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SPINOZA ragione-emozioni

prof. MDM

Created on April 13, 2024

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Transcript

Spinoza distingue affetti e passioni: gli affetti sono passioni trasformate dalla conoscenza, sono attività di contro alla passività, propria della passione. Per Spinoza le passioni non vanno dominate ma piuttosto trasformate in affetti.

B. Spinoza

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“Egli è un sostenitore del perseguimento dell’utilitas, della tendenza all’autoconservazione lungimirante e non miope, che si potenzia in gioia, socialità e “amore intellettuale” di Dio (ossia di tutti gli esseri particolari della natura). Capire le passioni, invece di opporvisi o di reprimerle testardamente, significa accettarne preliminarmente la presenza e l’ineliminabilità, con una sorta di atteggiamento umile, che paradossalmente dona alle facoltà razionali una forza maggiore che le esalta e che costituisce la premessa dell’eliminazione degli effetti perversi delle passioni. [...] Spinoza ha compreso che l’opposizione a due, diretta e frontale, di ragione e passioni è generalmente destinata a logorare le energie dell’individuo e a paralizzarne e a lacerarne in maniera permanente gli atti di volontà, ossia al trionfo dei desideri impotenti e contrastanti”.

R. Bodei

Enterocezione e conoscenza adeguata

Recentemente le neuroscienze hanno introdotto il concetto di ENTEROCEZIONE = il processamento e la rappresentazione centrale (a livello mentale e neurale) di tutti i segnali provenienti dal corpo: una sequenza di flussi che veicolano sequenze di informazioni omeostatiche (viscerali, gustative, olfattive, metaboliche, ormonali, termocettive, nocicettive, somatiche)

  • la "consapevolezza emozionale" dipende dalla capacità di percepire i propri feedback enterocettivi

l'asse visceri-cervello

  • il "motore" delle esperienze emozionali non è solo il volto (Ekman), ma il corpo intero
  • la sensibilità enterocettiva può essere addestrata
  • può essere misurata (Toronto Alexithymia Scale)

"Poiché dunque la potenza della Mente, come poco fa ho mostrato, è definita soltanto dalla sua intelligenza, noi determineremo il modo di rendere innocui i sentimenti, e anzi di servircene, mediante la sola conoscenza che la Mente possiede: modo del quale, credo, tutti hanno una qualche esperienza, ma che in genere non vedono distintamente né analizzano con cura; e, una volta determinato quel modo, sulla base di esso dedurremo tutto ciò che concerne la beatitudine della Mente." (Ethica, V, prefaz.)

mappa semplificata

La conoscenza delle emozioni e dei sentimenti consente quindi di non patirne gli effetti, perché crea nella mente nuove idee che permettono di controllare la passione e di trasformarla in affetto attivo.

Etica, V, prop. 3

Embodied cognition

Il prezioso cranio di Phineas Gage

hp dei marcatori somatici: la mente produce in modo rapido e automatico (senza che ce ne accogiamo) scenari decisionali, contrassegnati da stimoli di natura somatica o viscerale, che entrano in gioco nel processo decisionale

e la saggezza dei "marcatori somatici" (ovvero: cosa succede quando la Mente non ha conoscenza adeguata)

"Egli è sregolato, irriverente, indulge talvolta nella bestemmia più volgare (che in precedenza non era suo costume), manifestando poco rispetto per i suoi compagni, intollerante verso limitazioni o avvertimenti quando questi vanno in conflitto con i suoi desideri, talora tenacemente ostinato, capriccioso ed esitante, progetta molti piani per il futuro, che vengono tuttavia abbandonati, anziché essere organizzati, in favore di altri piani che sembrano più facilmente attuabili [ ... ]. La sua mente era cambiata radicalmente, in modo così marcato che i suoi amici e conoscenti dissero che «non era più Gage»"

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Ethica more videoludico demonstrata (T. Ariemma)

"per Spinoza lo stile geometrico era l'unico in grado di rispecchiare la necessità della natura di Dio e dell'esistenza umana e l'unico in grado di costringere, con la sua logica ferrea, il ragionamento del proprio lettore. Oggi sembrano essere i videogame, invece, a rispecchiare l'agire umano, tanto da assumere la forma di veri e propri dispositivi etici, strategie per portare il giocatore a riflettere su determinate scelte o ampliare lo spettro delle proprie emozioni"T. Ariemma, Filosofia del gaming, 2023

Miguel Sicart

cosa ci lascia Spinoza

  1. le emozioni sono stati conativi (l'uomo è un animale desiderante)
  2. le emozioni fanno parte della natura e non si possono reprimere
  3. le emozioni non sono qualcosa di nocivo (anzi, sono fondamentali per i nostri giudizi morali)
  4. la ragione deve farsi emozione, ascoltare il corpo
Conoscenza delle proprie emozioni

