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IL PICCOLO PRINCIPE

Anna Bruno

Created on April 2, 2024

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Il Piccolo Principe

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Autore

L'autore

Il Piccolo Principe è il capolavoro dell'autore francese e aviatore Antoine de Saint-Exupéry. Antoine de Saint-Exupéry, nato a Lione nel 1900, è stato un famoso aviatore e scrittore francese. La sua opera più celebre è "Il Piccolo Principe", pubblicata nel 1943. Saint-Exupéry perse la vita in un incidente aereo nel 1944 durante la Seconda guerra mondiale.

Il Piccolo Principe

Il significato della vita

Innocenza e Purezza

Il viaggio del Piccolo Principe attraverso diversi pianeti e incontri con vari personaggi mette in discussione il significato della vita e l'importanza di trovare un senso di scopo e appartenenza.

Il Piccolo Principe rappresenta l'innocenza e la purezza dell'infanzia, mettendo in contrasto le visioni degli adulti che spesso sono corrotte dalla superficialità e dall'avidità.

Temi

L'amicizia e l'amore

La solitudine

Il legame tra il Piccolo Principe, la Rosa e la Volpe mette in luce il valore dell'amicizia e dell'amore sincero, che richiedono tempo, dedizione e comprensione reciproca per svilupparsi.

Sia il Piccolo Principe che l'autore incontrano momenti di solitudine e isolamento, che li spingono a cercare connessioni significative con gli altri.

La Rosa

“È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”.

La rosa nel "Piccolo Principe" è un simbolo ricco di significato, rappresenta l'amore, la dedizione e l'importanza di prendersi cura degli altri. Nel racconto, il piccolo principe si innamora perdutamente della sua rosa, una creatura delicata ma anche un po' vanitosa e viziata. Nonostante i suoi difetti, il piccolo principe continua a dedicarle tempo e attenzione, coltivandola con cura e amore.

La volpe

La volpe nel "Piccolo Principe" rappresenta l'amicizia e l'importanza dei legami umani. Attraverso il rapporto con il piccolo principe, la volpe illustra che l'amicizia richiede tempo e impegno, e che è attraverso il cuore che si vedono veramente le cose importanti. Insegna al piccolo principe a comprendere il valore delle relazioni autentiche e il significato della reciproca fiducia. Inoltre, la volpe enfatizza il concetto di unicità e di legame profondo che si crea tra le persone, aggiungendo un valore speciale alla vita.

Il Piccolo Principe

CAPITOLO 1

Quando aveva 6 anni, Antoine aveva visto l’ illustrazione di un libro: mostrava un serpente boa che inghiottiva un grosso animale. La sua fantasia aveva spiccato il volo, così egli aveva disegnato il seguito dell’avventura del boa. Quando però mostrava orgoglioso il suo disegno a un adulto chiedendogli se gli facesse paura, questi gli diceva che non c’era nulla di pauroso in un cappello. In realtà lui aveva volutodisegnareunboa chedigerisceunelefante. Scoraggiato dai commenti dei grandi, Antoine aveva smessoydi disegnare, e aveva anche smesso di avere amici, fino a quando…

CAPITOLO 2

Un giorno, quando era grande e faceva il pilota d’aerei, Antoine era atterrato col suo aeroplano in avaria nel mezzo del deserto del Sahara. Subito si era messo al lavoro per riparare il guasto e ripartire prima che le sue riserve d’acqua e cibo finissero. Mentre lavorava aveva sentito una vocina che gli chiedeva:<<Mi disegni, per favore,unapecora?>>. Era la voce di un bel bimbo biondo, misteriosamente e imprevedibilmente comparso lìdavanti a luineldeserto. Siccome insisteva nel volere il disegno di una pecora, il pilota prese matita e foglio e disegnò per ben tre volte una pecora. Ma nessuna andava bene per il bimbo. Allora Antoine disegnòuna scatola contre buchi. <<Questa è la cassetta dentro la quale c’è la tua pecora>> disse albambino.E il piccolo si mostrò soddisfatto. Era iniziata così l’amicizia con il Piccolo Principe.

CAPITOLO 3

Nei giorni seguenti, ascoltandolo parlare, il pilota scoprì che il bambino era un principe di un lontano pianeta. Un pianeta talmente piccolo che di certo la pecorella non avrebbe mai avuto bisogno di una corda per evitare che fuggisse.

CAPITOLO 4

Parlando con lui, il pilota scoprì che il pianeta dal quale il principe veniva era probabilmente l’asteroide B612, avvistato una sola volta da un astronomo turco. I grandi amano molto i numeri, perciò li usano anche per dare i nomi agli asteroidi.

CAPITOLO 5

Ogni giorno il pilota scopriva qualcosa sul piccolo principe e sul suo pianeta. Venne così a sapere che sui piccoli pianeti che sono nell’universo crescono molte erbe: alcune sono piccine e perciò innocue. Altre sono pericolosissime e vanno strappate via, perché diventano enormi alberi e rischiano di distruggere il pianeta. Una di queste piante pericolose è il baobab. Ogni mattina il piccolo principe si dedicava a sradicare le pericolose piantine del baobab appena nate. Quest’attività era fondamentale! Perciò il principino chiese al pilota di fare un bel disegno per insegnare a tutti quanto sia importante togliere di mezzo le pericolose piantine di baobab.

