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Movie contest
Antonio cimmino
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MOVIE CONTEST
Presentazione di A.CIMMINO,A.IMprota,s.viglietti e g.albano
INDICE I
IVCure
IMunich
VCome and see
IIA Beautiful mind
IIII figli degli uomini
INDICE Ii
XCatch me if you can
IXIl profeta
VIArancia Meccanica
VIIFight Club
VIIILa zona d'interesse
REGIA:STEVEN SPIELBERG 2005SCENEGGIATURA:Tony Kushner, Eric Roth SOGGETTO:Vendetta di George Jonas
Trama
Punti di forza (Temi trattati)
fIl 5 settembre del 1972 un commando che faceva capo a Settembre nero fece irruzione nella palazzina che ospitava gli atleti israeliani al villaggio olimpico di Monaco. Due di loro vennero uccisi, gli altri, presi in ostaggio, morirono all'aeroporto dopo un tentato blitz della polizia tedesca. Il primo ministro israeliano Golda Meir indice una riunione coi capi politici e militari e ordina l'uccisione dei responsabili.
PUNTI DI FORZA E IMPORTANZA
- La vendetta è perfida e non risolve niente, anzi. Questa la scomoda verità che Spielberg ha il coraggio e la pazienza di spiegarci con quasi tre ore di film. Dopo averci mostrato le tragedie dei nazisti (Schindler’s List), dopo averci illustrato come il razzismo sia cosa deprecabile (Il colore viola, Amistad) e dopo averci ricordato l'enorme aiuto degli americani a nostro favore nella seconda guerra mondiale e che ora dobbiamo pure comportarci in modo da “essercelo meritato” (Salvate il soldato Ryan), è il corsivo iniziale l’argomento dell’ultima lezione. Munich, rispetto ai suoi illustri predecessori didattico/pedagogici, ha anzi un’aggravante non da poco: la pretesa di confondere un po’ le acque, l’ardire di gettare negli occhi il fumo dell’ambiguità e della complessità che un tema così scottante e attuale (la questione mediorientale) si porta dietro. I personaggi principali di Munich sono infatti lacerati dal dubbio e dai sensi di colpa e in un certo senso fuggono dalle parti.
- Il regista e lo sceneggiatore mantengono un equilibrio prodigioso dando voce alle opposte parti di un dialogo impossibile, cogliendo i personaggi in conflitto non già come figure di cartapesta incarnanti visioni “di stato” antitetiche, bensì uomini fragili, prima marionette mosse dalla madrepatria, poi esseri umani fagocitati dal dubbio. Il racconto, retto da una tensione quasi insostenibile, si dipana in mezza Europa, ma nonostante la dispersione non diviene mai dispersivo. Il regista riesce mirabilmente, grazie alle scelte cromatiche adottate dal grande direttore della fotografia Janusz Kaminski, a suggerire la localizzazione dell’azione senza ricorrere alla didascalia spaziale o temporale (cosa rarissima nel cinema di spionaggio). Avner (Eric Bana), il protagonista, è anima smarrita e schiacciata da un potere sempre più invisibile, sempre più sfuggente, fantasma senza patria, patria che da madre benevola – “E’ Israele tua madre” gli dice la moglie – si tramuta in matrigna da cui fuggire, proprio perché non più “casa”.
Ron Howard 2001
trama
Il film si ispira alla vita di John Forbes Nash Jr. che per oltre cinquant'anni è stato considerato un mito negli ambienti della ricerca matematica. Poco a poco, vittima di una grave forma di schizofrenia, Nash sprofondò in un mondo tutto suo, convinto che le sue allucinazioni fossero realtà. Passò diversi anni in ospedali psichiatrici, ma durante la sua assenza, la teoria dei giochi (che ideò lui) acquistò un ruolo di importanza fondamentale nei campi dell'economia e degli affari. Nel 1994, Nash aveva riacquistato il pieno controllo della sua vita e ripreso le ricerche. In quello stesso anno venne insignito del Premio Nobel per l'economia.
Punti di forza
A Beautiful Mind non è solo un film sulla malattia e sul grave disagio psichico, ma anche un film la cui protagonista assoluta è appunto la mente umana, in tutte le sue possibili sfaccettature, in grado di essere logica e razionale ma al contempo assolutamente illogica: ciò che si vede può effettivamente non essere reale, concetto che contrasta molto con la visione matematica di un uomo come Nash. Non tutto segue leggi logiche e si basa su dati di realtà, soprattutto quando parliamo di psiche umana.
