PASCOLI E MONTALE
Lucio Francesco Di Nisio 2GI
indice
MONTALE
1. LA VITA
PASCOLI
1. LA VITA
2. I TEMI E LE OPERE
2. LO STILE
3. I TEMI E LE OPERE
3. I TEMI
4. LE OPERE
GIOVANNI PASCOLI
Nel 1905 subentra a Giosuè Carducci nella cattedra di letteratura dell'università di Bologna e nel frattempo la sua fama di poeta si era consolidata. Nel 1911 pronuncia il discorso La grande Proletaria si è mossa con il quale esprime il suo appoggio alla guerra coloniale. Pochi mesi dopo, nell'aprile del 1912, malato di tumore, Giovanni Pascoli morì
La vita
Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855. Inizia il suo percorso di studi nel collegio degli Scolopi a Urbino, dove riceve una formazione classica. Dall'età di 12 anni la sua vita venne funestata da lutti familiari, perse il padre Ruggero e l'anno successivo la madre e la sorella maggiore. Nel 1873 si iscrisse alla facoltà di lettere di Bologna, dove si avvicinò al socialismo e durante una manifestazione venne arrestato, questa esperienza lo fece allontanare dalla politica. Nel 1882 inizia la sua carriera di insegnante, insegna in vari licei e in questo periodo la famiglia si riduce a tre membri: Giovanni e le sorelle Ida e Maria, con cui ricostruisce quel nucleo familiare che aveva perso da ragazzo, ma questo lo allontana dal mondo esterno e lo fa chiudere nel suo pessimismo. Nel 1895 la sorella Ida si sposa e Pascoli vide in questo un tradimento del nido familiare, rimasto solo con Maria, si trasferì a Castelvecchio di Barga e questa casa sarà il suo nuovo nido. In questo periodo inizia la sua carriera da professore universitario, prima a Bologna poi a Messina e Pisa.
LO STILE
Pascoli fu un grande innovatore del linguaggio poetico l'importanza delle sue opere consiste innanzitutto nella sperimentazione linguistica e stilistica. Pascoli preferisce nominare gli oggetti con termini estremamente precisi, ampliando enormemente l'ambito lessicale della poesia italiana. Il poeta rifiuta, infatti, la divisione tra temi alti e bassi e riprende il principio romantico per cui ogni cosa è degna di entrare in letteratura. Un altra importante caratteristica di Pascoli è il fonosimbolismo. Il che significa creare una sorta di composizione musicale attraverso le parole sfruttando il suono: come per esempio la poesia temporale che inizia così: «Un bubbolìo lontano…», dove la parola bubbolìo è un'invenzione pascoliana al posto di brontolio.
I TEMI
Uno dei sui temi principali è la vita segreta e misteriosa della natura, vista attraverso uno sguardo pieno di stupore e meraviglia, simile a quello di un bambino e quindi privo della razionalità dell'adulto. Secondo Pascoli il vero poeta è colui che sa far vivere il fanciullino che è in sè.Un altro tema importante è quello del "nido" inteso come casa, affetti familiari e tutto ciò che è un rifugio contro i pericoli del mondo esterno. Un nido che Pascoli cercherà per tutta la vita di ricostruire
LE OPERE
Canti di Castelvecchio La prima edizione dei Canti di Castelvecchio uscì nel 1903, mentre l'ultima edizione, ulteriormente arricchita, uscì nel 1914. La tematica più accentuata è quella della casa intesa come nido, cioè un rifugio dal male. I temi e lo stile sono molto simili alla raccolta Myricae.
Myricae Pascoli pubblicò Myricae, la sua prima raccolta poetica, nel 1891. Alla prima edizione, che comprendeva 22 componimenti, se ne aggiunsero altri fino all'ultima edizione del 1903 che ne comprende 156. Il titolo è ripreso da un verso di Virgilio:"non omnes arbusta iuvant humilisque myricae" ("non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici"). Il senso è nella volontà di Virgilio di discorrere dei grandi temi ed argomenti senza affidarsi alle quotidiane sottigliezze, Pascoli cambia il significato poichè l'obiettivo è parlare di cose semplici e umili, che facciano parte dell'uomo ordinario. Myricae è un libro ricco di elementi minimi della vita di campagna colti attraverso lo sguardo curioso del fanciullino, ma contiene anche dei momenti malinconici e di dolore per la serie di lutti che colpì la famiglia di Pascoli. Nel libro c'è una grande varietà lessicale, che comprende termini sia quotidiani e persino dialettali, sia colti e letterari. Inoltre Pascoli rivela una sensibilità per gli effetti fonici e fonosimbolici della parola.
