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Corea Huntington

Luigi Santoro

Created on April 9, 2024

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Transcript

Chiara Zuccato

La storia dell'huntington: una continua evoluzione

La Malattia di Huntington

Terapia genica

L’esordio di malattia

L'ereditarietà

INdice

Cause della malattia

IT15 e HTT

Diagnosi e terapie

malattia di huntington

L'esordio di malattia

Esordio di malattia

Per convenzione internazionale si è definito l’esordio di malattia come il momento in cui compaiono i sintomi motori tipici (ipercinesie coreiche) o atipici, anche se la malattia può manifestarsi anni prima con sintomi psico-cognitivi

Sintomi diesordio

Uno studio eseguito nel 1993 da Di Maio e Squitieri che analizzava tramite un questionario i sintomi di esordio in una popolazione di 510 pazienti, ha messo in luce che il 59% dei soggetti esordisce con un sintomo motorio, ma ben il 23% con un sintomo psichicocognitivo e il 18% con entrambi. Tra i sintomi motori predominava la corea, ma in una piccola percentuale il sintomo d’esordio era costituito da difficoltà nella deambulazione, perdita di equilibrio, instabilità, difficoltà di eloquio e difficoltà nell’afferrare oggetti, fino ad arrivare ad un deterioramento cognitivo

TERMINE COREA

Il termine còrea deriva dal greco ‘Choros’, danza, e venne coniato da Paracelso nel 1500 per descrivere un particolare tipo di movimento abnorme caratterizzato da scatti improvvisi

Malattia di Huntington

PREVALENZA MEDIA

La Malattia di Huntington ha una prevalenza media nella popolazione mondiale di circa 12,3/100.000 abitanti, con oscillazioni che dipendono dall’area presa in esame, dalle differenze etniche e dalla metodologia epidemiologica

La Malattia di Huntington (MH) è una patologia neurodegenerativa ereditaria a trasmissione autosomica dominante con una manifestazione prevalente nell’età giovane-adulta tra i 30 e i 50 anni.

SINTOMI DELLA MALATTIA

  • Emotivo/comportamentale
  • Cognitivo/intellettivo
  • Spasmi/scatti involontari

TRATTAMENTI FARMACOLOGICI

Sono presenti numerosi trattamenti farmacologici disponibili per controllare i sintomi della malattia, alleviarne i dolori. ma che non possono modificare l'evoluzione della malattia. Questi farmaci hanno svolgomo un'attività selettiva per i recettori della dopaminae (neurotrasmettitore endogeno)

EREDITARIETà

L'ereditarietà della malattia

L'ereditarietà è autosomico-dominante: Autosomico = carattere dovuto a gene localizzato su cromosomi somatici (si ammalano maschi e femmine nella stessa percentuale). Dominante = trasmessa dall’allele dominante (H): HH = omozigote dominante (malato); Hh = eterozigote (malato, in quanto portatore dell’allele dominante); hh = omozigote recessivo (sano). Questo significa che la probabilità di ereditare il gene della corea da un genitore malato (Hh) è del 50%

CAUSE DELLA MALATTIA

Le cause della malattia

Le cause della malattia di Huntington sono legate a una mutazione genetica specifica. Questa mutazione coinvolge il gene IT15 situato sul cromosoma 4. La mutazione consiste in una ripetizione anomala di una sequenza di tre nucleotidi, chiamata CAG, all'interno del gene, presente più di 36 volte. Questa ripetizione anomala porta alla produzione di una proteina danneggiata chiamata huntingtina mutata (HTT). Questa proteina mutata danneggia le cellule del cervello, in particolare i neuroni, causando la morte progressiva di queste cellule e portando ai sintomi caratteristici della malattia di Huntington, tra cui disturbi del movimento, deterioramento cognitivo e problemi psichiatrici

Il gene IT15 e la huntingtina

  • Il gene, denominato IT15 contiene un segmento polimorfico in cui è presente la ripetizione del trinucleotide cag ( citosina-adenina-guanina) inferiore a 27 nella popolazione sana. Questo segmento genico codifica una proteina che contiene nel segmento N-terminale un residuo polimorfico di glutamina
  • La huntingtina (HTT) è una proteina che nell'uomo è codificata dal gene IT15. Gli studi la identificano come essenziale per lo sviluppo del sistema nervoso, altri la reputano essenziale per la stabilizzazione del citoscheletro e mobilizzazione mitocondriale. La massa è di circa 350 kDa ed è formata da 3144 amminoacidi

IT15 E HTT

DIAGNOSI E TERAPIE

DIAGNOSI

Trattandosi di una patologia ereditaria, l’unico modo per effettuare la diagnosi consiste in un test genetico. In un individuo anche privo di sintomi si può effettuare l’indagine genetica di ricerca del gene mutato su un semplice prelievo di sangue. Se la mutazione è presente, il soggetto è affetto dalla patologia. Se positivo, il risultato di questo test non coinvolge solo il soggetto in esame ma anche i suoi familiari: in particolare i fratelli e i figli che, pur non avendo ancora presentato i sintomi, potrebbero possedere la mutazione

Terapie

Le attuali terapie farmacologiche per la Corea di Huntington hanno l’obiettivo di contrastare e alleviare i sintomi, non essendo in grado di prevenirne la comparsa né di eliminarne la causa. I farmaci oggi disponibili mirano infatti a diminuire i disturbi psicologici e i sintomi motori, mentre non sono ancora disponibili farmaci che possano agire sul deficit cognitivo le strategie del domani mirano ad una terapia che protegga i neuroni dalla morte cellulare o ne ritardi la degenerazione attraverso approcci farmacologici o terapie riparative, quali il trapianto cellulare, contrastando in tal modo l’insorgere e il progredire della malattia.

Terapia Genica

La terapia genica classica ha come obiettivo quello di fornire all’organismo una copia corretta del gene difettoso che è alla base dell’insorgenza della malattia. La terapia genica esce un po’ dallo standard: l’approccio è incentrato sull’utilizzo della tecnica per indurre la conversione tra diversi tipi cellulari. Si tratta di una ricerca sulla malattia di Huntington e, al contrario di quello che ci si aspetterebbe, i ricercatori non stanno cercando di ridurre l’accumulo della huntingtina mutata (mHTT), proteina responsabile della morte di alcuni tipi di neuroni e causa della patologia. Lo scopo è invece quello di riprogrammare e trasformare le cellule di supporto ai neuroni (cellule gliali) in neuroni

Grazie per la visione

  • Marcello Milone
  • Ciro Liguori
  • Isidoro Carbone
  • Luigi Santoro