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Il proibizionismo
Diana Mirra
Created on March 30, 2024
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Transcript
IL
PROIBIZIONISMO
L'America dei Ruggenti anni '20
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Summary
Il proibizionismo, in vigore negli Stati Uniti dal 1920 al 1933, era il divieto di vendere, importare e produrre bevande che avessero un tasso alcolico superiore allo 0,5%. Il divieto era previsto da un emendamento della Costituzione, approvato dal Congresso nel 1917 ed entrato in vigore nel 1920. Teoricamente, la legge non negava la possibilità di produrre bevande alcoliche per consumo personale, per esempio facendo la birra in casa, ma le legislazioni di molti Stati erano ancora più restrittive e vietavano il consumo totale. La legge prevedeva pochissime eccezioni, tra le quali il vino liturgico per la messa e le bevande prescritte dai medici (può sembrare assurdo, ma all’epoca gli alcolici erano talvolta consigliati per ragioni di salute).
QUESTO è UN INDICE
4. La strage di San Valentino di Al Capone
1. Le ragioni del proibizionismo
5. Le conseguenze del proibizionismo
2. Proibizionisti e industrie
6. Il mondo del cinema
3. Proibizionismo e gangster
Interactive question
Per capire perché fu introdotto il proibizionismo bisogna risalire all’origine degli Stati Uniti. Nel XVII secolo, quando iniziò la colonizzazione europea del Nord America, emigrarono nel continente molti puritani britannici, che per ragioni etico-religiose intendevano condurre una vita sobria e lontana dai vizi. Già nel ‘600, molto prima dell’indipendenza, alcune comunità locali introdussero leggi che limitavano il consumo di bevande alcoliche. Tuttavia, un vero movimento proibizionista si sviluppò solo nel XIX secolo. Molti pastori protestanti iniziarono a lanciare maledizioni contro gli alcolici nelle loro prediche e alcuni gruppi di cittadini si riunirono in associazioni che chiedevano di vietare l'alcool. Nei primi anni la più importante era la Società americana della temperanza, nata nel 1826, ma alla fine del secolo la Lega contro i saloon, fondata nel 1893, si impose come il gruppo più attivo.
LETS GO BACK
proibizionismoe gangster
Il proibizionismo non era apprezzato da una parte dell’opinione pubblica ed ebbe conseguenze diverse da quelle sperate. Favorì, infatti, il contrabbando e la proliferazione di locali illegali, noti come speakeasy, che servivano bevande alcoliche. Per tali ragioni, gli anni ’20 furono il periodo d’oro dei gangster, che gestivano il mercato illegale, importando alcool dall’estero o producendolo in distillerie clandestine. Al Capone, il celebre gangster di origine italiana, divenne il simbolo di un’epoca di violenze, sparatorie e conflitti con la polizia. Le forze dell’ordine, del resto, non disponevano di uomini sufficienti per controllare tutto il Paese e non riuscirono a sconfiggere definitivamente i contrabbandieri.
LA STrAGE DI SAN VALENTINO
Il proibizionismo aveva trasformato la città in un vero paradiso del crimine, dove il traffico di armi e il contrabbando di bevande alcoliche erano due delle attività più redditizie della mafia che controllava la città. I frequenti regolamenti di conti tra bande rivali avevano reso le strade di Chicago tra le più pericolose del Paese. Il 14 febbraio 1929 la metropoli conosciuta come "città del vento", si svegliò sotto un cielo nuvoloso e un freddo intenso.
Una Cadillac nera si fermò davanti al garage della SMC Cartage Company al 2122 di North Clark Street. Ne scesero quattro uomini, mentre un quinto rimase al volante, in attesa. Pochi attimi dopo si udì lo scoppio fragoroso delle mitragliatrici, i cui proiettili uccisero sette delinquenti a sangue freddo in un regolamento di conti che sarebbe passato alla storia come la strage di san Valentino.
LE CONSEGUENZE DEL PROIBIZIONISMO
Con il passare gli anni, l’opinione pubblica dovette rendersi conto che il proibizionismo non stava dando i frutti sperati. L’alcool continuava a essere molto diffuso, sebbene, in mancanza di dati statistici, oggi non sia possibile dire se negli anni Venti i consumi fossero diminuiti e in che misura. È pero certo che il whisky e le altre bevande prodotte illegalmente dai gangsters erano molto più dannosi per la salute degli alcolici legali.
