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L'arte fiamminga

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Created on April 2, 2024

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Transcript

BOGLIOLO NOEMI

L'ARTE FIAMMINGA

Il ritratto fiammingo, un nuovo passo per la modernità

XVII secolo, Scuola Fiamminga, Ritratto di bevitore
Ritratto di fanciulla (Petrus Christus)

L'ARTE FIAMMINGA

ORIGINE
fratelli hubert e jan van eyck

La pittura fiamminga nasce e si sviluppa intorno all’inizio del Quattrocento in una porzione di territorio che comprende i Paesi Bassi Meridionali e le regioni denominate Olanda e Zelanda più a nord. All’inizio del Quattrocento questa regione conosce un periodo di prosperità economica soprattutto grazie all’accorta politica dei sovrani che concedono ampie libertà ai mercanti. Il commercio è uno dei settori più floridi e interessa molte regioni d’Europa tra cui l’Italia. Il clima economico è tanto favorevole che molti banchieri italiani decidono di aprire delle filiali delle proprie banche, creando in tal modo tutti i presupposti per un proficuo scambio culturale e artistico. I fratelli Hubert e Jan van Eyck sono i fondatori della scuola fiamminga. Essi riprendono la tradizione artistica delle ricche miniature dei manoscritti, destinati ai principi. Perfezionano e diffondono la tecnica della pittura a olio, creando opere su tavole, destinate a decorare le dimore e le cappelle di nobili e di ricchi borghesi

L'ARTE FIAMMINGA

CARATTERISTICHE

La scultura e l’architettura fiamminghi restano ancora nel Quattrocento fortemente ancorati agli stilemi del Gotico ma la pittura, invece, è sottoposta ad un cambiamento estremamente interessante. Pur partendo da una base di Gotico internazionale, si va progressivamente lavorando sul naturalismo, si ottiene una maggiore attenzione alla resa più salda e realistica degli oggetti e delle figure nello spazio. Le opere fiamminghe, inoltre, sono famose per lo studio approfondito sulla luce e gli effetti luministici che riesce a raggiungere effetti quasi illusionistici nonché per la cura dei dettagli. Oggetti di uso quotidiano, piante, fiori, espressioni del volto e abiti riccamente drappeggiati: nessun particolare sfugge ai pittori fiamminghi che sono abilissimi nel riprodurre anche i più piccoli dettagli.

Rogier van der Weyden Ritratto di giovane donna
antonello da messina

L'ARTE FIAMMINGA

CARATTERISTICHE

Tra gli artisti fiamminghi più noti ricordiamo Jan Van Eyck, l’autore del famosissimo ritratto dei coniugi Arnolfini (1434) conservato oggi alla National Gallery di Londra; Rogier van der Weyden, autore de La Deposizione; il Maestro di Flémalle ovvero Robert Campin, famoso per i panneggi corposi, la cura dei dettagli e i colori nitidi e brillanti, caratteristiche che condivide con gli altri pittori del tempo; Hugo van der Goes la cui Adorazione dei Pastori, nota anche come Trittico Portinari dal nome del committente, colpisce Botticelli e il Ghirlandaio.

ritratto dei coniugi Arnolfini
robert campin
la deposizione di rogier van der weyden

L'ARTE FIAMMINGA

RITRATTO DEI CONIUGI ARNOLFINI

Realizzato nel 1434, mostra il mercante con la lucchese Giovanna Cenami in una stanza da letto. I due, secondo l’interpretazione più comune, si stanno scambiando una promessa di matrimonio davanti a due testimoni. qui entra in scena il virtuosismo e la genialità di Van Eyck: lo specchio convesso sulla parete di fondo ci restituisce l’altra metà della stanza facendoci vedere gli sposi di spalle e due persone al di qua della tela (dunque i testimoni), di cui uno è il pittore stesso. Un livello di dettaglio la cui brillantezza e precisione è frutto della pittura a olio, di cui van Eyck è stato un iniziatore. Come ulteriore conferma Van Eyck scrive sul muro, sopra lo specchio, “Johannes de Eyck fuit hic 1434” (Johannes Van Eyck fu qui), quasi a suggellare la legittimità del matrimonio. Lo specchio degli Arnolfini ci permette, inoltre, di fare una piccola digressione di carattere tecnologico. Si tratta di un oggetto non inconsueto per l’epoca.

