), Carlo X fuggì e fu incoronato re per volontà della nazione Luigi Filippo d'Orléans (lontano parente di Carlo X), inizia così la cosiddetta monarchia di luglio e fu emanata una nuova Costituzione, costituita d aun insieme di regole imposte dalla popolazione al nuovo monarca, grazie a essa la monarchia francese si trasformò da monarchia costituzionale a parlamentare (i ministri dovevano rispondere del proprio operato al Parlamento e non al re). Fu inoltre allargato il corpo elettorale. La monarchia di luglio promosse soprattutto gli interessi della borghesiam causando malcontento nella vecchia aristocrazia e nei gruppi democratici e repubblicani, protagonisti della rivoluzione.
I primi moti (1820-21)
Le società segrete promossero ribellioni in tutta Europa.In Spagna nel 1820 si ribellarono i militari che nel porto di Cadice si stavano imbarcando per le colonie americane per reprimere le rivolte indipendentiste, si unirono a loro i borghesi e Ferdinando VII fu costretto a emanare una Costituzione, analoga a quella di Cadice del 1812, elaborata durante la lotta antinapoleonica, simbolo di ribellione della popolazione spagnola contro il dominio straniero e con ampio diritto di voto. Seguì la Spagna il Portogallo, anche qui il re concesse una Costituzione.Stessa situazione si verificò in Russia alla morte dello zar Alessandro I (1825), scoppiò un moto ("decabrista", scoppiato nel mese di dicembre, dekabar) di giovani liberali , che mirava all'introduzione di una Costituzione, represso dal nuovo zar Nicola I. Nel Regno delle due Sicilie nel luglio 1820 l'iniziativa di carbonari e ufficiali dell'esercito portà il re Ferdinando a concedere la Costituzione, ispirata a quella spagnola. Si insediò a Napoli un Parlamento, che riuscì anche a domare una rivolta per l'indipendenza siciliana dal regno.
Le rivoluzioni del Quarantotto furono uno spartiacque fondamentale nello sviluppo in senso borghese dell'Europa ottocentesca. Grazie a esse fu definitivamente abolito il feudalesimo anche nei paesi in cui si conservavano tracce (Germania, Austria, Polonia, Ungheria, Boemia), segnando il tramonto giuridico dell'Antico Regime. Il liberalismo si preparò a diventare quasi ovunque forma realizzata di governo, in cui moderati e conservatori facevano fronte comune, contro l'autoritarismo dei sovrani e le forze che volevano rimettere in discussione l'ordine sociale. A parigi per esempio si erano scontrati la borghesia liberale e moderata contro gli strati sociali urbani subalterni con le loro rappresentanze politiche democratiche e repubblicane. Per la prima volta la spinta democratica si legò anche alla trasformazione dei rapporti tra le classi sociali. A questa spinta avevano dato voce nella prima metà dell'Ottocento le dottrine che Marx definì socialismo "utopistico". Dal 1848 in poi si diffuse anche il comunismo o socialismo "scientifico", come venne definito da Marx.
L'indipendenza nell'America centro-meridionale
Prendendo ispirazione dagli Stati Uniti tra il 1810 e il 1825 gli imperi coloniali spagnolo e portoghese cominciarono a pensare all'indipendenza, inizialmente quasi tutti i nuovi Stati scelsero la Repubblica, per poi diventare dittature militari. I possedimenti spagnoli, divisi in quattro vicereami, erano governati da funzionari provenienti dalla Spagna, mentre i sudditi nati nelle colonie controllavano le amministrazioni locali, i creoli (bianchi nati in America) erano il ceto dominante ma anche la minoranza rispetto agli indios, ai cosiddetti "meticci" (figli di uno spagnolo e un indio) e agli afrodiscendenti, che venivano sfruttati barbaramente. Quando nel 1808 Napoleone sottomise la Spagna le colonie furono isolate dalla madrepatria, il nuovo re Giuseppe Bonaparte (1808-1814) era troppo occupato a reprimere il dissenso. In questo vuoto di potere cominciarono a prendere potere i Cabildos, consigli comunali composti da maggioranza creola, rispetto ai funzionari spagnoli. 1811 primo tentativo di indipendenza a Caracas (Venezuela) del vicereame di Nuova Granada (guerra civile) fino a quello del Rio della Plata fino al 1815 quando si restaurò il dominio coloniale. I creoli volevano emanciparsi dal controllo della madrepatria e dalla pressione fiscale e la possibilità di sfruttare ancor più il resto della popolazione. Nel 1819 Simòn Bolìvar al termine di un conflitto durato anni fondò la Repubblica della Grande Colombia (Venezuela, Colombia e dal 1822 Ecuador), mentre José de San Martin liberò Argentina, Cile e Perù, entro il 1825 la gran parte dell'America del sud era libera dal dominio spagnolo. Non si formò uno stato unitario ma molte nazioni repubblicane (Bolivia, Colombia, Cile, Perù, Argentina, Paraguay).
Prima guerra di indipendenza
I lombardi chiesero subito l'intervento di Carlo Alberto del Regno di Sardegna, il re esitava perché avrebbe voluto estendere i confini del regno. Quando i rivoltosi avevano già quasi conquistato Milano completamente l'esercito piemontese varca il Ticino (che divideva il Piemonte e la Lombardia), il 23 marzo il Piemonte di Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria. Cominciò la Prima guerra di indipendenza, l'iniziativa del sovrano sabaudo fu imitata da altri sovrani della penisola, che inviarono contingenti armati, a cui si unirono molti volontari. I prìncipi italiani, però, parteciparono mal volentieri, temendo la forza del Piemonte. Pio IX ad esempio ritirò dopo poco le sue truppe, dichiarando di non poter fare guerra all'Austria cattolica, così fecero molti altri sovrani come il granduca di Toscana e il re delle due Sicilie. L'esercito piemontese vinse contro quello austriaco a Goito e a Peschiera, ma Carlo Alberto fu battuto a Custoza e fu costretto a chiedere un armistizio. Il 6 agosto le truppe austriache riprendono il controllo di Milano. Nel 1849 Carlo Alberto tenta di nuovo di sconfiggere gli austriaci a Novara, ma fu nuovamente sconfitto, abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II e si ritirò in esilio volontario.
