PSICOLOGIA UMANISTICA
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Psicologia umanistica
“Mi rendo conto che se fossi stabile, costante o statico, vivrei come un cadavere. Accetto così la confusione, l’incertezza, la paura e gli alti e bassi della vita emotiva, perché sono il prezzo che pago volontariamente per una vita fluttuante, intensa e stimolante”.
Carl Rogers
La psicologia umanistica è un indirizzo psicologico sorto negli Stati Uniti, secondo il quale non sono le pulsioni istintuali a motivare il soggetto, ma il bisogno di conoscere e di esprimersi. Il termine “psicologia umanistica” fu coniato nel 1962 grazie ad Abraham Maslow, che fondò l’Associazione di Psicologia Umanistica, il cui programma prevedeva di studiare le dinamiche emozionali e le caratteristiche comportamentali al fine di un’esistenza umana e piena e vitale.
Il manifesto dell1’Associazione di Psicologia Umanistica prevedeva alcuni punti fondamentali:
- l’elemento primario della psicoterapia è la persona, studiata nella sua interezza come oggetto e strumento di indagine.
- È necessario valorizzare l’autorealizzazione, la creatività, le scelte.
- Valorizzazione della dignità della persona e dello sviluppo del suo potenziale latente (ciò che c’è ma non si è ancora manifestato). Grazie alle iniziative di Maslow e Rogers nacquero nuove correnti psicoterapeutiche (rogersiana, bioenergetica, analisi transazionale). Un’altra innovazione apportata della scuola umanistica è il metodo della terapia di gruppo.
Le radici della psicologia umanistica si trovano nella corrente filosofica dell’esistenzialismo europeo, in autori quali:
Jean Paul Sartre
“L’uomo nasce libero, responsabile e senza scuse”.
Jean Jacques Rousseau
“L’uomo è buono per natura, è la società a corromperlo”.
Erich Fromm
“Se io sono quello che ho e perdo quello che ho, allora chi sono?”.
Principali precursori della psicologia umanistica
Abraham Maslow e Carl Rogers possono essere considerati i principali precursori della psicologia umanistica: Abraham Maslow è innanzitutto conosciuto per la famosa “Piramide di Maslow” con cui stabilisce una gerarchia con diversi livelli delle necessità umane, a partire da quelle di base (necessità fisiologiche) fino ad arrivare al vertice dove si trova l’autorealizzazione. Quello di autorealizzazione è un concetto che Maslow utilizza per riferirsi ad un individuo che ha soddisfatto tutte le sue necessità e raggiunge uno stadio di sviluppo del suo impulso vitale.
Carl Rogers, invece, ha una visione innovativa della terapia che favorisce una relazione più diretta con il “cliente” (termine che ha coniato all’interno dell’ambito psicologico e che considera più adeguato di “paziente”). Nel libro “Terapia centrata sul cliente”, Rogers mostra come nella sua esperienza clinica egli rifiuti le tecniche tradizionali, puntando ad una relazione di vicinanza con i suoi clienti, favorendo l’incontro di se stessi.
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Terapia centrata sul cliente
Terapia centrata sul cliente
Il suo contributo alla psicologia da questa prospettiva è di grande valore, infatti considera l’individuo in grado di trovare dentro di sé tutte le risorse necessarie per mantenere un equilibrio nella sua vita.
Secondo Rogers, le persone che si sentono male è perché sono “addormentate” ed è necessario che si risveglino attraverso la saggezza interiore. Il terapeuta serve loro da guida per trovare dentro di sé le risposte. Confida nella capacità autoguaritrice di ciascun individuo.
Terapia centrata sul cliente
Il metodo suggerito da Rogers è la terapia non direttiva, che consiste nel tenere sempre conto delle tendenze vitali dell’individuo e nel limitarsi a creare nel paziente le condizioni necessarie a favorirne la crescita, attraverso un rapporto empatico, cioè immedesimandosi nelle emozioni e nei sentimenti provati dall’altro. In particolare con il termine empatia si intende una comprensione profonda e totale, finalizzata ad una immedesimazione nella personale esperienza dell’altro e a viverla come se fosse la propria.
