storia dello sport
rizzo valeria, siciliano gaetana, valenti costanza
1811
suola tedesca
Ad aprire, le porte delle aule dedicate all'educazione fisica fu Friedrich Jahn (1778-1852) che fondò nel 1811 a Berlino la prima palestra all'aperto. Fu il primo a cercare di classificare i vari esercizi, inventando nuovi attrezzi come la sbarra fissa, iI cavallo e le parallele, ancora oggi chiamati grandi attrezzi. Egli non era animato esclusivamente da intenti pedagogici, ma era spinto da ragioni politiche e nazionalistiche: mirava, infatti, a formare una generazione sana, robusta e preparata che potesse prendere parte attivamente al processo di unificazione della Germania: il metodo d'insegnamento di Jahn era basato principalmente sulla forza al fine di ottenere la resistenza alla fatica e al dolore. Con queste premesse l'occasione dello sport non rappresentò più, quindi, semplice esercizio fisico, ma divenne strumento di socialità per consolidare quell'identità nazionale che favorì la costituzione del Reich tedesco nel 1848.
1814
scuola svedese
il medico svedese Pehr Henrik Ling ideò un metodo ginnico per sviluppare il corpo, tenendo conto non solo delle prestazioni da raggiungere, ma dell'individualità della persona e delle sue possibilità. Scopo fondamentale di questo metodo era riuscire a rendere robusti i deboli e dar forza e agilità ai sani, permettendo di recuperare e mantenere la salute, prevenendo le malattie, grazie a un'attività fisica adatta al bisogni dell'organismo. Nacque cosi nel 1814 l'istituto Ginnastico di Stoccolma. Proprio a lui dobbiamo l'invenzione di due attrezzi presenti in tutte le palestre scolastiche: la spalliera e il quadro svedese: era convinto che l'esercizio fisico potesse produrre svariati effetti benefici come agevolare uno sviluppo corporeo armonico, favorire il mantenimento della salute, prevenire le malattie e ricondurre alla normalità funzionale le parti del corpo che l'avessero perduta. Sembra che lo stesso Ling fosse riuscito a guarire da una semiparalisi al braccio destro. In breve tempo gli attrezzi e il metodo di Ling si diffusero prima negli Stati Uniti e poi in tutta Europa.
scuola inglese
Un approccio completamente differente da quanto analizzato fino a ora fu quello seguito dall'inglese Thomas Arnold (1796-1847). Arnold perseguiva tre obiettivi principali, ossia lo sviluppo dei ragazzi dal punto di vista sia psico-fisico sia morale sia sia sociale. Da questa combinazione nacque anche il concetto innovativo per l'epoca del fair play, inteso come correttezza e lealtà nella pratica sportiva e come rispetto delle regole e degli avversari. Nasceva la prima associazione sportiva, la Football Association, uno strumento per la definizione di regole comuni e condivise per la pratica del gioco del calcio.
