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Ritratto di Leone X di Raffaello
Irene Prodigo
Created on March 25, 2024
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Transcript
Ritratto di Leone X
con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi
Il "Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi" è un dipinto aD olio su tavola (155,2 x 118,9 cm) di Raffaello Sanzio, databile al 1518.Il pontefice si trova al centro del dipinto, seduto su di sedia decorata in rosso. È rivolto verso sinistra e osserva all’esterno dell’opera. È vestito con un abito bianco e il mantello rosso scuro, come anche il suo cappuccio. Ha le braccia appoggiate ad un tavolino coperto da un telo rosso. Sul piano inoltre è poggiato un messale aperto accanto ad una campanella finemente decorata. Alle spalle del Pontefice vi sono poi Luigi De Rossi e Giulio dei Medici i due cardinali. Lo sfondo è uniformemente scuro ma si intravedono nell’ombra alcune architetture a sinistra.
Colore
Composizione
Stile
Storia
Il grande ritratto del papa venne inviato a Firenze nel 1518 per rappresentare il pontefice, impossibilitato a spostarsi, alle nozze del nipote Lorenzo duca di Urbino con la nobildonna francese Madeleine de La Tour d'Auvergne (parente del re di Francia Francesco I), dalla cui unione nacque Caterina de' Medici.Il ritratto venne sistemato in Palazzo Medici e le fonti lo ricordano "sopra alla tavola dove mangiava la Duchessa e gli altri signori, in mezzo, che veramente rallegrava ogni cosa".Vasari ne fece una descrizione di stupefatta ammirazione, che ben rievoca l'impressione che l'opera fece presso i contemporanei: incantava l'acuta descrizione degli oggetti, la resa minuziosa dei dettagli preziosi e soprattutto "i lumi delle finestre, le spalle del papa e il rigirare delle stanze" riflessi nel pomello della sedia camerale. Ne furono fatte varie copie, tra cui una del Vasari stesso nel 1536. Nel 1589 l'originale risulta inventariato agli Uffizi, e dal 1799 al 1816 finì in Francia tra le prede napoleoniche. Con l'unione di Uffizi e Galleria Palatina, il direttore Eike Schmidt ha portato avanti un riordino delle collezioni, destinando il ritratto alla galleria palatina di palazzo Pitti, dove l'opera si trovava fino al XIX secolo. Dopo il restauro del 1995, la tavola è stata di nuovo restaurata nel 2017-2018, ed attualmente si trova presso la Galleria degli Uffizi.
Il modellato dei volumi presenta un chiaroscuro morbido che non crea incavi profondi sulle figure. Infatti i volti dei cardinali sono parzialmente in ombra e quindi non risentono di un forte contrasto. Il viso di Papa Leone X invece è messo in maggiore evidenza perché più illuminato sulla destra. L’abito del Pontefice è molto elaborato grazie alle pieghe vellutate del manto porpora che creano delle interessanti increspature. Raffaello prestò poi grande attenzione alla resa del tessuto. Un interessante particolare che rivela la capacità tecnica dell’artista è il pomo lucido della spalliera della sedia che riflette la luce e la finestra.
Il colore più deciso è il rosso riservato al manto pontificio e alla decorazione del suo sedile. Più chiari, ma sempre rossi, sono gli abiti dei cardinali e la tovaglia dipinta sulla sinistra. L’abito di Papa Leone X è bianco, ombreggiato con toni grigio caldi tendenti al ocra. Così anche il braccio del Cardinale Giulio De Medici che si appoggia alla spalliera della sedia pontificia sulla destra. La luce illumina chiaramente il volto di Papa Leone X dipinto di tre quarti e quasi totalmente illuminato. Così anche il suo braccio sinistro e parte dell’abito che scende sotto la tovaglia. Sono illuminati anche la manica di Giuliano de’ Medici e il messale a sinistra. Una luce molto diversa da quella che Raffaello dedicò alle scene in esterno.
Le diagonali del dipinto di forma rettangolare si incrociano sul torace di Papa Leone X. Simmetricamente si dispongono quindi i Cardinali a destra e a sinistra. Il centro psicologico non è comunque il volto del pontefice piuttosto, sono le sue mani appoggiate al messale che reggono una lente di ingrandimento. La direttrice di movimento spezza la rigidità della simmetria. infatti una linea compositiva obliqua parte dal messale a sinistra, si sviluppa lungo il braccio del pontefice e arriva fino al braccio del Cardinale Giulio de’ Medici a destra.