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Sesta giornata-Decameron
nicole molteni
Created on April 2, 2024
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Transcript
Quarta novella
Terza novella
Seconda novella
Quinta novella
Il Decameron
Prima novella
Sesta novella
GIORNATA SESTA
Settima novella
Decima novella
Ottava novella
Nona novella
Novella 10
Tema della giornata e Regina
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In questa novella ci troviamo a Certaldo, località nei pressi di Frienza dove Frate Cipolla si reca una volta l’anno per raccogliere le offerte dei devoti, truffandoli grazie all’efficacia della parola. Giunto lì, racconta ai religiosi che mostrerà loro una reliquia: le piume delle ali dell’ arcangelo Gabriele. All’arrivo di questa notizia, due giovani, Biagio Pizzini e Giovanni del Bragoniera, decidono di fare uno scherzo a Cipolla e si dirigono verso il suo alloggio, con l’intento di rubargli la reliquia. A sorvegliare la finta reliquia c’è il servo del frate: Guccio Imbratta. Egli però, vendendo Nuta, la cuoca, si distrae e non si accorge del furto. I due giovani sostituiscono la piuma con dei carboni. Successivamente Frate Cipolla si reca nella piazza con la reliquia, dicendo ai fedeli che ora la mostrerà. Nel momento in cui apre la scatola, rendendosi conto dello scherzo, riesce a giustificare l’accaduto grazie a una efficace predica.
Frate Cipolla si reca a Certaldo, una località nei pressi di Frienza, una volta all’anno per raccogliere le offerte dei devoti truffandoli . Egli promette ai fedeli di mostrare loro la penna dell’Angelo Gabriele, ma ciò non sarà possibile a causa di uno scherzo ideato da due giovani.La sera, nel momento in cui apre la reliquia, trova dei carboni, ma grazie alla sua arte oratoria riuscirà a truffare il popolo spiegando loro che erano quelli del martirio di San Lorenzo.
La sesta giornata, la quale cade di mercoledì, ha il tema delle risposte pronte e argute che permettono di togliersi d'impaccio o da una situazione pericolosa. Il raccontare, l’uso della parola, insomma l’attività principale dei membri della brigata viene illustrata soprattutto in questa giornata centrale del „Decameron", nella quale agiscono personaggi interessanti che sanno parlare. È importante partire dal tema del motto (il motto è uno strumento che serve al protagonista per difendersi) perché è esso che fa scaturire una serie di elementi che caratterizzano tutte le novelle della VI giornata, in particolare alla struttura narrativa.
Monna Filippa, moglie di Rinaldo de Pugliesi, viene sorpresa da suo marito tra le braccia dell’amante Lazzarino de Guazzagliotri. Questo peccato prevedeva la pena di morte; così Rinaldo la porta in tribunale per condannarla, ma la donna riesce a liberarsi delle accuse usando l'uso della parola contro la legge, perchè ingiusta, e il marito, perchè non gli fece mai mancare nulla in quanto ai suoi doveri di moglie. Tornò così a casa soddisfatta.
Egli racconta di un suo viaggio in Oriente, in Terrasanta, dove, secondo le sue parole, ha potuto vedere le migliaia di incredibili reliquie che egli elenca per strabiliare i suoi ingenui ascoltatori. Per quanto riguarda i carboni, racconterà che sono quelli del martirio di San Lorenzo, inoltre il fatto che lui li abbia con sé al posto della piuma di Gabriele viene ovviamente spiegato come frutto della volontà divina, dal momento in cui conserva le due cassette con le due reliquie nello stesso posto, e sarà stato Dio a volere che egli mostrasse il carbone. Aggiunse alla sua predica anche che dopo due giorni sarebbe stato San Lorenzo, per evidenziare la volontà del Creatore.Concluso lo “spettacolo” retorico di frate Cipolla, Biagio Pizzini e Giovanni del Bragoniera si avvicinano al frate per complimentarsi con lui e restituirgli la piuma.
A Firenze avevano vissuto due uomini illustri: Giotto e Forese da Rabatta.Il primo era il più grande dei pittori, il secondo grande conoscitore della giurisprudenza. Durante un tragitto insieme ci fu una forte tempesta e furono costretti a rifugiarsi insieme e quando la pioggia si fu placata, iniziarono a passeggiare discutendo amichevolmente. Forese disse che chi non avesse conosciuto Giotto di persona e le sue opere, avrebbe con difficoltà creduto che fosse il più grande dei pittori. A ciò Giotto, a sua volta, rispose che chiunque non avesse conosciuto di persona Forese avrebbe di certo dubitato che fosse così dotto.
Cisti fornaio vorrebbe che il nobile Geri Spina assaggiasse il suo buon vino, quindi si siede davanti alla sua bottega per giorni interi a gustarlo, affinché un giorno il nobile gli chiederà di assaggiare il suo pregiato nettare. Ne rimase molto colpito, al punto di organizzare un banchetto con dei nobili della città. Arriverà da Cisti un suo servo con un grande fiasco per il nobile, ma egli si rifiuta di dargli il vino. Il servo ritornerà con un fiasco di dimensioni minori e in seguito Cisti spiegherà al nobile di aver dato tale risposta dicendo che quel vino così buono non era degno di essere bevuto dai servi; infine regala tutto il vino a Geri.