La marcia di Radetsky, J.S. Strauus
L'idea di Nazione
Nel Settecento la parola "patria" era legata alla città d'origine, invece "nazione" a una piccola comunità cittadina o regionale. Solo tra il XVIII e il XIX si fa strada l'attuale idea di "nazione" come comunità di persone che condividono lingua, storia, religione, tradizione e costumi. La patria non è solo luogo in cui si nasce, ma madre dei suoi figli che sono tutti fratelli, l'amore per la patria è sacro e chi muore combattendo per essa è un martire. Il nazionalismo di ispirazione democratica sostiene una idea di nazione "dal basso", luogo di libertà, di derivazione franco-rivoluzionaria, la lotta per la nazione si intersecava all'indipendenza dallo straniero e alla fondazionedi una comunità di cittdini liberi, uniti da solidarietà e fratellanza. Un'altra idea di nazionalismo si sviluppò soprattutto nell'area germanica, a seguito dell'occupazione napoleonica, nacque il sogno di una nazione unitaria, capace di contrapporsi alla Francia, ma basata sulla conservazione delle tradizioni e sullo spirito nazionale tedesco. Il sentimento nazionale si diffuse nell'Ottocento e non prima perch* la dipendenza da un sovrano straniero oppure l'appartenenza a un impermo multietnico e multilinguistico (austriaco, russo, ottomano) cominciarono a essere avvertiti proprio allora come opprimenti e intollerabili. I legami tra centro e periferie si erano fatti più stretti, il ontrollo più soffocante, ciascuna delle unità territoriali dei grandi imperi era grande tanto un'intera nazione, furono in ogni caso importanti come fattori identitari la lingua e la religione. Il sentimento nazionale si affermò soprattutto presso i popoli che vantavano un'ampia tradizione letteraria scritta ed erano già relativamente urbanizzati, coinvolse intellettuali o rappresentanti delle classi elevate della società.
La situazione italiana
L'Italia fu nuovamente spezzettata e divisa in nove stati:
- Il regno lombardo-veneto, governato dall'Austria
- Il regno di Sardegna
- il ducato di Parma e Piacenza, il ducato di Modena e Reggio e il granducato di Toscana, assegnati a sovrani legati agli Asburgo d'Austria
- i ducati di Massa e Lucca
- lo Stato della Chiesa
- Il Regno delle due Sicilie
Roma e Firenze
Roma e Venezia si difendevano ancora, perciò la Francia, la Spagna, l'Austria e il Regno delle Due Sicilie si mobilitarono per ricollocare il papa nella sua sede. In difesa della Repubblica Romana accorsero volontari da tutta Italia. C'era Giuseppe Garibaldi, che aveva combattuto nelle lotte d'indipendenza sudamericane ed era tornato per partecipare alla prima guerra di indipendenza; c'era anche Goffredo Mameli, il giovane poeta genovesi che scrisse il testo del Canto degli italiani, futuro inno nazionale.All'inizio di giugno i francesi attaccano Roma per un mese, il 3 luglio 1849 impossibilitati a prolungare la resistenza i triumviri ordinano la resa e i francesi restaurano il potere temporale papale. Venezia resistette ancora un mese, ma assediata, cannoneggiata, priva di viveri e colpita dal colera fu costretta ad arrendersi agli austriaci in agosto.
I moti in Germania
Dopo l'insurrezione di Berlino del 18 marzo, il sovrano Federico Guglielmo IV fu costretto a convocare un Parlamento prussiano, inoltre si aggiunse la richiesta di un'Assemblea costituente di tutti gli Stati della Confederazione germanica che si riunì a Francoforte. I lavori di quest'assemblea, che avevano l'obiettivo di creare uno Stato nazionale tedesco, si fermarono sul dibattito relativo a due diversi modelli di Germania:
- la "grande Germania": stato nazionale gravitante attorno all'Austria;
- la "piccola Germania": stato sotto la guida dello Stato di Prussia degli Hoenzollern, che escludeva l'Austria.
Belgio
Le province cattoliche dei Paesi Bassi, sostenute da Francia e Inghilterra (che volevano smantellare uno stato forte), si ribellarono nel 1830 all'unione con l'Olanda, imposta dal Congresso di Vienna, proclamarono la loro indipendenza assumendo il nome di "Belgio". Nonostante l'opposizione di potenze come Austria e Russia (ancora legate agli accordi della Santa Alleanza), il Belgio ottenne l'indipendenza e una Costituzione liberale ancora più avanzata di quella francese.
Pio IX
Nel 1846 fu eletto papa Pio IX, papa che ben presto in cui fu visto il pontefice riformatore di Gioberti, infatti cominciò sin da subito a concedere riforme liberali:
- allenta la censura sulla stampa;
- istituisce la consulta di Stato (un Parlamento laico);
- costituisce una guardia civica formata da volontari;
- avvia le trattative per una lega doganale con Piemonte e Toscana.
L'Austria spaventata dalla liberalità del pontefice invia un esercito ad occupare Ferrara, la città più a nord dello Stato della Chiesa.
Gli altri sovrani italiani seguono il papa
Il quadro politico dopo il Congresso
La Francia perde i territori conquistati dopo il 1792.Furono creati gli Stati-cuscinetto (Svizzera, Regno di Sardegna dei Savoia con Piemonte e Liguria e Regno dei Paesi Bassi), che erano una barriera di Stati creati per scoraggiare l'espansione francese.L'Inghilterra tenne le colonie francesi, olandesi e spagnole ottenute durante le guerre napoleoniche, confermando il suo assoluto predominio sui mari. L'Austria cede il Belgio, ma ottiene la Lombardia, la Repubblica di Venezia e le coste della Dalmazia
Ripristino governi assoluti
Alcuni stati ripristinarono le monarchie assolute:
- Ferdinando VII di Spagna abolì la Costituzione di Cadice (emanata nel 1812 in opposizione all'occupazione napoleonica) e reintrodusse il tribunale dell'Inquisizione.
- Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, abolì il Codice napoleonico e restituì ai nobili titoli e cariche, tentò di far dimenticare ogni innovazione introdotta dai francesi.
