Basilica di Santo Spirito
L'interno
La chiesa è caratterizzata da colonne che la dividono in tre navate e circondano l’altare principale, in modo simile alla Basilica di San Lorenzo. Vi sono pilastri sulle pareti laterali ed un soffitto a cassettoni, che non faceva parte, però, del progetto originale: Brunelleschi aveva, infatti, pensato di lasciare “aperto” il soffitto per dare l’idea che le pareti riuscissero a raggiungere e toccare il cielo.Nel complesso questa chiesa era, e tuttora è, una rappresentazione dei classici progetti del Brunelleschi: uno spazio cavernoso, ma al tempo stesso armonioso. Come fece in San Lorenzo, l’architettura matematicamente simmetrica è enfatizzata dal colore bianco panna delle pareti e dal grigio scuro della pietra serena: il contrasto dei colori accentua ancor di più l’armonia con cui la pietra forma gli archi che uniscono una colonna all’altra.
Notoriamente fuori posto è, invece, l’altare a baldacchino, intagliato in maniera quasi eccentrica e pieno di statue, opera in stile barocco che risale ai primi del XVII° secolo. Un’interessante nota storica: la “battaglia dei pulpiti” ebbe luogo proprio qui verso il tardo 1400 tra Girolamo Savonarola - frate dominicano che, per un breve periodo di tempo, ebbe una certa influenza sugli affari religiosi e politici della città - e Mariano da Genazzano, nemico pubblico del Savonarola che dedicò i suoi studi all’ordine agostiniano.
La pianta
La chiesa di Santo Spirito a Firenze è stata progettata nel 1435 da Filippo Brunelleschi, Intorno al 1435, probabilmente in seguito ad un nuovo soggiorno a Roma, è visibile un'importante evoluzione nell'arte di Brunelleschi.Anche in questo caso si tratta di una chiesa di tipo basilicale, uno schema che l'architetto fiorentino aveva già sviluppato a San Lorenzo, ma rispetto ad essa, la pianta a croce latina è ancora più regolare.
In Santo Spirito infatti viene realizzata una rigorosa combinazione tra lo schema longitudinale con quello centrale. Infatti i bracci del transetto hanno le stesse misure dell'abside rettangolare, inoltre le navate minori e le cappelle a nicchia semicircolare girano tutt'intorno al perimetro della chiesa, compresi transetto e abside, senza interruzioni.
Anche il criterio proporzionale, fondamentale in tutta l'architettura brunelleschiana, ha subito un nuovo sviluppo evolutivo. Contrariamente a San Lorenzo dove l'effetto di proporzionalità era illusivo e suggerito dagli accorgimenti prospettici, in questo caso esiste un reale rapporto proporzionale tra le campate della navata centrale (con altezza doppia della larghezza), navate minori e cappelle. La navata centrale è infatti composta da quattro moduli e mezzo.
STORIA
La fondazione dell'ordine degli eremiti agostiniani in Toscana risale a un'iniziativa di Innocenzo IV: si trattava di un ordine mendicante ma di apostolato urbano. Nel 1250 due signori, Spinello Accolti e Omodeo di Guido, donarono al frate agostiniano Aldobrandino, residente in Arcetri, una casa e due vigne nella zona di Oltrarno per la costruzione di una chiesa, che venne originariamente dedicata, nel 1252, a Maria Vergine, allo Spirito Santo e a tutti i Santi. Nei documenti come le "Caselline", alludendo a una zona ancora di campagna con modesti casolari sparsi.
Nel 1269 una comunità di frati Agostiniani si insediò stabilmente a Firenze e iniziò la costruzione di una chiesa sul luogo dell'oratorio originario, dedicandola al "Santo Spirito". A quell'epoca la parte di città oltre il fiume, già inclusa nelle mura urbane dal 1173-1175, era composta da un paio di "borghi", cioè agglomerati di case lungo le vie uscenti dai ponti cittadini, e campi, con i due complessi monastici più importanti situati a Santa Felicita e San Jacopo sopr'Arno ai quali si aggiungevano altre quattro chiese minori.
L'esterno
La facciata attuale risale al 1792 e fu decorata con dettagli architettonici dipinti, rimossi poi durante i lavori di ristrutturazione degli anni 60. Nell’osservare le mura laterali, noterai degli stemmi sopra le finestre, che corrispondono alle famiglie le cui cappelle sono ubicate sul lato opposto della chiesa. .
Due note di interesse: 1) Il Brunelleschi, nel suo progetto originale, voleva che la facciata della chiesa e la piazza si affacciassero sull’Arno, ma non fu possibile acquistare tutta la proprietà ,anche quella sull’altro lato della chiesa, perché non tutti erano disposti a vendere, anche se si trattava di un edificio religioso. 2) Il Brunelleschi progettò che tutti i lati della chiesa dovessero essere fiancheggiati da una loggia, un pò come il Museo degli Innocenti in Piazza Santissima Annunziata, ma non portò a termine quest’idea perché avrebbe dovuto cambiare tutta la facciata.
