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Rappresenta un caso particolare: costituisce infatti una parte emersa del fondale oceanico L’allontanamento reciproco delle placche Nordamericana ed Eurasiatica, da solo, non sarebbe stato sufficiente a permettere l’accumulo di una quantità di lava così grande da formare l’isola. Un altro fattore vi ha contributo: la presenza, al di sotto dell’Islanda, di un punto caldo, Si suppone che i punti caldi siano originati da pennacchi, correnti cilindriche di risalita di materiale forse dalle zone profonde del mantello, o al confine con il nucleo e ciò spiegherebbe la diversa composizione chimica del magma.
L'Islanda
Marigini convergenti
La crosta oceanica di una placca subduce al di sotto della crosta continentale di un altra placca; in questo caso si forma una serie di vulcani allineati, chiamata arco magmatico. L'associazione di fossa di subduzione e arco magmatico è detta sistema arco-fossa.La placca che discende fonde, generando lava di tipo andesitico. Durante la risalita, parte di esso rimane imprigionato nella crosta continentale formando batoliti, che la sollevano e la ispessiscono. Il magma che giunge in superficie dà origine ad effusioni esplosive andesitiche.
La dorsale oceanica
Sotto gli oceani vi sono delle catene montuose, che si estendono, come la cucitura di un pallone da rugby, per più di 60.000 km su tutto la superficie del pianeta; larghe da 1000 a 4000Km s’innalzano fino a 2700 m sopra le piane abissali oceaniche. Sono caratteristiche dei margini divergenti, dai quali sgorgano i magmi che ne costituiscono l’ossatura. E’ lungo le dorsali medio-oceaniche che il pianeta rinnova la sua pelle, ovvero la litosfera
Vulcanismo intraplacca
Il vulcanismo si manifesta anche all'interno di placche oceaniche e continentali, che risultano lontani dai loro margini, ed è causato dal movimento delle placche stesse su un "punto caldo" fisso, da cui i magmi possono penetrare in superficie attraversando la crosta terrestre. L’esempio più noto è quello delle isole vulcaniche delle Hawaii che si trovano all'interno della placca del Pacifico.L'età dei vulcani è proporzionale alla distanza dal punto caldo (in direzione dello spostamento della placca).
I margini trascorrenti
In alcune aree del pianeta le placche si muovono scorrendo orizzonalmente l'una accanto all'altra in direzioni opposte. Dal momento che i bordi delle placche sono molto irregolari, spesso queste si “incastrano” le une con le altre ed iniziano ad accumulare energia che, prima o poi, verrà sprigionata sotto forma di terremoto. Un caso particolarmente evidente è quello della faglia di San Andreas, dove si verifica lo scorrimento laterale tra la placca Pacifica e quella Nordamericana, causando in tutta l’area occidentale del Paese forti terremoti.
I moti convettivi
La tettonica delle placche, è legata alla presenza di movimenti convettivi nel mantello terrestre, più precisamente si pensa che si producano in una zona chiamata astenosfera compresa tra i 70 e i 250 Km di profondità (fonte Treccani) dove le rocce si comportano come fluidi ad altissima viscosità. Man mano che si procede verso il centro del pianeta le rocce diventano più calde e la differenza di temperatura innesca, nel mantello, i moti convettivi.
Le rocce del mantello terrestre sono rimescolate continuamente secondo le leggi della convezione: il materiale più caldo risale verso la superficie dove, cedendo calore all’atmosfera, si raffredda diventando denso e pesante per ridiscendere negli strati più caldi del pianeta e ricominciare il ciclo. S’instaurano i movimenti circolari delle celle convettive.
Orogenesi
Le placche continentali non possono affondare e quando si scontrano nessuna delle due sprofonda, ma cercano di proseguire la loro avanzata l’una contro l’altra. La crosta diventa più corta (raccorciamento crostale) e porzioni di essa, chiamate falde, si accavallano l’una sopra l’altra. Tutti questi fenomeni portano a un inspessimento della crosta terrestre, al corrugamento della sua superficie e a quello che i geologi chiamano sovrascorrimento.
La Great Rift Valley
Creatasi dalla divergenza delle placche tettoniche africana e araba e dalla separazione dell'Africa dell'est dal resto dell'Africa, la Rift Valley Africana è il principale esempio di grande frattura continentale, cioè una zona della crosta terrestre caratterizzata da estensione tettonica, cioè da una grande depressione allungata. Il processo di separazione delle placche che ha dato vita alla Rift Valley è iniziato 35 milioni di anni fa e continua ancora oggi. L'allargamento della faglia ha causato un progressivo assottigliamento roccioso. Questo significa che, tra qualche milione di anni, la litosfera potrebbe spaccarsi e l'Africa orientale potrebbe dividersi dal resto del continente.
Le fosse oceaniche
Aree del fondale oceanico dove si verifica la subduzione di porzioni di crosta terrestre; sono caratteristiche dei margini convergenti. Durante la discesa la placca che subduce si riscalda a tal punto da fondere parzialmente, creando magma. Quest'ultimo, per differenze di densità e temperatura, tenderà a risalire, dando vita ad un arco vulcanico insulare.