La Grecia vittoriosa
Un'eccezione fu costituita dalla rivoluzione greca che ottenne l'indipendenza dall'Impero ottomano. La Grecia faceva parte di questo impero che era già in crisi da tempo e nel 1818 aveva concesso ai Serbi una certa autonomia. Nel 1821 i greci si ribellarono ai Turchi chiedendo libertà e indipendenza, la lotta fu promossa da una società segreta chiamata Eterìa ("associazione di amici"). Questa lotta ottenne la simpatia dei liberali europei, alcuni dei quali portarono fisicamente il loro aiuto (ad esempio Santarosa e Byron). La Santa Alleanza vedeva positivamente un indebolimento dell'Impero ottomano e perciò si schierò con gli insorti, che ottennero l'indipendenza nel 1829 (Trattato di Adrianopoli), salì al trono un principe tedesco (della dinastia regnante di Baviera), col nome di Ottone I.
Le rivolte vengono soffocate
Le potenze della Santa Alleanza organizzarono interventi in difesa dei sovrani.
- A Napoli la rivolta fu soffocata da un esercito austriaco chiamato dal re Ferdinando I e fu revocata la Costituzione;
- In Piemonte Carlo Felice rifiutò la Costituzione e ordinò a Carlo Alberto di unirsi alle truppe per reprimere i moti, gli insorti guidati da Santorre di Santarosa furono sconfitti da un esercito aiutato da truppe austriache;
- In Spagna la Restaurazione fu imposta con la forza da un esercito francese nel 1823.
Le Costituzioni vengono abolite, i controlli di polizia rinforzati e i patrioti condannati a carcere o esilio. In Italia furono condannati alcuni membri della carboneria tra cui Silvio Pellico.
I moti del lombardo-veneto
Venezia insorge il 17 marzo 1848, quando viene a conoscenza di cosa sta succedendo a Vienna, il leader democratico Daniele Manin proclama la repubblica e si prepara a sostenere a oltranza l'attacco degli Austriaci.Milano insorge dal 18 marzo per cinque giornate (fino al 22), il popolo di tutte le classi sociali e di tutte le età, guidato da federalisti come Cattaneo, organizza una folta rete di barricate, i collegamenti erano garantiti da bambini (i martinitt) che facevano da staffette. Il 20 marzo Milano era quasi tutta in mano agli insorti, il maresciallo austriaco Radetzky chiede un armistizio, che viene rifiutato. Il 21 marzo, alla notizia di un possibile intervento in loro aiuto da parte del Piemonte, i rivoltosi formano un governo provvisorio, espugnano Porta Tosa (da quel momento Porta Vittoria) e l'esercito austriaco fu costretto a ritirarsi.Il 23 marzo Carlo Alberto annuncia l'intervento del Piemonte, viene avviata la Prima guerra di indipendenza, che iniziò in un clima di entusiasmo generale, ma fu repressa dall'esercito austriaco.
Prima guerra d'indipendenza
5.1 STO L'età della restaurazione e i moti
Flavia Cecconi
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L'età della Restaurazione e i moti rivoluzionari
Restaurazione
Liberalismo, nazionalismo, romanticismo
Moti del '20
Moti del '30
Liberali italiani
Moti del '48
L'età della Restaurazione (1814-1848)
Il Congresso di Vienna e il diffondersi di idee liberali
La Restaurazione
Quadro politico
Ripasso: Rivoluzione francese
L'Italia
Ripasso: Napoleone
Nuove alleanze
Ripristino governi assoluti
Liberali
Romantici
L'idea di Nazione
Il viandante sul mare di nebbia, C.D. Friedrich, 1818
I primi moti (1820-1821)
Lotte per l'indipendenza nell'America meridionale
Spagna, Portogallo, Regno delle due Sicilie
Brasile
Moti italiani
Lombardia e Piemonte
Centro
Società segrete
Repressione
Grecia (l'eccezione)
I moti degli anni Trenta
Francia
Belgio
Polonia
Inghilterra
La libertà che guida il popolo, E. Delacroix, 1830
ITALIA
I moti italiani del '30
MODERATI
Cesare Balbo (1789-1853)
Vincenzo Gioberti(1801-1852)
DEMOCRATICI
Pio IX (1792-1878, pontificato 1846-78)
Giuseppe Mazzini (1805-1871)
Neoguelfismo
Carlo Cattaneo (1801-1869)
Massimo d'Azeglio (1798-1866)
I moti del 1848
"La primavera dei popoli"
Francia
Impero austriaco
Germania
La repressione in Europa
La penisola italiana
Risorgimento italiano
Prima rivolta e Costituzioni
Lo Statuto albertino
Confronto tra le rivolte europee
I guerra di indipendenza
Il lombardo-veneto
1848: Spartiacque della storia europea
Roma e Firenze
La repressione
Si moltiplicano le società segrete
Le idee liberali furono giudicate pericolose perciò molti furono arrestati e condannati, furono quindi costretti a riunirsi in società segrete per cospirare, cioè organizzare rivolte contro lo stato. Si unirono a queste società soprattutto soldati, studenti e intellettuali.La massoneria, che si ispirava nei simboli alle corporazioni medievali dei muratori, esisteva sin dal 1717, ma durante la Restaurazione si moltiplicarono società segrete in tutta Europa. In Italia si diffuse la Carboneria, che riprendeva linguaggio e simboli dal mondo dei carbonari e si poneva come obiettivi la costituzione, la conquista di libertà individuali, il rifiuto dell'influenza austriaca sulla penisola.
I liberali
I liberali si oppongono all'assolutismo, chiedevano la limitazione dei poteri del re e l'aumento delle libertà dei cittadini, come:
- libertà di opinione, parola e stampa (espressione delle proprie idee con parole o scritti)
- libertà di associazione (possibilità di riunirsi)
- libertà di culto (professione di una religione o di un'altra)Le varie forme di pensiero liberale furono dette liberalismo.
