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La parabola dei tre anelli

Maria Domenica Iaquinto

Created on April 8, 2024

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Transcript

Melchisedech e il Saladino

La religione nella Costituzione

La religione di Boccaccio

La Chiesa nel medioevo

Introduzione

Introduzione

Melchisedech e il Saladino è la terza novella della prima giornata del Decameron, la regina è Pampinea e viene narrata da Filomena. Qui Boccaccio affronta il tema della tolleranza religiosa, che in questo caso si salda con una nuova visione del mondo (laica ed "aperta", per utilizzare delle categorie moderne) che l'autore con la sua opera propone: l'intelligenza e l'arguzia dei singoli, doti fondamentali dei personaggi delle cento novelle, devono essere valutate liberamente, fuori dai condizionamenti di nascita, fede o ideologia.

La storia narra di un momento in cui Saladino, un grande sovrano musulmano, si trova nella necessità di ottenere un prestito in denaro e decide di rivolgersi a Melchisedech, un usuraio ebreo. Tuttavia, Saladino non vuole solo il denaro, ma cerca anche di mettere Melchisedech in difficoltà, proponendogli una domanda intrinsecamente legata alle loro credenze religiose: quale delle tre leggi - la giudaica, la saracina o la cristiana - ritenga essere la vera. Melchisedech, astuto e consapevole della trappola postagli dal sultano, risponde con un racconto che contiene una lezione morale. Descrive la storia di un uomo ricco che lascia tre anelli identici ai suoi tre figli, ordinando che colui che possiede l'anello originale sia considerato l'erede. Tuttavia, alla morte del padre, i tre figli presentano ciascuno un anello identico, creando una disputa sull'eredità. Per risolvere la questione, l'uomo sagace fa creare due anelli identici agli originali e li consegna a tutti e tre i figli. Alla fine, nessuno può dimostrare di essere il vero erede. Melchisedech conclude che così come per gli anelli, la questione sulla vera legge divina è ancora aperta e non può essere risolta in modo definitivo dagli uomini. La sua risposta dimostra non solo la sua astuzia nel comprendere la trappola di Saladino, ma anche la sua profonda saggezza nel riconoscere l'incertezza umana di fronte a questioni religiose. L'intelligenza e la perspicacia di Melchisedech conquistano il rispetto di Saladino, che accetta la risposta con ammirazione. Da questo momento nasce un legame di stima e amicizia tra i due, consentendo al prestito di denaro di essere effettuato senza sotterfugi o inganni. La storia sottolinea l'importanza della saggezza e della comprensione reciproca, superando le differenze culturali e religiose.

La religione di Boccaccio

Nel periodo storico in cui è ambientato il Decameron la religione predominante in Italia e nella maggior parte dell’Europa, era il cristianesimo. Le relazione tra le religioni nel medioevo erano complesse e spesso caratterizzate da conflitti e tensioni, soprattutto tra occidente e oriente; il concetto che ogni popolo consideri la propria religione come l’unica vera è una tematica ricorrente nel decameron e riflette le tensioni religiose dell’epoca, sottolineando la supremazia del cristianesimo. Questo aspetto viene risaltato proprio nella novella narrata da Neifile, con Pampinea da reginetta, il primo giorno: la novella di Abraam giudeo, dove la supremazia del cristianesimo è il tema principale: attraverso la dimostrazione per paradosso di con un contenuto anticlericale, la fede cristiana, infine, appare superiore.

La vicenda ha per protagonisti due commercianti di stoffe, Giannotto di Civignì ed Abraam giudeo. Altri personaggi sono i clerici. I due, nonostante la differenza di religione, sono legati da una profonda amicizia e da valori comuni come la rettitudine e l'onestà. Giannotto vuole che Abraam diventi cristiano, perché gli dispiace che la sua anima si perda dopo la morte per mancanza di fede. Per dimostrargli la superiorità della religione cristiana rispetto a quella ebraica, dice inoltre che questa si sta diffondendo sempre di più. Abraam, però, anche se attratto dalle motivazioni, rimane fedele alla sua religione. Fino a quando un giorno comunica all'amico che sta per compiere un viaggio a Roma, per vedere da vicino lo stile di vita del Papa e del clero. Se dovesse restarne colpito, si farà battezzare. Giannotto non vuole che Abraam parta per Roma perché sa che a Roma avrebbe visto la corruzione del Vaticano. Nel periodo in cui scrive Boccaccio il papa è Leone X, che vende al popolo le indulgenze per completare la Basilica di San Pietro a Roma. Gli dice quindi che quel viaggio a Roma è inutile, e che anche a Parigi avrebbe potuto trovare ottimi maestri. Abraam però parte lo stesso, e in breve tempo si accorge della vita peccaminosa dei chierici: lussuria, avarizia, simonia sono solo alcuni nei peccati che gli saltano agli occhi. Quando torna da Giannotto, che ha ormai perso la speranza nella conversione dell'amico, gli annuncia invece che nessuno potrà ostacolargli il battesimo perché proprio durante il proprio viaggio si è accorto che lo Spirito Santo è con il Cristianesimo e con nessuna altra religione. Solo in questo modo, dice, avrebbe potuto sopravvivere in mezzo a tanto peccato e ad accrescere di giorno in giorno il numero dei fedeli.