Relazione empatica
Lo stesso Rogers indicò gli elementi fondamentali perché si possa creare una relazione empatica: • Credere nell’autenticità del modo di essere dell’individuo, riguardo a se stesso e all’ambiente in cui si trova a vivere. È importante cioè permettere a noi stessi di essere realmente ciò che siamo, senza mantenere a tutti i costi una “facciata”. • Considerare come estremamente positiva la possibilità di comprendere un’altra persona: l’accettazione di noi stessi presuppone l’accettazione piena e completa dell’altro. Generalmente, osserva Rogers, la nostra prima reazione di fronte all’affermazione di un altro è una valutazione di giudizio anziché uno sforzo di comprensione; se invece noi riusciamo a capire una persona, possiamo essere effettivamente cambiati da quello che abbiamo compreso, oltre che far capire all’altro che non è solo. • Convincersi che la valutazione degli altri non serve da guida: i giudizi altrui devono essere ascoltati, ma non possono guidare il nostro comportamento condizionandoci in modo eccessivo.
Caratteristiche della psicologia umanistica
– Contempla una prospettiva amplia e olistica, vale a dire, si caratterizza per il fatto di considerare la persona nel suo insieme, in maniera globale, dando ad ogni aspetto la stessa rilevanza. I pensieri, il corpo, le emozioni e l’ambito spirituale si relazionano tra loro e si influenzano a vicenda. Sono la via principale affinché l’individuo trovi se stesso.
Caratteristiche della psicologia umanistica
– L’esistenza umana si inserisce in un contesto interpersonale, per cui è importante e necessario stabilire una relazione con gli altri, tenendo in considerazione le circostanze in cui si verifica per lo sviluppo individuale dell’essere umano.
– Le persone hanno la capacità di prendere le proprie decisioni, di assumersi le proprie responsabilità e di intraprendere uno sviluppo per quanto riguarda le loro potenzialità. – Viene favorito e facilitato lo sviluppo personale. Lo psicologo serve da strumento all’individuo, in modo che possa arrivare a comprendersi e svilupparsi attraverso le proprie capacità. – Le persone ha una tendenza innata all’autorealizzazione. L’essere umano può affidarsi alla saggezza del suo io interiore, la guarigione è nelle risposte che cela dentro di sé. Per questo è importante che capisca che non è necessario controllare tutto quello che lo circonda o reprimere le emozioni.
La psicologia umanistica è centrata sull’individuo visto da una prospettiva globale, considerando che tutti gli aspetti che compongono l’essere umano hanno la stessa importanza. L’essere umano è considerato come un individuo unico, responsabile della sua stessa esperienza, in grado di rendersi conto delle risorse che ha a disposizione per svilupparsi, crescere, scoprire le proprie potenzialità e raggiungere l’autorealizzazione.
La facilitazione del processo di apprendimento La teoria fornita dalla psicologia umanistica è stata utilizzata anche in ambito educativo e didattico. A questo proposito l’insegnante ha il compito di facilitare il processo di apprendimento e di crescita della personalità dei discenti, come il terapeuta si propone al cliente.
L’insegnante facilitatore, una volta valutato il clima iniziale all’interno del gruppo classe, accorda la massima fiducia sia all’interno del gruppo sia ai singoli allievi, chiarendone preliminarmente i propositi e facendo affidamento sul loro desiderio e sulla loro motivazione di proseguire quegli scopi che hanno un reale significato. Un’altra sua importante funzione consiste nell’organizzare e nel mettere a disposizione degli allievi tutti quei sussidi didattici necessari per l’apprendimento, considerando se stesso come un mezzo a disposizione del gruppo-classe e proponendosi, quindi, come un docente partecipe, un membro del gruppo; egli, pertanto, non ha un atteggiamento impositivo, in quanto partecipa pienamente all’attività scolastica, condividendo sentimenti, esperienze, reazioni, ecc..
È necessario segnalare due conseguenze dirette di tale tipo di esperienza: l’autocentrismo del discente e la libertà nell’apprendimento. è È il discente, infatti, ad essere al centro del processo di apprendimento, in quanto quest’ultimo finalizzato al raggiungimento dell’autorealizzazione e dell’autoaffermazione di ogni singolo alunno, in un clima scolastico caratterizzato da fiducia reciproca e dal dialogo. La libertà di apprendimento si manifesta come una liberazione della curiosità dello studente che, così facendo, ricerca, non limitandosi alla memorizzazione di nozioni. Così l’apprendimento diventa una conquista personale, non imposta dall’esterno, e assume un significato formativo nell’ambito dell’esperienza individuale .
