Intervista impossibile: Adolf Hitler
Chiaffarelli, Graziani, Narcisi
indice
Introduzione
Ideologia politica
Ascesa al potere
Provvedimenti politici
Provvedimenti economici
introduzione
Gionalista: "Salve Signor Hitler, per iniziare può parlarci un po' della sua personalità e della sua vita privata?"
Hitler: "Certamente. Sono nato il 20 aprile 1889 a Braunau, un villaggio dell’Austria. Non sono mai stato uno studente brillante e non ho mai portato a termine gli studi della scuola secondaria, eccellendo solo in disegno ed educazione fisica. Proprio per questo motivo ho tentato più volte di far parte della scuola di Belle Arti di Vienna, ma non vi sono riuscito. Sono sempre stato un paranoico, affetto da delirio di grandezza e di missione e da delirio di persecuzione nei confronti degli ebrei, ai quali attribuisco orrende macchie e diaboliche macchinazioni. Il mio carattere è legato alla mia infanzia: assistevo alle scenate di mio padre che odiavo per la sua estrema brutalità e per le umiliazioni di mia madre, che amavo. Di conseguenza sviluppai sentimenti di insicurezza".
Curiosità sulla vita
Hitler: "Per quanto riguarda la mia vita privata, gli aneddoti sono tanti e così curiosi che spesso si fatica a capire se siano veri o fabbricati. Posso dirvi che durante l'adolescenza, mi innamorai di una ragazza ebrea alla quale non ebbi mai il coraggio di dichiararmi (ma sognavo di rapirla). Ma non solo: ero un cocainomane quando la cocaina era ancora adottata come medicinale. Da vegetariano, ho combattuto con forza contro la crudeltà sugli animali. Odiavo il fumo (ho cercato perfino
Hitler: "di estirpare il vizio dal Paese con campagne anti-fumo) e non amavo gli alcolici. Amavo però Walt Disney ed Henry Ford: lo consideravo il mio maestro. Avevo un rapporto difficile con i gatti (soffrendo di ailurofobia) e non ho mai e poi mai preso la patente. Sono riuscito a sopravvivere a 42 attentati e a evitare un piano bislacco della Cia di avvelenarmi con ormoni femminili, con l’idea di rendermi più tranquillo".
ideologia politica
Gionalista: "Ora ci parli della sua ideologia politica, spiegando il nazismo".
Hitler: "Sono convinto che le caratteristiche fondamentali di un individuo, le sue attitudini, le abilità e i comportamenti, siano determinati dalla razza: tutti i popoli possiedono tratti che vengono trasmessi immutabilmente di generazione in generazione. Di conseguenza, nessun individuo può liberarsi delle caratteristiche innate della propria razza. Il nazismo è stato definito un sistema politico totalitario e ciò che vuole è la morte di ogni teoria, di ogni pensiero libero. Sono riuscito a dominare in modo completo e totale la società tedesca: la sua politica, la sua cultura, l'economia nonchè la vita e la morte dei tedeschi per un lungo periodo."
ideologia politica
Gionalista: "Come sono collegati il darwinismo e il nazismo?"
Hitler: "Nel formulare queste teorie naziste, abbiamo preso ispirazione dalle idee dei darwinisti sociali tedeschi della fine del diciannovesimo secolo. I darwinisti credevano che gli esseri umani potessero essere classificati collettivamente in "razze", ognuna delle quali possedeva caratteristiche specifiche trasmesse geneticamente. Queste qualità ereditarie riguardavano non solo l'aspetto esteriore e la struttura fisica, ma davano anche forma alla vita interiore e mentale. Abbiamo adottato anche la visione del darwinismo sociale sulla teoria evolutiva della "sopravvivenza del più forte": le possibilità di sopravvivvere di una razza dipendono dalla sua capacità di riprodursi e quella di conquistare il territorio necessario al mantenimento e al sostentamento della crescente popolazione.
Per definire una razza, il darwinismo sociale fissava degli stereotipi, sia positivi che negativi, riguardanti le caratteristiche fisiche di un gruppo etnico, i suoi comportamenti e i suoi valori culturali, considerate presumibilmente immutabili e profondamente radicate nel patrimonio biologico ereditario. Per noi nazisti, l'assimilazione e il passaggio da una razza a un'altra, o a una cultura diversa, da parte dei suoi membri è impossibile perché i tratti ereditari originali non possono sostanzialmente mutare: quando due razze si mischiano, quei tratti possono solo degenerare."
