DEMOCRAZIA E LIBERTà
COME FONDAMENTALI
DELL'UGUAGLIANZA
cosa significa uguaglianza ?
Uguaglianza identifica una relazione tra due o più oggetti, persone, processi, circostanze che hanno almeno un aspetto in comune, ma non ogni aspetto.
+ info
L’uguaglianza rimane ancora oggi, per molti versi, un’utopia irrealizzata. Il concetto di uguaglianza è tuttavia direttamente legato a quello di giustizia.
uguaglianza e libertà in politica
dittatura
La dittatura è un governo autoritario dove il potere politico appartiene a un singolo organo (monocratico o collegiale ristretto) che si presenta superiore alle stessi leggi e alla costituzione del paese. È un potere imposto con la forza sui sudditi, che fa sì che venga svolta un'opera di repressione del dissenso politico e dell'opposizione.
Caratteri fondamentali di uno stato autoritario sono: la limitazione e la negazione del principio della separazione dei poteri.
Il totalitarismo è un sistema politico caratterizzato dal controllo assoluto di tutti gli aspetti della vita di un popolo sia in ambito economico, politico e sociale. Il termine viene usato in riferimento ai sistemi dittatoriali che si affermarono nel periodo tra le due Guerre Mondiali: il fascismo, il nazismo e lo stalinismo. Nel totalitarismo è assente il pluralismo con la presenza di un unico partito di massa. Elemento centrale è una ideologia ufficiale decisa dal capo del regime e pensata come lo strumento necessario per il raggiungimento di una forma superiore di libertà.
totalitarismo
liberalismo
Il liberalismo è una corrente di pensiero filosofico, politica che nasce per andare contro all'assolutismo e che è stata elaborata tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, nel periodo dell'Illuminismo. Questo tipo di pensiero ha portato a un cambiamento profondo anche nella politica di diversi paesi del mondo.
Le idee liberali erano quelle di tolleranza, libertà d’opinione (e quindi di stampa), riconoscimento dei diritti civili anche sul piano economico.
Al filosofo John Locke viene spesso attribuito il merito di aver fondato il liberalismo basata sul contratto sociale, sostenendo che ogni uomo ha il diritto naturale alla vita, alla libertà e alla proprietà e che i governi non devono violare questi diritti.
La democrazia
La democrazia è una forma di governo, la cui sovranità risiede nel popolo e che garantisce ad ogni cittadino la piena libertà e uguaglianza.L'idea democratica nacque con Rousseau e fu elaborata da Jeremy Bentham, James Mill e da John Stuart Mill. A differenza dei liberali, i democratici sostennero l'uguaglianza politica e il suffraggio universale: con il voto si esprime la sovranità popolare su cui il regime democratico si fonda.
pensiero politico di hobbes e locke
HOBBES
Secondo Hobbes, lo stato civile è un prodotto artificiale dell'uomo, il quale riconosce come certezza solo quello che egli crea. Espone la sua teoria politica basandosi su una pessimistica concezione della natura umana, secondo cui lo stato di natura è una condizione selvaggia e feroce dove gli uomini sono interessati solo al loro piacere e vantaggio.Per superare questo egoismo, Hobbes elabora due presupposti fondamentali:
- la bramosia naturale (dove ognuno pretende di godere dei beni comuni)
- la ragione umana(dove spinge gli uomini ad allontanarsi alla morte violenta)
Hobbes non nega che gli uomini abbiano bisogni degli altri per vivere, nega semmai che gli uomini abbiano per natura un instino che li spinga alla concordia e alla benevolenza. Questa situazione è una condizione di uguaglianza di natura fra gli uomini, ma dall'uguaglianza nasce la speranza di raggiungere gli stessi fini: se due uomini desiderano la medesima cosa diventano nemici e nel proseguire lo stesso scopo cercheranno di distruggersi. Da qui nasce una guerra di tutti contro tutti.
guerra di tutti contro tutti
E' una condizione insostenibile, dove gli uomini rischiano di perdere il loro bene primario : la vita .L'uomo individua uno strumento comodo per la sua sopravvivenza, che gli permette di uscire da una condizione insicura : la ragione, uno strumento di calcolo capace di individuare i mezze opportuni per raggiungere un certo fine. Questa suggerisce all'uomo di accordarsi con i suoi simili creando cosi un patto, un contratto: "pactum unionis"; dove vincola la legge di natura, ovvero le regole e i mezzi più idonei per garantire la sopravvivenza.