I liberali si dividevano in:- moderati, secondo cui la miglior forma di governo era la monarchia costituzionale, in cui il potere del re era limitato da una costituzione e un parlamento; riconoscevano il diritto di voto solo ai cittadini di una certa ricchezza e istruzione
- democratici, secondo cui la miglior forma di governo era la repubblica; riconoscevano il diritto di voto a tutti i cittadini maschi adulti
In economia i liberali credevano che lo Stato doveva ridurre al minimo il suo intervento, chiedevano di eliminare o ridurre le tasse sulle merci, che facevano aumentare il prezzo dei prodotti e ostacolavano gli scambi. Inoltre, pensavano che la libera concorrenza favorisse gli imprenditori più abili. La dottrina economica fondata su questo libero mercato fu chiamata liberismo.Gli ideali liberali si diffusero soprattutto tra i borghesi: imprenditori, commercianti, ufficiali e funzionari, intellettuali e giornalisti. Soprattutto la borghesia liberale guidò i moti del XIX secolo.Nuove alleanze
I sovrani europei compresero che era impossibile cancellare ciò che era successo con la Rivoluzione, i cittadini europei avevano iniziato a sentirsi parte di una Nazione. I re crearono un sistema di alleanze militari per impedire lo scoppio di altre rivoluzioni. Nel 1815 Austria, Russia e Prussia, firmarono il patto della Santa Alleanza, con cui si proponevano di proteggere la religione, la pace e la giustizia e come sovrani cristiani si impegnavano ad aiutarsi tra loro. Con la firma dell'altro patto diplomatico-militare, la Quadruplice Alleanza a cui aderì anche la Gran Bretagna, si cominciò a riflettere anche sul principio di intervento per cui le potenze potevano avere il diritto-dovere di intervenire dal punto di vista militare in caso di insurrezioni contro i regnanti mantenere la pace, questo principio venne usato per ridurre i popoli all'obbedienza.
Inghilterra
La Gran Bretagna divenne il "paese faro" del costituzionalismo liberale, tra il 1815 e il 1830 la maggioranza parlamentare, di orientamento conservatore, aveva contrastato il movimento radicale che aveva come obiettivo di estendere il suffragio elettorale fino a farlo diventare generale (voto di tutti i cittadini maschi). Nel 1832 fu emanata una riforma elettorale che elevò il numero degli elettoridel 50% (5% della popolazione), diventando in ogni caso il paese europeo con il suffragio più largo. Ci fu una modifica delle circoscrizioni elettorali: venne attribuito maggiore peso elettorale (in termine di numero di rappresentanti) ai distretti dei grandi centri industriali (punti di forza del partito liberale whig e di quello democratico radicale) ai danni dei cosiddetti "borghi putridi", aree di campagna in cui i proprietari terrieri erano egemoni e dove era radicato il partito conservatore tory. Dopo questa riforma i liberali conquistarono la maggioranza in parlamento e si cominciava a realizzare l'avanzata dell'Inghilterra borghese-industriale.
Italia
Le insurrezioni partirono da Modena nel 1831, gli insorti erano guidati dal patriota Ciro Menotti, le rivolte si diffusero poi anche a Parma e Bologna e in altri territori dello Stato della Chiesa (Romagna, Marche e Umbria). I patrioti avevano fiducia in un aiuto del re della Francia liberale Luigi Filippo, che però non si mosse, invece un esercito austriaco pose fine alla rivolta, Ciro Menotti fu fatto catturare e impiccare dal duca di Modena, che in un primo momento aveva appoggiato l'azione dei patrioti.
Moderati
Dopo il fallimento dei moti mazziniani l'iniziativa passò ai moderati, ispirati da idee meno radicali, i quali pensavano che si potesse collaborare con i sovrani e ottenere riforme, leggi migliori, libertà...Ad esempio furono chieste con insistenza: - l'unione doganale dell'Italia (abolizione delle barriere doganali, ovvero dei dazi, si citava lo Zollverein degli Stati tedeschi del 1834) - la costruzione di ferrovie (che avrebbero potuto unire territori italiani). I liberali si orientarono quindi verso il federalismo, ovvero l'unione degli Stati italiani in una confederazione (in cui nessuno Stato avrebbe perso autonomia).
Il Congresso di Vienna (1814-1815)
Le grandi potenze unite nel Congresso di Vienna (in particolar modo Austria, Regno Unito, Prussia e Russia) si impegnano a restaurare ("ristabilire") la situazione politica precedente alla rivoluzione francese e alle guerre napoleoniche, seguendo il principio di legittimità (re per diritto divino deve tornare sul legittimo trono) e il principio di equilibrio (di grandi potenze che non potevano prevalere sulle altre). Questo accordo, detto "concerto europeo", assicurò un lungo periodo di pace.Il Congresso non tenne conto dei desideri dei sudditi, causando insurrezioni e rivolte ("i moti"), spesso represse nel sangue. Ebbe così inizio l'eta della restaurazione (1814-1848).
Perché il tentativo di restaurare l'Ancien Régime* dopo Napoleone era destinato a fallire? *Antico regime è il termine con il quale gli storici indicano l'insieme delle istituzioni politiche, giuridiche, economiche e sociali caratteristiche di gran parte dell'Europa tra 16° e 18° secolo. Si trattava di società strutturate e divise per ceti, ossia gruppi sociali più o meno ristretti, di regola rigidamente separati. Il clero e soprattutto la nobiltà ‒ chiamati il 'primo' e il 'secondo stato' ‒ godevano di enormi privilegi, per lo più eredità dell'età feudale, ai danni del cosiddetto 'terzo stato', di gran lunga il più numeroso, formato dalla borghesia e dai ceti popolari, che non godevano di alcun diritto politico ed erano costretti a pagare tasse molto alte.
Mazzini e i moti mazziniani
Nella prima metà dell'Ottocento molte persone che avevano partecipato ai moti o iscritti a società segrete furono costrette a rifugiarsi all'estero, tra loro vi fu il politico e patriota genovese Giuseppe Mazzini, che dedicò la sua vita alla causa dell'unità nazionale italiana.
