Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

La figura umana nell'arte

Irene Carmina

Created on April 13, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Essential Learning Unit

Akihabara Learning Unit

Genial learning unit

History Learning Unit

Primary Unit Plan

Vibrant Learning Unit

Art learning unit

Transcript

wow

La figura umana nell'arte

La riproduzione del corpo dell’uomo ha sempre comportato notevoli diffi-coltà tecniche per gli artisti, poiché tale soggetto è caratterizzato da unagrande varietà di forme, proporzioni e atteggiamenti. Per facilitare la rap-presentazione della figura umana, gli artisti hanno elaborato griglie geo-metriche e canoni (insiemi di regole), in modo da individuare i rapportimatematici e proporzionali che legano tra loro le varie parti del corpo.Questi sistemi di rappresentazione rispecchiano le caratteristiche difondo dello stile e della cultura del tempo in cui sono stati sviluppati. Diconseguenza, l’analisi di tali sistemi ci permette di comprendere comel’uomo in ogni epoca o cultura abbia considerato se stesso e il proprio ruo-lo nella storia

La statua della fertilità

Data di realizzazione: 23.000-19.000 a.C. (Paleolitico)Dimensioni: 11 cm (altezza), l'artefatto è una statuetta portatile tipico dei popoli nomadi

Rappresentazione realistica della figura umana

Gli artisti che si rifanno alla tendenza realistica partono dall’osservazione della realtà, che cercano di riprodurre in modo fedele, evitando generalmente di abbellire o nobilitare i loro soggetti. La riproduzione esatta del vero, pur avendo costituito assai raramente un obiettivo per gli artisti, è stata raggiunta in epoche diverse con esiti particolarmente efficaci. Essaesprime generalmente l’intenzione di descrivere una particolare realtà sociale e culturale, come è avvenuto, ad esempio, nei dipinti di Caravaggio, di molti altri artisti del Seicento e nelle opere del naturalismo ottocentesco.

Duane Hanson, Tourists II, 1988

Idealizzare la figura umana

Gli artisti, però, hanno spesso preferito rielaborare le forme e le proporzio ni delle figure umane che potevano osservare nella quotidianità, al fine di esprimere la loro particolare concezione del mondo, piuttosto che riprodurle in modo fedele. Infatti, nelle opere riconducibili alla tendenza idealizzante, l’artista presta solitamente scarsa attenzione alle particolarità del singolo individuo o ai suoi caratteri somatici, e rappresenta figureschematiche, geometrizzate nelle forme e negli atteggiamenti, per comunicare attraverso di esse dei contenuti o dei significati simbolici.

Artista ignoto, Bronzi di Riace (V secolo a.C.; bronzo, 198 cm la Statua A - a sinistra - , 197 cm la Statua B - a destra; Reggio Calabria, Museo Archeologico Nazionale)

ILa figura umana come espressione

Pointing man, 1947, Alberto Giacometti.

La tendenza espressiva, anch’essa presente in diverse epoche storiche, si manifesta attraverso l’indagine dei gesti e delle espressioni delle figure rappresentate, ma soprattutto attraverso la deformazione dei corpi, che vengono allungati, distorti, disintegrati, disarticolati, alterati nelle loro proporzioni. Tale tendenza si è sviluppata soprattutto nel corso del Novecento, quando i canoni classici di bellezza hanno perso importanza e la rappresentazione della realtà è divenuta più soggettiva.Le distorsioni e le deformazioni della figura umana sono state utilizzate in particolare dagli espressionisti, ai quali sono servite per comunicare sentimenti e pensieri personali ; ma sono state compiute anche da moltialtri artisti, come Modigliani, Picasso e Giacometti.

Autoritratto nudo, smorfie, Egon Schiele v1910

La figura umana idealizzata nell’arte egizia

Per realizzare dipinti e statue dalle sembianze umane, gli artisti dell’antico Egitto seguivano regole compositive piuttosto schematiche. Le figure così rappresentate avevano una funzione magico-religiosa.

Il faraone Chefren, 2540 a.C. circa, diorite (Il Cairo, Museo Egizio).

Schema per la rappresentazione della figura umana.

Naturalismo egizio

Ka-aper primo sacerdote, legno, 2497-2345 a.C. Il Cairo, Museo Egizio.

Naturalismo greco

Efebo nudo attribuito a Kritios (Crizio) è un'opera in marmo alta 86 cm. Datazione 480 a.C., Atene, Museo dell'Acropoli.

La classicità

A partire dall’età arcaica gli artisti non intesero ritrarre i sin- goli individui, ma figure umane – generalmente giovani ignudi dai corpi atletici – che costituivano un modello di perfe- zione, di bellezza e di regolarità. Anche nella vita quotidiana i giovani appartenenti alle classi sociali benestanti venivano educati alla pratica della palestra.

Mirone, Discobolo, copia antica (detta Discobolo Townley) da un originale in bronzo del 455-450 a.C. ca. Marmo, altezza 1,7 m. Londra, British Museum.