Nel patto gli uomini rinunciano ai loro diritti naturali per creare uno Stato.Lo Stato è rappresentato da un sovrano (chiamato anche Leviatano) che ha il compito di far rispettare ai cittadini il patto, anche se il sovrano non è vincolato a quest'ultimo. Per trasferire l'intero potere alla sovranità ad un'autorità c'è bisogno di secondo patto: il patto si sottomissione, il cui sovrano non può negare i diritti naturali dell'individui e se ciò avvenisse può essere deposto ritornando allo stato di natura. Il sovrano ha potere assoluto:
- il suo potere è indivisibile: se ci fosse una divisione di poteri ci sarebbe un ritorno alla guerra di tutti contro tutti, quindi il monarca deve riunire sotto la sua autorità il potere legislativo, esecutivo e giudiziario;
- il potere sovrano non è revocabile. appartiene unicamente allo Stato giudizio su ciò che è bene e male.
- il potere conferito al sovrano deve garantire a tutti sudditi il diritto di vivere : infatti il limite dello Stato consiste che nessuno può imporre a un essere umano di uccidere o di ferire se stesso.
locke
Secondo Locke lo stato di natura è un ipotesi(proprio come affermava Hobbes), un uguaglianza tra tutti gli uomini e il regno della libertà e della legge naturale, perciò non è uno stato di guerra.Locke non ha una pessimistica concezione della natura, ma quella degli individui illuminati dalla ragione che indica agli uomini la legge di natura ossia:
- ognuno ha diritto di esporre liberamente di se e della sua proprietà;
- nessuno deve sottostare all'arbitrio altrui;
- ognuno ha tanta libertà quanto ne hanno gli altri.
La legge di natura afferma che nessun uomo deve danneggiare l'altro nella vita, nella salute, nella libertà e nella proprietà. I limiti umani nel seguire la ragione portano a gravi inconvenienti che spingono gli uomini ad abbandonare la loro condizione per evitare lo stato di guerra, unendosi cosi in una società abbandonando lo stato di natura: nasce cosi lo Stato.
Ma come nasce un corpo politico? Il corpo politico può nascere soltanto con il consenso di tutti: un certo numero di uomini si uniscono in una comunità assumendosi i vincoli della società civile al fine di vivere in comodità, sicurezza e pace, con una maggiore protezione contro coloro non vi appartengono. L'atto di formazione della società avviene con un patto, un accordo vincolante per tutti gli individui compreso il sovrano. Questo contratto non favorisce nessun potere o forza assoluta, infatti l'uomo non deve rendersi schiavo di nessuno. Con questo patto vengono garantiti la vita, la libertà e la proprietà; e impone al cittadino la rinuncia a farsi giustizia da sè.
Il diritto fondamentale per Locke è la proprietà, il quale nessuno ne deve essere privato. La proprietà non è uguale per tutti, infatti è una condizione in cui l'uomo può considerare tra i propri beni non solo la terra, ma anche qualcosa di suo; l'uomo può possedere se stesso, ovvero il suo lavoro, quel prodotto che egli stesso crea con le sue forze fisiche e mentali.
La tolleranza religiosa
pensiero politico di hobbes e locke
apartheid
Il termine apartheid indica una discriminazione razziale tra diversi gruppi di cittadini di uno stesso Paese, che limita i diritti e impedisce loro di vivere, spostarsi, abitare e usufruire dei servizi pubblici negli stessi ambienti.
L’apartheid divideva i cittadini in quattro categorie:
- i bianchi (in maggioranza afrikaner e sudafricani inglesi o di origine europea) che godevano di pieni diritti pur essendo una minoranza;
- Asiatici (prevalentemente di origine indiana, lavoratori espatriati durante il periodo dell'Impero britannico);
- colorati (cioè mulatti discendenti dagli schiavi deportati dagli inglesi e dagli olandesi dall'Africa occidentale);
- Bantu (tutte le popolazioni nere costituivano la maggioranza assoluta).