Democratici e concetto di "popolo"
La Giovine Italia
Rivendicazioni basate su principi di equità sociale
Moti mazziniani
Roma e Firenze
Anche a Roma e a Firenze cominciano violente agitazioni popolari. Il papa fugge e si rifugia a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando II delle Due Sicilie e quando a Firenze si forma un governo democratico lo raggiunge anche il granduca di Toscana, Leopoldo d'Asburgo Lorena. A Roma un nuovo parlamento eletto a suffragio generale maschile dichiarò la fine del potere temporale dei papi e proclamò la Repubblica Romana (9 febbraio 1849), il governo fu assunto provvisoriamente da un triumvirato (governo di 3 persone) di cui faceva parte anche Mazzini. Si cominciò a preparare una nuova costituzione democratica, che però non entrò mai in vigore. Dopo la sconfitta di Carlo Alberto l'Austria riuscì a riconquistare tutte le città lombarde che erano insorte. Nel maggio 1849 un esercito austriaco occupò la Toscana e il granduca poté ritornare. Inoltre, nello stesso mese Ferdinando II riuscì a riconquistare la Sicilia che si era staccata da Napoli proclamandosi indipendente. Il re delle due Sicilie e il granduca di Toscana revocarono le Costituzioni.
La matrice liberale e nazionale dei moti successivi al Congresso di Vienna esplose nel 1848, nonostante tra gli anni Trenta e Quaranta fosse percepibile una crescita della vivacità e dello spirito di iniziativa dell'opinione pubblica, le rivoluzioni del 1848 furono percepite come una tempesta (ancora oggi è diffusa l'espressione "fare un Quarantotto" = "portare scompiglio"). Rivoluzione e Costituzione, durante i mesi che gli storici hanno definito "la primavera dei popoli", divennero un binomio inscindibile, in nome di una Costituzione l'Europa scese in piazza, si ribellò ai governanti, impose l'estensione dei diritti e la trasformazione dei sudditi in cittadini, insorsero: Palermo, Napoli, Parigi, Vienna, Berlino, Venezia, Milano, Budapest e Praga. In particolare da Parigi la rivoluzione si diffuse in Europa, tutti i popoli si batterono per:
- la Costituzione;
- l'unità nazionale;
- l'indipendenza dallo straniero.
I sovrani cedettero agli insorti per timore di un'ondata rivoluzionaria che sembrava inarrestabile.I moti in Francia
In tutta Europa scoppiò una grave crisi economica poco prima della metà dell'Ottocento, provocata dalla carestia che aveva colpito le campagne (1845-1847) in Francia crebbe il malcontento nei confronti del re (per volontà del popolo) Luigi Filippo d'Orleans, accusato di favorire i borghesi. Nel 1848 il popolo di Parigi insorge dopo che il governo vieta una manifestazione politica organizzata dall'opposizione parlamentare per raccogliere firme chiedere una riforma elettorale. I ribelli chiedevano:
- diritti politici (tra cui il suffragio generale maschile);
- maggiore giustizia sociale (cioè una più giusta distribuzione dei beni tra le diverse classi, per ridurre la disuguaglianza tra ricchi e poveri).
Il re ebbe paura e fuggì, venne proclamata la repubblica (la seconda dopo quella rivoluzionaria del 1792), il governo proclamò il suffragio generale maschile e istituì le officine statali (atelier nationaux) per dare lavoro ai disoccupati. Le elezioni successive però furono a maggioranza moderata e le officine vennero chiuse, la ricca borghesia mantenne il potere.Ci furono rivolte in tutta Europa ma non in tutti i paesi ci furono le stesse rivendicazioni:
- A Parigi si misero al centro le rivendicazioni sociali degli strati popolari;
- In Italia, Ungheria e Boemia, il tema costituzionale si intrecciò con quello della nazionalità e dell'indipendenza dall'Austria
In alcuni luoghi il Quarantotto ebbe un'impronta violenta con scontri tra manifestanti e forze dell'ordine (Parigi, Berlino, Milano), in altri luoghi si risolse con manifestazioni pacifiche degli strati elevati della cittadinanza.La prima scintilla del Quarantotto in Italia si accese a Palermo, dove scoppiò una rivolta che chiedeva l'autonomia da Napoli, ciò portò il re Ferdinando II di Borbone a concedere la Costituzione al regno intero. Trascinati da un effetto domino e sollecitati dalla mobilitazione popolare Carlo Alberto di Savoia promulgò lo Statuto albertino, ne seguirono l'esempio Leopoldo II di Toscana e anche Pio IX. Le Carte costituzionali promulgate si ispirarono a quella francese del 1830, erano di tipo liberale-censitario (il diritto di voto era assegnato solo ai cittadini più ricchi) e ancora molto rispettose delle prerogative del re.
Cospirazione tra Lombardia e Piemonte
Nella penisola italiana non si sollevò solamente il meridione, vi furono moti anche nel settentrione: nel Regno di Sardegna ebbero ruolo determinante i giovani ufficiali, l'obiettivo era ambizioso poiché non volevano solo una Costituzione, ma anche la liberazione del Regno Lombardo-Veneto sotto il dominio austriaco e l'istituzione di un regno liberale dell'Alta Italia sotto la Corona sabauda. I patrioti in Piemonte erano appoggiati dal principe Carlo Alberto, probabile erede al trono. Quando scoppiò la ribellione il re Vittorio Emanuele I abdicò a favore del fratello Carlo Felice, che si trovava lontano dal regno, così temporaneamente resse il regno Carlo Alberto, che sotto la pressione degli insorti concesse una Costituzione (ispirata a quella spagnola) in attesa degli ordini del nuovo re. I patrioti piemontesi cercarono di coinvolgere quelli lombardi attraverso la carboneria, ma furono scoperti e fermati, inoltre pensavano che Carlo Alberto sarebbe intervenuto con una campagna militare contro l'Austria per l'annessione del Lombardo-Veneto, situazione che non si verificò.