Trama
Alfonso Cuarón 2006
Nel 2027 per una causa misteriosa le donne sono diventate tutte sterili, i bambini ormai sono solo un ricordo. Il protagonista Theo si muove in mondo incrudelito e senza futuro, nel quale gli immigrati sono trattati alla stregua di animali e il governo regala pratici kit per il suicidio. La sua vita cambia improvvisamente quando accoglie la missione di portare in salvo, tanto dal Governo quanto da un gruppo terrorista, la giovane profuga Kee, miracolosamente incinta.
Punti di forza
Cuarón, che è anche sceneggiatore, intrattiene e commuove, con le parole e con la macchina da presa. La pellicola, come altre dello stesso regista, nel catturare il pubblico allo stomaco oltre che alla testa e ci riesce, cosa affatto scontata, senza mai eccedere. La violenza c’è ma non è mai compiaciuta. Le lunghe inquadrature costringono l’occhio fin nel fondo dell’anima dei personaggi: non si può sfuggire alla gamma di sentimenti messi in scena e alla fine ci si stupisce di quanto sembri tutto così ben equilibrato, così reale.
CURE
1997
REGIA: Kiyoshi KurosawaSCENEGGIATURA: Kiyoshi Kurosawa SOGGETTO: Kiyoshi Kurosawa
Kurosawa ha ammesso di aver subito l'influenza di film come Il silenzio degli innocenti e Seven nella realizzazione di Cure, ma il suo approccio al genere thriller è totalmente differente dai canoni del cinema americano e assolutamente innovativo. Carattere distintivo del film sono l'inquietudine e il malessere che lo pervade, resi da Kurosawa per mezzo di stranianti piani sequenza e campi lunghi; inoltre, eccezion fatta per il finale, il film non ha un vero e proprio score musicale, ma sono i rumori naturali a fare da sottofondo alle scene (il fruscio del vento, un rubinetto che perde, il rumore del mare).
TRAMA
Kurosawa alla violenza e al sangue alterna sequenze oniriche e metafisiche che trasportano il film su un altro piano logico e filosofico, alterna piani sequenza immobili a sequenze flash frenetiche, toglie quasi del tutto la musica per lasciare spazio solo ai suoni, ai colpi improvvisi, ai tremolii, al fruscìo del vento. Tutto questo per costruire un film in grado di intromettersi e sprofondare nel tema della malattia mentale, della complessità della mente umana, così da far emergere la relatività della pazzia e del concetto di bene contro male. E l’aspetto più rilevante e inquietante è che Kurosawa riesce a spaventare restando quasi fermo, immobile con i suoi silenzi e le parole trattenute perché Cure riesce a spingere lo spettatore a compiere il proprio viaggio verso le porte della mente che non vuole aprire, verso i segreti più reconditi e nascosti.
JHORROR
PUNTI DI FORZA
IMPORTANZA
Un'ondata di omicidi colpisce Tokyo. Ogni volta il colpevole viene trovato vicino alla vittima e sostiene di non aver avuto il controllo sulle sue azioni. Seguendo l'unico legame (uno sconosciuto che ha avuto un breve contatto con vittime e assassini), un detective tenta di interrompere la catena.
Cure è una di quei film che hanno lasciato un segno, costituendo un prima e un dopo all’interno del genere horror. Cure si pone come capostipite dell’evoluzione dell’horror giapponese in un genere più stratificato, che ne utilizza gli stilemi per poi però affrontare tematiche psicologiche, lavorando per sottrazione e dentro una realtà più metafisica piuttosto che di jump scare o altre estremizzazioni. Kurosawa ruba a piene mani dagli stilemi classici del noir e del thriller americano e li trasporta in una storia di omicidi inspiegabili, malattie psichiche e soggiogamenti mentali.