Al contrario, la novella di Melchisedec giudeo raccontata da Filomena, offre una prospettiva interessante sulla coesistenza delle diverse fedi. La conclusione, con il Saladino che accetta saggiamente la risposta di Melchisedec e successivamente riceve aiuto da lui, suggerisce un messaggio di tolleranza e comprensione tra le diverse fedi, nonostante le differenze. Oltre alla tematica della sciocchezza contro la saviezza, la novella affronta anche quella religiosa: come Boccaccio fa dire al protagonista, inutile chiedere a cristiani, ebrei e musulmani quale sia la vera fede perché ognuno di loro risponderebbe di essere egli nel giusto e gli altri nel torto. L'aspetto davvero notevole è che, di fronte a questa verità fattuale incontestabile, il cristiano Boccaccio non prende posizione, dimostrando un'apertura e una tolleranza straordinarie per quei tempi: così come ancora si discute e non si riesce a dirimere la questione di quale sia l'anello autentico, così in eterno e invano si discuterebbe di quale sia la vera fede.

Tuttavia la fede di Boccaccio è molto evidente in molti punti della sua opera, infatti, l'importanza del tema religioso si manifesta fin dal titolo: un titolo grecizzante (déca emeròn: [libro] delle dieci giornate) verosimilmente modellato su quello dell'Exameron (sei giornate) che indica la durata della creazione del mondo, in sei giorni, da parte di Dio narrata nel primo libro della Bibbia, la Genesi. Questo titolo denuncia anche l'ambizzione boccacciana di presentare l'opera come la cronaca della nuova creazione del mondo e della società all'indomani del disordine provocato dalla peste, attribuendo una sacralità davvero religiosa alla missione dei giovani della brigata, che si sobbarcano il compito di additare agli uomini la via per rifondare, sulla base della ragione, della virtù e della fede, la convivenza civile e la vita associata.Però un aspetto importante da sottolineare è che Boccaccio pur vivendo nel medioevo ha una visione laica della realtà. Infatti possiamo anche fare un confronto con dante: Dante ordina il suo universo secondo la Santissima Trinità, mentre Boccaccio si concentra sull'agire umano nella sfera terrena. Se Dante vede Dio come il principio ordinatore, Boccaccio vede la Fortuna e l'intelligenza umana come forze influenti. Pur collegati, i due autori differiscono anche nella finalità delle loro opere: Dante mira alla redenzione morale, mentre Boccaccio si concentra sull'aspetto pratico della vita.

La Chiesa nel medioevo

Nel Medioevo, la religione svolgeva un ruolo centrale nella vita delle persone, non solo attraverso il Cristianesimo, ma anche con la presenza significativa dell'Ebraismo e dell'Islam. Queste religioni non solo coesistevano, ma comunicavano tra loro più di quanto spesso si pensi. Il Cristianesimo medievale, fino ai secoli XII-XIII, si adattava e conviveva con culture diverse, assimilandole o confermandole. Ad esempio, rispondeva ai bisogni di religiosità tradizionale inventando figure di santi che svolgevano funzioni simili a quelle dei guaritori popolari, offrendo protezione per vari aspetti della vita quotidiana. L'Islam svolgeva un ruolo importante nella conservazione, traduzione e trasmissione di testi antichi, filosofici e scientifici, che successivamente circolavano in Europa a partire dal X-XI secolo. Gli scambi commerciali con l'Oriente, inizialmente guidati dai mercanti arabi prima del monopolio veneziano, portarono una vasta gamma di prodotti in Occidente, come spezie e manufatti preziosi, che erano ampiamente utilizzati dagli europei ricchi. Anche se il periodo medievale fu segnato dalle Crociate, ci sono esempi di dialogo interreligioso significativo. La tradizione ebraica era particolarmente presente nel Cristianesimo medievale.

La religione islamica, emersa dopo il cristianesimo, ha come fondatore e profeta Maometto, nato sei secoli dopo Cristo in Arabia, all'epoca abitata da tribù di religione animistica in conflitto. Come altri profeti delle tradizioni monoteiste, Maometto dichiarò di aver ricevuto la sua dottrina attraverso un'illuminazione divina, che si manifestò in visioni da parte di Dio. Il risultato di questa illuminazione è il Corano, considerato dai musulmani la parola stessa di Dio. Oltre al Corano, la Sunna, ossia l'insieme dei detti e delle azioni attribuiti a Maometto dalla tradizione, è oggetto di fede per i musulmani. Maometto potrebbe aver avuto contatti con monaci cristiani eremiti, aprendo così la possibilità di conoscere la dottrina cristiana. Egli mostrò grande rispetto per Gesù, definendolo "Maestro di giustizia", ma sottolineava che Gesù non era il figlio di Dio, bensì solo un profeta.