La repressione in Europa
In Germania era fallito il tentativo di formare un grande regno unitario federale sotto la guida del re di Prussia, che aveva rifiutato la corona offerta dai patrioti.L'Ungheria tentava di resistere all'Impero austriaco, era salito al trono Francesco Giuseppe I (nipote del debole Ferdinando I), appena diociottenne ma energico e autoritario, ottenne l'aiuto dello zar di Russia e tra agosto e settembre 1848 sconfisse le forze ungheresi. In Francia era stato eletto presidente il nipote di Napoleone (dicembre 1848), Luigi Napoleone Bonaparte, che in gioventù aveva avuto simpatie carbonare, ma che era anche un uomo ambizioso e non voleva perdere popolarità e elettori. Nel 1849 per conquistarsi i voti dei cattolici inviò le truppe francesi in Italia per sconfiggere la Repubblica romana. Nel 1851 Luigi Napoleone dopo un contrasto col Parlamento rovesciò la seconda repubblica con un colpo di Stato e grazie a un plebiscito (votazione in cui il popolo è chiamato a decidere per questioni importanti) si fece proclamare imperatore del secondo impero (1852) con il nome di Napoleone III. Egli soppresse il suffragio generale, sciolse l'Assemblea legislativa e procedette alla definizione di una nuova Costituzione autoritaria.
I moti in Austria
A Vienna l'insurrezione iniziò nel marzo del 1848 e causò le dimissioni di Metternich, cancelliere (presidente) protagonista della Restaurazione. Tutto l'Impero era in rivolta, tutti i popoli che ne facevano parte chiedevano l'indipendenza: croati, sloveni, boemi, slovacchi, ungheresi. In particolar modo gli ungheresi guidati dal patriota Lajos Kossuth e dal poeta romantico Sándor Petőfi, si diedero un governo costituzionale e proclamarono l'indipendenza. Anche gli italiani del lombardo-veneto insorgono. L'imperatore Ferdinando I d'Austria promise la convocazione di un Parlamento eletto a suffragio generale, ma prestò iniziò la repressione.
Polonia
Nel novembre del 1830 i patrioti polacchi si ribellano ai dominatori russi, il movimento costituzionale fu represso dalle truppe dello zar in pochi mesi (gennaio 1831), poiché la sollevazione coinvolse ristretti strati della società.
Il Romanticismo
La corrente culturale del Romanticismo nasce in Germania alla fine del XVIII secolo e si diffonde in tutta Europa influenza letteratura, arte e filosofia. Agli inizi dell'Ottocento coloro che credettero negli ideali illuministi rimasero molto delusi poiché non portarono ai risultati desiderati di pace e progresso, ma a guerre e rovina. I Romantici si opposero, almeno in parte, alle idee illuministe, al posto della ragione esaltarono:
- il sentimento, la fantasia e la libertà creatrice,
- l'importanza della religione
- il Medioevo
- le tradizioni e i costumi locali (fiabe, leggende, poesie)
Parteciparono attivamente alle lotte per la libertà e l'indipendenza dei popoli. In Germania i fratelli Grimm raccolsero le fiabe popolari, cercanfovi una radice comune del popolo tedesco, in Italia Manzoni nei Promessi sposi propose una lingua che fosse comprensibile a tutti i lettori della penisola e Verdi compose melodrammi che suscitavano patriottismo, Chopin recuperò i temi del folkolore popolare della Polonia.Francia
Nel 1824, morto Luigi XVIII di Borbone (che a suo tempo concesse una Costituzione "legittimista"), divenne re suo fratello Carlo X, che accentò la linea autoritaria, imbavagliando il Parlamento e applicando restrizioni alle libertà, imponendo una politica di parziale restaurazione dell'Antico Regime. Nel 1827 le elezioni registrarono la vittoria di un fronte liberale-moderato ostile alla linea del re, neanche la tornata elettorale del 1830 diede il risultato sperato dal sovrano.Carlo X emanò quattro ordinanze (decreti per cui la Costituzione non imponeva la ratifica del Parlamento) che prevedevano:
- restrizione del limitatissimo diritto di voto;
- soppressione della libertà di stampa;
- scioglimento del Parlamento;
- convocazione di nuove elezioni.
Nel 1830 (dal 27 al 29 luglio, le cosiddette tre gloriose giornate) i parigini insorgono, innalzano barricate e affrontano l'esercito regio sventolando il tricolore rivoluzionario. La cosiddetta rivoluzione di luglio fu portata avanti non solo da borghesi, ma anche dal popolo (artigiani, operai, studenti), Carlo X fuggì e fu incoronato re per volontà della nazione Luigi Filippo d'Orléans (lontano parente di Carlo X), inizia così la cosiddetta monarchia di luglio e fu emanata una nuova Costituzione, costituita d aun insieme di regole imposte dalla popolazione al nuovo monarca, grazie a essa la monarchia francese si trasformò da monarchia costituzionale a parlamentare (i ministri dovevano rispondere del proprio operato al Parlamento e non al re). Fu inoltre allargato il corpo elettorale. La monarchia di luglio promosse soprattutto gli interessi della borghesiam causando malcontento nella vecchia aristocrazia e nei gruppi democratici e repubblicani, protagonisti della rivoluzione.I primi moti (1820-21)
Le società segrete promossero ribellioni in tutta Europa.In Spagna nel 1820 si ribellarono i militari che nel porto di Cadice si stavano imbarcando per le colonie americane per reprimere le rivolte indipendentiste, si unirono a loro i borghesi e Ferdinando VII fu costretto a emanare una Costituzione, analoga a quella di Cadice del 1812, elaborata durante la lotta antinapoleonica, simbolo di ribellione della popolazione spagnola contro il dominio straniero e con ampio diritto di voto. Seguì la Spagna il Portogallo, anche qui il re concesse una Costituzione.Stessa situazione si verificò in Russia alla morte dello zar Alessandro I (1825), scoppiò un moto ("decabrista", scoppiato nel mese di dicembre, dekabar) di giovani liberali , che mirava all'introduzione di una Costituzione, represso dal nuovo zar Nicola I. Nel Regno delle due Sicilie nel luglio 1820 l'iniziativa di carbonari e ufficiali dell'esercito portà il re Ferdinando a concedere la Costituzione, ispirata a quella spagnola. Si insediò a Napoli un Parlamento, che riuscì anche a domare una rivolta per l'indipendenza siciliana dal regno.