Le altre raccolte Nel 1897 Pascoli pubblicò la prosa Il fanciullino, e Poemetti composta da componimenti poetici narrativi. La raccolta si arricchirà e il poeta pubblicherà separatamente Primi poemetti nel 1904 e Nuovi poemetti nel 1909. I temi principali sono il nido e l'elogio alla vita di campagna. Ben diversi sono i Poemi conviviali del 1904 nei quali prevale la rievocazioni dei miti del mondo classico con uno stile più articolato e complesso.
EUGENIO MONTALE
Nonostante questo ritiro sono anni molto importanti per il poeta: nel 1939 pubblica una nuova raccolta, Le Occasioni, e conosce Drusilla Tanzi che sarà sua moglie e il grande amore di tutta la sua vita. Dopo la guerra torna a Firenze, dove s'iscrive al Partito D’Azione e partecipa alla vita politica che, però, presto lo delude spingendolo a un ulteriore ritiro.Nel 1948 si trasferisce a Milano per lavorare come redattore del Corriere della Sera. Contemporaneamente pubblica altre poesie e la sua opera è tanto amata che nel 1975 gli viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura.
Eugenio Montale morì il 12 settembre 1981 a Milano.
La vita
Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896 da una famiglia benestante. Trascorse l'infanzia nelle Cinque Terre, questi luoghi lo segnarono profondamente e furono al centro della sua poesia. Dopo la Prima Guerra Mondiale, Montale comincia ad avvicinarsi al mondo intellettuale ligure: conosce Camillo Sbarbaro e pubblica la sua prima raccolta poetica sotto il titolo Ossi di Seppia nel 1925 opera che avrà un grande successo, e firma poi il Manifesto degli intellettuali antifascisti dichiarandosi quindi contrario alla dittatura. In questi anni comincia a conoscere e apprezzare anche la scrittura di Italo Svevo che proprio Eugenio Montale aiutò a far conoscere agli intellettuali e agli editori del suo tempo. Dal 1927 Montale si trasferisce a Firenze e qui passa degli anni molto impegnati: collabora con importanti riviste del tempo e soprattutto dirige il Gabinetto Vieusseux. Tuttavia nel 1938 viene allontanato dall'incarico: il Fascismo domina in Italia e tutti coloro che non sono iscritti al partito vengono rimossi dalle cariche pubbliche.
I TEMI E LE OPERE
Alla fine degli anni trenta, con l'arrivo della guerra, i drammi individuali e storici vissuti in Italia e nel resto d'Europa accentuarono il pessimismo di Montale. Egli cominciò infatti a nutrire una sfiducia crescente nei migliori valori umani e nella capacità della poesia di rappresentarli e di difenderli.Ossi di seppia Ossi di seppia è il titolo della prima raccolta poetica di Eugenio Montale, la prima edizione uscì nel 1925 e l'edizione definitiva nel 1931. Il titolo allude all'aridità e all'assenza di vita, il senso metaforico e filosofico è segnato da un'atteggiamento di rinuncia, da un senso di vuoto e dal rifiuto di ogni consolazione. Questa negatività è un tema importante della raccolta, ma spesso entra in un rapporto con il tema opposto, quello della vitalità della natura e del paesaggio. Il paradosso consiste proprio in questa tensione tra male di vivere e adesione agli elementi della natura. Questo valore ambivalente è espresso mediante l'uso di un procedimento stilistico tipico di Montale: il correlativo oggettivo, cioè che gli elementi della natura e del mondo hanno una valenza sia oggettiva che soggettiva: sono cioè se stessi e allo stesso tempo sono simboli dell'interiorità del poeta. Fra i temi di Ossi di seppia, ne vanno citati altri due: il tema della memoria, ossia del difficile rapporto tra presente e passato, per Montale i ricordi sono barlumi che appaiono e scompaiono, e il tema del varco, cioè del passaggio da una vita triste e ripetitiva
a una dimensione più alta. Questi due temi sono presenti nella poesia In limine dove il varco è la maglia rotta della rete che può condurre alla salvezza, questo rappresenta per il poeta l'ansia dell'uomo di uscire dal grigiore della vita quotidiana, alla ricerca di qualche forma di salvezza di speranza o di felicità.