l'inventore della palla rotonda
Richard Landon (1816-1887) era un abile calzolaio inglese che lavorava il cuoio per confezionare scarpe e stivali. La sua bottega si trovava gusto di fronte alla Rugby School e, lavorando, gli capitava spesso di vedere i ragazzi che giocavano a calcio o rugby nel cortili dalla scuola, ai quali spesso risuolava le scarpe e cuciva palloni. La palla con cui giocavano gli studenti in quegli anni non era perfettamente sferica ma a forma di pera, poiché era realizzata con vesciche di maiale gonfiate con l'ausilio di una cannuccia di argilla e ricoperte con una guaina in cuio. La produzione dei palloni non era priva di pericoli se la vescica di maiale era infetta, poteva contagiare e uccidere la persona che doveva gonfiarla: in questo modo Lindon aveva perso sua moglie. Egil s'impegno allora nella ricerca di materiali alternativi e scoprì che la palla poteva essere realizzata con una camera d'aria in caucсіù, gonfiata con un'apposita pompa con siringa in ottone ricoperta di cuoio. In questo modo le palle avevano una miglior capacità di rimbalzo e soprattutto erano perfettamente tonde
la rivoluzione delle due ruote
Il rapido progresso tecnologico, si diffuse con la Seconda Rivoluzione industriale, introducendo un modo completamente nuovo di lavorare ma anche di trascorrere il proprio tempo libero. La bicicletta rappresentò uno degli elementi rappresentativi di questo cambiamento. Nata dall'evoluzione dei primi velocipedi apparsi in Francia questo mezzo si trasformò rapidamente diventando sempre più funzionale e di semplice utilizzo, conquistando le classi più povere come quelle più abbienti. La stessa regina Vittoria ne possedeva una. La sua popolarità fu avvantaggiata anche dal progressivo abbassarsi dei prezzi. La bicicletta riuniva così in un unico strumento sia un mezzo di trasporto alla portata di tutti sia un'occasione di svago e benefica attività fisica, fino a diventare un vero e proprio simbolo di democrazia. Presto anche le associazioni si interessarono al fenomeno: Tour de France (1903) e il Giro d'Italia (1909)
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origine delle olimpiadi
I Greci basavano la loro educazione e la loro cultura sullo sviluppo e la gagliardìa fisica, ritenuta fondamentale per lo sviluppo mentale. La conseguenza più importante di questo pulsare di attività fisica fu, senza dubbio, la nascita di una grande manifestazione sportiva, disputata per la prima volta a Olimpia, che prese appunto il nome di Olimpiade. Era l’anno 776 a.C. e da quella data, ogni 4 anni, i giochi Olimpici vennero disputati fino al 393 d.C., divenendo così il punto di riferimento costante per migliaia di atleti che si misuravano nelle varie specialità.Le competizioni erano molto simili a quelle di oggi: la corsa veloce, la corsa di resistenza, il pugilato, la lotta, il pancrazio (lotta e pugilato), la corsa dei cavalli e il pentathlon, che nutriva il maggior numero di spettatori. Esso era costituito da cinque gare atletiche: la corsa, il salto, il lancio del disco, del giavellotto e la lotta.
la rinascita delle olimpiadi
L'interesse e la passione per lo sport si fecero sempre più internazionali e in questo clima Pietre de Coubertin riportò in vita le antiche Olimpiadi recuperando il mito di una classicità perduta e infondendogli nuova linfa grazie agli ideali sportivi dell'epoca. Lo scopo era duplice: creare un grande evento capace di dare rilievo allo sport come strumento di pace e fratellanza e, contemporaneamente, allenare e addestrare una nuova generazione di giovani atleti. Nel 1896 ad Atene, dopo oltre 15 secoli di assenza, l'ultima edizione delle Olimpiadi antiche era stata, infatti nel 383 d.C., i Giochi Olimpici tornarono a riempire gli stadi greci. Per l'organizzazione dei nuovi Giochi venne istituito nel 1894 il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) reperendo i fondi necessari nonostante la grave crisi economica che affliggeva la Grecia in quegli anni. Il motto delle Olimpiadi moderne fu la massima latina "citius, altius, fortius"(più veloce, più alto, più forte) come esortazione agli atleti a dare il loro meglio.Ai Giochi di Atene 1896 parteciparono 250 atleti
non e' un olimpiade per donne
Il regolamento della prima edizione dei Giochi olimpici escluse categoricamente la partecipazione delle donne dalle competizioni su volere di De Coubertin che influenzato dalla rigida mentalità puritana dell'epoca vittoriana, concepiva il genere femminile come inferiore a quello maschile, convinto che la partecipazione delle donne dovessero essere bandite dal programma olimpico, perché la loro partecipazione sarebbe stata "poco pratica, priva di interessi, antiestetica e scorretta"Per fortuna tale divieto fu infranto già nella seconda edizione dei Giochi alle Olimpiadi di Parigi del 1900, dove le donne poterono concorrere in discipline come il tennis su prato e il golf; fino ad arrivare alle Olimpiadi di Londra 2012, quando, con l'introduzione della boxe femminile, più nessuno sport fu precluso alla partecipazione femminile.
