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IL DECAMERON, GIORNATA OTTAVA

Aurora Santagati

Created on March 29, 2024

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Transcript

Il Decameron, giornata 8

Magri Lorenzo, Santagati Aurora

01.Introduzione

Tema

Regina

Le beffe di qualunque genere (si ragiona di quelle beffe che tutto il giorno o donna ad uomo, o uomo a donna, o l'uno uomo all'altro si fanno)

Lauretta

Novelle 1 e 2

Nella prima novella Gulfardo chiede in prestito del denaro a Guasparruolo, accordandosi con la moglie di quest'ultimo di avere un rapporto intimo in cambio dei soldi ricevuti. Dopo aver ottenuto il denaro, Gulfardo, in presenza della moglie di Guasparruolo, afferma di averglielo restituito, mentre lei deve confermare la versione di lui.

Nella seconda novella il Prete da Varlungo ha un rapporto intimo con monna Belcolore e le lascia il suo mantello come pegno. Successivamente, compra da lei un mortaio e chiede indietro il mantello. Infine, restituisce nuovamente il mantello alla donna, in cambio del fatto che possano continuare a vedersi.

NOVELLA 3

CALANDRINO E L'ELITROPIA
  • A Firenze viveva un pittore chiamato Calandrino, uomo semplice e credulone, che trascorreva la maggior parte del tempo con Bruno e Buffalmacco, altri due pittori suoi amici;
  • A Firenze viveva anche Maso del Saggio, giovane sveglio, astuto e capace, che un giorno propose di fare uno scherzo a Calandrino;
  • Un giorno Maso, insieme ad un amico, cominciò a discutere delle virtù di diverse pietre, attirando l'attenzione dell'ingenuo Calandrino;
  • A Calandrino fu raccontato che dove si potevano trovare questi tipi di pietre, nella lontana terra di Bengodi, si legavano le vigne con le salsicce, c'era un monte di parmigiano grattugiato e scorreva un fiume di un vino di ottima qualità;
  • Calandrino, credendo nell'esistenza di un posto simile, ne rimase meravigliato, ma scoprì poi che per la sua lontananza da Firenze risultava a lui irraggiungibile;
  • Maso gli disse però che due tipi di quelle pietre virtuose si trovavano anche lì da quelle parti, tra cui l'elitropia, che rendeva invisibile chi la portasse con sé, di colore nero e grandezza variabile;
  • Calandrino chiamò Bruno e Buffalmacco, entrambi al corrente dello scherzo, e una domenica mattina si misero alla ricerca dell'elitropia, con la quale avrebbero potuto arricchirsi, rubando alle tavole dei ricchi banchieri fiorentini senza essere visti;
  • Dopo che Calandrino si fu riempito la veste di tutti i ciottoli neri che era riuscito a trovare, come si erano accordati, Bruno chiese a Buffalmacco dove si trovasse Calandrino, e Buffalmacco gli rispose che doveva essersene andato, dopo che aveva trovato la pietra, dopo le tante che aveva raccolto;
  • Calandrino, sentendo dire questo ai suoi amici e credendo così di essere veramente divenuto invisibile, si diresse verso casa, mentre quelli, maledicendolo per averli lasciati da soli, gli scagliavano addosso pietre, fingendo di lanciarle nel vuoto per la rabbia;
  • Calandrino non reagì alle pietre che l'avevano colpito e, superando il paese senza che nessuno gli rivolgesse parola, avvertiti dello scherzo, giunse a casa con il carico di pietre nella veste;
  • Entrato in casa incontrò la moglie, monna Tessa, che, essendo l'unica che non avevano avvertito dello scherzo, preoccupata del fatto che il marito fosse stato fuori casa tutta la mattina senza averla avvertita, si arrabbiò con lui;
  • Calandrino, furioso del fatto che la donna avesse rotto il sortilegio, la picchiò con violenza, ma venne poi fatto riappacificare dai due amici, che lo raggiunsero poco più tardi.

NOVELLA 3

CALANDRINO E L'ELITROPIA

Novelle 4 e 5

Nella quarta novella il parroco di Fiesole è innamorato di una vedova, Piccarda, ma non viene ricambiato. La donna gli organizza uno scherzo, facendogli passare la notte con Ciutazza, la sua cameriera brutta, invece che con lei. Alla fine il parroco viene scoperto dal vescovo e umiliato pubblicamente.

Nella quinta novella, a Firenze, tre giovani riescono a tirare giù i pantaloni al giudice marchigiano Niccola, distraendolo mentre si trova seduto al banco a svolgere il suo ruolo, lasciandolo imbarazzato e confuso.

Novelle 6 e 7

Nella sesta novella, Bruno e Buffalmacco ingannano Calandrino facendogli credere di aver rubato un maiale. Lo convincono a cercarlo usando galle di gengiovo e vernaccia, e gli danno due galle del cane, confettate in aloè, facendogli credere che siano le sue. Per evitare che lo svelino alla moglie, lo persuadono a ricomprare il maiale.

Nella settima novella, uno scolare ama una donna vedova che, innamorata di un altro, lo fa aspettare una notte d'inverno sulla neve. Successivamente, con l'aiuto di un suo consiglio, lui la mette in una torre, completamente nuda, durante tutto il giorno di mezzo luglio, esposta alle mosche, ai tafani e al sole.

Novelle 8, 9, 10

Nell'ottava novella, un uomo ha un rapporto intimo con la moglie dell'altro. Quando il secondo lo scopre, intraprende un inganno: con la sua stessa moglie, rinchiudono l'amico in una cassa. Poi, sopra la cassa, mentre il primo è dentro, il secondo ha un rapporto con la moglie dell'altro.

Nella nona novella, il maestro Simone viene ingannato da Bruno e Buffalmacco, facendogli credere di far parte di un gruppo che si riunisce di notte in un luogo specifico. In realtà, Buffalmacco lo getta in una fossa e lo abbandona.

Nella decima novella, una donna siciliana abilmente sottrae al mercante ciò che ha portato a Palermo; lui, fingendo di essere tornato con più mercanzie, le prende del denaro in cambio, ma lei gli restituisce solo acqua e pece.

Conclusione

Lauretta, finita l’ultima novella, si alzò e diede la corona ad Emilia che impose per il giorno dopo un tema vario. I ragazzi dopo aver mangiato e svagato se ne vanno a dormire.