In limine
I TEMI E LE OPERE
Bufera e altro a terza raccolta poetica di Montale uscì nel 1957. La prima sezione "Finisterre", composta da 15 tesi, è ancora centrale la figura di Clizia che si fa sempre più astratta e lontana. Le altre sei sezioni sono molto più varie, sia per i temi che per lo stile. Nel titolo la bufera è il correlativo oggettivo della guerra. Satura uscì nel 1971 caratterizzata da toni colloquiali, spesso antiletterari. Le prime due sezioni, hanno per protagonista la defunta moglie Drusilla Tanzi, detta Mosca. Nelle altre due sezioni Montale esce dalla dimensione privata e si confronta con la società del suo tempo.
Le occasioni Il secondo libro poetico di Montale uscì nel 1939 ed era formato da quattro sezioni. La seconda sezione è quella centrale ed è costituita dai "Mottetti", venti brevi componimenti incentrati sull'assenza della donna amata. Il titolo allude all'attesa di un evento miracoloso e salvifico che interrompe la grigia quotidianità. Diversamente che a Ossi di seppia, nelle Occasioni è costante la presenza-assenza di figure femminili, da quelle nominate esplicitamente, come Dora Markus, Gerti e Liuba, a quelle che restano indeterminate come Annetta-Arletta, già incontrata nel libro precedente. Assume un'importanza centrale, specie nei Mottetti, la figura di Clizia, la donna che riassume i valori di cultura, bellezza e civiltà contro la banalità di un mondo che appare sempre più grigio e volgare. Le figure femminili, specialmente Clizia, nella realtà Irma Brandeis, richiamano la Beatrice dantesca, la donna-angelo che svolge una mediazione fra la terra e il cielo, è una figura che assume forme e identità diverse, e appare perlopiù nel ricordo o nel sogno, per farsi tramite fra il poeta e un ignoto aldilà.
FINE
Pascoli e Montale
lucio
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PASCOLI E MONTALE
Lucio Francesco Di Nisio 2GI
indice
MONTALE
1. LA VITA
PASCOLI
1. LA VITA
2. I TEMI E LE OPERE
2. LO STILE
3. I TEMI E LE OPERE
3. I TEMI
4. LE OPERE
GIOVANNI PASCOLI
Nel 1905 subentra a Giosuè Carducci nella cattedra di letteratura dell'università di Bologna e nel frattempo la sua fama di poeta si era consolidata. Nel 1911 pronuncia il discorso La grande Proletaria si è mossa con il quale esprime il suo appoggio alla guerra coloniale. Pochi mesi dopo, nell'aprile del 1912, malato di tumore, Giovanni Pascoli morì
La vita
Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855. Inizia il suo percorso di studi nel collegio degli Scolopi a Urbino, dove riceve una formazione classica. Dall'età di 12 anni la sua vita venne funestata da lutti familiari, perse il padre Ruggero e l'anno successivo la madre e la sorella maggiore. Nel 1873 si iscrisse alla facoltà di lettere di Bologna, dove si avvicinò al socialismo e durante una manifestazione venne arrestato, questa esperienza lo fece allontanare dalla politica. Nel 1882 inizia la sua carriera di insegnante, insegna in vari licei e in questo periodo la famiglia si riduce a tre membri: Giovanni e le sorelle Ida e Maria, con cui ricostruisce quel nucleo familiare che aveva perso da ragazzo, ma questo lo allontana dal mondo esterno e lo fa chiudere nel suo pessimismo. Nel 1895 la sorella Ida si sposa e Pascoli vide in questo un tradimento del nido familiare, rimasto solo con Maria, si trasferì a Castelvecchio di Barga e questa casa sarà il suo nuovo nido. In questo periodo inizia la sua carriera da professore universitario, prima a Bologna poi a Messina e Pisa.