Nel Medioevo, una delle novità cruciali per la Chiesa cristiana fu l'affermazione della figura del papa, il vescovo di Roma. Originariamente, non c'era una gerarchia definita tra i vescovi e le decisioni dottrinali venivano prese collettivamente in concili. Tuttavia, con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, il potere centrale si ridusse ai vescovi, specialmente al vescovo di Roma, che diventò il capo indiscusso della Chiesa d'Occidente, acquisendo il titolo di "papa". L'emergere dei nuovi regni, soprattutto i regni romano-barbarici, portò a tensioni tra Chiesa e Stato. Molti vescovi ottennero terre in donazione, soprattutto in Germania, complicando ulteriormente i rapporti. Inoltre, la dottrina di san Paolo sottolineava che l'autorità politica derivasse da Dio, portando alla convinzione che essa dovesse essere obbedita. Durante il Sacro Romano Impero, sotto il regno di Carlo Magno, c'era collaborazione tra papato e impero, ma successivamente emersero contrasti su questioni di autorità. Ad esempio, la disputa sull'investitura dei vescovi-conti evidenziò il conflitto tra papato e impero. Questo portò alla lotta per le investiture, dove il papato rivendicava il diritto di nominare i vescovi, mentre l'impero reclamava questo privilegio per sé. Per risolvere il conflitto tra Stato e Chiesa, furono prospettate due soluzioni nel corso del Medioevo: il cesaropapismo, che sottolineava la dipendenza della Chiesa dallo Stato, e la teocrazia, dove la Chiesa controllava il potere politico. Quest'ultima soluzione cominciò a prendere piede nella seconda metà dell'XI secolo. La lotta per la supremazia tra papato e impero, conosciuta come "lotta per le investiture", si concluse formalmente con la vittoria della Chiesa, ma i papi dovettero poi affrontare nuove sfide da parte di poteri emergenti come i comuni, le signorie e soprattutto le monarchie nazionali.

La religione nella costituzione

Boccaccio viveva nel medioevo,un periodo dove si aveva paura di Dio e si pensava che tutto avvenisse a causa della volontà divina.Lui ha un ideale laico,non era religioso,infatti nella sua opera ripone fiducia nell’essere umano e nella sua potenzialità nel dominare il suo destino:l’essere umano poteva,quindi,decidere la sua sorte non basandosi sulla fortuna,ma indipendentemente. Questo suo ideale laico che l’uomo sia artefice del proprio destino,deriva dal fatto che Boccaccio proveniva da un ceto mercantile che in quel periodo era stato toccato da un’innovazione. Egli esprime ciò nel Decameron e possiamo notarlo all’interno delle novelle che parlano della religione ma non dipendono da Dio:non nega che esista un Dio,ma non è un argomento principale,semplicemente ogni tanto lo cita,rispettando la libertà di pensiero dell’essere umano.

Articolo 3: Questo articolo stabilisce il principio fondamentale dell'uguaglianza di fronte alla legge. È un pilastro della Costituzione italiana che sottolinea che ogni individuo, indipendentemente dalla sua religione, deve essere trattato con equità e giustizia dallo Stato. Questo articolo è cruciale perché impedisce qualsiasi forma di discriminazione basata sulle convinzioni religiose, garantendo che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti e opportunità.Articolo 7: Questo articolo regola i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Stabilisce che lo Stato italiano è neutrale dal punto di vista religioso, ma riconosce l'importanza storica e culturale della Chiesa cattolica in Italia. Questo articolo mira a garantire un equilibrio tra la libertà religiosa dei cittadini e il ruolo storico della Chiesa cattolica nel contesto italiano. Articolo 8: Questo articolo protegge il diritto di associazione, incluso il diritto di formare gruppi religiosi. Garantisce che le persone possano organizzarsi liberamente per praticare la propria religione e promuovere le proprie convinzioni senza interferenze da parte dello Stato. Articolo 19: Questo articolo è centrale per la libertà religiosa, garantendo il diritto di professare e praticare liberamente la propria fede religiosa. Riconosce la libertà individuale di credo e di culto, consentendo agli individui di manifestare pubblicamente le proprie convinzioni religiose. Articolo 20: Questo articolo protegge il diritto di insegnamento religioso nelle scuole pubbliche. Riconosce che la religione può avere un ruolo importante nella vita di molti cittadini e garantisce che gli studenti abbiano accesso all'istruzione religiosa, se desiderano.

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