Le rivoluzioni del Quarantotto furono uno spartiacque fondamentale nello sviluppo in senso borghese dell'Europa ottocentesca. Grazie a esse fu definitivamente abolito il feudalesimo anche nei paesi in cui si conservavano tracce (Germania, Austria, Polonia, Ungheria, Boemia), segnando il tramonto giuridico dell'Antico Regime. Il liberalismo si preparò a diventare quasi ovunque forma realizzata di governo, in cui moderati e conservatori facevano fronte comune, contro l'autoritarismo dei sovrani e le forze che volevano rimettere in discussione l'ordine sociale. A parigi per esempio si erano scontrati la borghesia liberale e moderata contro gli strati sociali urbani subalterni con le loro rappresentanze politiche democratiche e repubblicane. Per la prima volta la spinta democratica si legò anche alla trasformazione dei rapporti tra le classi sociali. A questa spinta avevano dato voce nella prima metà dell'Ottocento le dottrine che Marx definì socialismo "utopistico". Dal 1848 in poi si diffuse anche il comunismo o socialismo "scientifico", come venne definito da Marx.
L'indipendenza nell'America centro-meridionale
Prendendo ispirazione dagli Stati Uniti tra il 1810 e il 1825 gli imperi coloniali spagnolo e portoghese cominciarono a pensare all'indipendenza, inizialmente quasi tutti i nuovi Stati scelsero la Repubblica, per poi diventare dittature militari. I possedimenti spagnoli, divisi in quattro vicereami, erano governati da funzionari provenienti dalla Spagna, mentre i sudditi nati nelle colonie controllavano le amministrazioni locali, i creoli (bianchi nati in America) erano il ceto dominante ma anche la minoranza rispetto agli indios, ai cosiddetti "meticci" (figli di uno spagnolo e un indio) e agli afrodiscendenti, che venivano sfruttati barbaramente. Quando nel 1808 Napoleone sottomise la Spagna le colonie furono isolate dalla madrepatria, il nuovo re Giuseppe Bonaparte (1808-1814) era troppo occupato a reprimere il dissenso. In questo vuoto di potere cominciarono a prendere potere i Cabildos, consigli comunali composti da maggioranza creola, rispetto ai funzionari spagnoli. 1811 primo tentativo di indipendenza a Caracas (Venezuela) del vicereame di Nuova Granada (guerra civile) fino a quello del Rio della Plata fino al 1815 quando si restaurò il dominio coloniale. I creoli volevano emanciparsi dal controllo della madrepatria e dalla pressione fiscale e la possibilità di sfruttare ancor più il resto della popolazione. Nel 1819 Simòn Bolìvar al termine di un conflitto durato anni fondò la Repubblica della Grande Colombia (Venezuela, Colombia e dal 1822 Ecuador), mentre José de San Martin liberò Argentina, Cile e Perù, entro il 1825 la gran parte dell'America del sud era libera dal dominio spagnolo. Non si formò uno stato unitario ma molte nazioni repubblicane (Bolivia, Colombia, Cile, Perù, Argentina, Paraguay).
Prima guerra di indipendenza
I lombardi chiesero subito l'intervento di Carlo Alberto del Regno di Sardegna, il re esitava perché avrebbe voluto estendere i confini del regno. Quando i rivoltosi avevano già quasi conquistato Milano completamente l'esercito piemontese varca il Ticino (che divideva il Piemonte e la Lombardia), il 23 marzo il Piemonte di Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria. Cominciò la Prima guerra di indipendenza, l'iniziativa del sovrano sabaudo fu imitata da altri sovrani della penisola, che inviarono contingenti armati, a cui si unirono molti volontari. I prìncipi italiani, però, parteciparono mal volentieri, temendo la forza del Piemonte. Pio IX ad esempio ritirò dopo poco le sue truppe, dichiarando di non poter fare guerra all'Austria cattolica, così fecero molti altri sovrani come il granduca di Toscana e il re delle due Sicilie. L'esercito piemontese vinse contro quello austriaco a Goito e a Peschiera, ma Carlo Alberto fu battuto a Custoza e fu costretto a chiedere un armistizio. Il 6 agosto le truppe austriache riprendono il controllo di Milano. Nel 1849 Carlo Alberto tenta di nuovo di sconfiggere gli austriaci a Novara, ma fu nuovamente sconfitto, abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II e si ritirò in esilio volontario.
La marcia di Radetsky, J.S. Strauus
L'idea di Nazione
Nel Settecento la parola "patria" era legata alla città d'origine, invece "nazione" a una piccola comunità cittadina o regionale. Solo tra il XVIII e il XIX si fa strada l'attuale idea di "nazione" come comunità di persone che condividono lingua, storia, religione, tradizione e costumi. La patria non è solo luogo in cui si nasce, ma madre dei suoi figli che sono tutti fratelli, l'amore per la patria è sacro e chi muore combattendo per essa è un martire. Il nazionalismo di ispirazione democratica sostiene una idea di nazione "dal basso", luogo di libertà, di derivazione franco-rivoluzionaria, la lotta per la nazione si intersecava all'indipendenza dallo straniero e alla fondazionedi una comunità di cittdini liberi, uniti da solidarietà e fratellanza. Un'altra idea di nazionalismo si sviluppò soprattutto nell'area germanica, a seguito dell'occupazione napoleonica, nacque il sogno di una nazione unitaria, capace di contrapporsi alla Francia, ma basata sulla conservazione delle tradizioni e sullo spirito nazionale tedesco. Il sentimento nazionale si diffuse nell'Ottocento e non prima perch* la dipendenza da un sovrano straniero oppure l'appartenenza a un impermo multietnico e multilinguistico (austriaco, russo, ottomano) cominciarono a essere avvertiti proprio allora come opprimenti e intollerabili. I legami tra centro e periferie si erano fatti più stretti, il ontrollo più soffocante, ciascuna delle unità territoriali dei grandi imperi era grande tanto un'intera nazione, furono in ogni caso importanti come fattori identitari la lingua e la religione. Il sentimento nazionale si affermò soprattutto presso i popoli che vantavano un'ampia tradizione letteraria scritta ed erano già relativamente urbanizzati, coinvolse intellettuali o rappresentanti delle classi elevate della società.