LO STILE
Pascoli fu un grande innovatore del linguaggio poetico l'importanza delle sue opere consiste innanzitutto nella sperimentazione linguistica e stilistica. Pascoli preferisce nominare gli oggetti con termini estremamente precisi, ampliando enormemente l'ambito lessicale della poesia italiana. Il poeta rifiuta, infatti, la divisione tra temi alti e bassi e riprende il principio romantico per cui ogni cosa è degna di entrare in letteratura. Un altra importante caratteristica di Pascoli è il fonosimbolismo. Il che significa creare una sorta di composizione musicale attraverso le parole sfruttando il suono: come per esempio la poesia temporale che inizia così: «Un bubbolìo lontano…», dove la parola bubbolìo è un'invenzione pascoliana al posto di brontolio.
I TEMI
Uno dei sui temi principali è la vita segreta e misteriosa della natura, vista attraverso uno sguardo pieno di stupore e meraviglia, simile a quello di un bambino e quindi privo della razionalità dell'adulto. Secondo Pascoli il vero poeta è colui che sa far vivere il fanciullino che è in sè.Un altro tema importante è quello del "nido" inteso come casa, affetti familiari e tutto ciò che è un rifugio contro i pericoli del mondo esterno. Un nido che Pascoli cercherà per tutta la vita di ricostruire
LE OPERE
Canti di Castelvecchio La prima edizione dei Canti di Castelvecchio uscì nel 1903, mentre l'ultima edizione, ulteriormente arricchita, uscì nel 1914. La tematica più accentuata è quella della casa intesa come nido, cioè un rifugio dal male. I temi e lo stile sono molto simili alla raccolta Myricae.
Myricae Pascoli pubblicò Myricae, la sua prima raccolta poetica, nel 1891. Alla prima edizione, che comprendeva 22 componimenti, se ne aggiunsero altri fino all'ultima edizione del 1903 che ne comprende 156. Il titolo è ripreso da un verso di Virgilio:"non omnes arbusta iuvant humilisque myricae" ("non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici"). Il senso è nella volontà di Virgilio di discorrere dei grandi temi ed argomenti senza affidarsi alle quotidiane sottigliezze, Pascoli cambia il significato poichè l'obiettivo è parlare di cose semplici e umili, che facciano parte dell'uomo ordinario. Myricae è un libro ricco di elementi minimi della vita di campagna colti attraverso lo sguardo curioso del fanciullino, ma contiene anche dei momenti malinconici e di dolore per la serie di lutti che colpì la famiglia di Pascoli. Nel libro c'è una grande varietà lessicale, che comprende termini sia quotidiani e persino dialettali, sia colti e letterari. Inoltre Pascoli rivela una sensibilità per gli effetti fonici e fonosimbolici della parola.
Le altre raccolte Nel 1897 Pascoli pubblicò la prosa Il fanciullino, e Poemetti composta da componimenti poetici narrativi. La raccolta si arricchirà e il poeta pubblicherà separatamente Primi poemetti nel 1904 e Nuovi poemetti nel 1909. I temi principali sono il nido e l'elogio alla vita di campagna. Ben diversi sono i Poemi conviviali del 1904 nei quali prevale la rievocazioni dei miti del mondo classico con uno stile più articolato e complesso.
EUGENIO MONTALE
Nonostante questo ritiro sono anni molto importanti per il poeta: nel 1939 pubblica una nuova raccolta, Le Occasioni, e conosce Drusilla Tanzi che sarà sua moglie e il grande amore di tutta la sua vita. Dopo la guerra torna a Firenze, dove s'iscrive al Partito D’Azione e partecipa alla vita politica che, però, presto lo delude spingendolo a un ulteriore ritiro.Nel 1948 si trasferisce a Milano per lavorare come redattore del Corriere della Sera. Contemporaneamente pubblica altre poesie e la sua opera è tanto amata che nel 1975 gli viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Eugenio Montale morì il 12 settembre 1981 a Milano.
La vita
Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896 da una famiglia benestante. Trascorse l'infanzia nelle Cinque Terre, questi luoghi lo segnarono profondamente e furono al centro della sua poesia. Dopo la Prima Guerra Mondiale, Montale comincia ad avvicinarsi al mondo intellettuale ligure: conosce Camillo Sbarbaro e pubblica la sua prima raccolta poetica sotto il titolo Ossi di Seppia nel 1925 opera che avrà un grande successo, e firma poi il Manifesto degli intellettuali antifascisti dichiarandosi quindi contrario alla dittatura. In questi anni comincia a conoscere e apprezzare anche la scrittura di Italo Svevo che proprio Eugenio Montale aiutò a far conoscere agli intellettuali e agli editori del suo tempo. Dal 1927 Montale si trasferisce a Firenze e qui passa degli anni molto impegnati: collabora con importanti riviste del tempo e soprattutto dirige il Gabinetto Vieusseux. Tuttavia nel 1938 viene allontanato dall'incarico: il Fascismo domina in Italia e tutti coloro che non sono iscritti al partito vengono rimossi dalle cariche pubbliche.
