GIACOMO LEOPARDI
Vita, opere e poetica
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Indice
LA VITA DI GIACOMO LEOPARDI
l'infinto
video di approfondimento: "l'infinito DI LEOPARDI"
ALLA LUNA
A SILVIA
video di approfondimento: "GIACOMO LEOPARDI:VITA E OPERE"
I TEMI RICORRENTI NELLE POESIE DI LEOPARDI
I luoghi CARI A LEOPARDI
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La Vita di Giacomo Leopardi
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L'Infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
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Per approfondire...
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"L'INFINITO DI LEOPARDI"
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Alla Luna
"O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri!"
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A Silvia
"Silvia, rimembri ancora Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all’opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi Così menare il giorno..."
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"GIACOMO LEOPARDI: VITA E OPERE"
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I temi ricorrenti nelle poesie di Leopardi
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I luoghi cari a Leopardi
Il colle dell'Infinito
La Chiesa di Sant'Agostino
Napoli
La casa di Silvia
Roma
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GRAZIE PER L'ATTENZIONE!
CRISI GIULIA SOS4391
D'ALESSANDRO SERENA SOS4371
Il colle dell'Infinito
E' un colle panoramico situato a pochi passi dalla sua casa natale, dove il poeta era solito recarsi per ammirare il panorama mozzafiato e trarre ispirazione per le sue poesie.
La Chiesa di di Sant'Agostino
La torre campanaria della Chiesa, è nominata da Leopardi nella sua poesia "Il passero solitario". La torre rappresenta il punto più alto del borgo recanatesi, in cui il poeta si immagina un passero, che guarda la vita lenta della cittadella.
Napoli
Napoli fu l'ultima città in cui visse Giacomo Leopardi, dal 1833 fino alla sua morte nel 1837. Sebbene il suo soggiorno partenopeo sia stato segnato da momenti di grande difficoltà e sofferenza, Napoli ebbe comunque un'influenza significativa sulla sua vita e sulla sua opera.
Roma
Leopardi giunse a Roma nel 1822, all'età di 24 anni, con l'obiettivo di trovare un impiego che gli permettesse di dedicarsi agli studi e alla scrittura.
La città, ricca di biblioteche, archivi e circoli intellettuali, rappresentava per lui un'immensa fonte di conoscenza e un luogo di confronto con i maggiori studiosi dell'epoca.
La casa di Silvia
La casa di Silvia, conosciuta anche come casa di Teresa Fattorini, si trova a Recanati, al primo piano delle scuderie di Palazzo Leopardi.
Teresa Fattorini, la donna che ispirò la celebre poesia di Giacomo Leopardi, abitava in questo modesto alloggio insieme alla sua famiglia quando il poeta la conobbe nel 1818.
L'edificio, fatto costruire da Monaldo Leopardi nel 1796, ospitava originariamente al piano terra i cavalli e le carrozze, mentre ai piani superiori alloggiavano i domestici e i dipendenti della famiglia.
Giacomo Leopardi: vita, opere e poetica
Serena Dalessandro
Created on April 3, 2024
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GIACOMO LEOPARDI
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L'Infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare.
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Alla Luna
"O graziosa luna, io mi rammento Che, or volge l’anno, sovra questo colle Io venia pien d’angoscia a rimirarti: E tu pendevi allor su quella selva Siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci Il tuo volto apparia, che travagliosa Era mia vita: ed è, nè cangia stile, O mia diletta luna. E pur mi giova La ricordanza, e il noverar l’etate Del mio dolore. Oh come grato occorre Nel tempo giovanil, quando ancor lungo La speme e breve ha la memoria il corso, Il rimembrar delle passate cose, Ancor che triste, e che l’affanno duri!"
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A Silvia
"Silvia, rimembri ancora Quel tempo della tua vita mortale, Quando beltà splendea Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, E tu, lieta e pensosa, il limitare Di gioventù salivi? Sonavan le quiete Stanze, e le vie dintorno, Al tuo perpetuo canto, Allor che all’opre femminili intenta Sedevi, assai contenta Di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi Così menare il giorno..."
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I luoghi cari a Leopardi
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La Chiesa di Sant'Agostino
Napoli
La casa di Silvia
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CRISI GIULIA SOS4391
D'ALESSANDRO SERENA SOS4371
Il colle dell'Infinito
E' un colle panoramico situato a pochi passi dalla sua casa natale, dove il poeta era solito recarsi per ammirare il panorama mozzafiato e trarre ispirazione per le sue poesie.
La Chiesa di di Sant'Agostino
La torre campanaria della Chiesa, è nominata da Leopardi nella sua poesia "Il passero solitario". La torre rappresenta il punto più alto del borgo recanatesi, in cui il poeta si immagina un passero, che guarda la vita lenta della cittadella.
Napoli
Napoli fu l'ultima città in cui visse Giacomo Leopardi, dal 1833 fino alla sua morte nel 1837. Sebbene il suo soggiorno partenopeo sia stato segnato da momenti di grande difficoltà e sofferenza, Napoli ebbe comunque un'influenza significativa sulla sua vita e sulla sua opera.
Roma
Leopardi giunse a Roma nel 1822, all'età di 24 anni, con l'obiettivo di trovare un impiego che gli permettesse di dedicarsi agli studi e alla scrittura. La città, ricca di biblioteche, archivi e circoli intellettuali, rappresentava per lui un'immensa fonte di conoscenza e un luogo di confronto con i maggiori studiosi dell'epoca.
La casa di Silvia
La casa di Silvia, conosciuta anche come casa di Teresa Fattorini, si trova a Recanati, al primo piano delle scuderie di Palazzo Leopardi. Teresa Fattorini, la donna che ispirò la celebre poesia di Giacomo Leopardi, abitava in questo modesto alloggio insieme alla sua famiglia quando il poeta la conobbe nel 1818. L'edificio, fatto costruire da Monaldo Leopardi nel 1796, ospitava originariamente al piano terra i cavalli e le carrozze, mentre ai piani superiori alloggiavano i domestici e i dipendenti della famiglia.