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Linea del tempo
Federica Teofilo
Created on March 26, 2024
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Transcript
Dalla discesa dei longobardi in italia alla salita al trono di ottone I di Sassonia
Linea del tempo
SITOGRAFIA
Sintesi vocale della linea del tempo
877 d.C.
800 d.C.
774 d.C.
568 d.C.
Capitolare di Quierzy e Crisi del Sacro Romano Impero
Discesa dei Longobardi in Italia
Incoronazione di Carlo Magno
Sconfitta dei Longobardi
778 d.C.
827 d.C.
962 d.C.
570 d.C.
Sconfitta degli Arabi nelle gole di Roncisvalle
Conquista araba della Sicilia
Nascita di Maometto
Salita al trono di Ottone I di Sassonia
Al loro arrivo in Italia i Longobardi entrarono in contatto con la realtà culturale di un territorio divenuto crocevia strategico tra Occidente e Oriente, un tempo cuore dell’Impero romano e ora sede della cristianità. La stabilizzazione sul territorio italiano portò al confronto con la popolazione locale, determinando un lento processo di integrazione che diede vita a una cultura nuova, capace di armonizzare la tradizione germanica con quella classica e romano-cristiana.
La discesa dei Longobardi in Italia
Nel 568 i Longobardi, guidati dal re Alboino, dalla Pannonia (antica regione compresa tra i fiumi Danubio e Sava) giunsero in Italia.Al loro arrivo in Italia erano un popolo in armi guidati da un’aristocrazia di cavalieri e da un re guerriero eletto tra le fila dell’esercito. Occupato il Friuli, estesero progressivamente il proprio dominio su gran parte del territorio nazionale, dando vita a un regno indipendente in grado di contrapporsi al dominio bizantino. Apparteneva ai Longobardi tutto il nord della Penisola ad eccezione delle coste della Liguria e del Veneto; al centro e al sud si formarono invece i ducati di Spoleto e di Benevento. I Bizantini conservarono i territori dell’esarcato di Ravenna e il cosiddetto “corridoio bizantino” che collegava Ravenna con Roma e divideva il regno longobardo in due parti: la Langobardia Maior a nord e la Langobardia Minor a sud.
Cartina tematica dell'Italia che mostra la divisione della penisola dopo la discesa dei Longobardi
Illustrazione antica dell'invasione longobarda in Italia
La nascita di Maometto
Maometto nacque a La Mecca, in Arabia Saudita, nell'anno 570 del calendario gregoriano, da una famiglia di modeste condizioni.La data precisa della sua nascita non è però chiara: i musulmani sunniti la collocano nel dodicesimo giorno del mese islamico di Rabi 'al-awwal, i musulmani sciiti invece la collocano nel diciassettesimo giorno. Prima della nascita di Maometto, la religione professata dal popolo che abitava la penisola arabica era politeista. Maometto, dopo aver condotto la vita di mercante, nel 610 - secondo la tradizione islamica - ebbe una visione: gli apparve l'arcangelo Gabriele, il quale gli rivelò l'esistenza di un solo Dio, Allah, che lo aveva scelto affinchè predicasse al mondo la nuova religione. Maometto morì nel 632 lasciando l'eredità di un popolo sotto un'unica religione.
Ancora oggi, il profeta Maometto è considerato dai musulmani il sigillo dei profeti, cioè colui che ha concluso il ciclo della rivelazione iniziata da Adamo.Figura chiave dell'Islam, riveste un'importanza fondamentale.
Gentile Bellini, Ritratto di Maometto il Conquistatore Europa, XIX secolo, Olio su tela
Domenico Morelli, La preghiera di Maometto, 1887, olio su tela
La sconfitta dei Longobardi
Nell'estate del 773 l'esercito franco si concentrò a Ginevra e pianificò un attacco su due fronti: Carlo Magno in persona valicò con l'esercito il colle del Moncenisio mentre un'altra armata varcò il Mons Jovis, noto oggi come passo del San Bernardo. Il piano era di stringere i Longobardi nelle due mascelle di una tenaglia. Carlo giunse probabilmente verso la fine di agosto all'Abbazia di Novalesa, all'imbocco della Valle di Susa, zona di frontiera tra il regno dei franchi e quello longobardo. Qui sostò brevemente, per decidere il miglior piano d'attacco. Probabilmente lo aiutò una fronda all'interno dell'aristocrazia longobarda: l'avanzata fu rapida e Desiderio, re dei Longobardi, dovette rifugiarsi a Pavia, la capitale longobarda.
Carlo assediò e, dopo lunghi mesi, nel 774 espugnò la città longobarda, dove catturò la cognata Gerberga e i suoi figli. Desiderio fu costretto a trattare la resa di Pavia e fu rinchiuso nel monastero di Corbie. I longobardi erano stati sconfitti, tutto era andato dunque nel migliore dei modi per Carlo.
Eugène Roger, Carlo Magno attraversa le Alpi, 1837, Museo del Castello, Versailles
Ignazio Danti, L'assedio di Pavia. I franchi espugnano la capitale longobarda, Galleria delle Carte Geografiche, Città del Vaticano
Sconfitta degli Arabi nelle gole di Roncisvalle
Attraversati i Pirenei, Carlo Magno conquistò Pamplona e Barcellona, e in seguito assediò Saragozza, ma ciò non portò dalla sua parte i cristiani locali come egli aveva sperato.Alla notizia di un'insurrezione dei Sassoni, da poco sottomessi, Carlo si mise in marcia per rientrare in patria, lasciando il paladino Orlando e la guardia reale con il bottino ottenuto durante la campagna militare, valicando con il suo esercito le gole pirenaiche di Roncisvalle. Le locali popolazioni basche non si fecero sfuggire, il 15 agosto 778, l'occasione per aggredire la sua retroguardia e depredarne gli averi e i carriagi.
