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Pala di Brera

Aurora Amato

Created on April 9, 2024

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Transcript

La Pala di Brera

Piero della Francesca, 1472-1474, tempera e olio su tavola, Pinacoteca di Brera (Milano)

Federico da Montefeltro indossa un'armatura e un ricco mantello a pieghe. Le sue mani vengono attribuite allo spagnolo di formazione fiamminga Pedro Berruguete, artista di corte di Federico dal 1474 al 1482. Il profilo mostrato è, come di consueto, quello sinistro, come nel "Doppio ritratto dei duchi di Urbino" di Piero della Francesca.

San Girolamo, a sinistra rispetto alla Madonna, con la veste lacera dell'eremita e il sasso per percuotersi il petto; egli, in quanto studioso e traduttore della Bibbia, era considerato il protettore degli umanisti.

La conchiglia è simbolo della nuova Venere, Maria madre di Gesù Cristo, e della bellezza eterna nonché della natura generatrice della Vergine e del suo legame con il mare e le acque.

San Francesco d'Assisi, che mostra le stimmate la cui presenza viene messa in relazione con una possibile destinazione originaria per la chiesa francescana di San Donato degli Osservanti, che peraltro ospitò per un periodo la stessa tomba del Duca Federico.

San Bernardino da Siena, in secondo piano, la cui presenza è giustificata dal fatto che Bernardino conobbe Federico, ne divenne amico e forse confessore; inoltre spiega la collocazione nel convento che porta il suo nome.

L'uovo di struzzo, che è anche emblema della perfezione divina, simboleggia la superiorità della Fede rispetto alla Ragione. L'uovo è altresì un complesso richiamo al dogma della verginità di Maria, che doveva essere noto agli umanisti del XV secolo.L'uovo era anche inteso comunemente come simbolo di vita, della Creazione, valenza che rimanderebbe alla nascita del figlio del duca, tanto più che lo struzzo era uno dei simboli della casata del committente.

La figura della Madonna, seduta sul trono in posizione di adorazione, con le mani giunte verso Gesù Bambino addormentato sul suo grembo, domina la rappresentazione e il suo occhio sinistro è il punto di fuga dell'intera composizione.

San Giovanni Evangelista, con il libro e il mantello tipicamente rosato.

San Giovanni Battista, barbuto, con la pelle scura e il bastone, la cui presenza è giustificata dalla Chiesa in suo onore nella città di Gubbio dove è morta Battista Sforza, moglie di Federico;

Il trono si trova su un prezioso tappeto anatolico, un oggetto raro e prezioso ispirato a dipinti analoghi dell'arte fiamminga.

Il Bambino porta al collo un ciondolo di corallo che cela rimandi al rosso del sangue, simbolo di vita e di morte, ma anche della funzione salvifica legata alla resurrezione di Cristo. La stessa posizione addormentata era una prefigurazione della futura morte sulla croce.

San Pietro martire, con il taglio sulla testa.