La situazione italiana
L'Italia fu nuovamente spezzettata e divisa in nove stati:
Roma e Firenze
Roma e Venezia si difendevano ancora, perciò la Francia, la Spagna, l'Austria e il Regno delle Due Sicilie si mobilitarono per ricollocare il papa nella sua sede. In difesa della Repubblica Romana accorsero volontari da tutta Italia. C'era Giuseppe Garibaldi, che aveva combattuto nelle lotte d'indipendenza sudamericane ed era tornato per partecipare alla prima guerra di indipendenza; c'era anche Goffredo Mameli, il giovane poeta genovesi che scrisse il testo del Canto degli italiani, futuro inno nazionale.All'inizio di giugno i francesi attaccano Roma per un mese, il 3 luglio 1849 impossibilitati a prolungare la resistenza i triumviri ordinano la resa e i francesi restaurano il potere temporale papale. Venezia resistette ancora un mese, ma assediata, cannoneggiata, priva di viveri e colpita dal colera fu costretta ad arrendersi agli austriaci in agosto.
I moti in Germania
Dopo l'insurrezione di Berlino del 18 marzo, il sovrano Federico Guglielmo IV fu costretto a convocare un Parlamento prussiano, inoltre si aggiunse la richiesta di un'Assemblea costituente di tutti gli Stati della Confederazione germanica che si riunì a Francoforte. I lavori di quest'assemblea, che avevano l'obiettivo di creare uno Stato nazionale tedesco, si fermarono sul dibattito relativo a due diversi modelli di Germania:
Belgio
Le province cattoliche dei Paesi Bassi, sostenute da Francia e Inghilterra (che volevano smantellare uno stato forte), si ribellarono nel 1830 all'unione con l'Olanda, imposta dal Congresso di Vienna, proclamarono la loro indipendenza assumendo il nome di "Belgio". Nonostante l'opposizione di potenze come Austria e Russia (ancora legate agli accordi della Santa Alleanza), il Belgio ottenne l'indipendenza e una Costituzione liberale ancora più avanzata di quella francese.
Pio IX
Nel 1846 fu eletto papa Pio IX, papa che ben presto in cui fu visto il pontefice riformatore di Gioberti, infatti cominciò sin da subito a concedere riforme liberali:
- allenta la censura sulla stampa;
- istituisce la consulta di Stato (un Parlamento laico);
- costituisce una guardia civica formata da volontari;
- avvia le trattative per una lega doganale con Piemonte e Toscana.
L'Austria spaventata dalla liberalità del pontefice invia un esercito ad occupare Ferrara, la città più a nord dello Stato della Chiesa.Gli altri sovrani italiani seguono il papa
Il quadro politico dopo il Congresso
La Francia perde i territori conquistati dopo il 1792.Furono creati gli Stati-cuscinetto (Svizzera, Regno di Sardegna dei Savoia con Piemonte e Liguria e Regno dei Paesi Bassi), che erano una barriera di Stati creati per scoraggiare l'espansione francese.L'Inghilterra tenne le colonie francesi, olandesi e spagnole ottenute durante le guerre napoleoniche, confermando il suo assoluto predominio sui mari. L'Austria cede il Belgio, ma ottiene la Lombardia, la Repubblica di Venezia e le coste della Dalmazia
Ripristino governi assoluti
Alcuni stati ripristinarono le monarchie assolute:
La Grecia vittoriosa
Un'eccezione fu costituita dalla rivoluzione greca che ottenne l'indipendenza dall'Impero ottomano. La Grecia faceva parte di questo impero che era già in crisi da tempo e nel 1818 aveva concesso ai Serbi una certa autonomia. Nel 1821 i greci si ribellarono ai Turchi chiedendo libertà e indipendenza, la lotta fu promossa da una società segreta chiamata Eterìa ("associazione di amici"). Questa lotta ottenne la simpatia dei liberali europei, alcuni dei quali portarono fisicamente il loro aiuto (ad esempio Santarosa e Byron). La Santa Alleanza vedeva positivamente un indebolimento dell'Impero ottomano e perciò si schierò con gli insorti, che ottennero l'indipendenza nel 1829 (Trattato di Adrianopoli), salì al trono un principe tedesco (della dinastia regnante di Baviera), col nome di Ottone I.
Le rivolte vengono soffocate
Le potenze della Santa Alleanza organizzarono interventi in difesa dei sovrani.
- A Napoli la rivolta fu soffocata da un esercito austriaco chiamato dal re Ferdinando I e fu revocata la Costituzione;
- In Piemonte Carlo Felice rifiutò la Costituzione e ordinò a Carlo Alberto di unirsi alle truppe per reprimere i moti, gli insorti guidati da Santorre di Santarosa furono sconfitti da un esercito aiutato da truppe austriache;
- In Spagna la Restaurazione fu imposta con la forza da un esercito francese nel 1823.
Le Costituzioni vengono abolite, i controlli di polizia rinforzati e i patrioti condannati a carcere o esilio. In Italia furono condannati alcuni membri della carboneria tra cui Silvio Pellico.I moti del lombardo-veneto
Venezia insorge il 17 marzo 1848, quando viene a conoscenza di cosa sta succedendo a Vienna, il leader democratico Daniele Manin proclama la repubblica e si prepara a sostenere a oltranza l'attacco degli Austriaci.Milano insorge dal 18 marzo per cinque giornate (fino al 22), il popolo di tutte le classi sociali e di tutte le età, guidato da federalisti come Cattaneo, organizza una folta rete di barricate, i collegamenti erano garantiti da bambini (i martinitt) che facevano da staffette. Il 20 marzo Milano era quasi tutta in mano agli insorti, il maresciallo austriaco Radetzky chiede un armistizio, che viene rifiutato. Il 21 marzo, alla notizia di un possibile intervento in loro aiuto da parte del Piemonte, i rivoltosi formano un governo provvisorio, espugnano Porta Tosa (da quel momento Porta Vittoria) e l'esercito austriaco fu costretto a ritirarsi.Il 23 marzo Carlo Alberto annuncia l'intervento del Piemonte, viene avviata la Prima guerra di indipendenza, che iniziò in un clima di entusiasmo generale, ma fu repressa dall'esercito austriaco.
Prima guerra d'indipendenza