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New Dada, Pop Art e Nouveau Réalisme

SERENA SAGGESE

Created on April 9, 2024

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Transcript

Queste esperienze saranno fondamentali per la nascita della Pop Art, così chiamata per di ispirazione alla cultura popolare. Nata intorno al 1962 con le opere seriali di Andy Warhol, riceve la sua ufficializzazione con una mostra alla Biennale di Venezia del 1964 che ne sancisce il successo internazionale. Gli artisti Pop hanno in comune la scelta di oggetti presi dal mondo dei consumi (dalle bibite ai fumetti), l'uso di tecniche artistiche meccaniche - come la serigrafia - per la riproduzione delle loro opere in grande tirature e il linguaggio colorato e bidimensionale proprio della grafica pubblicitaria. Sulla scia della Pop Art nascerà anche l'Iperrealismo, una corrente basata sulla riproduzione fedele del reale tale da ingannare l’osservatore, i cui soggetti sono simboli della società di massa.

Contemporaneamente in Francia nasce il Nouveau Réalisme, così definito nel 1960 dal suo fondatore, Il critico Pierre Restany: un movimento analogo al New Dada per la volontà di appropriazione del reale, cioè la scelta di lavorare su oggetti di uso comune. Il movimento si scioglie nel 1963, ma i suoi esponenti, tra cui César, Arman, Jean Tinguely e l'italiano Mimmo Rotella, aprono la strada a una nuova estetica: quella del rottame e dello scarto. A differenza della Pop Art americana, che guardava positivamente ai prodotti di massa come nuovi soggetti per l'arte, il Nouveau Réalisme sottintende una critica verso la società dei consumi.

Nello stesso periodo in cui si sviluppa l'Espressionismo astratto, nascono a New York alcune correnti discendenti dal Dada e dalla sua tendenza a utilizzare i materiali della realtà quotidiana. Il primo di questi movimenti è stato chiamato, non a caso, New Dada, dalla critica d'arte Barbara Rose che così ha definito le opere degli anni Cinquanta di Robert Rauschenberg e Jasper Johns, basate sull'uso di vecchi oggetti o immagini prelevate dall'immaginario comune. I loro lavori vanno oltre la semplice decontestualizzazione degli oggetti dei ready-made: i materiali di riuso vengono infatti inglobati all'interno di quadri o raffigurati in forme pittoriche.