il fascismo e lo sport
Con l'avvento del fascismo e con la salita al potere di Mussolini nell'ottobre del 1922, maggiore importanza venne riservata allo sport, in quanto lo stesso movimento fascista nasceva da un bisogno di azione. Mussolini fu il primo politico a dare di sè un'immagine di uomo sportivo. Pochi anni dopo l'instaurazione del regime totalitario, iniziò ad occuparsi dell'educazione sia fisica che morale dei giovani italiani fascisti, svolgendo il suo ruolo anche nell'ambito scolastico dell'educazione fisica: l'Opera Nazionale Balilla (da 6 a 18 anni) e i GUF (dai 19 in poi). Il compito dell'ONB, come recita il regolamento ufficiale dell'organizzazione, era quello di infondere nei giovani il sentimento della disciplina: dovevano portare rispetto ed obbedienza ai propri comandanti, erano obbligati a fare il saluto romano ai superiori e a portare l'uniforme. I GUF potevano partecipare ai Littorali dello sport, istituiti nel 1932. Essi erano scelti tramite selezioni provinciali. All'inizio della competizione, gli atleti dovevano pronunciare il giuramento: “Combatterò per superare tutte le prove per conquistare tutti i primati con il vigore sui campi agonali [...], combatterò per vincere nel nome d'Italia. Così combatterò come il Duce comanda. Lo giuro!” I vincitori nelle varie discipline si sfidavano poi nei Littoriali nazionali, la cui vittoria valeva il titolo di “Littore d'Italia”. In premio i Littori d'Italia ricevevano un distintivo in oro che riproduceva la “M” di Mussolini.
sport moderno
Fin qui abbiamo parlato dello sport praticato ai massimi livelli, di cui la gente comune è semplice pubblico. L'attività sportiva, però, ha vissuto nel corso del XX secolo una vera e propria trasformazione che l'ha portata a diventare da occupazione elitaria a vero e proprio fenomeno di massa. Un benessere sempre più diffuso, partecipando anche ai cambiamenti nelle abitudini di vita. Se alla vigilia degli anni Sessanta, in Italia, solo il 2,6% della popolazione praticava un qualche tipo di attività sportiva, già a metà degli anni Ottanta la percentuale era decuplicata superando il 22%. Oggi il nostro Paese è tra i più pigri d'Europa, ma la fetta di popolazione che si dedica in modo più o meno continuativo a un qualche tipo di sport è comunque superiore al 35%. Non solo calcio: sport un tempo prerogativa delle classi più agiate come il tennis e lo sci si sono ormai trasformati in attività di massa, È stata soprattutto la diffusione del fitness a partire dagli anni Settanta-Ottanta a cambiare radicalmente il modo di concepire e vivere lo sport. Oggi sono attive in Italia oltre 7 mila palestre. Operando a 360 gradi, il wellness richiede competenze specifiche in ambiti anche molto diversi tra loro e, sempre più spesso, chi vuole intraprendere questo percorso si affida a personale qualificato come i personal trainer. Più di un semplice allenatore, il personal trainer ha anche nozioni da nutrizionista e agisce come motivatore per stimolare il miglior equilibrio tra corpo e mente.
discipline prime olimpiadi moderne
Tutte le discipline delle prime Olimpiadi moderneTra le prove di abilità si disputarono gare di tiro a segno con carabina e pistola, mentre tra le prove di forza vennero inclusi il sollevamento pesi e la lotta greco-romanа, ma non venne ammesso il pugilato, considerato uno sport poco noble. Tra gli sport pia popolari, praticati soprattutto dalle classi medio-basse, vennero inserite gare ciclismo, sia su pista su strada, di ginnastica e nuoto. Gli sport di squadra, come il cricket, & rugby e calcio non vennero pervenuti dal programma ufficiale, ma si giocarono alcune partite non ufficiali a margine dell'evento. Alcuni problemi tecnici legati alla mancanza di in frastrutture adeguate e al maltempo impedirono lo svolgimento delle gare di pattinaggio e di vela. In totale si svolsero 43 competizioni che videro primeggiare sportivi americani, greci e tedeschi. Proprio quella tedesca era la squadra meglio organizzata, gli americani, invece, ottennero i migliori risultati nelle gare di atletica.