I successi di Hollywood
Anche Scarface di Howard Hughes del 1932 era ispirato alla vita di Capone e fu criticato, come del resto il remake che nel 1983 girò Brian De Palma, per l'estrema violenza e la presunta glorificazione dello stile di vita criminale. È ambientato durante il proibizionismo anche un altro capolavoro di Brian De Palma, "Gli intoccabili", del 1987, che racconta una Chicago governata dal boss mafioso italo-americano, il cui business criminale si basava proprio sul contrabbando di alcolici. Nella pellicola le star del cinema Robert De Niro, nei panni di Al Capone, Kevin Costner, che interpreta l'agente del Tesoro che decide di combattere il mafioso seguendo la pista delle ricchezze e del denaro, e Sean Connery, nel ruolo di un poliziotto irlandese, interpretazione che gli valse l'Oscar come miglior attore non protagonista. Non solo sangue.
I tredici anni di ubriacatura proibizionista dell'America sono stati e restano tuttora una grande fonte di ispirazione per film di successo. La lista di pellicole dedicate al tema da Hollywood già a partire dagli anni Trenta è sterminata. Queste alcune delle più popolari. La Warner Brothers inventò il gangster movie d'epoca proibizionista negli anni '30 con classici come "Nemico Pubblico", in cui il protagonista è il gangster per antonomasia James Cagney e che venne girato quando ancora il proibizionismo era in vigore. Della Warner è anche "Piccolo Cesare" in cui Edward G Robinson nel ruolo del gangster Caesar Enrico "Rico" Bandello interpreta un personaggio che fa esplicitamente riferimento ad Al Capone.
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Proibizionismo
Con proibizionismo s'intende il divieto di vendita e produzione di bevande alcoliche in vigore negli Stati Uniti dal 1920 al 1933, tramite il XVIII emendamento e il Volstead Act.Il proibizionismo è in questo senso conosciuto come:
The Noble Experiment
La notizia del massacro si diffuse a macchia d'olio in tutto il Paese. Le foto pubblicate sui giornali erano estremamente cruente e riflettevano una violenza mai vista prima anche per gli abitanti di Chicago, ormai avvezzi a ogni tipo di atto criminale nella loro città. Così come riporta il Chicago Magazine nel numero di maggio 2010, George EQ Johnson, il pubblico ministero incaricato di mettere Capone dietro le sbarre, definì il massacro «il crimine più raccapricciante nella raccapricciante storia criminale di Chicago». Poliziotti e giornalisti percorsero in lungo e in largo l'intera area settentrionale della città interrogando i vicini in cerca della famosa Cadillac nera. Ma l'automobile era scomparsa, come se la terra l'avesse inghiottita.
power point a opera di
Bortone Rebecca Iorio Clementina Lemma Rosalia Mirra Diana Oliva Martina Petito Elena
Altri titoli..
La strage di San Valentino di Al Capone è anche il motivo centrale che muove la trama di "A qualcuno piace caldo". Jack Lemmon e Tony Curtis sono infatti dei musicisti, involontari testimoni del massacro costretti a travestirsi per sfuggire ai gangsters. Roger Corman, il re dei film di "serie B" a basso budget, voleva Orson Welles nei panni di Capone per il suo film che nel 1967 raccontò direttamente l'episodio criminale in "The San Valentine's Day Massacre". Il veto della Fox lo costrinse a ripiegare su Sam Robards. "C'era una volta in America" di Sergio Leone racconta i cinquanta anni di una epopea criminale che ha le sue radici proprio nella New York del proibizionismo in cui operano alcuni gangster ebrei.
Proibizionisti e industria
I proibizionisti trovarono un alleato nell’etica industriale. Nell’Ottocento gli Stati Uniti andarono incontro a un poderoso sviluppo industriale e nella classe dirigente si diffuse la convinzione che l’alcool danneggiasse l’economia, limitando non solo la produzione, perché gli operai che bevevano lavoravano peggio, ma anche i consumi, perché molti cittadini sperperavano denaro nei bar invece di acquistare beni durevoli. Nei primi decenni del Novecento alcuni importanti imprenditori, come John D. Rockfeller jr., Henry Ford e altri, si schierarono a favore del proibizionismo e finanziarono la Lega contro i saloon.
L’alcolismo era un problema sociale reale, soprattutto in alcuni settori della popolazione, e provocava delitti e violenze domestiche. Tuttavia, i proibizionisti esageravano la portata del problema e dipingevano il semplice consumo di bevande alcoliche come l’origine di tutti i mali del Paese. Il movimento era attivo soprattutto negli Stati del Sud e nei contesti rurali.