LA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE NELLO SPORT
Rosa, così viene chiamata una campionessa di scherma diciassettenne uzbeka che denuncia di esser stata violentata durante il ritiro con la nazionale azzurra a Chianciano Terme. Rosa è un talento emergente nell’ambito della scherma, era al primo posto della classifica nella sua categoria, aveva partecipato ai mondiali di scherma a Milano, e sembrava destinata ad essere la migliore.
ROSA
Tuttavia questo sogno finì questa estate quando affermò di essere vittima di stupro nella notte tra il 4 e il 5 agosto dell’estate scorsa, denunciando tre atleti della nazionale azzurra junior. L’atleta riferì che il risveglio fu traumatico e che i tre ragazzi erano nella stessa stanza in cui era lei.NRosa ancora stordita e dolorante riuscì ad arrivare in camera sua dove fu soccorsa dalla sua compagna. Dopo aver compreso ciò che era accaduto e in seguito a varie analisi che rivelarono tracce di droga e alcool nel proprio sangue, Rosa denunciò i tre atleti i quali sono ancora sotto indagine.
ANNETTE NEGESA
Annette Negesa è una ottocentista costretta a rinunciare ai giochi di Londra del 2012. Durante dei controlli il mio manager mi disse che avevano preso i miei campioni biologici e pensavano di aver scoperto che il mio livello degli ormoni maschili era alto. E per questo motivo non potevano accettarla in gara.
Per correre ancora dove fare «un intervento chirurgico semplice come un’iniezione». Non era così. Ha subito la rimozione dei testicoli interni e da allora convive con mal di testa e dolori alle articolazioni senza essere mai tornata ai tempi di garaprecedenti.Per molte di queste donne la carriera finisce con questi esami e ciò non porta solo conseguenze fisiche e psicologiche. Per molte di loro lo sport è una via di emancipazione e in questo modo si chiude e porta conseguenze economiche e sociali, visto che le famiglie spesso non accettano il ritorno delle atlete.
MANUELA BENELLI
Più famosa è titolata giocatrice di pallavolo italiana,denuncia la discriminazione sotto rete. La condizione della donna in ambito sportivo é a livelli medievali. La donna é nettamente discriminata a livello d’ ingaggio, visibilità e di rimborso sportivo. Non c’ é stato un episodio particolare in cui si sia sentita discriminata, ma il problema é dover lavorare in un mondo dove devi sempre dimostrare qualcosa in più per essere considerata e stimata IL SUO IMPEGNO RISPETTO AI DIRITTI DELLE ATLTETE Dal 2000, insieme ad altre sportive ha fondato Assist Associazione Nazionale Atlete. Attraverso quest’ associazione portano in giro per l’ Italia le esperienze di diverse donne sportive che hanno subito discriminazioni.
MARTINA SCARAVELLI
-Arbitro di pallavolo di serie a e serie b -Donnna discriminata per via del peso poiché non rientra nei dati antropometrici nazionali della circonferenza addominale per la mansione di arbitro -A febbraio prima di una gara di campionato di serie b l arbitro scavelli ha subito una visita a sorpresa per il controllo del fisico riscontrandone la sua non idoneità ai protocolli stabiliti -Non era mai successo a un arbitro uomo di subire un umiliazione del genere prima di una gara poiché l arbitro di pallavolo è conosciuto per non doversi muovere durante la partita -Per questo motivo e le sofferenze subite l arbitro scavelli ha deciso di lasciare il mestiere che lei più amava
Presentazione sulla discriminazione delle donne nello sport
Filippo Bottarelli
Created on April 9, 2024
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LA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE NELLO SPORT
Rosa, così viene chiamata una campionessa di scherma diciassettenne uzbeka che denuncia di esser stata violentata durante il ritiro con la nazionale azzurra a Chianciano Terme. Rosa è un talento emergente nell’ambito della scherma, era al primo posto della classifica nella sua categoria, aveva partecipato ai mondiali di scherma a Milano, e sembrava destinata ad essere la migliore.
ROSA
Tuttavia questo sogno finì questa estate quando affermò di essere vittima di stupro nella notte tra il 4 e il 5 agosto dell’estate scorsa, denunciando tre atleti della nazionale azzurra junior. L’atleta riferì che il risveglio fu traumatico e che i tre ragazzi erano nella stessa stanza in cui era lei.NRosa ancora stordita e dolorante riuscì ad arrivare in camera sua dove fu soccorsa dalla sua compagna. Dopo aver compreso ciò che era accaduto e in seguito a varie analisi che rivelarono tracce di droga e alcool nel proprio sangue, Rosa denunciò i tre atleti i quali sono ancora sotto indagine.
ANNETTE NEGESA
Annette Negesa è una ottocentista costretta a rinunciare ai giochi di Londra del 2012. Durante dei controlli il mio manager mi disse che avevano preso i miei campioni biologici e pensavano di aver scoperto che il mio livello degli ormoni maschili era alto. E per questo motivo non potevano accettarla in gara.
Per correre ancora dove fare «un intervento chirurgico semplice come un’iniezione». Non era così. Ha subito la rimozione dei testicoli interni e da allora convive con mal di testa e dolori alle articolazioni senza essere mai tornata ai tempi di garaprecedenti.Per molte di queste donne la carriera finisce con questi esami e ciò non porta solo conseguenze fisiche e psicologiche. Per molte di loro lo sport è una via di emancipazione e in questo modo si chiude e porta conseguenze economiche e sociali, visto che le famiglie spesso non accettano il ritorno delle atlete.
MANUELA BENELLI
Più famosa è titolata giocatrice di pallavolo italiana,denuncia la discriminazione sotto rete. La condizione della donna in ambito sportivo é a livelli medievali. La donna é nettamente discriminata a livello d’ ingaggio, visibilità e di rimborso sportivo. Non c’ é stato un episodio particolare in cui si sia sentita discriminata, ma il problema é dover lavorare in un mondo dove devi sempre dimostrare qualcosa in più per essere considerata e stimata IL SUO IMPEGNO RISPETTO AI DIRITTI DELLE ATLTETE Dal 2000, insieme ad altre sportive ha fondato Assist Associazione Nazionale Atlete. Attraverso quest’ associazione portano in giro per l’ Italia le esperienze di diverse donne sportive che hanno subito discriminazioni.
MARTINA SCARAVELLI
-Arbitro di pallavolo di serie a e serie b -Donnna discriminata per via del peso poiché non rientra nei dati antropometrici nazionali della circonferenza addominale per la mansione di arbitro -A febbraio prima di una gara di campionato di serie b l arbitro scavelli ha subito una visita a sorpresa per il controllo del fisico riscontrandone la sua non idoneità ai protocolli stabiliti -Non era mai successo a un arbitro uomo di subire un umiliazione del genere prima di una gara poiché l arbitro di pallavolo è conosciuto per non doversi muovere durante la partita -Per questo motivo e le sofferenze subite l arbitro scavelli ha deciso di lasciare il mestiere che lei più amava