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Storia dello sport
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storia dello sport
rizzo valeria, siciliano gaetana, valenti costanza
1811
suola tedesca
Ad aprire, le porte delle aule dedicate all'educazione fisica fu Friedrich Jahn (1778-1852) che fondò nel 1811 a Berlino la prima palestra all'aperto. Fu il primo a cercare di classificare i vari esercizi, inventando nuovi attrezzi come la sbarra fissa, iI cavallo e le parallele, ancora oggi chiamati grandi attrezzi. Egli non era animato esclusivamente da intenti pedagogici, ma era spinto da ragioni politiche e nazionalistiche: mirava, infatti, a formare una generazione sana, robusta e preparata che potesse prendere parte attivamente al processo di unificazione della Germania: il metodo d'insegnamento di Jahn era basato principalmente sulla forza al fine di ottenere la resistenza alla fatica e al dolore. Con queste premesse l'occasione dello sport non rappresentò più, quindi, semplice esercizio fisico, ma divenne strumento di socialità per consolidare quell'identità nazionale che favorì la costituzione del Reich tedesco nel 1848.
1814
scuola svedese
il medico svedese Pehr Henrik Ling ideò un metodo ginnico per sviluppare il corpo, tenendo conto non solo delle prestazioni da raggiungere, ma dell'individualità della persona e delle sue possibilità. Scopo fondamentale di questo metodo era riuscire a rendere robusti i deboli e dar forza e agilità ai sani, permettendo di recuperare e mantenere la salute, prevenendo le malattie, grazie a un'attività fisica adatta al bisogni dell'organismo. Nacque cosi nel 1814 l'istituto Ginnastico di Stoccolma. Proprio a lui dobbiamo l'invenzione di due attrezzi presenti in tutte le palestre scolastiche: la spalliera e il quadro svedese: era convinto che l'esercizio fisico potesse produrre svariati effetti benefici come agevolare uno sviluppo corporeo armonico, favorire il mantenimento della salute, prevenire le malattie e ricondurre alla normalità funzionale le parti del corpo che l'avessero perduta. Sembra che lo stesso Ling fosse riuscito a guarire da una semiparalisi al braccio destro. In breve tempo gli attrezzi e il metodo di Ling si diffusero prima negli Stati Uniti e poi in tutta Europa.
scuola inglese
Un approccio completamente differente da quanto analizzato fino a ora fu quello seguito dall'inglese Thomas Arnold (1796-1847). Arnold perseguiva tre obiettivi principali, ossia lo sviluppo dei ragazzi dal punto di vista sia psico-fisico sia morale sia sia sociale. Da questa combinazione nacque anche il concetto innovativo per l'epoca del fair play, inteso come correttezza e lealtà nella pratica sportiva e come rispetto delle regole e degli avversari. Nasceva la prima associazione sportiva, la Football Association, uno strumento per la definizione di regole comuni e condivise per la pratica del gioco del calcio.
