Negli anni Trenta la Spagna, diventata una repubblica nel 1931, è teatro di una sanguinosa guerra civile (1936-1939). Nel 1935 i partiti di sinistra riuniti nel Fronte Popolare vincono alle elezioni. In opposizione all’esito elettorale si forma un movimento nazionalista, sostenuto da una parte dell’esercito e dalla Chiesa. Nel 1936 i nazionalisti organizzano un colpo di Stato, sotto la guida del generale Francisco Franco (1892-1975), detto il caudillo (che significa “condottiero”), o “generalissimo”. I nazionalisti non riescono a ottenere il controllo dell’intera Spagna e danno vita a un governo illegittimo nella città di Burgos.
A determinare le sorti della guerra civile è l’intervento delle potenze straniere: Hitler e Mussolini forniscono mezzi e uomini a Franco. Per Hitler, la Spagna è terreno di prova per le nuove tattiche belliche. Particolarmente feroce è il bombardamento della città di Guernica (1937). L’esercito dei repubblicani (chiamati miliziani) ottiene l’aiuto delle Brigate Internazionali, un corpo di volontari antifascisti da tutto il mondo (Stalin si limita a inviare armi e materiale bellico). Gran Bretagna e Francia restano neutrali, temendo l'estensione del conflitto. La disparità delle forze in campo determina la vittoria dei franchisti, che nel 1938 sfondano le difese dei repubblicani.
Francisco Franco assume la guida dello Stato, instaurando una dittatura che sarebbe durata quasi quarant’anni. Il bilancio della guerra civile spagnola è drammatico: alle centinaia di migliaia di caduti in guerra bisogna aggiungere altrettanti profughi e più di 100 000 fucilati negli anni successivi al conflitto, vittime della feroz matanza (cioè “feroce massacro”) con cui Franco si liberò dei nemici del regime.
LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA
Giulia Franzese
Created on April 6, 2024
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Negli anni Trenta la Spagna, diventata una repubblica nel 1931, è teatro di una sanguinosa guerra civile (1936-1939). Nel 1935 i partiti di sinistra riuniti nel Fronte Popolare vincono alle elezioni. In opposizione all’esito elettorale si forma un movimento nazionalista, sostenuto da una parte dell’esercito e dalla Chiesa. Nel 1936 i nazionalisti organizzano un colpo di Stato, sotto la guida del generale Francisco Franco (1892-1975), detto il caudillo (che significa “condottiero”), o “generalissimo”. I nazionalisti non riescono a ottenere il controllo dell’intera Spagna e danno vita a un governo illegittimo nella città di Burgos.
A determinare le sorti della guerra civile è l’intervento delle potenze straniere: Hitler e Mussolini forniscono mezzi e uomini a Franco. Per Hitler, la Spagna è terreno di prova per le nuove tattiche belliche. Particolarmente feroce è il bombardamento della città di Guernica (1937). L’esercito dei repubblicani (chiamati miliziani) ottiene l’aiuto delle Brigate Internazionali, un corpo di volontari antifascisti da tutto il mondo (Stalin si limita a inviare armi e materiale bellico). Gran Bretagna e Francia restano neutrali, temendo l'estensione del conflitto. La disparità delle forze in campo determina la vittoria dei franchisti, che nel 1938 sfondano le difese dei repubblicani.
Francisco Franco assume la guida dello Stato, instaurando una dittatura che sarebbe durata quasi quarant’anni. Il bilancio della guerra civile spagnola è drammatico: alle centinaia di migliaia di caduti in guerra bisogna aggiungere altrettanti profughi e più di 100 000 fucilati negli anni successivi al conflitto, vittime della feroz matanza (cioè “feroce massacro”) con cui Franco si liberò dei nemici del regime.