Teoria della tettonica delle placche
Davide Metrious
Created on April 14, 2024
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Rappresenta un caso particolare: costituisce infatti una parte emersa del fondale oceanico L’allontanamento reciproco delle placche Nordamericana ed Eurasiatica, da solo, non sarebbe stato sufficiente a permettere l’accumulo di una quantità di lava così grande da formare l’isola. Un altro fattore vi ha contributo: la presenza, al di sotto dell’Islanda, di un punto caldo, Si suppone che i punti caldi siano originati da pennacchi, correnti cilindriche di risalita di materiale forse dalle zone profonde del mantello, o al confine con il nucleo e ciò spiegherebbe la diversa composizione chimica del magma.
L'Islanda
Marigini convergenti
La crosta oceanica di una placca subduce al di sotto della crosta continentale di un altra placca; in questo caso si forma una serie di vulcani allineati, chiamata arco magmatico. L'associazione di fossa di subduzione e arco magmatico è detta sistema arco-fossa.La placca che discende fonde, generando lava di tipo andesitico. Durante la risalita, parte di esso rimane imprigionato nella crosta continentale formando batoliti, che la sollevano e la ispessiscono. Il magma che giunge in superficie dà origine ad effusioni esplosive andesitiche.
La dorsale oceanica
Sotto gli oceani vi sono delle catene montuose, che si estendono, come la cucitura di un pallone da rugby, per più di 60.000 km su tutto la superficie del pianeta; larghe da 1000 a 4000Km s’innalzano fino a 2700 m sopra le piane abissali oceaniche. Sono caratteristiche dei margini divergenti, dai quali sgorgano i magmi che ne costituiscono l’ossatura. E’ lungo le dorsali medio-oceaniche che il pianeta rinnova la sua pelle, ovvero la litosfera
Vulcanismo intraplacca
Il vulcanismo si manifesta anche all'interno di placche oceaniche e continentali, che risultano lontani dai loro margini, ed è causato dal movimento delle placche stesse su un "punto caldo" fisso, da cui i magmi possono penetrare in superficie attraversando la crosta terrestre. L’esempio più noto è quello delle isole vulcaniche delle Hawaii che si trovano all'interno della placca del Pacifico.L'età dei vulcani è proporzionale alla distanza dal punto caldo (in direzione dello spostamento della placca).
I margini trascorrenti
In alcune aree del pianeta le placche si muovono scorrendo orizzonalmente l'una accanto all'altra in direzioni opposte. Dal momento che i bordi delle placche sono molto irregolari, spesso queste si “incastrano” le une con le altre ed iniziano ad accumulare energia che, prima o poi, verrà sprigionata sotto forma di terremoto. Un caso particolarmente evidente è quello della faglia di San Andreas, dove si verifica lo scorrimento laterale tra la placca Pacifica e quella Nordamericana, causando in tutta l’area occidentale del Paese forti terremoti.
I moti convettivi
La tettonica delle placche, è legata alla presenza di movimenti convettivi nel mantello terrestre, più precisamente si pensa che si producano in una zona chiamata astenosfera compresa tra i 70 e i 250 Km di profondità (fonte Treccani) dove le rocce si comportano come fluidi ad altissima viscosità. Man mano che si procede verso il centro del pianeta le rocce diventano più calde e la differenza di temperatura innesca, nel mantello, i moti convettivi.
Le rocce del mantello terrestre sono rimescolate continuamente secondo le leggi della convezione: il materiale più caldo risale verso la superficie dove, cedendo calore all’atmosfera, si raffredda diventando denso e pesante per ridiscendere negli strati più caldi del pianeta e ricominciare il ciclo. S’instaurano i movimenti circolari delle celle convettive.
Orogenesi
Le placche continentali non possono affondare e quando si scontrano nessuna delle due sprofonda, ma cercano di proseguire la loro avanzata l’una contro l’altra. La crosta diventa più corta (raccorciamento crostale) e porzioni di essa, chiamate falde, si accavallano l’una sopra l’altra. Tutti questi fenomeni portano a un inspessimento della crosta terrestre, al corrugamento della sua superficie e a quello che i geologi chiamano sovrascorrimento.
La Great Rift Valley
Creatasi dalla divergenza delle placche tettoniche africana e araba e dalla separazione dell'Africa dell'est dal resto dell'Africa, la Rift Valley Africana è il principale esempio di grande frattura continentale, cioè una zona della crosta terrestre caratterizzata da estensione tettonica, cioè da una grande depressione allungata. Il processo di separazione delle placche che ha dato vita alla Rift Valley è iniziato 35 milioni di anni fa e continua ancora oggi. L'allargamento della faglia ha causato un progressivo assottigliamento roccioso. Questo significa che, tra qualche milione di anni, la litosfera potrebbe spaccarsi e l'Africa orientale potrebbe dividersi dal resto del continente.
Le fosse oceaniche
Aree del fondale oceanico dove si verifica la subduzione di porzioni di crosta terrestre; sono caratteristiche dei margini convergenti. Durante la discesa la placca che subduce si riscalda a tal punto da fondere parzialmente, creando magma. Quest'ultimo, per differenze di densità e temperatura, tenderà a risalire, dando vita ad un arco vulcanico insulare.