l'inventore della palla rotonda
Richard Landon (1816-1887) era un abile calzolaio inglese che lavorava il cuoio per confezionare scarpe e stivali. La sua bottega si trovava gusto di fronte alla Rugby School e, lavorando, gli capitava spesso di vedere i ragazzi che giocavano a calcio o rugby nel cortili dalla scuola, ai quali spesso risuolava le scarpe e cuciva palloni. La palla con cui giocavano gli studenti in quegli anni non era perfettamente sferica ma a forma di pera, poiché era realizzata con vesciche di maiale gonfiate con l'ausilio di una cannuccia di argilla e ricoperte con una guaina in cuio. La produzione dei palloni non era priva di pericoli se la vescica di maiale era infetta, poteva contagiare e uccidere la persona che doveva gonfiarla: in questo modo Lindon aveva perso sua moglie. Egil s'impegno allora nella ricerca di materiali alternativi e scoprì che la palla poteva essere realizzata con una camera d'aria in caucсіù, gonfiata con un'apposita pompa con siringa in ottone ricoperta di cuoio. In questo modo le palle avevano una miglior capacità di rimbalzo e soprattutto erano perfettamente tonde
la rivoluzione delle due ruote
Il rapido progresso tecnologico, si diffuse con la Seconda Rivoluzione industriale, introducendo un modo completamente nuovo di lavorare ma anche di trascorrere il proprio tempo libero. La bicicletta rappresentò uno degli elementi rappresentativi di questo cambiamento. Nata dall'evoluzione dei primi velocipedi apparsi in Francia questo mezzo si trasformò rapidamente diventando sempre più funzionale e di semplice utilizzo, conquistando le classi più povere come quelle più abbienti. La stessa regina Vittoria ne possedeva una. La sua popolarità fu avvantaggiata anche dal progressivo abbassarsi dei prezzi. La bicicletta riuniva così in un unico strumento sia un mezzo di trasporto alla portata di tutti sia un'occasione di svago e benefica attività fisica, fino a diventare un vero e proprio simbolo di democrazia. Presto anche le associazioni si interessarono al fenomeno: Tour de France (1903) e il Giro d'Italia (1909)
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origine delle olimpiadi
I Greci basavano la loro educazione e la loro cultura sullo sviluppo e la gagliardìa fisica, ritenuta fondamentale per lo sviluppo mentale. La conseguenza più importante di questo pulsare di attività fisica fu, senza dubbio, la nascita di una grande manifestazione sportiva, disputata per la prima volta a Olimpia, che prese appunto il nome di Olimpiade. Era l’anno 776 a.C. e da quella data, ogni 4 anni, i giochi Olimpici vennero disputati fino al 393 d.C., divenendo così il punto di riferimento costante per migliaia di atleti che si misuravano nelle varie specialità.Le competizioni erano molto simili a quelle di oggi: la corsa veloce, la corsa di resistenza, il pugilato, la lotta, il pancrazio (lotta e pugilato), la corsa dei cavalli e il pentathlon, che nutriva il maggior numero di spettatori. Esso era costituito da cinque gare atletiche: la corsa, il salto, il lancio del disco, del giavellotto e la lotta.
la rinascita delle olimpiadi
L'interesse e la passione per lo sport si fecero sempre più internazionali e in questo clima Pietre de Coubertin riportò in vita le antiche Olimpiadi recuperando il mito di una classicità perduta e infondendogli nuova linfa grazie agli ideali sportivi dell'epoca. Lo scopo era duplice: creare un grande evento capace di dare rilievo allo sport come strumento di pace e fratellanza e, contemporaneamente, allenare e addestrare una nuova generazione di giovani atleti. Nel 1896 ad Atene, dopo oltre 15 secoli di assenza, l'ultima edizione delle Olimpiadi antiche era stata, infatti nel 383 d.C., i Giochi Olimpici tornarono a riempire gli stadi greci. Per l'organizzazione dei nuovi Giochi venne istituito nel 1894 il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) reperendo i fondi necessari nonostante la grave crisi economica che affliggeva la Grecia in quegli anni. Il motto delle Olimpiadi moderne fu la massima latina "citius, altius, fortius"(più veloce, più alto, più forte) come esortazione agli atleti a dare il loro meglio.Ai Giochi di Atene 1896 parteciparono 250 atleti
non e' un olimpiade per donne
Il regolamento della prima edizione dei Giochi olimpici escluse categoricamente la partecipazione delle donne dalle competizioni su volere di De Coubertin che influenzato dalla rigida mentalità puritana dell'epoca vittoriana, concepiva il genere femminile come inferiore a quello maschile, convinto che la partecipazione delle donne dovessero essere bandite dal programma olimpico, perché la loro partecipazione sarebbe stata "poco pratica, priva di interessi, antiestetica e scorretta"Per fortuna tale divieto fu infranto già nella seconda edizione dei Giochi alle Olimpiadi di Parigi del 1900, dove le donne poterono concorrere in discipline come il tennis su prato e il golf; fino ad arrivare alle Olimpiadi di Londra 2012, quando, con l'introduzione della boxe femminile, più nessuno sport fu precluso alla partecipazione femminile.