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Psicologia Umanistica
FERNANDA PLESCIA
Created on March 28, 2024
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Psicologia umanistica
“Mi rendo conto che se fossi stabile, costante o statico, vivrei come un cadavere. Accetto così la confusione, l’incertezza, la paura e gli alti e bassi della vita emotiva, perché sono il prezzo che pago volontariamente per una vita fluttuante, intensa e stimolante”. Carl Rogers
La psicologia umanistica è un indirizzo psicologico sorto negli Stati Uniti, secondo il quale non sono le pulsioni istintuali a motivare il soggetto, ma il bisogno di conoscere e di esprimersi. Il termine “psicologia umanistica” fu coniato nel 1962 grazie ad Abraham Maslow, che fondò l’Associazione di Psicologia Umanistica, il cui programma prevedeva di studiare le dinamiche emozionali e le caratteristiche comportamentali al fine di un’esistenza umana e piena e vitale.
Il manifesto dell1’Associazione di Psicologia Umanistica prevedeva alcuni punti fondamentali:
Le radici della psicologia umanistica si trovano nella corrente filosofica dell’esistenzialismo europeo, in autori quali: Jean Paul Sartre “L’uomo nasce libero, responsabile e senza scuse”. Jean Jacques Rousseau “L’uomo è buono per natura, è la società a corromperlo”. Erich Fromm “Se io sono quello che ho e perdo quello che ho, allora chi sono?”.
Principali precursori della psicologia umanistica
Abraham Maslow e Carl Rogers possono essere considerati i principali precursori della psicologia umanistica: Abraham Maslow è innanzitutto conosciuto per la famosa “Piramide di Maslow” con cui stabilisce una gerarchia con diversi livelli delle necessità umane, a partire da quelle di base (necessità fisiologiche) fino ad arrivare al vertice dove si trova l’autorealizzazione. Quello di autorealizzazione è un concetto che Maslow utilizza per riferirsi ad un individuo che ha soddisfatto tutte le sue necessità e raggiunge uno stadio di sviluppo del suo impulso vitale.
Carl Rogers, invece, ha una visione innovativa della terapia che favorisce una relazione più diretta con il “cliente” (termine che ha coniato all’interno dell’ambito psicologico e che considera più adeguato di “paziente”). Nel libro “Terapia centrata sul cliente”, Rogers mostra come nella sua esperienza clinica egli rifiuti le tecniche tradizionali, puntando ad una relazione di vicinanza con i suoi clienti, favorendo l’incontro di se stessi.
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Terapia centrata sul cliente
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Il suo contributo alla psicologia da questa prospettiva è di grande valore, infatti considera l’individuo in grado di trovare dentro di sé tutte le risorse necessarie per mantenere un equilibrio nella sua vita. Secondo Rogers, le persone che si sentono male è perché sono “addormentate” ed è necessario che si risveglino attraverso la saggezza interiore. Il terapeuta serve loro da guida per trovare dentro di sé le risposte. Confida nella capacità autoguaritrice di ciascun individuo.
Terapia centrata sul cliente
Il metodo suggerito da Rogers è la terapia non direttiva, che consiste nel tenere sempre conto delle tendenze vitali dell’individuo e nel limitarsi a creare nel paziente le condizioni necessarie a favorirne la crescita, attraverso un rapporto empatico, cioè immedesimandosi nelle emozioni e nei sentimenti provati dall’altro. In particolare con il termine empatia si intende una comprensione profonda e totale, finalizzata ad una immedesimazione nella personale esperienza dell’altro e a viverla come se fosse la propria.