Ascesa al potere
Gionalista: "E per quanto riguarda la sua affermazione politica? Come è riuscito a diventare il Führer?"
Hitler: "La mia vera ascesa al potere avviene 11 anni dopo quella di Mussolini, nel 1933. Con la fine della Grande Guerra nel 1918, la Germania ne esce sconfitta e inizia una grave crisi economica. In questo periodo ho cominciato ad occuparmi di politica: nel 1920 sono tra i fondatori del Partito Nazista. L’8 novembre 1923, tentai un colpo di stato contro la repubblica di Weimar, irrompendo nella birreria "Bürgerbräukeller" di Monaco, con una pistola, gridando e proclamando l’inizio di una ‘rivoluzione nazionale’. Il mio colpo di stato fallì e ho passato circa un anno in carcere: durante la prigionia ho scritto il “Mein Kampf”, (La mia battaglia”), che illustra l’ideologia nazista. Nel libro sostiengo la superiorità della
razza ariana, l'etnia che include tutti i popoli europei; dichiaro che la crisi della Germania è dovuta ad un complotto degli ebrei e dei comunisti; infine invoco la nascita di una nuova, grande Germania, sotto la guida di un führer, un capo supremo. Nel 1933 divento Primo Ministro tedesco: inizio a governare la Germania a fianco del presidente Paul von Hindenburg.Con la morte del presidente sono diventato il Führer: il mio dominio si fonda su una concezione di stato pensato esclusivamente per i cittadini razzialmente puri e rispettosi delle regole."
provvedimenti politici
Gionalista: "Può spiegarci qualche caratteristica del Terzo Reich?"Hitler: "Con molto piacere. Per prima cosa, io, Führer, ero contemporaneamente capo del Partito nazionalsocialista, cancelliere, presidente della Repubblica e capo dell'esercito. Nel Parlamento sedevano solo esponenti nazisti: ogni opposizione politica venina quindi considerata illegale e perseguitata. Rimanevano legali solo il Partito nazista e il Fronte di lavoro, che erano collegati tra loro. Ho creato le mie milizie, cioè le SS, squadre speciali di difesa e assalto che rispondevano solo ai miei ordini. Ed infine abbiamo creato un Tribinale speciale per giudicare le persone sospettate di antinazismo."
Giornalista: "Ora può parlarci dei primi provvedimenti politici che ha adottato?"Hitler: "Dopo la mia nomina a Cancelliere, avvenuta il 30 gennaio 1933, lo Stato Nazista (Terzo Reich) divenne rapidamente un regime totalitario, nel quale la tutela dei diritti fondamentali non era più garantita. Nel febbraio 1933, con l'incendio al Reichstag (Parlamento), abbiamo emanato le leggi eccezionali con le quali: i diritti civili vengono spospesi e l'incarcerazione di individui sospetti, senza bisogno di un processo, viene autorizzata. Il 14 luglio 1933, con una legge di due articoli che cancellava la democrazia, è iniziata la dittatura."
Provvedimenti politici
Giornalista: "Per quanto riguarda l'antisemitismo e le persecuzioni verso gli ebrei?"
Hitler:"Le razze inferiori, come ebrei e rom, non potevano assolutamente rivendicare i nostri stessi diritti.Il 15 settembre 1935 furono emanate le leggi di Norimberga: gli ebrei furono privati di tutti i diritti politici e sociali. Da quel momento si diffuse l'antisemitismo, caratterizzato numerosi episodi di violenza. Abbiamo costretto gli ebrei a mostrare segni di riconoscimento come la stella di David; obbligati a trasferirsi nei ghetti e poi ai campi di concentramento, di lavoro forzato e sterminio, chiamati lager".
Provvedimenti economici
Gionalista: "Cosa può dirci riguardo l'autarchia e il riarmo della Germania?"
Hitler:"Ho avviato un programma di autarchia, cioè di produzione dei beni più importanti, per rendere indipendente il Paese dai rifornimenti esteri, così in caso di conflitto sarebbe stato autosufficiente. Ho ignorato il Trattato di pace di Versailles, che vietava alla Germania di produrre armi e le industrie beliche iniziarono a lavorare a pieno ritmo."
Gionalista: "Grazie Signor Hitler per averci concesso questa intervista, arrivederci".Hitler: "È stato un piacere".
Grazie!