L'autoconsapevolezza - in altre parole la capacità di riconoscere un sentimento nel momento in cui esso si presenta - è la chiave di volta dell'intelligenza emotiva. [...] la capacità di monitorare istante per istante i sentimenti è fondamentale per la comprensione psicologica di se stessi, mentre l'incapacità di farlo ci lascia alla loro mercé. Le persone molto sicure dei propri sentimenti riescono a gestire molto meglio la propria vita; esse infatti hanno una percezione più sicura di ciò che realmente provano riguardo a decisioni personali che possono spaziare dalla scelta del coniuge all'attività professionale da intraprendere. D. Goleman

Il caso Gage

Phineas Gage era un operaio capocantiere statunitense addetto alla costruzione delle ferrovie. Il 13 settembre 1848, mentre lavorava nei pressi di Cavendish, nel Vermont, fece esplodere accidentalmente una carica di dinamite che gli scagliò addosso il ferro di pigiatura usato per compattare la polvere da sparo. La barra, lunga oltre un metro, larga oltre 3 centimetri e pesante circa 6 kilogrammi, entrò dalla sua guancia sinistra, attraversò il cranio dal basso verso l'alto passando dietro l'occhio sinistro e uscì dalla volta cranica per atterrare diversi metri più in là. Incredibilmente, Gage si allontanò dal luogo dell'incidente camminando sulle sue gambe e sembrò non aver subìto danni alle capacità intellettive (linguaggio e cognizione erano a posto). Tuttavia, emersero ben presto drastici cambiamenti nella sua personalità: in particolare una nuova tendenza alla meschinità, alla volgarità, all'irresponsabilità e all'incapacità di controllare il comportamento. La barra gli aveva perforato la corteccia prefrontale venromediale: le persone con questo genere di lesione mostrano spesso irrazionalità nei processi decisionali e difficoltà a elaborare le emozioni (--> diminuzione dei segnali enterocettivi).

Despite the emergence of computer games as a dominant cultural industry (and the accompanying emergence of computer games as the subject of scholarly research), we know little or nothing about the ethics of computer games. Considerations of the morality of computer games seldom go beyond intermittent portrayals of them in the mass media as training devices for teenage serial killers. In this first scholarly exploration of the subject, Miguel Sicart addresses broader issues about the ethics of games, the ethics of playing the games, and the ethical responsibilities of game designers. He argues that computer games are ethical objects, that computer game players are ethical agents, and that the ethics of computer games should be seen as a complex network of responsibilities and moral duties. Players should not be considered passive amoral creatures; they reflect, relate, and create with ethical minds. The games they play are ethical systems, with rules that create gameworlds with values at play. Drawing on concepts from philosophy and game studies, Sicart proposes a framework for analyzing the ethics of computer games as both designed objects and player experiences.

Miguel Sicart is Associate Professor in the Department of Digital Design and Head of the Center for Digital Play at the IT University of Copenhagen. He is the author of The Ethics of Computer Games, Beyond Choices: The Design of Ethical Gameplay, and Play Matters (all published by the MIT Press).

Prop. 3. Un sentimento che è una passione cessa di essere una passione dal momento in cui noi ce ne formiamo un’idea chiara e distinta. [...] Conseguenza: Il nostro potere su un sentimento è direttamente proporzionale alla conoscenza che ne abbiamo, mentre la passione che quel sentimento provoca nella Mente è inversamente proporzionale alla conoscenza predetta. [...] Chiarimento: Dato che non c’è cosa alcuna da cui non derivi qualche effetto, e dato che noi conosciamo in maniera del tutto chiara e distinta ciò che deriva da un’idea che in noi è adeguata, ne consegue che ciascuno ha il potere di conoscere sé e i suoi sentimenti (se non in assoluto, almeno in parte) in maniera chiara e distinta, e può di conseguenza fare in modo di patirne meno. Proprio a questo, pertanto, ci si deve dedicare col maggiore impegno: così da arrivare a conoscere in maniera chiara e distinta, per quanto è possibile, ciascun sentimento [...] Per esempio, abbiamo visto che la natura umana è congegnata in modo tale che ognuno desidera che tutti gli altri vivano secondo il suo criterio: ma questo desiderio, in un umano che non è guidato dalla Ragione, è una passione, che ha nome Ambizione e che non differisce molto dalla Superbia; mentre in un umano che regola la sua vita sulle direttive della Ragione questo desiderio è un’azione, ossia una virtù, che si chiama Civismo consapevole. Nello stesso modo tutti quanti gli appetiti, o Cupidità, sono passioni in quanto s’originano da idee inadeguate; ma sono espressioni di virtù quando sono mossi o prodotti da idee adeguate.

Ippocrate

"tutte le malattie hanno origine nell'intestino"

Embodied, "incarnata"

tutti i processi cognitivi (compresi quelli più astratti e nobili) sono distribuiti sullo stesso substrato neurale responsabile della percezione e dell'azione. L'idea è che i nostri processi cognitivi superiori (immaginazione, memoria) sono dovuti a processi di "simulazione incarnata"