Utilizzato per la prima volta nel 1927, rappresenta la crescente tendenza alla segregazione razziale sviluppatasi dopo la creazione, nel 1910, dell'Unione del Sud Africa.
E solo nel 1948, con la vittoria elettorale del Partito Nazionale Riunificato, iniziò la politica dell’apartheid.
Le principali ideologie dell'apartheid erano: il primo ministro Daniel François Malan, Johannes Gerhardus Strijdom e Hendrik Frensch Verwoerd; che definiva l'apartheid come una "politica di buon vicinato".
Nel 1956 la politica dell’apartheid fu estesa a tutti i cittadini neri, compresi gli asiatici.
Hendrik Frensch Verwoerd
Johannes Gerhardus Strijdom
Daniel François Malan
Negli anni '60, 3,5 milioni di uomini e donne bantu neri furono sfrattati con la forza dalle loro case e deportati nei "Bantustan".
Erano privati di tutti i diritti politici e civili e potevano frequentare solo scuole speciali agricole e commerciali. I negozi dovevano servire tutti i clienti bianchi prima dei clienti neri
La lotta contro questo regime fu guidata dall’African National Congress (ANC), partito nato nel 1912 per difendere i diritti della maggioranza nera.
Dal 1952 al 1967 l'ANC fu presieduta da Albert John Lutuli, predicatore congregazionalista, premio Nobel per la pace nel 1960 e ispiratore di una lotta non violenta contro il regime dell'apartheid. Lutuli morì in un incidente, gli successe Oliver Tambo e insieme a Mandela e Walter Sisulu, fu uno dei fondatori della Lega giovanile dell'ANC, mentre nel 1952 fondò con Mandela lo studio legale Tambo e Mandela
Nelson mandela
Nel 1956 Mandela fu arrestato con l'accusa di alto tradimento insieme ad altre 150 persone. Al termine del processo, durato quasi 5 anni, tutti gli imputati furono assolti. Il 21 marzo 1960, nella cittadina nera di Sharpeville, la polizia afrikaner sparò su un gruppo di manifestanti africani disarmati, uccidendo 69 persone e ferendone 180.
I manifestanti protestavano contro le restrizioni imposte dal governo sudafricano alla libertà di movimento della popolazione bianca non africana.
Il massacro di Sharpeville scatenò un'ondata di proteste a Città del Capo, e prima che l'ordine fosse ristabilito vi furono più di 10.000 arresti.
La liberazione di Nelson Mandela dopo 27 anni di prigionia e la sua successiva elezione a capo dello Stato decretarono la fine dell'apartheid e l'inizio di una nuova era. Il referendum del 1992 e le elezioni generali in Sud Africa del 1999 hanno visto il superamento della segregazione: nelle elezioni si è registrata la vittoria dell'African National Congress con il 62,65% dei voti; da allora l’ANC ha governato ininterrottamente il paese.
Tuttavia, sono rimaste diverse situazioni di disuguaglianza e ci sono ancora piccoli gruppi di nostalgici bianchi di estrema destra che sostengono il ritorno dell’apartheid dell’indipendenza afrikaner, ad esempio il Partito Nazionale Rifondato del Sud Africa e il Movimento di Resistenza Afrikaner.
l'antifascismo "giuridico" della costituzione
La Costituzione italiana è la legge fondamentale della nostra Repubblica ed è al vertice della gerarchia delle leggi. È formata da 139 articoli ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
La nostra Costituzione è dichiaramente antifascista, perché proclama una serie di diritti fondamentali inviolabili, come la libertà di voto, il pluralismo dei partiti, un sistema di divisione e bilanciamento dei poteri dello Stato, ben diversi dall’idea che era stata del fascismo di partito unico, di stato gerarchico, di assenza di elezioni e pluralismo.