Michele Scalza, giovane fiorentino, un giorno si trovò con una brigata sulla collina di Montughi, dove nacque una discussione su quali fossero gli uomini più antichi e nobili di Firenze. Egli afferma che secondo lui erano quelli del casato dei Baronci,ma tutti si misero a ridere. Fece una scommessa e disse che se avesse perso avrebbe pagato la cena a tutti.Un certo Neri Mannini sceglie di sfidarlo ma alla fine vince lo Scalza, dal momento in cui disse che Dio creò i Baronci quando non sapeva disegnare bene, ed è questo il motivo per cui loro avevano difetti estetici e gli altri uomini no.
Il nobile Currado Gianfigliazzi trova e uccide una gru, che invia al suo cuoco Chichibio. Giunge Brunetta, la ragazza di cui è innamorato Chichibio, che gli domanda una coscia della gru. Chichibio serve poi la gru con la coscia mancante a Currado e ai suoi ospiti. Il nobile chiede spiegazioni, ma il cuoco spiega che le gru sono fatte così. Currado,irritato, lo sfida. Una volta giunti in un campo, i due uomini scorgono diverse gru su una zampa sola. Currado quindi, gridando “oh, oh”, corre verso le gru, che spaventate, volano mostrando la seconda zampa. Chichibio gli rispose prontamente che solo in quel modo possono avere due zampe.
Viene narrato il passato della città di Firenze di fine duecento con il ricordo dell’usanza delle classi fiorentine più agiate di riunirsi in gruppi secondo le contrade di appartenenza per divertirsi assieme. Tra di loro vi era la brigata di Betto Brunelleschi, il quale vorrebbe Cavalcanti nel suo gruppo. Egli difatti è fermato da Betto e i suoi uomini presso la porta di San Giovanni , ma li rifiuta paragonandoli a cadaveri, i quali tutti si assomigliano.
In un giorno di festa,Cesca, che viveva con lo zio, tornò a casa prima e si mise a sbuffare e sospirare per tutto il tempo. Lei aveva la cattiva abitudine di giudicare senza mai guardare se stessa.Spiegò che le stavano antipatici i cittadini del paese e non le faceva piacere stare in mezzo a loro. Lo zio, le suggerì allora per risolvere il problema, di non specchiarsi mai, ma Cesca non capì la battuta. La metafora significava di non guardarsi troppo interiormente,perché altrimenti avrebbe visto solo i suoi lati peggiori.
La giornata sesta si svolge sotto il “reggimento” della regina Elissa. La giovane è innamorata e questo suo amore è turbato e triste; viene vissuto da lei come una guerra dalla quale però ne esce sconfitta. Il nome significa “colei che è stata abbandonata” e sembra alludere a Didone, personaggio dell’Eneide, nominata con lo stesso nome
Frate Cipolla è il protagonista della decima novella della sesta giornata. La sua caratteristica principale è quella di saper utilizzare la parola nella maniera giusta al momento giusto. Si sottolinea l’importanza della retorica nonché anche tema della novella come mezzo per cavarsela in situazioni imbarazzanti e intricate. Utilizza giochi di parole, modi di dire strambi, in modo che nessuno possa chiedere delle spiegazioni. Un altro tema fondamentale presente è quello della “beffa” doppia, poiché è sia giocata dai due ragazzi nei confronti del Frate, sia da quest’ultimo nei confronti di chi lo ascolta. Con questo Boccaccio intende mandare un messaggio, ovvero sottolineare la distanza presente tra coloro che hanno un’istruzione (clero) e l’altra parte di popolo con un livello di istruzione basso o addirittura assente.
Quest’ultima novella considerata piuttosto lunga rispetto alle altre, è suddivisa in sequenze: la prima introduce il personaggio di Frate Cipolla; la seconda introduce il piano dei due amici per ingannare il Frate; la terza è la presentazione del servo Guccio; la quarta inizia lo svolgimento del piano distraendo Guccio con Nuta; la quinta è la ceremonia del Frate Cipolla; la sesta è il momento del suo discorso ed infine avviene la conclusione
Oretta, una nobildonna fiorentina, partecipa ad una lunga escursione insieme ad un gruppo di uomini e donne cortesi. Per alleviare la noia e la fatica, uno dei suoi compagni le propone di farle passare il tempo raccontandole una delle storie più belle mai sentite. Egli però non è abile con le parole e la storia si prolunga senza motivo, tra ripetizioni, errori e correzioni. Oretta, non potendo più sostenere lo strazio dell’ascolto, gli domanda di lasciarla proseguire a piedi, poiché il " cavallo" che lui le aveva fornito per abbreviare il viaggio, cioè la novella, si era rivelato inefficace.
Diego della Latta era un bell'uomo ed era conosciuto per la sua fama di donnaiolo. Difatti si innamora della nipote del Vescovo, così si accorda con il marito di lei: Diego paga 500 fiorini d'oro, che succesivamente si scopre da lui stesso che saranno falsi, e il marito gli lascia sua moglie per una notte. Dopo qualche tempo, mentre Diego stava cavalcando con il Vescovo, incontrarono Nonna de' Pulci. Il Vescovo le chiese se lei volesse passare una notte con Diego. Nonna, la quale si offese, rispose che vorrebbe almeno del denaro vero e, così dicendo, offese entrambi.