Trama
Siamo in Bielorussia ed è il 1943. La guerra è in corso e i nazisti stanno facendo razzie (distrussero, devastarono e bruciarono più di 600 villaggi in quella zona). I partigiani resistono, a modo loro. "Va' e vedi" racconta il viaggio allucinato negli orrori della guerra di Flyora (Florian) Gaishun, un inferno senza speranza alcuna, nella tipica struttura dell’anabasi. Florian vive in povertà con la madre e le due sorelle, unico uomo di casa decide comunque di abbandonare la propria famiglia per unirsi ai partigiani.
Punti di forza
Uno dei momenti maggiormente significativi e di impatto di Va’ e vedi consiste sicuramente nell’assalto condotto dalle truppe naziste in un villaggio bielorusso, un vero e proprio manifesto del disumano, culminante poi nel clamoroso climax conclusivo, in cui reale e immaginario si incontrano e si scontrano in un’azione iconoclasta che pone di fronte a Fljora – e, di conseguenza, allo spettatore – un dilemma morale irrisolvibile. Ancora prima, però, il momento in cui il ragazzo ritorna nel suo villaggio d’origine in cerca della madre sintetizza pienamente l’incredibile operazione sovversiva sull’immagine attuata dal regista russo. Le case vuote, gli oggetti della quotidianità abbandonati, il cibo ricoperto dalle mosche: lo spettatore ha già compreso quello che è successo, ma non il ragazzo, e solo una breve e fugace occhiata di Glaša ci pone di fronte alla brutale verità.
1985
"Le avventure di un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l'ultra violenza e Beethoven."
Arancia Meccanica, come ogni film di Kubrick, è un capolavoro con un messaggio, una critica al suo interno. Il titolo stesso introduce il tema principale: un'arancia meccanica è un qualcosa di naturale che viene trasformato in artificiale, in questo caso la volontà di Alex, che da sadico maniaco diventa un cittadino modello perdendo il suo libero arbitrio. Con il film, Kubrick ci espone come la natura umana è caotica e malvagia e provando ad "aggiustarla" non si fa altro che creare altra sofferenza, soprattutto dato dal fatto che Alex rimane sempre nello stesso immorale mondo e lui, privo di ciò che lo plasmava, non può fare altro se non subire la violenza che un tempo provocava.
In una Inghilterra distopica Alex DeLarge è il capo di una banda di "drughi", teppisti che dopo aver fatto uso di droghe vanno in giro a cercare case da assaltare. Dopo un litigio, Alex viene colpito da uno dei drughi nel mezzo di un assalto e lasciato indifeso ai poliziotti che lo arrestano. Alex, dopo due anni di carcere, è stufo della prigione e accetta di partecipare al nuovo programma di rieducazione per lo scarceramento immediato, il "Trattamento Ludovico" che provoca grandi cambiamenti ad Alex.
Punti di forza
Oltre ad avere stupendi effetti speciali, ottima sceneggiature e attori il film ha un chiaro messaggio contro consumismo e alienazione sociale e a tratti filo nihilistico. Nel film ci sono più scene dove il Narratore, Tyler o entrambi disprezzano la vita ripetitiva e i marchi di prodotti che immettono uno standard commerciale nella società, avendo anche una scena che rompe la quarta parete dove Tyler insulta lo spettatore, dicendo che lui non è il suo lavoro, quanti soldi ha in banca o la macchina che guida ma la feccia del mondo. Quindi ciò è un invoglio a smettere di dare la priorità a inutilità come i possedimenti materiali, ma svegliarsi e capire cosa ci circonda, un mondo privo di signifcato se non pubblicizzare e vendere i suoi prodotti che diventano stili di vita.
Trama
Il Narratore (di cui non si conosce il nome) soffre di insonnia estrema, depressione e jet lag a causa del suo lavoro e stile di vita. Su uno dei voli di ritorno da lavoro conosce Tyler Durden, un venditore di sapone che gli da il suo biglietto da visita, che in seguito chiama dopo aver scoperto che il suo appartamento è esploso a causa di una fuga di gas. Si incontrano ad un bar, e una volta usciti iniziano a lottare per richiesta di Tyler, che poi lo porta a casa sua. Le lotte fuori il bar si ripetono, attraggono molte persone fino a creare un "Fight Club" nello scantinato del bar.
Trama
Jonathan Glazer 2023
Il film riguarda la vita quotidiana della famiglia del tenente colonnello delle SS e capo del campo di concentramento di Auschwitz Rudolf Höß, che abita nella "Zona d'interesse", la sezione adiacente al campo di sterminio riservata per l'abitazione dei comandanti del campo.
