Economia sommersa:
un'analisi approofondita
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L'economia sommersa è un'attività economica non ufficialmente registrata nelle statistiche ufficiali, spesso chiamata con vari termini come "economia ombra" o "clandestina". Nonostante sia stata trascurata dagli economisti per lungo tempo a causa della mancanza di dati affidabili, è un fenomeno diffuso, specialmente nei Paesi industrializzati.
In sostanza, l'economia sommmersa:
1. Include tutte le attività che generano reddito e ricchezza, ma non vengono ufficialmente registrate. 2. Coinvolge interazioni con l'economia formale, come l'acquisizione di materie prime e la commercializzazione dei prodotti. 3. Non è un sistema separato, ma interagisce con i meccanismi di mercato dell'economia formale. Per affrontare l'economia sommersa, è essenziale: 1. Analizzare i benefici e i costi per imprese e lavoratori che operano nell'economia sommersa. 2. Utilizzare queste interazioni per identificare i settori più a rischio e comprendere meglio le attività e le persone coinvolte. In sintesi, l'economia sommersa rappresenta una sfida complessa che richiede una visione integrata delle sue interazioni con l'economia formale e una valutazione dei suoi impatti sull'intero sistema economico.
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L'economia sommersa:
- Costituisce una perdita di efficienza per il sistema economico.
- Genera condizioni di scarsa tutela per i lavoratori e concorrenza sleale tra le imprese.
- Sottrae risorse finanziarie e umane alla misurazione e ai meccanismi di tutela, privando la collettività di benessere e ricchezza.
- È dovuta al mancato adempimento degli obblighi fiscali e contributivi.
- Si distingue tra "non dichiarata" (che elude obblighi fiscali) e "illegale" (svolta da soggetti non autorizzati).
- Include anche relazioni lavorative informali senza transazioni monetarie, chiamata "economia informale".
- Presenta diversi gradi di irregolarità: aree completamente sommerse e altre parzialmente sommerse.
- Il primo caso, più grave, è radicato nella struttura produttiva.
- Il secondo caso è più diffuso e riguarda attività "osservate" che ricorrono al lavoro nero per ridurre costi ed eludere la legge.
Il confronto tra benefici e costi dell'operare nel settore sommerso evidenzia:
- Un incentivo a colludere tra le parti coinvolte, con benefici nel mancato rispetto delle regole e costi individuali spesso considerati inesistenti.
- La lotta al sommerso deve ridurre i benefici netti e interrompere gli incentivi a colludere.
- I benefici includono evasione fiscale, mancata osservanza dei minimi salariali e delle regolamentazioni sulla sicurezza e autorizzazioni.
- I costi "privati" del sommerso sono minimi, ma i costi "sociali" sono significativi.
- Le imprese sommerse creano concorrenza sleale, distorsioni nei prezzi e nell'ambiente lavorativo, perdita di diritti per i lavoratori in nero e mancanza di sicurezza sul lavoro e opportunità di carriera.
- Distorsioni negli indicatori economici come il PIL, tassi di disoccupazione e inflazione, influenzando negativamente la valutazione dello stato dell'economia.
- Squilibri nel sistema di previdenza sociale, indebolimento dei sistemi di protezione sociale e spreco di risorse pubbliche.
- Limitata accesso al sistema finanziario legale, ridotta capacità di innovazione e crescita rispetto alle imprese regolari, con un impatto negativo sullo sviluppo economico dell'area.
- Il problema del sommerso non è solo italiano, ma si verifica anche in altri contesti internazionali.
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In molti Paesi industrializzati, l'economia sommersa è presente in misura significativa, con una media superiore al 10% nei Paesi OCSE e in crescita nel tempo. Questo fenomeno è fortemente radicato nelle economie industrializzate e correlato negativamente allo sviluppo del Paese, alla partecipazione alla forza lavoro e all'utilizzo del lavoro, mentre è positivamente correlato alla disoccupazione, al prelievo fiscale diretto, alla regolamentazione economica e alla corruzione. Le attività sommerse si concentrano in settori tradizionali come agricoltura, edilizia, commercio al dettaglio, ristorazione e servizi domestici, caratterizzati dall'intensità del lavoro e dall'uso diffuso della subfornitura. Negli ultimi anni, il lavoro nero è aumentato anche nei settori moderni e innovativi, complicando il controllo e la sanzione delle irregolarità. Modelli di analisi e previsione basati su informazioni dettagliate sulle imprese e sui modi di impiego del lavoro possono guidare politiche mirate di prevenzione e sanzionamento delle irregolarità.
info
Lo studio del lavoro sommerso tra i lavoratori inattivi o disoccupati mostra che le statistiche ufficiali possono sottostimare il fenomeno. Ci sono significative differenze nelle modalità e nella diffusione dell'economia sommersa sul territorio, con forme diverse tra nord e sud Italia. Nel nord, è diffuso il lavoro "grigio" per convenienza, mentre nel sud ci sono forme più estese di lavoro completamente "nero" con sfruttamento e precarietà diffuse. Oltre alle inefficienze discusse, i costi del sommerso includono sanzioni amministrative e penali dalle ispezioni svolte dagli uffici competenti. Le ispezioni mettono in evidenza irregolarità diffuse e lavoro "nero" nelle piccole e medie aziende (edilizia, commercio), mentre in settori come manifattura e servizi alle imprese si trova più spesso lavoro "grigio" con contratti atipici. Il legame tra immigrazione clandestina ed economia sommersa è rilevante, poiché per gli immigrati il lavoro nel sommerso può essere l'unica fonte di sostentamento e può portare a forme di sfruttamento da parte delle imprese irregolari.