I padri costituenti, uscivano da vent’anni di dittatura e da 5 anni di guerra e di orrori provocati da quel regime. Molti avevano personalmente conosciuto il confino, la prigione, il campo di concentramento, e talvolta anche le torture. Molti erano stati partigiani, avevano combattuto in prima persona, e avevano visto morire uno dopo l’altro al loro fianco amici e compagni. I costituenti avevano ancora nelle orecchie l’eco dei discorsi del duce, e sulla pelle i segni della galera, dei campi di concentramento, della prigionia, della guerra, della fame, delle violenze, dei lutti. Scrissero, così, un testo che fosse l’esatto contrario di tutto quello che era stato detto e praticato nel ventennio precedente.
Ogni parola della Costituzione è scritta per segnare una cesura, in contrapposizione con l’ideologia e l’esperienza storica del fascismo, di cui l’Italia del dopoguerra si voleva liberare per sempre. .
Ed è per questo motivo che la nostra è una Costituzione dichiaratamente antifascista; perché c’è una sostanziale incompatibilità tra chi manifesta una qualche simpatia per il fascismo, o anche solo non esprime nei suoi riguardi una radicale condanna e chi vuole rappresentare una istituzione repubblicana. La parola antifascismo non c’è scritta perché è presente in ogni articolo della Costituzione. È presente ovunque, quando si parla di diritti, quando si parla di libertà, quando si parla di uguaglianza, quando si parla dei partiti, di Parlamento, del governo, di cultura e molto altro. Perché la Costituzione parla della democrazia, ovvero l’esatto opposto dalla dittatura fascista.
Essa esplicita, in ogni parola, in ogni articolo, in ogni pensiero, lo spirito dell’antifascismo, come fatto ontologicamente opposto al fascismo. Un esempio è l’articolo 3, che esplicita il principio di uguaglianza e afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza distinzione di “razza”.
l'idea fascista di mussolini
- nella patria. Mussolini faceva discendere l’idea di Patria con idee sovraniste, mentre i costituenti scrissero che la Repubblica democratica è fondata sul lavoro.
- La donna. Il fascismo relegò la donna a un ruolo secondario, come incaricata in sostanza di fare tanti figli per la patria. I costituenti sancirono la parità tra i sessi, e specificarono (art 37) che “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore” (art 37) .
- La guerra. Il fascismo ha costantemente alimentato un vero e proprio culto della guerra: Mussolini spronò la gioventù ad addestrarsi alle armi, per prepararsi a una guerra che avrebbe ridato all’Italia il ruolo che le spettava nel mondo. Nella Costituzione, invece, si dichiara che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art 11).
- La dittatura. Il regime faceva valere la forza di un uomo solo al comando, il duce. E i costituenti crearono un sistema in cui i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario godono ciascuno di autonomia.
- Le minoranze. Il fascismo si era macchiato di autentici crimini in Alto Adige contro le popolazioni di lingua tedesca, e a nord-est contro le minoranze slovene e croate. Era vietato alle minoranze linguistiche parlare, pregare, studiare nella propria lingua, e molte famiglie furono addirittura costrette a italianizzare il proprio cognome. La Carta costituzionale tutela i diritti delle minoranze linguistiche (art 6) e sancisce che “Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome” (art. 22).
In età moderna, una tappa fondamentale nell’affermazione dell’idea di uguaglianza è rappresentata dalla Rivoluzione francese. Nel 1789, i rivoluzionari stesero la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, dove si dichiarava solennemente che «Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti». Nel 1793, fu elaborata una nuova versione dello stesso documento, in cui l’uguaglianza compariva come il primo fra tutti i diritti. Ma non basta avere un diritto, è necessario anche che lo Stato fornisca a tutti, anche ai più svantaggiati, le condizioni materiali per esercitarlo
Lo stato di natura (cioè quella condizione ipotetica in cui gli uomini sarebbero vissuti prima della nascita dello stato) è dunque uno stato di guerra incessante, dove non c'è legge e potere, ne distinzione tra giusto e ingiusto, infatti vincola su ognuno il diritto naturale di tutto su tutto.