VENERE ACCOVACCIATA (a): la dea è nuda e si sta lavando in posizione accovacciata. La testa è girata a guardare indietro.VENERE CALLIPIGIA (b): la dea solleva la veste sul retro e osserva le sue forme (callipigia viene da kalli = belle e pygos = natiche).VENERE ANADIÒMENE (c): è la dea che nasce dalle acque strizzandosi i capelli con le braccia sollevate.VENERE PUDÌCA (d): la dea, nuda dopo il bagno, si copre il seno e il pube con le mani. Spesso è nuda ma in alcuni casi può coprirsi con un telo.VENERE VICTRIX (e): la dea, in genere vestita per metà, tiene in mano la mela in segno di vittoria (victrix in latino vuol dire vincitrice).

Il progressivo interesse per il naturalismo nella pittura medievale

Tra il Duecento e il Trecento l’uomo fu uno dei soggetti principali della pittura e della scultura. Gli artisti, grazie all’osservazione diretta del corpo umano, abbandonarono progressivamente i modelli rigidi e schematici della tradizione bizantina.

Berlinghiero Berlinghieri, Crocifisso, 1210-20, tempera su tavola, h 176 cm (Lucca, Museo Nazionale). Nei due scomparti laterali sono ritratti la Vergine e san Giovanni. Nelle estremità dei bracci si trovano i simboli degli evangelisti e, di nuovo, la Madonna.

Cimabue, Crocifisso, 1290 circa, tempera su tavola, h 341 cm (Firenze, Museo dell’Opera di Santa Croce). I busti della Vergine e di san Giovanni sono ritratti nelle estremità del braccio orizzontale, mentre i due scomparti laterali sono arricchiti da decorazioni geometriche.

Giotto, Crocifisso, 1296-1300, tempera su tavola, h 578 cm (Firenze, Santa Maria Novella).

Lo studio dell’anatomia umana nel primo Rinascimento

Nel XV secolo l’uomo assunse un’importanza fondamentale, a differenza di quanto era avvenuto nel corso del Medioevo, quando la teologia era al centro della ricerca culturale. Questo interesse crescente per l’uomo è evidente nelle opere degli artisti del primo Quattrocento, che si de- dicarono allo studio delle forme e delle proporzioni del corpo umano mediante veri e propri studi anatomici, al fine di riprodurle con realismo.

Il confronto tra le due opere permette di comprendere la portata della rivoluzione compiuta da Masaccio, e più in genera- le quella dell’arte del Rinascimento rispetto alla tradizione tardogotica, di cui Masolino era un esponente. Mentre, infatti, le figure dipinte da quest’ultimo hanno un aspetto elegan- te e un atteggiamento composto e distaccato, quelle realizzate da Masaccio esprimono la natura dell’uomo con un’intensi- tà nuova grazie al realismo, alla semplicità e all’attenta resa degli stati d’animo: nella Cacciata dal paradiso terrestre, Ada- mo ed Eva paiono essere consapevoli del loro terribile destino.

Leonardo da Vinci, studi anatomici tratti dal Codice atlantico, 1478-1518, penna, inchiostro e matitasu carta (Londra, Royal Collection). L’immagine dimostra l’accuratezza con cui Leonardo riproduceva la muscolatura umana.

Masaccio, Crocifissione, 1426, tempera su tavola, 83x63 cm (Napoli, Museo di Capodimonte). Le figure intorno al Cristo sono, da sinistra, Maria con le mani giunte, la Maddalena con le braccia sollevate per la disperazione, e san Giovanni con il volto affranto.

Sandro Botticelli, La calunnia, 1494-95, Uffizi). La Verità, all’estremità sinistra del quadro, tempera su tavola, 62x91 cm (Firenze, Galleria degli risalta per l’estrema bellezza delle forme.

Il David di MichelangeloIl soggetto raffigurato dalla statua, alta più di 4 m, è un giova- ne uomo che rappresenta David, l’eroe biblico che uccise il gi- gante Golia. Il giovane, in posizione stante, tiene una fionda appoggiata sulla spalla sinistra e una pietra nella mano destra.

La bellezza esteriore, che rappresenta la perfezione e l’integrità morale dell’uomo, è un riflesso della bellezza divina e un vali- do strumento per elevare l’animo dell’osservatore verso Dio e verso i più alti valori spirituali.Michelangelo realizzò il David scolpendo un uomo dalle forme perfette, che costituivano il simbolo della sua grande levatura morale, e dalla possente muscolatura, emblema della sua forza interiore. Il David doveva quindi costituire per i fiorentini un modello di comportamento, poiché essi, seguendo l’esempio del personaggio biblico, erano invitati a lottare per difendere la libertà della loro città e a governarla secondo giustizia. L’artista, che pose sempre al centro delle proprie ricerche l’uo- mo e la perfezione del corpo sia maschile che femminile, in- tendeva soprattutto esprimere la forza morale attraverso la rappresentazione della potenza fisica.

Michelangelo, Pietà, 1499, marmo, h 174 cm (Roma, San Pietro). I due corpi sono idealizzati, come dimostrano le forme perfette.

L'Uomo vitruviano è un disegno a penna e inchiostro su carta (34,4 × 24,5 cm) di Leonardo da Vinci, conservato, ma non esposto, nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia.