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Duomo di orvieto

Ludovica Talocco

Created on March 25, 2024

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duomo di orvieto

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1. la costruzione

5. interno

2. la facciata

6. le cappelle

3. mosaici

7. affreschi

4. rosone

8. sculture e organo a canne

Timeline

dal 1891 il mosaico con la Natività di Maria è conservato al Victoria and Albert Museum di Londra.

1263 avviene il miracolo di bolzano
tra il 1350 e il 1355. costruzione cappella del corporale
1290 inizio costruzione duomo
1396 inizio costruzione cappela di san brizio
primi anni del '300 inizio progettazione facciata

1. la costruzione del duomo

Il Duomo si presenta come una magnifica costruzione che accorpa diversi stili architettonici; si può definire un mirabile esempio di equilibri e commistioni di stili gotico (sopratutto per la facciata con le slanciate guglie) e romanico. Molte furono le persone e le maestranze che parteciparono alle diverse fasi di progettazione e costruzione del Duomo.

Il Duomo di Orvieto è la basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, capolavoro dell’architettura gotica dell’Italia centrale. Fu progettata per custodire le reliquie di un miracolo avvenuto nel 1263 davanti il prete Pietro da Praga. La costruzione della chiesa fu avviata dal papa Niccolò IV nel 1290 con l’intento iniziale di sostituire le due chiese sulla piazza, fu disegnato in stile romanico da un artista sconosciuto probabilmente Arnolfo di Cambio e all’inizio la direzione dei lavori fu affidata a fra Bevignate da Perugia a cui succedette ben presto, prima della fine del secolo, Giovanni di Uguccione, che introdusse le prime forme gotiche. Nel 1310 lo scultore e architetto senese Lorenzo Maitani, assunse il ruolo di capomastro dell'opera e decise di progettare la facciata, seguendo un nuovo modello originale, rispetto a quelli italiani ed europei, apportò alcune modifiche al progetto originario che risultano ancora ben visibili. immagina la facciata formata da tre cuspidi mentre in pianta trasforma lo spazio in una croce latina con le braccia sporgenti che coincidono con le cappelle di San Brizio e del Corporale. Alla morte di Maitani gli succedettero altri artisti per concludere l’opera.

I bassorilievi che decorano i quattro piloni della parte inferiore della facciata sono uno degli esempi più mirabili di scultura gotica in Italia, se non in Europa, raffigurano, la storia biblica della Creazione, il primo, dell’Antico Testamento, il secondo, il nuovo testamento, il terzo e, infine, il Giudizio universale, il quarto.Essi descrivono il destino dell'uomo, dalla Creazione al Giudizio finale. Il primo e l’ultimo dei bassorilievi sono stati realizzati proprio da Lorenzo Maitani.

2.la facciata

la facciata alta circa 53 metri presenta nella parte inferiore tre portali( tutti sormontati da ghimberghe triangolari): quello centrale è a tutto sesto, i laterali a sesto acuto.Sulla facciata troviamo quattro pilastroni svettanti conclusi da pinnacoli e sostenuti da un alto basamento a bassorilievi e tre cuspidi triangolari ( coronamento di un dipinto su tavola, di un edificio, o di una parte di esso). Ai lati dei portali troviamo 4 statue realizzate proprio da Lorenzo Maitani che rappresentano i simboli dei 4 evangelisti. I portali hanno la particolarità di essere strombati, ovvero sono resi profondi, quasi scavati nella facciata, grazie alle innumerevoli decorazioni a spirale impreziosite da mosaici.

LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE

3.MOSAICI

L'ANNUNCIAZIONE AD ANNA

IL BATTESIMO DI GESU'

Sulla facciata troviamo anche dei mosaici che nel corso dei secoli sono stati restaurati perdendo così la loro forma e il loro stile originali. Il ricorso a mosaici con sfondo dorato, oltre ad elevare il pensiero verso l’eternità beata, narra anche la ricchezza della città e delle sue istituzioni.

LA PRESENTAZIONE DI MARIA AL TEMPIO

L'ASSUNZIONE DI MARIA

LA NATIVITA' DI MARIA

L'unico superstite è il mosaico con la Natività di Maria, dal 1891 conservato al Victoria and Albert Museum di Londra.

Purtroppo i mosaici originali realizzati tra il 1321 e il XVI secolo nella fornace del cantiere, hanno subito dei danni già a 50 anni dopo la loro esecuzione.

4.IL ROSONE

Nella parte superiore della facciata troviamo il rosone del pittore e scultore Andrea Orcagna tra il 1354 e il 1380, inscritto in un quadrato e circondato su tre lati da una cornice a nicchie con statue. il rosone rappresenta il Cristo-Sole che illumina l’intera umanità con la sua grazia infatti al centro del rosone troviamo il volto del cristo da cui si irradiano colonnine e cerchi concentrici di archetti, ma rappresenta anche il Cristo-Eucarestia che ha salvato gli uomini bagnando la croce con il proprio sangue mentre sul perimetro del quadrato troviamo 52 teste di apostoli e profeti

5.INTERNO

L'interno risale al XIII e XIV secolo ed è a pianta basilicale. Il corpo longitudinale consta di tre navate ampie e luminose, coperte da un soffitto a capriate lignee.Ci sono inoltre 10 pilastri grossi e alti, circolari o ottagonali e gli archi a tutto sesto dividono lo spazio in 6 campate. Il transetto ha solo 3 campate coperte da volte a crociera, alle sue estremità destra e sinistra troviamo le cappelle di San Brizio e del Corporale e la pianta è terminata da un presbiterio a pianta pressoché quadrata. Per i pilastri e le pareti della navata centrale vengono usati il basalto e il travertino ( due rocce), le pareti esterne della navate laterali inizialmente erano lasciate vuote, poi furono ricoperte da affreschi cinquecenteschi infine dipinte a fine Ottocento con le attuali fasce bianche e verdi scuro che riproducono i motivi della navata centrale che termina con la splendida abside, illuminata da una grande vetrata realizzata tra il 1328 ed il 1334 da Giovanni di Bonino

il miracolo dell'ostia

Nella cittadina di Bolsena, nel 1263 un prete boemo, Pietro da Praga, dubbioso della presenza del corpo di Cristo nell'Ostia consacrata, mentre celebrava la messa nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena, vide scendere dall'Ostia delle gocce di sangue che bagnarono il Corporale. Il Sacro Lino, per volere del Papa che si trovava ad Orvieto, venne portato in città ed esposto al popolo. Poco dopo si decise di edificare il Duomo per mostrare il Corporale miracolato. Nel Duomo infatti sono conservate l’ostia e il corporale macchiati dal sangue.

6.le cappelle

2.
  1. Cappella di San Brizio
  2. Cappella del Corporale
cappella del Corporale

1.All’interno del Duomo di Orvieto, si apre la Cappella di San Brizio, autentico capolavoro di Luca Signorelli, che vi lavorò tra il 1499 e il 1504 dove si dice Michelangelo avesse preso l'ispirazione Particolarmente bello il finestrone dalle raffinate linee goticheggianti. Altro capolavoro è il coro, decorato con preziosi intagli e sculture. 2.La Cappella del Corporale fu costruita tra il 1350 e il 1355.

1.

cappella di San Brizio

CURIOSITÀ: l’altare maggiore, dove fu esposto originariamente il reliquiario, fu oggetto di un privilegio concesso da papa Gregorio XIII nel 1577. Il papa approvò la riduzione di 800 anni alla permanenza in Purgatorio delle anime per le quali venisse celebrata una messa su quell’altare. Il privilegio poi abolito dalla Chiesa.

7.AFFFRESCHI

Nel 1449 l'Opera del Duomo assegnò la decorazione della cappella di San Brizio con affreschi al Beato Angelico, che in quel momento era a Roma, al servizio di Niccolò VIl, il programma decorativo restò fermo per almeno quarant'anni.Solo il 5 aprile del 1499 l'incarico di proseguire i lavori venne affidato a Luca Signorelli TEMA DEGLI AFFRESCHI: IL GIUDIZIO UNIVERSALE ;Ugolino Di Prete Ilario e Pietro Di Puccio si occuparono invece della decorazione della zona absidale, con affreschi raffiguranti le Storie della Vergine.

Giudizio Universale: Cappella di San Brizio

la cappella del corporale fu dipinta da Ugolino di Prete Ilario ed altri tra il 1357 e il 1364.Sulla parete di destra vicino all’altare viene raffigurata la storia del Miracolo Eucaristico, mentre sulla sinistra vengono raccontati i miracoli legati all’Ostia. Il fulcro dei racconti è l’Ultima Cena in controfacciata e la Crocifissione di Gesù dietro l’altare.

Affreschi Cappella della Corporale

Orvieto già conservava a suo modo pezzi di Divina Commedia: nel Duomo, infatti, sono raccontate scene tratte dai canti del Purgatorio e dipinte dal Signorelli.

8. sculture e organo a canne

Dall’anno 2019 è stato completato il ritorno delle statue che per anni sono state esposte presso la ex chiesa di Sant’Agostino e che oggi sono nuovamente posizionate all’interno della cattedrale dopo che alla fine dell’800, furono rimosse in seguito agli importanti restauri. Ai lati dell’altare maggiore, si possono ammirare le due statue del ciclo scultoreo dell’Annunciazione realizzato da Francesco Mochi nei primi del ‘600. Le due sculture hanno una grande importanza artistica, in particolare, la statua di San Gabriele Arcangelo Annunciante (1603), (3) è stata riconosciuta da vari studiosi, come la prima statua barocca della storia

3)

Poco prima di entrare nell’abside, sulla sinistra, si trova un magnifico organo capolavoro dello Scalza tra cui anche la statua della Pietà (o Deposizione) un’opera realizzata da un unico blocco di marmo che rappresenta, con grande drammaticità, il momento della deposizione di Cristo; ed il maestoso organo a canne.(1)Le sculture bronzee che decorano la facciata del Duomo rappresentano simbolicamente i 4 Evangelisti e, più precisamente, l’ Angelo (San Matteo), il Leone (San Marco), l’Aquila (San Giovanni) e il Toro (San Luca), ai quali si aggiunge sopra il portale centrale principale un’altra scultura in bronzo con un baldacchino dedicato alla Vergine Maria( 2) Esso è stato di recente ricollocato sopra il portale principale dopo un lungo periodo di restauro. Le opere in bronzo che simbolicamente rappresentano i quattro evangelisti sono opera del Maitani.

1)
4)

.La statua della Madonna annunciata fu scolpita nel 1608(4). Le due statue sono strettamente legate tra loro per significato e messaggio. Dal mese di Novembre 2019, si trova ora collocato in Duomo anche lo spettacolare gruppo statuario degli Apostoli (12 statue di dimensioni più grandi del vero, collocate in corrispondenza delle colonne della navata centrale) realizzati fra la seconda metà del ‘500 e il ‘600 da Francesco Mochi, Simone Mosca, il Giambologna, Ippolito Scalza e Raffaello da Montelupo.

2)

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