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movesi il vecchierel canuto et bianco

Cecilia De Santis

Created on April 6, 2024

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Transcript

MOVESI IL VECCHIEREL CANUTO ET BIANCHO

FRANCESCO PETRARCA

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INDICE

INTRODUZIONE

TESTO e PARAFRASI

CONTRASTI

ANALISI

FIGURE RETORICHE

TEMI CHIAVE

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INTRODUZIONE

"Movesi il vecchierel canuto et biancho" è un sonetto appartenente al Canzoniere, composto, molto probabilmente, durante un soggiorno a Roma nel 1337.

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TESTO

PARAFRASI

Movesi il vecchierel canuto et biancho del dolce loco ov’à sua età fornita et da la famigliuola sbigottita 4. che vede il caro padre venir manco; indi trahendo poi l’antiquo fianco per l’extreme giornate di sua vita, quanto piú pò, col buon voler s’aita, 8. rotto dagli anni, et dal camino stanco; et viene a Roma, seguendo ’l desio, per mirar la sembianza di colui 11. ch’ancor lassú nel ciel vedere spera: cosí, lasso, talor vo cerchand’io, donna, quanto è possibile, in altrui 14. la disïata vostra forma vera.

Il vecchietto, con i capelli e la barba ormai bianchi e pallido sul volto si muove dal dolce luogo dove ha trascorso tutta la sua vita e dalla sua famiglia stupita al vedere il caro padre scomparire; da lì trascinando il suo corpo vecchio per le ultime tappe della sua vita, quanto più può, si aiuta con la buona volontà, spezzato dal peso dell’età, e sfinito dal cammino; e giunge a Roma, assecondando il proprio desiderio, di vedere l’immagine di Cristo, che anche in Paradiso spera di poter vedere: così, ahimè, talvolta io vado in cerca, della vostra perfetta immagine, da me desiderata, o donna, per quanto è possibile, in altre donne.

Struttura

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FIGURE RETORICHE

A B B A rima incrociata A B B A C D E rima ripetuta C D E

canuto et biancho

Movesi il vecchierel del ov’à sua età fornita et da la famigliuola sbigottita 4. che vede il caro padre venir manco; indi trahendo poi l’antiquo per l’extreme giornate di sua vita, quanto piú pò, col buon voler s’aita, 8. et viene a Roma, seguendo ’l desio, per mirar la sembianza di vedere spera: cosí, lasso, talor vo cerchand’io, donna, quanto è possibile, in altrui 14. la disïata vostra forma vera.

dolce loco

fianco

rotto dagli anni, et dal camino stanco;

colui 11. ch’ancor lassú nel ciel

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Contrasto tra amore sacro e amore profano

Ricerca

TEMI CHIAVE

Speranza

Irrequietezza

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ANALISI DEL TESTO

Movesi il vecchierel canuto et biancho del dolce loco ov’à sua età fornita et da la famigliuola sbigottita 4. che vede il caro padre venir manco; indi trahendo poi l’antiquo fianco per l’extreme giornate di sua vita, quanto piú pò, col buon voler s’aita, 8. rotto dagli anni, et dal camino stanco; et viene a Roma, seguendo ’l desio, per mirar la sembianza di colui 11. ch’ancor lassú nel ciel vedere spera: cosí, lasso, talor vo cerchand’io, donna, quanto è possibile, in altrui 14. la disïata vostra forma vera.
LA PARTENZA Petrarca narra che l'anziano si sia allontanato dalla sua città natale
IL VIAGGIO Petrarca lo descrive come un viaggio faticoso
L'ARRIVO Petrarca narra che l'anziano arriva a Roma nella speranza di vedere Cristo

VECCHIAIA

PELLEGRINAGGIO

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I CONTRASTI

Movesi il vecchierel canuto et bianchodel dolce loco ov’à sua età fornita et da la famigliuola sbigottita 4. che vede il caro padre venir manco; indi trahendo poi l’antiquo fianco per l’extreme giornate di sua vita, quanto piú pò, col buon voler s’aita, 8. rotto dagli anni, et dal camino stanco; et viene a Roma, seguendo ’l desio, per mirar la sembianza di colui 11. ch’ancor lassú nel ciel vedere spera: cosí, lasso, talor vo cerchand’io, donna, quanto è possibile, in altrui 14. la disïata vostra forma vera.