il fascismo e lo sport
Con l'avvento del fascismo e con la salita al potere di Mussolini nell'ottobre del 1922, maggiore importanza venne riservata allo sport, in quanto lo stesso movimento fascista nasceva da un bisogno di azione. Mussolini fu il primo politico a dare di sè un'immagine di uomo sportivo. Pochi anni dopo l'instaurazione del regime totalitario, iniziò ad occuparsi dell'educazione sia fisica che morale dei giovani italiani fascisti, svolgendo il suo ruolo anche nell'ambito scolastico dell'educazione fisica: l'Opera Nazionale Balilla (da 6 a 18 anni) e i GUF (dai 19 in poi). Il compito dell'ONB, come recita il regolamento ufficiale dell'organizzazione, era quello di infondere nei giovani il sentimento della disciplina: dovevano portare rispetto ed obbedienza ai propri comandanti, erano obbligati a fare il saluto romano ai superiori e a portare l'uniforme. I GUF potevano partecipare ai Littorali dello sport, istituiti nel 1932. Essi erano scelti tramite selezioni provinciali. All'inizio della competizione, gli atleti dovevano pronunciare il giuramento: “Combatterò per superare tutte le prove per conquistare tutti i primati con il vigore sui campi agonali [...], combatterò per vincere nel nome d'Italia. Così combatterò come il Duce comanda. Lo giuro!” I vincitori nelle varie discipline si sfidavano poi nei Littoriali nazionali, la cui vittoria valeva il titolo di “Littore d'Italia”. In premio i Littori d'Italia ricevevano un distintivo in oro che riproduceva la “M” di Mussolini.
sport moderno
Fin qui abbiamo parlato dello sport praticato ai massimi livelli, di cui la gente comune è semplice pubblico. L'attività sportiva, però, ha vissuto nel corso del XX secolo una vera e propria trasformazione che l'ha portata a diventare da occupazione elitaria a vero e proprio fenomeno di massa. Un benessere sempre più diffuso, partecipando anche ai cambiamenti nelle abitudini di vita. Se alla vigilia degli anni Sessanta, in Italia, solo il 2,6% della popolazione praticava un qualche tipo di attività sportiva, già a metà degli anni Ottanta la percentuale era decuplicata superando il 22%. Oggi il nostro Paese è tra i più pigri d'Europa, ma la fetta di popolazione che si dedica in modo più o meno continuativo a un qualche tipo di sport è comunque superiore al 35%. Non solo calcio: sport un tempo prerogativa delle classi più agiate come il tennis e lo sci si sono ormai trasformati in attività di massa, È stata soprattutto la diffusione del fitness a partire dagli anni Settanta-Ottanta a cambiare radicalmente il modo di concepire e vivere lo sport. Oggi sono attive in Italia oltre 7 mila palestre. Operando a 360 gradi, il wellness richiede competenze specifiche in ambiti anche molto diversi tra loro e, sempre più spesso, chi vuole intraprendere questo percorso si affida a personale qualificato come i personal trainer. Più di un semplice allenatore, il personal trainer ha anche nozioni da nutrizionista e agisce come motivatore per stimolare il miglior equilibrio tra corpo e mente.
discipline prime olimpiadi moderne
Tutte le discipline delle prime Olimpiadi moderneTra le prove di abilità si disputarono gare di tiro a segno con carabina e pistola, mentre tra le prove di forza vennero inclusi il sollevamento pesi e la lotta greco-romanа, ma non venne ammesso il pugilato, considerato uno sport poco noble. Tra gli sport pia popolari, praticati soprattutto dalle classi medio-basse, vennero inserite gare ciclismo, sia su pista su strada, di ginnastica e nuoto. Gli sport di squadra, come il cricket, & rugby e calcio non vennero pervenuti dal programma ufficiale, ma si giocarono alcune partite non ufficiali a margine dell'evento. Alcuni problemi tecnici legati alla mancanza di in frastrutture adeguate e al maltempo impedirono lo svolgimento delle gare di pattinaggio e di vela. In totale si svolsero 43 competizioni che videro primeggiare sportivi americani, greci e tedeschi. Proprio quella tedesca era la squadra meglio organizzata, gli americani, invece, ottennero i migliori risultati nelle gare di atletica.
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