I TEMI E LE OPERE
Alla fine degli anni trenta, con l'arrivo della guerra, i drammi individuali e storici vissuti in Italia e nel resto d'Europa accentuarono il pessimismo di Montale. Egli cominciò infatti a nutrire una sfiducia crescente nei migliori valori umani e nella capacità della poesia di rappresentarli e di difenderli.Ossi di seppia Ossi di seppia è il titolo della prima raccolta poetica di Eugenio Montale, la prima edizione uscì nel 1925 e l'edizione definitiva nel 1931. Il titolo allude all'aridità e all'assenza di vita, il senso metaforico e filosofico è segnato da un'atteggiamento di rinuncia, da un senso di vuoto e dal rifiuto di ogni consolazione. Questa negatività è un tema importante della raccolta, ma spesso entra in un rapporto con il tema opposto, quello della vitalità della natura e del paesaggio. Il paradosso consiste proprio in questa tensione tra male di vivere e adesione agli elementi della natura. Questo valore ambivalente è espresso mediante l'uso di un procedimento stilistico tipico di Montale: il correlativo oggettivo, cioè che gli elementi della natura e del mondo hanno una valenza sia oggettiva che soggettiva: sono cioè se stessi e allo stesso tempo sono simboli dell'interiorità del poeta. Fra i temi di Ossi di seppia, ne vanno citati altri due: il tema della memoria, ossia del difficile rapporto tra presente e passato, per Montale i ricordi sono barlumi che appaiono e scompaiono, e il tema del varco, cioè del passaggio da una vita triste e ripetitiva
a una dimensione più alta. Questi due temi sono presenti nella poesia In limine dove il varco è la maglia rotta della rete che può condurre alla salvezza, questo rappresenta per il poeta l'ansia dell'uomo di uscire dal grigiore della vita quotidiana, alla ricerca di qualche forma di salvezza di speranza o di felicità.
In limine
I TEMI E LE OPERE
Bufera e altro a terza raccolta poetica di Montale uscì nel 1957. La prima sezione "Finisterre", composta da 15 tesi, è ancora centrale la figura di Clizia che si fa sempre più astratta e lontana. Le altre sei sezioni sono molto più varie, sia per i temi che per lo stile. Nel titolo la bufera è il correlativo oggettivo della guerra. Satura uscì nel 1971 caratterizzata da toni colloquiali, spesso antiletterari. Le prime due sezioni, hanno per protagonista la defunta moglie Drusilla Tanzi, detta Mosca. Nelle altre due sezioni Montale esce dalla dimensione privata e si confronta con la società del suo tempo.
Le occasioni Il secondo libro poetico di Montale uscì nel 1939 ed era formato da quattro sezioni. La seconda sezione è quella centrale ed è costituita dai "Mottetti", venti brevi componimenti incentrati sull'assenza della donna amata. Il titolo allude all'attesa di un evento miracoloso e salvifico che interrompe la grigia quotidianità. Diversamente che a Ossi di seppia, nelle Occasioni è costante la presenza-assenza di figure femminili, da quelle nominate esplicitamente, come Dora Markus, Gerti e Liuba, a quelle che restano indeterminate come Annetta-Arletta, già incontrata nel libro precedente. Assume un'importanza centrale, specie nei Mottetti, la figura di Clizia, la donna che riassume i valori di cultura, bellezza e civiltà contro la banalità di un mondo che appare sempre più grigio e volgare. Le figure femminili, specialmente Clizia, nella realtà Irma Brandeis, richiamano la Beatrice dantesca, la donna-angelo che svolge una mediazione fra la terra e il cielo, è una figura che assume forme e identità diverse, e appare perlopiù nel ricordo o nel sogno, per farsi tramite fra il poeta e un ignoto aldilà.
FINE