MOVIMENTO SINTATTICO AMPIO E LENTOArticolato da tre preposizioni coordinate che evidenziano la fatica del viaggio da parte dell'anziano.

RITMO SECCO E COINCISO Determinato da un andamento spezzato e faticoso, rotto da incisi e da continue pause.

DELLA STRUTTURA SINTATTICA

DELLO SGUARDO TRA I DUE

C R U C I V E R B A

Siete pronti per il

COLLEGAMENTO

Il vecchietto lascia la famiglia per recarsi in pellegrinaggio. Questa tematica appare anche nell'opera "Vita Nova" di Dante Alighieri in un sonetto intitolato “Oltre la spera che più larga gira” nel v.8 “Lo è peregrino spirito la mira“. Nel passo riportato, Beatrice permette al pensiero di Dante di elevarsi al Paradiso abbandonando il corpo dell'amante, così come il "vecchierel", descritto da Petrarca, lascia la sua terra per andare alla ricerca del velo della Veronica (volto di Cristo) proprio come un pellegrino.

Il contrasto tra amore sacro e amore profano si osserva nel confronto tra il viaggio del vecchietto e quello di Petrarca. Nel pellegrinaggio del "vecchierel", il quale lascia il suo luogo nativo e i suoi cari, è presente la ricerca di ideali spirituali e della salvezza dell'anima. Diversamente, Petrarca mira all'aspirazione orientata al conseguimento di un desiderio terreno, alimentato dall'amore per Laura.

SPIEGAZIONE

“La sembianza di colui“: la vera icona (o Velo della veronica), l’immagine del volto di Cristo, conservata in San Pietro. Si tratta di un velo con cui, secondo una leggenda, una donna, Veronica, avrebbe deterso il volto di Cristo, bagnato di sudore e sangue durante la Passione: l’ immagine di Gesù vi sarebbe miracolosamente impressa. Il nome Veronica significherebbe proprio "vera icona".

COLLEGAMENTO

"Quanto più può" e "col buon voler s'aita" rispecchiano il tema dell'energia mentale necessaria alla ricerca della verità e della felicità. Quel desiderio che nutre la buona volontà e spinge l'uomo, a dispetto delle fatiche e dei sacrifici, a procedere sulla retta via che conduce a Cristo. Ciò, Petrarca lo desume dalle opere di Agostino e viene ripreso nel dialogo tra il poeta e San Agostino all'interno del "Secretum". Qui, Agostino, accusa Petrarca di aver amato Laura più di Dio ("Hai distolto l'animo tuo dall'amore del divino, dal Creatore lo ha indirizzato a desiderare la creatura. Questa, e solo questa, è stata la via più rapida verso la morte"). Facendo ciò, il poeta, ha unito la concezione cristiana dell'amore alla concezione cortese.

LA VECCHIAIA

Il motivo della vecchiaia è evidenziato dal trascorrere del tempo che porta alla distruzione delle cose umane.Il "vecchierel" diviene l'allegoria della vita umana, carica di fatiche e di miserie, che mira alla salvezza eterna ("lassù nel ciel vedere spera").

SPIEGAZIONE

L'espressione "forma vera" viene utilizzata dal poeta per designare la sostanza angelica e spirituale di Laura, l'essenza eterna, rivelata dalla bellezza corporea delle altre donne. Questo elemento celeste viene avvertito anche nella figura di Veronica la cui radice della parola deriva dal latino "vera icon" che indica i tratti di Cristo.