Relazione empatica
Lo stesso Rogers indicò gli elementi fondamentali perché si possa creare una relazione empatica: • Credere nell’autenticità del modo di essere dell’individuo, riguardo a se stesso e all’ambiente in cui si trova a vivere. È importante cioè permettere a noi stessi di essere realmente ciò che siamo, senza mantenere a tutti i costi una “facciata”. • Considerare come estremamente positiva la possibilità di comprendere un’altra persona: l’accettazione di noi stessi presuppone l’accettazione piena e completa dell’altro. Generalmente, osserva Rogers, la nostra prima reazione di fronte all’affermazione di un altro è una valutazione di giudizio anziché uno sforzo di comprensione; se invece noi riusciamo a capire una persona, possiamo essere effettivamente cambiati da quello che abbiamo compreso, oltre che far capire all’altro che non è solo. • Convincersi che la valutazione degli altri non serve da guida: i giudizi altrui devono essere ascoltati, ma non possono guidare il nostro comportamento condizionandoci in modo eccessivo.
Caratteristiche della psicologia umanistica
– Contempla una prospettiva amplia e olistica, vale a dire, si caratterizza per il fatto di considerare la persona nel suo insieme, in maniera globale, dando ad ogni aspetto la stessa rilevanza. I pensieri, il corpo, le emozioni e l’ambito spirituale si relazionano tra loro e si influenzano a vicenda. Sono la via principale affinché l’individuo trovi se stesso.
Caratteristiche della psicologia umanistica
– L’esistenza umana si inserisce in un contesto interpersonale, per cui è importante e necessario stabilire una relazione con gli altri, tenendo in considerazione le circostanze in cui si verifica per lo sviluppo individuale dell’essere umano.
– Le persone hanno la capacità di prendere le proprie decisioni, di assumersi le proprie responsabilità e di intraprendere uno sviluppo per quanto riguarda le loro potenzialità. – Viene favorito e facilitato lo sviluppo personale. Lo psicologo serve da strumento all’individuo, in modo che possa arrivare a comprendersi e svilupparsi attraverso le proprie capacità. – Le persone ha una tendenza innata all’autorealizzazione. L’essere umano può affidarsi alla saggezza del suo io interiore, la guarigione è nelle risposte che cela dentro di sé. Per questo è importante che capisca che non è necessario controllare tutto quello che lo circonda o reprimere le emozioni.
La psicologia umanistica è centrata sull’individuo visto da una prospettiva globale, considerando che tutti gli aspetti che compongono l’essere umano hanno la stessa importanza. L’essere umano è considerato come un individuo unico, responsabile della sua stessa esperienza, in grado di rendersi conto delle risorse che ha a disposizione per svilupparsi, crescere, scoprire le proprie potenzialità e raggiungere l’autorealizzazione.
La facilitazione del processo di apprendimento La teoria fornita dalla psicologia umanistica è stata utilizzata anche in ambito educativo e didattico. A questo proposito l’insegnante ha il compito di facilitare il processo di apprendimento e di crescita della personalità dei discenti, come il terapeuta si propone al cliente.
L’insegnante facilitatore, una volta valutato il clima iniziale all’interno del gruppo classe, accorda la massima fiducia sia all’interno del gruppo sia ai singoli allievi, chiarendone preliminarmente i propositi e facendo affidamento sul loro desiderio e sulla loro motivazione di proseguire quegli scopi che hanno un reale significato. Un’altra sua importante funzione consiste nell’organizzare e nel mettere a disposizione degli allievi tutti quei sussidi didattici necessari per l’apprendimento, considerando se stesso come un mezzo a disposizione del gruppo-classe e proponendosi, quindi, come un docente partecipe, un membro del gruppo; egli, pertanto, non ha un atteggiamento impositivo, in quanto partecipa pienamente all’attività scolastica, condividendo sentimenti, esperienze, reazioni, ecc..
È necessario segnalare due conseguenze dirette di tale tipo di esperienza: l’autocentrismo del discente e la libertà nell’apprendimento. è È il discente, infatti, ad essere al centro del processo di apprendimento, in quanto quest’ultimo finalizzato al raggiungimento dell’autorealizzazione e dell’autoaffermazione di ogni singolo alunno, in un clima scolastico caratterizzato da fiducia reciproca e dal dialogo. La libertà di apprendimento si manifesta come una liberazione della curiosità dello studente che, così facendo, ricerca, non limitandosi alla memorizzazione di nozioni. Così l’apprendimento diventa una conquista personale, non imposta dall’esterno, e assume un significato formativo nell’ambito dell’esperienza individuale .
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