Infine...
Nel settore privato, nonostante le irregolarità tra i lavoratori stranieri, si evidenzia una complementarietà più che uno "spiazzamento" o un dumping salariale rispetto alla forza lavoro locale. Il lavoro immigrato è spesso impiegato per occupazioni poco specializzate e stagionali, come nell'agricoltura e nei servizi. La lotta al sommerso è una priorità per i governi e l'UE, con richieste di censimento dei settori a rischio. Le azioni di contrasto hanno limiti legati alla mancanza di attenzione al contesto locale e alla temporaneità degli incentivi per l'emersione, che potrebbero non avere effetti permanenti. È importante legare le politiche per l'emersione a politiche di sviluppo locale e rendere conveniente l'emersione nel lungo periodo, riducendo gli incentivi e aumentando i costi per operare nel sommerso.
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ECONOMIA SOMMERSA
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Created on March 24, 2024
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Economia sommersa:
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L'economia sommersa è un'attività economica non ufficialmente registrata nelle statistiche ufficiali, spesso chiamata con vari termini come "economia ombra" o "clandestina". Nonostante sia stata trascurata dagli economisti per lungo tempo a causa della mancanza di dati affidabili, è un fenomeno diffuso, specialmente nei Paesi industrializzati.
In sostanza, l'economia sommmersa:
1. Include tutte le attività che generano reddito e ricchezza, ma non vengono ufficialmente registrate. 2. Coinvolge interazioni con l'economia formale, come l'acquisizione di materie prime e la commercializzazione dei prodotti. 3. Non è un sistema separato, ma interagisce con i meccanismi di mercato dell'economia formale. Per affrontare l'economia sommersa, è essenziale: 1. Analizzare i benefici e i costi per imprese e lavoratori che operano nell'economia sommersa. 2. Utilizzare queste interazioni per identificare i settori più a rischio e comprendere meglio le attività e le persone coinvolte. In sintesi, l'economia sommersa rappresenta una sfida complessa che richiede una visione integrata delle sue interazioni con l'economia formale e una valutazione dei suoi impatti sull'intero sistema economico.
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Il confronto tra benefici e costi dell'operare nel settore sommerso evidenzia:
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In molti Paesi industrializzati, l'economia sommersa è presente in misura significativa, con una media superiore al 10% nei Paesi OCSE e in crescita nel tempo. Questo fenomeno è fortemente radicato nelle economie industrializzate e correlato negativamente allo sviluppo del Paese, alla partecipazione alla forza lavoro e all'utilizzo del lavoro, mentre è positivamente correlato alla disoccupazione, al prelievo fiscale diretto, alla regolamentazione economica e alla corruzione. Le attività sommerse si concentrano in settori tradizionali come agricoltura, edilizia, commercio al dettaglio, ristorazione e servizi domestici, caratterizzati dall'intensità del lavoro e dall'uso diffuso della subfornitura. Negli ultimi anni, il lavoro nero è aumentato anche nei settori moderni e innovativi, complicando il controllo e la sanzione delle irregolarità. Modelli di analisi e previsione basati su informazioni dettagliate sulle imprese e sui modi di impiego del lavoro possono guidare politiche mirate di prevenzione e sanzionamento delle irregolarità.
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Lo studio del lavoro sommerso tra i lavoratori inattivi o disoccupati mostra che le statistiche ufficiali possono sottostimare il fenomeno. Ci sono significative differenze nelle modalità e nella diffusione dell'economia sommersa sul territorio, con forme diverse tra nord e sud Italia. Nel nord, è diffuso il lavoro "grigio" per convenienza, mentre nel sud ci sono forme più estese di lavoro completamente "nero" con sfruttamento e precarietà diffuse. Oltre alle inefficienze discusse, i costi del sommerso includono sanzioni amministrative e penali dalle ispezioni svolte dagli uffici competenti. Le ispezioni mettono in evidenza irregolarità diffuse e lavoro "nero" nelle piccole e medie aziende (edilizia, commercio), mentre in settori come manifattura e servizi alle imprese si trova più spesso lavoro "grigio" con contratti atipici. Il legame tra immigrazione clandestina ed economia sommersa è rilevante, poiché per gli immigrati il lavoro nel sommerso può essere l'unica fonte di sostentamento e può portare a forme di sfruttamento da parte delle imprese irregolari.
Infine...
Nel settore privato, nonostante le irregolarità tra i lavoratori stranieri, si evidenzia una complementarietà più che uno "spiazzamento" o un dumping salariale rispetto alla forza lavoro locale. Il lavoro immigrato è spesso impiegato per occupazioni poco specializzate e stagionali, come nell'agricoltura e nei servizi. La lotta al sommerso è una priorità per i governi e l'UE, con richieste di censimento dei settori a rischio. Le azioni di contrasto hanno limiti legati alla mancanza di attenzione al contesto locale e alla temporaneità degli incentivi per l'emersione, che potrebbero non avere effetti permanenti. È importante legare le politiche per l'emersione a politiche di sviluppo locale e rendere conveniente l'emersione nel lungo periodo, riducendo gli incentivi e aumentando i costi per operare nel sommerso.
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