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Bartolo Frasiscu
Created on April 8, 2024
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Transcript
Le capitali
Il territorio longobardo può essere diviso in:
- Longobardia Maior, zona settentrinale dell'Italia, la cui capitale è Pavia
- Longobardia Minor, zona meridionale dell'Italia, le cui capitali sono Spolento e Benevento
L'Invasione
L'invasione dei Longobardi in Italia è avvenuta nel 568 d.C. sotto il comando del re Alboino. Questo popolo germanico proveniente dalla Scandinavia migrò attraverso l'Europa centrale e giunse nell'Italia settentrionale, sostituendo i precedenti dominatori barbarici, i Goti. I Longobardi conquistarono gradualmente gran parte del territorio italiano, fondando un regno che durò fino all'VIII secolo.
Lamina di re Agilulfo
La lastra in rame dorato che propone il Trionfo di Re Agilulfo proviene probabilmente dall'elmo del re longobardo Agilulfo (591-615), secondo marito di Teodolinda.La lamina di metallo è decorata a sbalzo: la superficie è lavorata sul retro in modo da incavarla e far risaltare le figure a rilievo sul fronte.La composizione della scena è simmetrica. A partire dal centro troviamo:
- il re seduto in trono
- due guerrieri con elmo e lancia affiancati al re
- due vittorie alate, figure tipiche del mondo classico, simbolo delle vittorie del re
- quattro funzionari della corte longobardacon in mano due corone con una crocedue torri che chiudono la composizione
Oreficeria quotidiana
La propensione per la composizione geometrica, tipica barbara, è evidente nei gioielli.Tra i più raffinati abbiamo corone e fibule a disco, spille rotonde usate per fermare il matello
Cattolicesimo nei Longobardi
La regina Teodolinda, che era di origine bavarese e cattolica, svolse un ruolo chiave nella conversione dei Longobardi. Essendo cattolica, esercitò un'influenza significativa sulla corte e sul re stesso. Attraverso il suo matrimonio con Agilulfo, Teodolinda promosse attivamente il cattolicesimo presso la corte longobarda e tra il popolo. Verso la fine del regno di Agilulfo, intorno al 615 d.C., i Longobardi erano in gran parte convertiti al cattolicesimo. Questa conversione ha contribuito a integrare i Longobardi nella società italiana e ha avuto un impatto duraturo sulla storia e sulla cultura del regno longobardo.
La conversione dei Longobardi al cattolicesimo è stata un processo graduale che ha avuto luogo nel corso del VII secolo, guidato principalmente da re Agilulfo e sua moglie, la regina Teodolinda. Agilulfo salì al trono longobardo intorno al 590 d.C. e, nonostante egli stesso fosse inizialmente ariano, mostrò un forte interesse per il cattolicesimo. La sua politica religiosa mirava a stabilizzare il regno, che era diviso tra ariani e cattolici. Agilulfo incoraggiò il dialogo interreligioso e perseguì una politica di tolleranza religiosa.
Evangelario di Teodolinda
Chioccia con i pulcini
L'Evangelario di Teodolinda è un prezioso manoscritto miniato del VI secolo, commissionato dalla regina Teodolinda. È considerato uno dei più antichi manoscritti miniati sopravvissuti in Italia. È stato creato da maestri artigiani bizantini e testimonia l'influenza della tradizione artistica bizantina in Italia nel periodo longobardo. L'Evangelario di Teodolinda è oggi conservato presso la Biblioteca Capitolare di Monza, in Lombardia, dove è esposto al pubblico. È un importante esempio di arte e cultura del periodo longobardo e testimonia anche il ruolo significativo che la regina Teodolinda ha avuto nella promozione del cristianesimo e delle arti durante il suo regno.
L'opera, raffigurante una gallina e sette pulcini intenti a beccare, è in argento dorato, rubini e zaffiri. La chioccia, molto probabilmente più antica del resto della composizione, fu lavorata a sbalzo mentre i pulcini, più recenti, furono ottenuti per fusione. L'occhio sinistro della chioccia è costituito da una gemma romana del I secolo a.C. con la figura di un guerriero. La tradizione vuole che questo lavoro di oreficeria appartenesse alla regina Teodolinda, che fosse stato rinvenuto nella sua primitiva sepoltura e che presso i Bavari, popolazione germanica dell'odierna Baviera da cui Teodolinda proveniva, questo soggetto fosse considerato il simbolo del rinascere della vita.