Nelson Mandela
Nelson Mandela (1918-2013) è stato il primo presidente nero della Repubblica del Sud Africa. Importante è stata la sua attività politica: per tutta la vita si è battuto per i diritti dei neri in Sud Africa, trascorrendo anche complessivamente 27 anni in prigione. Mandela fu una figura decisiva all'inizio degli anni '90 nella fine dell'apartheid, il sistema sudafricano di segregazione razziale. Per il suo impegno ha ricevuto nel 1993 il Premio Nobel per la Pace. Dopo la presidenza del Sudafrica (1994-1999) Mandela ha continuato a lottare per la giustizia sociale in tutto il mondo. Nel 1944 Nelson Mandela aderì all'ANC (African National Congress), diventando presto leader della sezione giovanile. Inizialmente Mandela si ispirò a Gandhi e alle sue proteste pacifiche in India, convinto che la non violenza fosse l'unica via possibile per risolvere i problemi del Sudafrica.
Nel 1956 fu arrestato con l'accusa di alto tradimento insieme a più di altri 100 attivisti anti-apartheid.
Nella" Lettera sulla tolleranza" Locke narra della libertà di culto, ovvero un diritto naturale e inalienabile che ciascun essere umano possiede, è una questione in cui lo Stato non può permettersi di entrare. La fede richiede una scelta e un'adesione interiore, basata sul sentimento e non imposta da nessun autorità. Lo Stato e la Chiesa sono due istituzioni distinte: il primo è un'associazione obbligatoria che serve a garantire i diritti di ognuno; la seconda è una associazione liberamente scelta, che può darsi le proprie leggi purchè non contrastino quelle dello Stato.
democrazia e libertà come fondamentali dell'uguaglianza
CATIA PAONESSA
Created on April 12, 2024
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DEMOCRAZIA E LIBERTà
COME FONDAMENTALI
DELL'UGUAGLIANZA
cosa significa uguaglianza ?
Uguaglianza identifica una relazione tra due o più oggetti, persone, processi, circostanze che hanno almeno un aspetto in comune, ma non ogni aspetto.
+ info
L’uguaglianza rimane ancora oggi, per molti versi, un’utopia irrealizzata. Il concetto di uguaglianza è tuttavia direttamente legato a quello di giustizia.
uguaglianza e libertà in politica
dittatura
La dittatura è un governo autoritario dove il potere politico appartiene a un singolo organo (monocratico o collegiale ristretto) che si presenta superiore alle stessi leggi e alla costituzione del paese. È un potere imposto con la forza sui sudditi, che fa sì che venga svolta un'opera di repressione del dissenso politico e dell'opposizione.
Caratteri fondamentali di uno stato autoritario sono: la limitazione e la negazione del principio della separazione dei poteri.
Il totalitarismo è un sistema politico caratterizzato dal controllo assoluto di tutti gli aspetti della vita di un popolo sia in ambito economico, politico e sociale. Il termine viene usato in riferimento ai sistemi dittatoriali che si affermarono nel periodo tra le due Guerre Mondiali: il fascismo, il nazismo e lo stalinismo. Nel totalitarismo è assente il pluralismo con la presenza di un unico partito di massa. Elemento centrale è una ideologia ufficiale decisa dal capo del regime e pensata come lo strumento necessario per il raggiungimento di una forma superiore di libertà.
totalitarismo
liberalismo
Il liberalismo è una corrente di pensiero filosofico, politica che nasce per andare contro all'assolutismo e che è stata elaborata tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, nel periodo dell'Illuminismo. Questo tipo di pensiero ha portato a un cambiamento profondo anche nella politica di diversi paesi del mondo.
Le idee liberali erano quelle di tolleranza, libertà d’opinione (e quindi di stampa), riconoscimento dei diritti civili anche sul piano economico.
Al filosofo John Locke viene spesso attribuito il merito di aver fondato il liberalismo basata sul contratto sociale, sostenendo che ogni uomo ha il diritto naturale alla vita, alla libertà e alla proprietà e che i governi non devono violare questi diritti.