Il programma degli altari
Basilica di Santo Spirito
Vincenza Falco
Created on April 2, 2024
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Basilica di Santo Spirito
L'interno
La chiesa è caratterizzata da colonne che la dividono in tre navate e circondano l’altare principale, in modo simile alla Basilica di San Lorenzo. Vi sono pilastri sulle pareti laterali ed un soffitto a cassettoni, che non faceva parte, però, del progetto originale: Brunelleschi aveva, infatti, pensato di lasciare “aperto” il soffitto per dare l’idea che le pareti riuscissero a raggiungere e toccare il cielo.Nel complesso questa chiesa era, e tuttora è, una rappresentazione dei classici progetti del Brunelleschi: uno spazio cavernoso, ma al tempo stesso armonioso. Come fece in San Lorenzo, l’architettura matematicamente simmetrica è enfatizzata dal colore bianco panna delle pareti e dal grigio scuro della pietra serena: il contrasto dei colori accentua ancor di più l’armonia con cui la pietra forma gli archi che uniscono una colonna all’altra. Notoriamente fuori posto è, invece, l’altare a baldacchino, intagliato in maniera quasi eccentrica e pieno di statue, opera in stile barocco che risale ai primi del XVII° secolo. Un’interessante nota storica: la “battaglia dei pulpiti” ebbe luogo proprio qui verso il tardo 1400 tra Girolamo Savonarola - frate dominicano che, per un breve periodo di tempo, ebbe una certa influenza sugli affari religiosi e politici della città - e Mariano da Genazzano, nemico pubblico del Savonarola che dedicò i suoi studi all’ordine agostiniano.
La pianta
La chiesa di Santo Spirito a Firenze è stata progettata nel 1435 da Filippo Brunelleschi, Intorno al 1435, probabilmente in seguito ad un nuovo soggiorno a Roma, è visibile un'importante evoluzione nell'arte di Brunelleschi.Anche in questo caso si tratta di una chiesa di tipo basilicale, uno schema che l'architetto fiorentino aveva già sviluppato a San Lorenzo, ma rispetto ad essa, la pianta a croce latina è ancora più regolare. In Santo Spirito infatti viene realizzata una rigorosa combinazione tra lo schema longitudinale con quello centrale. Infatti i bracci del transetto hanno le stesse misure dell'abside rettangolare, inoltre le navate minori e le cappelle a nicchia semicircolare girano tutt'intorno al perimetro della chiesa, compresi transetto e abside, senza interruzioni. Anche il criterio proporzionale, fondamentale in tutta l'architettura brunelleschiana, ha subito un nuovo sviluppo evolutivo. Contrariamente a San Lorenzo dove l'effetto di proporzionalità era illusivo e suggerito dagli accorgimenti prospettici, in questo caso esiste un reale rapporto proporzionale tra le campate della navata centrale (con altezza doppia della larghezza), navate minori e cappelle. La navata centrale è infatti composta da quattro moduli e mezzo.
STORIA
La fondazione dell'ordine degli eremiti agostiniani in Toscana risale a un'iniziativa di Innocenzo IV: si trattava di un ordine mendicante ma di apostolato urbano. Nel 1250 due signori, Spinello Accolti e Omodeo di Guido, donarono al frate agostiniano Aldobrandino, residente in Arcetri, una casa e due vigne nella zona di Oltrarno per la costruzione di una chiesa, che venne originariamente dedicata, nel 1252, a Maria Vergine, allo Spirito Santo e a tutti i Santi. Nei documenti come le "Caselline", alludendo a una zona ancora di campagna con modesti casolari sparsi. Nel 1269 una comunità di frati Agostiniani si insediò stabilmente a Firenze e iniziò la costruzione di una chiesa sul luogo dell'oratorio originario, dedicandola al "Santo Spirito". A quell'epoca la parte di città oltre il fiume, già inclusa nelle mura urbane dal 1173-1175, era composta da un paio di "borghi", cioè agglomerati di case lungo le vie uscenti dai ponti cittadini, e campi, con i due complessi monastici più importanti situati a Santa Felicita e San Jacopo sopr'Arno ai quali si aggiungevano altre quattro chiese minori.
L'esterno
La facciata attuale risale al 1792 e fu decorata con dettagli architettonici dipinti, rimossi poi durante i lavori di ristrutturazione degli anni 60. Nell’osservare le mura laterali, noterai degli stemmi sopra le finestre, che corrispondono alle famiglie le cui cappelle sono ubicate sul lato opposto della chiesa. .
Due note di interesse: 1) Il Brunelleschi, nel suo progetto originale, voleva che la facciata della chiesa e la piazza si affacciassero sull’Arno, ma non fu possibile acquistare tutta la proprietà ,anche quella sull’altro lato della chiesa, perché non tutti erano disposti a vendere, anche se si trattava di un edificio religioso. 2) Il Brunelleschi progettò che tutti i lati della chiesa dovessero essere fiancheggiati da una loggia, un pò come il Museo degli Innocenti in Piazza Santissima Annunziata, ma non portò a termine quest’idea perché avrebbe dovuto cambiare tutta la facciata.
Il programma degli altari