L'Altare di Ratchis
Le caratteristiche principali dei rilievi sono:
- la mancanza di profondità e l'irrealistica collocazione delle figure nello spazio
- la sproporzione e la deformazione dei corpi;
- le dimensioni gerarchiche delle figure: Cristo e Maria sono più grandi degli altri;
- le scene sono contornate da motivi geometrici a intrecci e da motivi vegetali.
L'altare in pietra viene commissionato dal duca per il Duomo di Cividale presenta motivi geometrici a intrecci incorniciano le scene scolpite a bassorilievo.
- Sul paliotto, ovvero la lastra frontale dell'altare: Cristo dentro una mandorla sorretto da quattro angeli in volo.
- Sul fianco sinistro: la Visitazione, ovvero la Vergine con la cugina Elisabetta.
- Sul fianco destro: l'Adorazione dei Magi, ovvero la visita dei Magi a Gesù Bambino.
Oratorio Santa Maria in Valle
indurisce a contatto con l'aria.Alcune decorazioni vegetali e a intreccio si affiancano a sei figure femminili, forse di sante, anche queste in stucco. L'impostazione classica delle figure, si abbina a motivi longobardi, come le decorazioni geometriche delle vesti. Gli stucchi un tempo erano dipinti con colori vivaci e decorati con gemme.
Questo oratorio, un piccolo ambiente riservato alla preghiera, è detto anche Tempietto Longobardo perché è stato realizzato all'interno del palazzo del duca longobardo di Cividale. È composto da:
- una sala quadrata, coperta da volta a crociera, riservata ai fedeli
- un presbiterio a tre campate coperte da volte a botte parallele e sostenute da colonne binate
Croce di Desiderio
In questo periodo la figura di Cristo appare solo sul retro oppure in un piccolo tondo centrale , mentre i quatto bracci svasati sono occupati da gemme divenendo capolavori di oreficeria. Un esempio lampante è la croce di Desiderio La Croce di Desiderio è un importante reperto longobardo risalente all'VIII secolo. Realizzata in oro e decorata con gemme e smalti, è considerata uno dei più pregevoli esempi di arte longobarda sopravvissuti. La croce è nota per la sua ricca decorazione e il suo valore artistico, testimonianza della maestria artigianale dei Longobardi. Attualmente è conservata presso il Museo dell'Opera del Duomo a Brescia, in Italia.
Altare di Vuolvinio
L'Altare di Sant'Ambrogio (o di Vuolvinio) è un importante capolavoro dell'arte medievale, situato nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, Italia. Realizzato nel IX secolo, è considerato uno dei più antichi esempi di arte medievale ancora presenti. L'altare è composto da un paliotto in argento dorato, decorato con smalti, gemme e perle, e presenta una scena raffigurante il martirio di Sant'Ambrogio e altri episodi della sua vita. La ricchezza dei materiali e la finezza dell'artigianato testimoniano l'importanza religiosa e politica della figura di Sant'Ambrogio e della sua basilica nell'Europa medievale. Oltre alla sua valenza artistica, l'Altare di Sant'Ambrogio riveste un significato storico e culturale particolare per la città di Milano e per la Chiesa cattolica, rappresentando un importante luogo di devozione e pellegrinaggio per i fedeli.
Tuttavia, è all'interno che la Cappella Palatina rivela la sua vera grandezza. L'interno della cappella è un'esplosione di colori e decorazioni elaborate, con mosaici bizantini che adornano le pareti e creano un'atmosfera di sacralità e magnificenza. Le colonne corinzie, riutilizzate dall'antica Roma, conferiscono all'ambiente un senso di continuità storica, mentre gli archi a sesto acuto suggeriscono l'influenza dell'arte islamica. Il presbiterio, dominato dall'altare d'oro di Carlo Magno, è il fulcro della cappella, un punto focale di devozione e potere. Qui, i re e gli imperatori carolingi si riunivano per celebrare la loro autorità divina e la loro fede cristiana, creando un legame indissolubile tra religione e politica. In definitiva, la Cappella Palatina di Aquisgrana è molto più di una semplice struttura sacra; è un monumento alla grandezza di un'epoca, un'ode alla fede e al potere che ha plasmato il destino dell'Europa medievale.
Cappella Palatina
La Cappella Palatina di Aquisgrana, un'opera magistrale dell'architettura carolingia, si erge come un simbolo di grandezza e potere nell'antica città carolingia. Costruita sotto il patrocinio di Carlo Magno nel IX secolo, questa struttura sacra rappresenta un'imponente fusione di stili architettonici che rispecchiano il fervore religioso e politico dell'epoca. All'esterno, la cappella accoglie il visitatore con una facciata modesta ma elegante, caratterizzata da linee pulite e proporzioni armoniose che richiamano l'austerità del periodo carolingio.