La democrazia
La democrazia è una forma di governo, la cui sovranità risiede nel popolo e che garantisce ad ogni cittadino la piena libertà e uguaglianza.L'idea democratica nacque con Rousseau e fu elaborata da Jeremy Bentham, James Mill e da John Stuart Mill. A differenza dei liberali, i democratici sostennero l'uguaglianza politica e il suffraggio universale: con il voto si esprime la sovranità popolare su cui il regime democratico si fonda.
pensiero politico di hobbes e locke
HOBBES
Secondo Hobbes, lo stato civile è un prodotto artificiale dell'uomo, il quale riconosce come certezza solo quello che egli crea. Espone la sua teoria politica basandosi su una pessimistica concezione della natura umana, secondo cui lo stato di natura è una condizione selvaggia e feroce dove gli uomini sono interessati solo al loro piacere e vantaggio.Per superare questo egoismo, Hobbes elabora due presupposti fondamentali:
Hobbes non nega che gli uomini abbiano bisogni degli altri per vivere, nega semmai che gli uomini abbiano per natura un instino che li spinga alla concordia e alla benevolenza. Questa situazione è una condizione di uguaglianza di natura fra gli uomini, ma dall'uguaglianza nasce la speranza di raggiungere gli stessi fini: se due uomini desiderano la medesima cosa diventano nemici e nel proseguire lo stesso scopo cercheranno di distruggersi. Da qui nasce una guerra di tutti contro tutti.
guerra di tutti contro tutti
E' una condizione insostenibile, dove gli uomini rischiano di perdere il loro bene primario : la vita .L'uomo individua uno strumento comodo per la sua sopravvivenza, che gli permette di uscire da una condizione insicura : la ragione, uno strumento di calcolo capace di individuare i mezze opportuni per raggiungere un certo fine. Questa suggerisce all'uomo di accordarsi con i suoi simili creando cosi un patto, un contratto: "pactum unionis"; dove vincola la legge di natura, ovvero le regole e i mezzi più idonei per garantire la sopravvivenza.
Nel patto gli uomini rinunciano ai loro diritti naturali per creare uno Stato.Lo Stato è rappresentato da un sovrano (chiamato anche Leviatano) che ha il compito di far rispettare ai cittadini il patto, anche se il sovrano non è vincolato a quest'ultimo. Per trasferire l'intero potere alla sovranità ad un'autorità c'è bisogno di secondo patto: il patto si sottomissione, il cui sovrano non può negare i diritti naturali dell'individui e se ciò avvenisse può essere deposto ritornando allo stato di natura. Il sovrano ha potere assoluto:
locke
Secondo Locke lo stato di natura è un ipotesi(proprio come affermava Hobbes), un uguaglianza tra tutti gli uomini e il regno della libertà e della legge naturale, perciò non è uno stato di guerra.Locke non ha una pessimistica concezione della natura, ma quella degli individui illuminati dalla ragione che indica agli uomini la legge di natura ossia:
- ognuno ha diritto di esporre liberamente di se e della sua proprietà;
- nessuno deve sottostare all'arbitrio altrui;
- ognuno ha tanta libertà quanto ne hanno gli altri.
La legge di natura afferma che nessun uomo deve danneggiare l'altro nella vita, nella salute, nella libertà e nella proprietà. I limiti umani nel seguire la ragione portano a gravi inconvenienti che spingono gli uomini ad abbandonare la loro condizione per evitare lo stato di guerra, unendosi cosi in una società abbandonando lo stato di natura: nasce cosi lo Stato.Ma come nasce un corpo politico? Il corpo politico può nascere soltanto con il consenso di tutti: un certo numero di uomini si uniscono in una comunità assumendosi i vincoli della società civile al fine di vivere in comodità, sicurezza e pace, con una maggiore protezione contro coloro non vi appartengono. L'atto di formazione della società avviene con un patto, un accordo vincolante per tutti gli individui compreso il sovrano. Questo contratto non favorisce nessun potere o forza assoluta, infatti l'uomo non deve rendersi schiavo di nessuno. Con questo patto vengono garantiti la vita, la libertà e la proprietà; e impone al cittadino la rinuncia a farsi giustizia da sè.
Il diritto fondamentale per Locke è la proprietà, il quale nessuno ne deve essere privato. La proprietà non è uguale per tutti, infatti è una condizione in cui l'uomo può considerare tra i propri beni non solo la terra, ma anche qualcosa di suo; l'uomo può possedere se stesso, ovvero il suo lavoro, quel prodotto che egli stesso crea con le sue forze fisiche e mentali.
La tolleranza religiosa
pensiero politico di hobbes e locke
apartheid
Il termine apartheid indica una discriminazione razziale tra diversi gruppi di cittadini di uno stesso Paese, che limita i diritti e impedisce loro di vivere, spostarsi, abitare e usufruire dei servizi pubblici negli stessi ambienti.