Con il tempo questo scontro fu reso immortale da numerosi poeti.In particolare, nel XI secolo la tradizione orale sulla battaglia fu codificata nell'opera poetica, scritta da un anonimo troviere e conosciuta come "Chanson de Roland".
La Battaglia di Roncisvalle, arazzo, manifattura franco-fiamminga, XV sec., Museo Nazionale del Bargello, Firenze
La morte di Orlando nella Battaglia di Roncisvalle, da un manoscritto miniato, 1455-1460
L'incoronazione di Carlo Magno
La notte di Natale dell'anno 800 la Basilica di San Pietro era stracolma di fedeli che s’inginocchiarono quando Carlo fece il suo ingresso indossando la toga di patricius dei Romani. Carlo rimase devotamente in preghiera per tutto il tempo dell’eucaristia. Terminata la messa, davanti all’altare e alla tomba di Pietro, il papa Leone III gli pose sul capo una corona d’oro, mentre i romani acclamavano: “A Carlo Augusto, da Dio incoronato grande e pacifico imperatore dei Romani, vita e vittoria”. Dunque il papa, secondo l’usanza orientale, si prostrò ai piedi di Carlo in atto d’adorazione (proskinesis). Di fatto, si trattava di un gesto di restaurazione e di innovazione: rinasceva in Occidente un impero, che però non era la ripetizione di quello a suo tempo scomparso.
Era un impero nato direttamente cristiano e latino, sotto la protezione e gli auspici del vescovo di Roma: per i romani, agli occhi dei quali l’Impero non aveva mai cessato di esistere, ciò significava l’avverarsi di una speranza a lungo mantenuta; per i franchi, l’assunzione di una autorità che i molti capi germanici discesi nell’Impero nel periodo del suo tramonto mai avrebbero potuto sperare.
Henri-Lèopold Lèvy, Papa Leone III incorona Carlo Magno imperatore d'Occidente in San Pietro, affresco, Panthèon, Parigi
Raffaello Sanzio, Incoronazione di Carlo Magno, affresco, 1516-1517, Musei Vaticani, Città del Vaticano
La conquista araba della Sicilia
Gli arabi mandarono nell'827 in Sicilia una grande spedizione, composta dai migliori giovani guerrieri d'Africa; vi erano arabi, berberi, persiani e molti spagnoli, si stimavano 700 cavalieri e 10.000 fanti.Sbarcarono a Granitola, presso Mazara del Vallo e da qui diedero avvio alla campagna bellica contro i bizantini. Michele II, saputo dell'assedio siracusano, mandò delle sue truppe a difendere la capitale di Sicilia, inoltre convinse il Doge di Venezia, Giustiniano Participazio a mandare delle truppe veneziane per contrastare le mire arabe. Si preannunciava una grande lotta. Gli arabi escogitarono un sistema efficace per bloccare la cavalleria avversaria, cioè bucherellarono per tutto il tempo il terreno morbido, formandovi delle buche dentro le quali i cavalli degli avversari sarebbero caduti non appena avessero provato ad assalire il loro accampamento. Un'ottima strategia che prese totalmente alla sprovvista i bizantini che vi caddero in pieno.
Dopo questa vittoria gli arabi strinsero ancor più forte l'assedio a Siracusa, sia per mare che per terra. La conquista della Sicilia terminò nel 902.
La caduta di Siracusa in mano araba, Madrid Skylitzes
Europa e il Mediterraneo alla vigilia dell'Invasione islamica della Sicilia, Hystorical Atlas by William R. Shepherd, 1911 edition
Il Capitolare di Quierzy e la crisi del Sacro Romano Impero
Il Capitolare di Quierzy è un testo normativo promulgato il 14 giugno 877 nella città di Quierzy-sur-Oise da Carlo il Calvo. Esso stabiliva che alla morte del vassallo, a cui erano state date in beneficio delle terre in cambio di servizi resi al re, le suddette terre diventassero ereditarie.In questo modo i grandi vassalli del regno divennero proprietari a tutti gli effetti delle terre avute in concessione.
Il Capitolare provocò la crisi dei rapporti di fedeltà tra l'imperatore e i suoi vassalli: il controllo dell'impero era diventato ancora più debole.L'imperatore perse il controllo dei feudatari e, da questo momento in poi, l'impero sarebbe stato dilaniato dalle lotte feudali.
Carlo il Calvo raffigurato in una miniatura della Bibba del conte Vivien, 845 circa
Miniatura del XII secolo raffigurante i tre ordini in cui era divisa la società feudale
Salita al trono di Ottone I di Sassonia
Restauratore del potere imperiale in Europa, Ottone I salì al trono del Sacro Romano Impero nel 962.La sua salita al trono segnò il passaggio di potere dai Carolingi agli Ottoni e segnò un momento di svolta. Egli riuscì a ricompattare l'impero, a garantire la pace, ponendo fine alle lotte feudali. La pace garantì la ripresa delle attività economiche. Il rifiorire dell'agricoltura, in particolare, arrestò il calo demografico che aveva caratterizzato i decenni precedenti. Si assistette di conseguenza anche al ripopolamento delle città.
Con Ottone I di Sassonia cominciò un processo di rinascita importantissimo, che si sarebbe affermato pienamente nell'XI secolo.
Immagine di Ottone I nella cronaca imperiale anonima per l'imperatore Enrico V di Franconia, 1112-14 circa, Cambridge
Dettaglio dell'albero genealogico della dinastia ottoniana - Chronica St. Pantaleonis - Herzog August Bibliothek (Wolfenbüttel)