Punti di forza
Oltre la fantastica sceneggiatura, La zona d'interesse offre altrettanto fantastici suoni. Ripetutamente, si possono sentire le urla degli ebrei sotto diverse scene, riprese totalmente nere, riprese dell'orizzonte, ma mai dei prigionieri o del campo, lasciando la nostra mente a vagare
Trama
Punti di forza
Il profeta è un film del 2009 diretto da Jacques Audiard, che narra la storia di Malik El Djebena, un giovane beur condannato a sei anni di carcere. La trama si svolge all’interno del carcere, dove Malik, all’età di 18 anni, deve affrontare la dura realtà della prigionia e la sua lotta per sopravvivere, riuscendo poi ad adattarsi a quel mondo duro e crudele.
Il regista, Audiard, racconta storie con una completezza visiva e narrativa che rende la lunga durata assolutamente necessaria, evita gli stereotipi e, se ne frega del politicamente corretto. Quello che propone allo spettatore, qui come in tutte le sue opere, è l'immersione completa nel mondo che racconta, la sospensione del pregiudizio, lo spettacolo della complessità di un personaggio maschile. Il film racconta sostanzialmente la storia del protagonista che, messo con le spalle al muro da eventi e circostanze fortuite, scopre o esalta un talento sconosciuto. La rivelazione è devastante: da quel momento la sua vita non potrà più essere la stessa. Una pellicola che comunque arriva dritto allo stomaco senza mediazioni di sorta, riuscendo a lasciare un segno indelebile nello sguardo dello spettatore.
Steven spielberg 2002
Trama
La trama di "Catch me if you can" è basata sulla storia vera di Frank Abagnale Jr., un sedicenne che, dopo la separazione dei genitori e la morte del padre, fugge di casa e inizia a vivere una vita di frode e truffa. Frank si presenta come un aviatore, un medico e un avvocato, rubando denaro e identità di persone, questo attira l'attenzione di un agente dell'FBI che lo seguirà in continuazione, creando una sorta di gioco del gatto e del topo, da qui il titolo del film.
Punti di forza
Oltre ad avere un ottimo regista e attori, il film pone come temi principali infanzie travagliate e famiglie divise e di come il protagonista non fa altro se non scappare dal suo triste passato. Il viaggio di Frank è una ricerca di identità e senso di appartenenza, crea molteplici personaggi per sfuggire alla sua infanzia travagliata e trovare accettazione. Inoltre, Il film presenta una rappresentazione sfumata della moralità, confondendo il confine tra giusto e sbagliato. Le azioni di Frank sono spesso giustificate dalle sue circostanze, rendendo difficile classificarlo come puramente buono o malvagio.
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Sitografia
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https://be.wikipedia.org/wiki/%D0%86%D0%B4%D0%B7%D1%96_%D1%96_%D0%B3%D0%BB%D1%8F%D0%B4%D0%B7%D1%96#/media/%D0%A4%D0%B0%D0%B9%D0%BB:Idi_i_smotri.jpg
https://en.wikipedia.org/wiki/Munich_(2005_film)#/media/File:Munich_1_Poster.jpg
https://en.wikipedia.org/wiki/A_Beautiful_Mind_(film)#/media/File:A_Beautiful_Mind_Poster.jpg
https://en.wikipedia.org/wiki/Children_of_Men#/media/File:Children_of_men_ver4.jpg
https://en.wikipedia.org/wiki/Children_of_Men#/media/File:Children_of_men_ver4.jpg
https://ca.wikipedia.org/wiki/Cure_(pel%C2%B7l%C3%ADcula)#/media/Fitxer:Cure_1997.jpg
https://www.criterion.com/films/28895-come-and-see
https://a24films.com/films/the-zone-of-interest
https://en.wikipedia.org/wiki/A_Prophet#/media/File:A_Prophet.jpg
https://be.wikipedia.org/wiki/%D0%86%D0%B4%D0%B7%D1%96_%D1%96_%D0%B3%D0%BB%D1%8F%D0%B4%D0%B7%D1%96#/mediahttps://en.wikipedia.org/wiki/Catch_Me_If_You_Can#/media/File:Catch_Me_If_You_Can_2002_movie.jpg
Fine