L’apartheid divideva i cittadini in quattro categorie:
Utilizzato per la prima volta nel 1927, rappresenta la crescente tendenza alla segregazione razziale sviluppatasi dopo la creazione, nel 1910, dell'Unione del Sud Africa. E solo nel 1948, con la vittoria elettorale del Partito Nazionale Riunificato, iniziò la politica dell’apartheid.
Le principali ideologie dell'apartheid erano: il primo ministro Daniel François Malan, Johannes Gerhardus Strijdom e Hendrik Frensch Verwoerd; che definiva l'apartheid come una "politica di buon vicinato". Nel 1956 la politica dell’apartheid fu estesa a tutti i cittadini neri, compresi gli asiatici.
Hendrik Frensch Verwoerd
Johannes Gerhardus Strijdom
Daniel François Malan
Negli anni '60, 3,5 milioni di uomini e donne bantu neri furono sfrattati con la forza dalle loro case e deportati nei "Bantustan". Erano privati di tutti i diritti politici e civili e potevano frequentare solo scuole speciali agricole e commerciali. I negozi dovevano servire tutti i clienti bianchi prima dei clienti neri
La lotta contro questo regime fu guidata dall’African National Congress (ANC), partito nato nel 1912 per difendere i diritti della maggioranza nera. Dal 1952 al 1967 l'ANC fu presieduta da Albert John Lutuli, predicatore congregazionalista, premio Nobel per la pace nel 1960 e ispiratore di una lotta non violenta contro il regime dell'apartheid. Lutuli morì in un incidente, gli successe Oliver Tambo e insieme a Mandela e Walter Sisulu, fu uno dei fondatori della Lega giovanile dell'ANC, mentre nel 1952 fondò con Mandela lo studio legale Tambo e Mandela
Nelson mandela
Nel 1956 Mandela fu arrestato con l'accusa di alto tradimento insieme ad altre 150 persone. Al termine del processo, durato quasi 5 anni, tutti gli imputati furono assolti. Il 21 marzo 1960, nella cittadina nera di Sharpeville, la polizia afrikaner sparò su un gruppo di manifestanti africani disarmati, uccidendo 69 persone e ferendone 180.
I manifestanti protestavano contro le restrizioni imposte dal governo sudafricano alla libertà di movimento della popolazione bianca non africana. Il massacro di Sharpeville scatenò un'ondata di proteste a Città del Capo, e prima che l'ordine fosse ristabilito vi furono più di 10.000 arresti.
La liberazione di Nelson Mandela dopo 27 anni di prigionia e la sua successiva elezione a capo dello Stato decretarono la fine dell'apartheid e l'inizio di una nuova era. Il referendum del 1992 e le elezioni generali in Sud Africa del 1999 hanno visto il superamento della segregazione: nelle elezioni si è registrata la vittoria dell'African National Congress con il 62,65% dei voti; da allora l’ANC ha governato ininterrottamente il paese.
Tuttavia, sono rimaste diverse situazioni di disuguaglianza e ci sono ancora piccoli gruppi di nostalgici bianchi di estrema destra che sostengono il ritorno dell’apartheid dell’indipendenza afrikaner, ad esempio il Partito Nazionale Rifondato del Sud Africa e il Movimento di Resistenza Afrikaner.
l'antifascismo "giuridico" della costituzione
La Costituzione italiana è la legge fondamentale della nostra Repubblica ed è al vertice della gerarchia delle leggi. È formata da 139 articoli ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
La nostra Costituzione è dichiaramente antifascista, perché proclama una serie di diritti fondamentali inviolabili, come la libertà di voto, il pluralismo dei partiti, un sistema di divisione e bilanciamento dei poteri dello Stato, ben diversi dall’idea che era stata del fascismo di partito unico, di stato gerarchico, di assenza di elezioni e pluralismo.