I PARTICOLARI:
BOGLIOLO NOEMI

FINE

Il ritratto fiammingo, un nuovo passo per la modernità

XVII secolo, Scuola Fiamminga, Ritratto di bevitore
Ritratto di fanciulla (Petrus Christus)

LO SPECCHIO Qui entra in scena il virtuosismo e la genialità di Van Eyck: lo specchio convesso sulla parete di fondo ci restituisce l’altra metà della stanza facendoci vedere gli sposi di spalle e due persone al di qua della tela (dunque i testimoni), di cui uno è il pittore stesso. Un livello di dettaglio la cui brillantezza e precisione è frutto della pittura a olio, di cui van Eyck è stato un iniziatore. Come ulteriore conferma Van Eyck scrive sul muro, sopra lo specchio, “Johannes de Eyck fuit hic 1434” (Johannes Van Eyck fu qui), quasi a suggellare la legittimità del matrimonio. Lo specchio degli Arnolfini ci permette, inoltre, di fare una piccola digressione di carattere tecnologico. Si tratta di un oggetto non inconsueto per l’epoca.

LA FINESTRA Restando sul tema dell’arte del vetro non possiamo non notare la finestra sul lato sinistro (in realtà nella stanza ce ne sono due come rivela lo specchio in fondo e la luce sul pavimento in primo piano). La parte superiore è chiusa da una “vetrata a rulli” cioè composta dai cosiddetti “occhi di bue”, la spessa parte centrale di un disco di vetro ottenuto spianando una bolla di vetro soffiato.A quel tempo, d’altra parte, c’era una grande fioritura della vetreria fiamminga e le famiglie benestanti utilizzavano questo tipo di vetrate nelle parti alte delle finestre (lasciando la parte inferiore senza vetro).

ABBIGLIAMENTO il mondo degli Arnolfini è ancora ricco di interessanti informazioni sulla società dell’epoca. Il ricercato e prezioso abbigliamento della coppia, ad esempio, ne testimoniava l’alto rango. Il mantello di lui è foderato interamente di pelliccia mentre lei indossa un abito molto in voga, stretto sotto il seno, guarnito di pelliccia e arricciature. Nei dettagli dell’abbigliamento dei coniugi si può ammirare la grande maestria e l’amore per il dettaglio tipici dei fiamminghi. Anche se non si nota molto, i due coniugi sono scalzi. Secondo la critica questo è da collegarsi al fatto che il suolo del luogo del matrimonio è sacro come era sacro quello su cui si trovò Mosè quando Dio gli comandò: “Togliti i sandali dai piedi, poiché il luogo sul quale tu stai è una terra santa”. E in effetti gli zoccoli dell’uomo sono in primo piano, a sinistra, mentre quelli della donna sono sotto lo scranno ai piedi dello specchio. In ogni caso è molto probabile che le scarpe in casa non si portassero comunque (anche per non spargere lo sporco e il fango delle strade). L’uomo indossa per l’occasione un ampio cappello di spesso feltro nero. Generalmente, però, utilizzava un copricapo più semplice in tessuto, una specie di turbante molto diffuso all’epoca, come testimoniano altri ritratti fiamminghi. Anche la donna ha un’acconciatura tipica. Portava due cornetti di seta per trattenere i capelli sui quali è poggiato morbidamente un velo guarnito di più strati di volant. La stessa acconciatura è portata dalla moglie di Van Eyck rappresentata in un ritratto.

ELEMENTI E PROSPETTIVA

Altri elementi sono presenti come simboli legati al matrimonio: il cagnolino che, ovviamente, rappresenta la fedeltà; gli alberi di arancio che si intravedono fuori dalla finestra (e i frutti sulla cassapanca) che richiamano l’Hortus conclusus, giardino sacro alla Madonna.Qui la prospettiva lineare è già presente,tuttavia è una prospettiva con più punti di fuga, non è matematica come quella fiorentina. Non si tratta di un errore ma di una voluta deformazione della scatola spaziale tale da enfatizzare alcuni elementi della scena piuttosto che il suo contenitore, cioè la scatola prospettica.