Intervista impossibile Hitler - Chiaffarelli, Graziani, Narcisi
Alessia chiaffarelli
Created on March 25, 2024
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Intervista impossibile: Adolf Hitler
Chiaffarelli, Graziani, Narcisi
indice
Introduzione
Ideologia politica
Ascesa al potere
Provvedimenti politici
Provvedimenti economici
introduzione
Gionalista: "Salve Signor Hitler, per iniziare può parlarci un po' della sua personalità e della sua vita privata?"
Hitler: "Certamente. Sono nato il 20 aprile 1889 a Braunau, un villaggio dell’Austria. Non sono mai stato uno studente brillante e non ho mai portato a termine gli studi della scuola secondaria, eccellendo solo in disegno ed educazione fisica. Proprio per questo motivo ho tentato più volte di far parte della scuola di Belle Arti di Vienna, ma non vi sono riuscito. Sono sempre stato un paranoico, affetto da delirio di grandezza e di missione e da delirio di persecuzione nei confronti degli ebrei, ai quali attribuisco orrende macchie e diaboliche macchinazioni. Il mio carattere è legato alla mia infanzia: assistevo alle scenate di mio padre che odiavo per la sua estrema brutalità e per le umiliazioni di mia madre, che amavo. Di conseguenza sviluppai sentimenti di insicurezza".
Curiosità sulla vita
Hitler: "Per quanto riguarda la mia vita privata, gli aneddoti sono tanti e così curiosi che spesso si fatica a capire se siano veri o fabbricati. Posso dirvi che durante l'adolescenza, mi innamorai di una ragazza ebrea alla quale non ebbi mai il coraggio di dichiararmi (ma sognavo di rapirla). Ma non solo: ero un cocainomane quando la cocaina era ancora adottata come medicinale. Da vegetariano, ho combattuto con forza contro la crudeltà sugli animali. Odiavo il fumo (ho cercato perfino
Hitler: "di estirpare il vizio dal Paese con campagne anti-fumo) e non amavo gli alcolici. Amavo però Walt Disney ed Henry Ford: lo consideravo il mio maestro. Avevo un rapporto difficile con i gatti (soffrendo di ailurofobia) e non ho mai e poi mai preso la patente. Sono riuscito a sopravvivere a 42 attentati e a evitare un piano bislacco della Cia di avvelenarmi con ormoni femminili, con l’idea di rendermi più tranquillo".
ideologia politica
Gionalista: "Ora ci parli della sua ideologia politica, spiegando il nazismo".
Hitler: "Sono convinto che le caratteristiche fondamentali di un individuo, le sue attitudini, le abilità e i comportamenti, siano determinati dalla razza: tutti i popoli possiedono tratti che vengono trasmessi immutabilmente di generazione in generazione. Di conseguenza, nessun individuo può liberarsi delle caratteristiche innate della propria razza. Il nazismo è stato definito un sistema politico totalitario e ciò che vuole è la morte di ogni teoria, di ogni pensiero libero. Sono riuscito a dominare in modo completo e totale la società tedesca: la sua politica, la sua cultura, l'economia nonchè la vita e la morte dei tedeschi per un lungo periodo."
ideologia politica
Gionalista: "Come sono collegati il darwinismo e il nazismo?"
Hitler: "Nel formulare queste teorie naziste, abbiamo preso ispirazione dalle idee dei darwinisti sociali tedeschi della fine del diciannovesimo secolo. I darwinisti credevano che gli esseri umani potessero essere classificati collettivamente in "razze", ognuna delle quali possedeva caratteristiche specifiche trasmesse geneticamente. Queste qualità ereditarie riguardavano non solo l'aspetto esteriore e la struttura fisica, ma davano anche forma alla vita interiore e mentale. Abbiamo adottato anche la visione del darwinismo sociale sulla teoria evolutiva della "sopravvivenza del più forte": le possibilità di sopravvivvere di una razza dipendono dalla sua capacità di riprodursi e quella di conquistare il territorio necessario al mantenimento e al sostentamento della crescente popolazione.
Per definire una razza, il darwinismo sociale fissava degli stereotipi, sia positivi che negativi, riguardanti le caratteristiche fisiche di un gruppo etnico, i suoi comportamenti e i suoi valori culturali, considerate presumibilmente immutabili e profondamente radicate nel patrimonio biologico ereditario. Per noi nazisti, l'assimilazione e il passaggio da una razza a un'altra, o a una cultura diversa, da parte dei suoi membri è impossibile perché i tratti ereditari originali non possono sostanzialmente mutare: quando due razze si mischiano, quei tratti possono solo degenerare."
