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La resistenza nella città di Lecco
Samiratou Wandaogo
Created on April 7, 2024
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Transcript
La resistenza nella città di lecco
"Ricordo il terrore della gente che abitava nei cascinali sopra Malnago,verso Deviscio,Versavio... ricordo fienili incendiati,le baite sventrate"
Don Martino Alfieri
Premessa
Dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia e della riunione del Gran Consiglio Fascista il 25 luglio 1943 in cui si dichiarava la fine del fascismo,nel nord Italia iniziano ad affluire e a fortificarsi le truppe Nazifasciste guidate dalla Repubblica di Salò.A seguito di questi fatti iniziano a formarsi delle bande partigiane,con l'obiettivo di resistere contro il nazifascismo e cacciare i tedeschi.
Indice
1. Partigiani lecchesi
4. Scioperi del 7 marzo 1944
5. Giuseppe Galbani
2. La Resistenza a Lecco
6. Pietre d'inciampo
3. Le sorelle Villa
Partigiani lecchesi
Sono uomini tra i 20 e 40 anni,renitenti,rifiutano di presentarsi alla chiamata alle armi, o disertori, coloro che erano già militari ma decideno di ritirarsi.A Lecco erano presenti le brigate Garibaldi.
La resistenza a lecco
A Lecco fu fondamentale la figura di Enzo Locatelli,che su ordine del suo capo uffiicio Ferruccio Perri,organizzò una rete di trasporto di persone da Lecco alla Svizzera.Da Lecco partiva un treno,con l'aiuto di ferrovieri che gli indicavano quando partire,e poi in barca. Fu di grande importanza il ruolo delle sorelle Villa
Le sorelle villa
Sono quattro sorelle:Caterina,Angela, ErminIa e Carlotta. Le sorelle furono parte attiva dell'organizzazione cladestina guidata da Enzo Locatelli,ospitando, offRendo cure mediche e tal volta procurando documenti falsi a ebrei, antifascisti, oppositori politici e soldati di diverse nazionalità.Tutto con il fine di farli fuggire in Svizzera.
la cattura
Il 19 maggio 1944,Caterina,Erminia e Carlotta vennero arrestate.
Per sua fortuna Angela non si trovava a casa al momento dell'arresto.Le altre tre sorelle vennero portate al campo di Fossoli,per poi essere portate in direzione Ravensbruck.Caterina ed Erminia,però nello spostamento da un treno all'altro furono scambiate per Veronesi e lasciate andare,mentre Carlotta viene imprigionata al campo da cui poi farà ritorno.
7 marzo 1944
Targa posta all'esterno dell'Istituo superiore G.Bertacchi in ricordo degli scioperi del 7 marzo 1944
A Lecco scioperarono gli operai e operaie della Badoni dell'Arlenico e della Rocco Bonaiti.
Giuseppe Galbani
I man mandà che per fam crepà, ma me crepi mia
Giuseppe Galbani,detto Pino,segue le orme dei suoi genitori e comincia a lavorare per la Rocco Bonaiti all'età di 16 anni
7 marzo 1944
il percorso di galbani
All'età di 17 anni,viene arrestato e deportato al campo di Mauthausen - Gusen 1
20 marzo 1944
Arriva al campo,dove si dedicherà alla costruzione di Gusen 2
5 maggio 1945
Gli americani entrarono nel campo e lo liberarono
Un mese dopo
Pino Galbani insieme ad altri italiani sopravvissuti parte per tornare a Lecco
29 giugno 1945
Pino arriva a Lecco
Al suo ritorno venne festeggiato inseime agli altri sopravvissuti.Tornato a casa raccontò la sua esperienza,ma nessuno gli credette e decise per cui di non parlarne più fino al 1995,anno dal quale cominciò ad andare nelle scuole a testimoniare a volte accompagnato dall'amico Signorelli,anche lui sopravvisuto al lager.
Le pietre d'inciampo
Le pietre d'inciamopo sono un progetto monumentale europeo per tenere viva la memoria di tutti i deportati che non hanno più fatto ritorno. Esse consistono in un piccolo blocco quadrato di pietra ricoperto di ottone,posto davanti all'abitazione del deportato in cui viene ricordato: nome,anno di nascita,giorno e luogo di deportazione,la data di morte.
Pietro e lino ciceri
Erano padre e figlio di Lecco, operai, antifascisti. Pietro, classe 1882, partecipò attivamente al grande sciopero del 7 marzo 1944 e per questo fu arrestato e deportato nel lager di Gusen,dove trovò la morte. Lino, classe 1923, subito dopo l'Armistizio entrò nelle bande partigiane della zona distinguendosi per coraggio e spirito di iniziativa; arrestato, venne deportato a Fossoli, finendo nel gruppo dei 67 fucilati al poligono di Cibeno.
Lecco,via Resegone,16
Alberto segre
Dopo essere tornato dalla guerra come ragazzo del '99,si iscrive all’università Bocconi dove si laurea in economia e commercio.Incontra a un ballo Lucia Foligno e la sposa nel 1929.L'anno dopo nasce la figlia Liliana. Profondamente antifascista discute col fratello che invece, fino al momento dell’emanazione delle leggi razziali, credette nel fascismo. Troppo tardi si decise a tentare la fuga in Svizzera,ma fu un disastro: Alberto e Liliana furono respinti e arrestati sul confine.Alberto risulta ucciso il 27 aprile 1944
Nato a Milano in una famiglia assolutamente laica, Alberto Segre è legatissimo ai suoi genitori e al fratello Amedeo.
Milano,Corso Magenta, 55.
Mai dimenticare il passato!
Progetto
La prima pietra fu installata in Germania nel 1995 dall'artista creatore dell'iniziativa Gunter Demnig come reazione a ogni forma di negazionismo e di oblio, al fine di ricordare tutte le vittime del Nazifascismo,che per motivi di: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali;sono stati perseguitati.
Sciopero e conseguenze
A seguito della condizione operaia,si decise di proclamare nella prima settimana del marzo 1944 sciopero nazionale. Il 7 marzo 1944 a Lecco si decise di scioperare,tra cui gli operai e operaie della Badoni,dell'Arlenico e della Rocco Bonaiti.Quest'ultimi protassero lo sciopero fino al pomeriggio,per cui la Guardia Nazionale Repubblicana si mobilitò ad arrestare 29 operai,tra cui 5 donne.Gli arrestati vennero fatti slìfilare legati per le strade di Lecco,furono poratati in una caserma di Bergamo dove alcuni vennero rilasciati,mentre gli altri vennero trasportati a Mauthausen - Gusen e da lì le 5 donne a Ravensbruck. Dei 26 lavoratori lecchesi deportati,19 morirono nei lager.