CAPITOLO 6

La vita del piccolo principe, lì solo sul suo pianeta, era molto malinconica. Una cosa che gli piaceva tanto fare, scoprì un giorno il pilota, era osservare i tramonti; e su B612 bastava spostare un po’ la seggiola per vedere un tramonto. Un giorno il piccolo principe era così triste che restò a osservare ben 43 tramonti.

CAPITOLO 7

Il quinto giorno il pilota seppe che il piccolo principe aveva lasciato sul suo pianeta una cosa speciale, che egli amava molto e della quale iniziava a sentire tanto la mancanza: un fiore con quattro spine. Il principe era preoccupatissimo! Temeva che quando avesse portato sul suo pianeta la pecora essa, una volta uscita dalla cassa, potesse mangiare il fiore, nonostante le quattro spine come difesa. Il pilota, vedendolo piangere, lo rassicurò. <<Disegnerò una museruola per la pecora, così non potrà mangiare il tuo bel fiore>> gli disse.

CAPITOLO 8

Ben presto il pilota scoprì, però, che il fiore a cui il piccolo principe era così affezionato era anche molto vanitoso. Spesso si vantava della sua bellezza e chiedeva al bimbo continue cure. Il piccolo principe ogni giorno lo innaffiava amorevolmente, lo copriva con una campana di vetro affinché non prendesse freddo la notte, lo riparava con un paravento dalle correnti d’aria, durante il giorno. Ma il fiore non mostrava mai la sua riconoscenza…

CAPITOLO 9

Ben presto il pilota scoprì, però, che il fiore a cui il piccolo principe era così affezionato era anche molto vanitoso. Spesso si vantava della sua bellezza e chiedeva al bimbo continue cure. Il piccolo principe ogni giorno lo innaffiava amorevolmente, lo copriva con una campana di vetro affinché non prendesse freddo la notte, lo riparava con un paravento dalle correnti d’aria, durante il giorno. Ma il fiore non mostrava mai la sua riconoscenza…

CAPITOLO 10

Il piccolo principe partì. Il primo asteroide, B325, che incontrò durante il suo viaggio era abitato da un re che si credeva onnipotente. Dal re il piccolo principe imparò che, se si vuole essere obbediti, bisogna dare solo ordini giusti. Il piccolo principe lasciò presto questo posto e arrivò su un altro pianeta.

CAPITOLO 11

Sul secondo pianeta, B326, il piccolo principe incontrò un uomo moooolto vanitoso, che desiderava essere ammirato per tutto, anche se non ve n’era ragione. Il principe lo aiutò a sentirsi ammirato… perché su quel pianeta non c’era nessuno -a parte l’uomo moooolto vanitoso- che potesse ammirarlo. Poi se ne andò.

CAPITOLO 12

Sul terzo pianeta, B327, c’era un ubriacone. Quando il piccolo principe gli chiese perché si rovinasse la vita bevendo egli rispose:<< Bevo per dimenticare>>. <<E per dimenticare cosa?>> chiese il bambino. <<Per dimenticare che ho vergogna>> rispose l’uomo. <<E vergogna di che?>> chiese ancora il bimbo. <<Vergogna di bere>> concluse tristemente l’ubriacone.

CAPITOLO 13

Il quarto pianeta, B328, era abitato da un uomo d’affari. Pensava di essere l’uomo più ricco dell’universo e contava le stelle. era convinto che contando le stelle potesse possederle tutte ed essere così sempre più ricco.

CAPITOLO 14

Il quinto pianeta, B329, era piccolissimo; c’era posto solo per un lampione e per il lampionaio che aveva il compito di accenderlo di notte e spegnerlo di giorno. Ma su quel piccolo pianeta il giorno durava solo un minuto e perciò il povero lampionaio ogni minuto doveva accendere il lampione e un minuto dopo spegnerlo. Il pover’uomo si sentiva terribilmente stanco… Al piccolo principe quest’uomo piacque molto perché, al contrario degli altri che aveva già incontrato, egli aveva qualcosa di utile da fare.

CAPITOLO 15

Il sesto pianeta, B330, era molto più grande. Vi abitava un signore che scriveva su un enorme libro: era un geografo. Ma siccome non c’era nessun altro da mandare in giro ad esplorare il pianeta, quel geografo non conosceva affatto né la sua terra né tanti altri posti lontani. Fu il geografo a consigliare al piccolo principe di recarsi sulla Terra, dove sicuramente avrebbe incontrato tanti uomini.

CAPITOLO 16

E fu così che il principe arrivò sul settimo pianeta, la Terra.

CAPITOLO 17

Arrivò proprio in mezzo al deserto disabitato. Lì incontrò un serpente. <<Dove sono gli uomini?>> gli chiese <<Si è un po’ soli nel deserto…>> E il serpente lo indirizzò verso luoghi della Terra dove il piccolo principe avrebbe potuto incontrare gli uomini.