I padri costituenti, uscivano da vent’anni di dittatura e da 5 anni di guerra e di orrori provocati da quel regime. Molti avevano personalmente conosciuto il confino, la prigione, il campo di concentramento, e talvolta anche le torture. Molti erano stati partigiani, avevano combattuto in prima persona, e avevano visto morire uno dopo l’altro al loro fianco amici e compagni. I costituenti avevano ancora nelle orecchie l’eco dei discorsi del duce, e sulla pelle i segni della galera, dei campi di concentramento, della prigionia, della guerra, della fame, delle violenze, dei lutti. Scrissero, così, un testo che fosse l’esatto contrario di tutto quello che era stato detto e praticato nel ventennio precedente.
Ogni parola della Costituzione è scritta per segnare una cesura, in contrapposizione con l’ideologia e l’esperienza storica del fascismo, di cui l’Italia del dopoguerra si voleva liberare per sempre. .
Ed è per questo motivo che la nostra è una Costituzione dichiaratamente antifascista; perché c’è una sostanziale incompatibilità tra chi manifesta una qualche simpatia per il fascismo, o anche solo non esprime nei suoi riguardi una radicale condanna e chi vuole rappresentare una istituzione repubblicana. La parola antifascismo non c’è scritta perché è presente in ogni articolo della Costituzione. È presente ovunque, quando si parla di diritti, quando si parla di libertà, quando si parla di uguaglianza, quando si parla dei partiti, di Parlamento, del governo, di cultura e molto altro. Perché la Costituzione parla della democrazia, ovvero l’esatto opposto dalla dittatura fascista.
Essa esplicita, in ogni parola, in ogni articolo, in ogni pensiero, lo spirito dell’antifascismo, come fatto ontologicamente opposto al fascismo. Un esempio è l’articolo 3, che esplicita il principio di uguaglianza e afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza distinzione di “razza”.
l'idea fascista di mussolini
In età moderna, una tappa fondamentale nell’affermazione dell’idea di uguaglianza è rappresentata dalla Rivoluzione francese. Nel 1789, i rivoluzionari stesero la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, dove si dichiarava solennemente che «Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti». Nel 1793, fu elaborata una nuova versione dello stesso documento, in cui l’uguaglianza compariva come il primo fra tutti i diritti. Ma non basta avere un diritto, è necessario anche che lo Stato fornisca a tutti, anche ai più svantaggiati, le condizioni materiali per esercitarlo
Lo stato di natura (cioè quella condizione ipotetica in cui gli uomini sarebbero vissuti prima della nascita dello stato) è dunque uno stato di guerra incessante, dove non c'è legge e potere, ne distinzione tra giusto e ingiusto, infatti vincola su ognuno il diritto naturale di tutto su tutto.
Nelson Mandela
Nelson Mandela (1918-2013) è stato il primo presidente nero della Repubblica del Sud Africa. Importante è stata la sua attività politica: per tutta la vita si è battuto per i diritti dei neri in Sud Africa, trascorrendo anche complessivamente 27 anni in prigione. Mandela fu una figura decisiva all'inizio degli anni '90 nella fine dell'apartheid, il sistema sudafricano di segregazione razziale. Per il suo impegno ha ricevuto nel 1993 il Premio Nobel per la Pace. Dopo la presidenza del Sudafrica (1994-1999) Mandela ha continuato a lottare per la giustizia sociale in tutto il mondo. Nel 1944 Nelson Mandela aderì all'ANC (African National Congress), diventando presto leader della sezione giovanile. Inizialmente Mandela si ispirò a Gandhi e alle sue proteste pacifiche in India, convinto che la non violenza fosse l'unica via possibile per risolvere i problemi del Sudafrica. Nel 1956 fu arrestato con l'accusa di alto tradimento insieme a più di altri 100 attivisti anti-apartheid.
Nella" Lettera sulla tolleranza" Locke narra della libertà di culto, ovvero un diritto naturale e inalienabile che ciascun essere umano possiede, è una questione in cui lo Stato non può permettersi di entrare. La fede richiede una scelta e un'adesione interiore, basata sul sentimento e non imposta da nessun autorità. Lo Stato e la Chiesa sono due istituzioni distinte: il primo è un'associazione obbligatoria che serve a garantire i diritti di ognuno; la seconda è una associazione liberamente scelta, che può darsi le proprie leggi purchè non contrastino quelle dello Stato.