Ascesa al potere
Gionalista: "E per quanto riguarda la sua affermazione politica? Come è riuscito a diventare il Führer?"
Hitler: "La mia vera ascesa al potere avviene 11 anni dopo quella di Mussolini, nel 1933. Con la fine della Grande Guerra nel 1918, la Germania ne esce sconfitta e inizia una grave crisi economica. In questo periodo ho cominciato ad occuparmi di politica: nel 1920 sono tra i fondatori del Partito Nazista. L’8 novembre 1923, tentai un colpo di stato contro la repubblica di Weimar, irrompendo nella birreria "Bürgerbräukeller" di Monaco, con una pistola, gridando e proclamando l’inizio di una ‘rivoluzione nazionale’. Il mio colpo di stato fallì e ho passato circa un anno in carcere: durante la prigionia ho scritto il “Mein Kampf”, (La mia battaglia”), che illustra l’ideologia nazista. Nel libro sostiengo la superiorità della
razza ariana, l'etnia che include tutti i popoli europei; dichiaro che la crisi della Germania è dovuta ad un complotto degli ebrei e dei comunisti; infine invoco la nascita di una nuova, grande Germania, sotto la guida di un führer, un capo supremo. Nel 1933 divento Primo Ministro tedesco: inizio a governare la Germania a fianco del presidente Paul von Hindenburg.Con la morte del presidente sono diventato il Führer: il mio dominio si fonda su una concezione di stato pensato esclusivamente per i cittadini razzialmente puri e rispettosi delle regole."
provvedimenti politici
Gionalista: "Può spiegarci qualche caratteristica del Terzo Reich?"Hitler: "Con molto piacere. Per prima cosa, io, Führer, ero contemporaneamente capo del Partito nazionalsocialista, cancelliere, presidente della Repubblica e capo dell'esercito. Nel Parlamento sedevano solo esponenti nazisti: ogni opposizione politica venina quindi considerata illegale e perseguitata. Rimanevano legali solo il Partito nazista e il Fronte di lavoro, che erano collegati tra loro. Ho creato le mie milizie, cioè le SS, squadre speciali di difesa e assalto che rispondevano solo ai miei ordini. Ed infine abbiamo creato un Tribinale speciale per giudicare le persone sospettate di antinazismo."
Giornalista: "Ora può parlarci dei primi provvedimenti politici che ha adottato?"Hitler: "Dopo la mia nomina a Cancelliere, avvenuta il 30 gennaio 1933, lo Stato Nazista (Terzo Reich) divenne rapidamente un regime totalitario, nel quale la tutela dei diritti fondamentali non era più garantita. Nel febbraio 1933, con l'incendio al Reichstag (Parlamento), abbiamo emanato le leggi eccezionali con le quali: i diritti civili vengono spospesi e l'incarcerazione di individui sospetti, senza bisogno di un processo, viene autorizzata. Il 14 luglio 1933, con una legge di due articoli che cancellava la democrazia, è iniziata la dittatura."
Provvedimenti politici
Giornalista: "Per quanto riguarda l'antisemitismo e le persecuzioni verso gli ebrei?"
Hitler:"Le razze inferiori, come ebrei e rom, non potevano assolutamente rivendicare i nostri stessi diritti.Il 15 settembre 1935 furono emanate le leggi di Norimberga: gli ebrei furono privati di tutti i diritti politici e sociali. Da quel momento si diffuse l'antisemitismo, caratterizzato numerosi episodi di violenza. Abbiamo costretto gli ebrei a mostrare segni di riconoscimento come la stella di David; obbligati a trasferirsi nei ghetti e poi ai campi di concentramento, di lavoro forzato e sterminio, chiamati lager".
Provvedimenti economici
Gionalista: "Cosa può dirci riguardo l'autarchia e il riarmo della Germania?"
Hitler:"Ho avviato un programma di autarchia, cioè di produzione dei beni più importanti, per rendere indipendente il Paese dai rifornimenti esteri, così in caso di conflitto sarebbe stato autosufficiente. Ho ignorato il Trattato di pace di Versailles, che vietava alla Germania di produrre armi e le industrie beliche iniziarono a lavorare a pieno ritmo."
Gionalista: "Grazie Signor Hitler per averci concesso questa intervista, arrivederci".Hitler: "È stato un piacere".
Grazie!