CAPITOLO 18

Mentre attraversava il deserto, il piccolo principe si imbatté in un piccolo fiore a tre petali. Questi gli disse che gli uomini sono difficili da trovare perché non hanno radici, non stanno mai fermi. Il bimbo lo salutò e proseguì il cammino.

CAPITOLO 19

Arrivò ai piedi di un’alta montagna; decise di scalarla per poter così vedere tutto il pianeta Terra e trovare gli uomini. Ma da lassù non vide altro che rocce appuntite e terra arsa. Pensò perciò che gli uomini dovessero avere ben poca immaginazione, vivendo in un pianeta tanto inospitale.

CAPITOLO 20

Ma dopo aver camminato a lungo giunse in un giardino. Era pieno di fiori chiamati rose, tutti uguali al suo fiore, quello che lui aveva lasciato su B612. Il piccolo principe soffrì molto al pensiero che il suo fiore gli aveva mentito, dicendogli che era l’unico fiore di quel tipo in tutto l’universo. Si sedette nell’erba e cominciò a piangere.

CAPITOLO 21

Fu in quel momento che arrivò una volpe che gli chiese di essere addomesticata. Ella sentiva il bisogno di qualcuno da amare. Anche se sapeva che presto il bimbo se ne sarebbe andato e lei per questo avrebbe sofferto, volle affezionarsi a lui.Dalla volpe il piccolo principe prese una lezione importantissima: le cose più importanti non si vedono con gli occhi! Prima di partire, il piccolo principe ebbe dalla volpe un altro importante insegnamento: quando si vuole bene a qualcuno se ne diventa responsabili, perciò bisogna averne sempre cura.

CAPITOLO 22

Poi il bimbo incontrò un controllore, tutto preso dal suo lavoro di far partire e fermare i treni. Scoprì da lui che gli uomini sono sempre in movimento come se stessero cercando qualcosa; ma nessun uomo sa in realtà ciò che cerca. Solo i bambini lo sanno.

CAPITOLO 23

Dopo ancora il piccolo principe incontrò un mercante che aveva inventato delle pillole che facevano passare la sete. Avrebbero fatto risparmiare a tutti molto tempo, perché nessuno avrebbe dovuto cercare una fontana per dissetarsi.

CAPITOLO 24

Nell’ottavo giorno trascorso nel deserto a tentare di riparare il suo aereo, il pilota ebbe sete. Anche se il piccolo principe non sembrava sentire bisogno di bere, suggerì al pilota di mettersi in cammino nel deserto per cercare un pozzo. Il pilota decise di dargli ascolto e si incamminò. Nonostante la fatica, la compagnia del bimbo gli fece apprezzare la bellezza del deserto, che mai avrebbe altrimenti saputo cogliere. E al mattino del giorno seguente trovarono il pozzo.

CAPITOLO 26

Il pilota tornò poi dal suo aereo, trovò il pezzo difettoso e riparò il guasto.Quando il giorno dopo riandò al pozzo, trovò il piccolo principe seduto su un muretto. Parlava da lassù con un serpente, ma non sembrava averne paura. Il pilota era preoccupato. Il bimbo voleva tornare dalla sua rosa, ma non poteva viaggiare su nel cielo con il so pesante corpo: aveva bisogno di abbandonarlo. Non avrebbe sofferto; il corpo era solo un involucro senza importanza. Il pilota si sforzò di capire le ragioni del bimbo, tuttavia cercò di strappargli la promessa che non si sarebbe lasciato avvicinare dal serpente. Durante la notte però il bimbo si allontanò dal pilota, che lo stette a guardare con gli occhi già pieni di tristezza. Fermo in mezzo alla sabbia del deserto, il piccolo aspettò che il serpente venisse a morderlo: non vedeva l’ora di poter tornare dalla sua rosa, di poterla curare, proteggere e amare, ora che aveva capito quanto anche lei lo amasse.

CAPITOLO 27

Sono trascorsi sei anni. Il pilota pensa ancora, e spesso, al piccolo principe. Lo immagina felice, lì nel suo piccolo pianeta, con la rosa da accudire e gli insegnamenti della volpe ben saldi nel cuore.

Frasi celebri "Piccolo Principe"

Non si vede che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi.

È il nostro cuore, molto più dei nostri occhi, lo strumento che ci è utile per osservare e per comprendere la realtà, gli altri e tutto il mondo che ci circonda.

Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”.

Tutte le persone che ora sono adulte in passato hanno vissuto la loro infanzia e sono state dei bambini, ma sono davvero in poche a tenerne conto. Eppure lo stratagemma per vivere un’esistenza più appagante sarebbe proprio quello di riscoprire il nostro bambino interiore e di ascoltare la sua voce. I bambini non sono adulti in miniatura. Sono gli adulti ad essere bambini un po’ cresciuti, anche se spesso se ne dimenticano.

“È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”

È grazie al tempo che dedichiamo a chi ci sta vicino che le persone possono comprendere quanto siano realmente importanti per noi. Il tempo è così prezioso che tutti ne vorrebbero di più e di cui sarebbe davvero impossibile calcolare il reale valore.