L'I.C. di Copparo (Fe)
presenta
"Giallo Provincia"
Progetto di continuità 2^A-5^E
IL PROGETTO
"gIALLO pROVINCIA"
Nell'ambito del piano continuità tra la primaria e la secondaria di primo grado dell'Istituto Conprensivo di Copparo (FE), la maestra Carla Bertolini e l'insegnante Jenni Ravani presentano il progetto "Giallo Provincia" che ha visto coinvolte le alunne e gli alunni della classe 5^E della classe 2^A.Obiettivi:- nell'ottica del curriculum verticale incrementare la collaborazione e la cooperazione tra soggetti educanti e tra alunni;
- favorire il passaggio degli alunni dalla scuola primaria alla secondaria attraverso la conoscenza dei luoghi e delle dinamiche del grado superiore;
- educare alla cooperazione attraverso lavoro di gruppo e tra pari.
obiettivi specifici d'apprendimento
- promuovere il piacere alla lettura;
- migliorare le competenze di scrittura creativa;
- favorire l'uso delle risorse della biblioteca locale;
- conoscere il territorio;
- migliorare la capacità di ascolto e di cooperazione tra pari.
IL LAVORO
Siamo a Copparo...
esposizione del poster digitale sul "GIALLO"
Gli alunni e le alunne della 2^ A hanno creato un poster digitale con Canva per spiegare ai più piccoli le caratteristiche del genere "Giallo":- definizione;
- personaggi;
- struttura;
- tipologia.
Lavori di gruppo
Successivamente gli alunni della primaria, classe 5^E hanno incontrato gli alunni della secondaria di primo grado, classe 2^A ed hanno iniziato il lavoro di scrittura del racconto giallo che li ha visti coinvolti per vari incontri da Febbraio a Aprile 2024
laboratorio di scrittura creativa
ecco a voi i racconti
Il TAPPETO SMARRITO Copparo, 15 gennaio 2024. «Dopo quasi 2 mesi, ancora non si sa che fine abbia fatto il famoso tappeto proveniente dal Pakistan»,
disse il giornalista.
Dieci giorni dopo…
In quei giorni io e Anna non pensammo a niente tranne a quel caso.
Dopo giorni di ricerca finalmente trovammo un indizio che poteva aiutarci: il bisnonno del proprietario del teatro era stato là in quel giorno e assistette al crimine, quindi poteva aiutarci: finalmente avevamo un indizio per cominciare il nostro caso.
Il giorno successivo andammo al teatro “De Micheli” per chiedere informazioni. Ci aprì il proprietario del teatro, gli chiedemmo di vedere il suo bisnonno e lui ci diede l’indirizzo per arrivare a casa sua.
Dopo mezz’ora di macchina, arrivammo a destinazione; suonammo il campanello alla sua porta e pochi istanti dopo aprì un anziano signore sugli ottant’ anni in sedia a rotelle.
Ci accolse in casa sua, noi ci sedemmo e gli spiegammo il motivo della nostra visita.
Lui cominciò a raccontarci che quel giorno era in biblioteca per leggere un libro di ricette di cucina. Lo ringraziammo per le informazioni date e ce ne andammo.
Due giorni dopo tornammo alla biblioteca per cercare un indizio che ci portasse a concludere il caso.
Quando tornammo in biblioteca per cercare altri indizi trovammo una botola posta dietro uno scaffale di libri di cucina antica. Provando ad aprirla, la botola risultò chiusa a chiave quindi dovevamo trovare una chiave.
Mentre controllavamo in mezzo agli scaffali, trovammo una chiave; spostammo lo scaffale e aprimmo la botola. Mentre scendevamo per le scale, vedemmo una luce e le andammo incontro. Arrivati scoprimmo che era un telefono, lo accendemmo e vedemmo una strana App. La aprimmo e ci accorgemmo della presenza di un indirizzo familiare: Infatti lo riconoscemmo: era quello del bisnonno del proprietario del teatro .
Il primo racconto dal titolo "IL TAPPETO SMARRITO" è stato scritto da: Marta Romanelli 2^A Arianna Roma 2^A Paolo Poggipollini 2^A Lucia Gaha 5^E Alberto Giovannini 5^E Kevin Realdini 5^E Samanta Katic 5^E
IL TAPPETO DI IQBAL Il 20 Ottobre 2024, il tappeto proveniente dal Pakistan, lavorato da Iqbal, venne portato in Italia, precisamente nella biblioteca comunale di Copparo, custodito in una teca con allarme situata al secondo piano dell’edificio.
L’allarme veniva attivato e disattivato dalla sicurezza in base alle gite scolastiche che effettuavano le diverse classi della provincia di Ferrara. L’11 novembre 2024, finalmente, iniziarono le gite scolastiche e la prima classe a provare questa esperienza fu la 5^E della scuola primaria di Copparo. La 5^E si divertì molto ma si accorse che Giovanni, il nonno di Carlo, li seguiva e quando la classe ebbe la possibilità di aprire la teca con il tappeto, si accorsero che da dietro il muro, Giovanni, li osservava ammaliato. Il comportamento di costui lasciò perplesso Carlo e la sua classe: il nonno non era a conoscenza della gita e nessuno sapeva il perché fosse tra loro. Carlo però all’improvviso si ricordò che suo nonno, la settimana prima, aveva letto sul giornale dell’arrivo del tanto atteso tappeto ed era rimasto molto incuriosito. Il tappeto era di forma rettangolare ed era costituito da uno sfondo verde e bianco con all’interno disegnata una luna e una stella di differenti dimensioni. Come si può intuire il tappeto era proprio come la bandiera del Pakistan. Una volta che la 5^E fu ritornata dalla gita, il tappeto fu rimesso immediatamente dentro al suo contenitore e l’allarme fu subito attivato. La seconda classe ad effettuare la visita in biblioteca fu la 5^B di Copparo. A tutti gli alunni della classe piacque molto, così tanto che chiesero alle proprie maestre di portare con loro il tappeto durante la gita che avrebbero effettuato il giorno seguente allo scopo di mostrarlo alla scuola Dante Alighieri di Ferrara. Prima di partire per Ferrara, la 5^B, si recò in biblioteca e la sicurezza disattivò l’allarme della teca in cui era contenuto il tappeto. La gita impegnò tutta la giornata e alle 18:00 il tappeto fu riposto all’interno della teca ma il personale addetto alla sicurezza si dimenticò di attivare l’allarme. Il giorno successivo il tappeto era scomparso e all’interno della teca fu ritrovato un capello biondo platino, un filo di lana blu, una lente d’occhiale e nel percorso per avvicinarsi al teatro c’era un microfono. Le due classi si unirono, iniziarono ad indagare e si affrettarono ad informare il preside dell’accaduto; andarono in biblioteca e riuscirono a rivedere i video che le telecamere di sorveglianza fecero quella notte. Restarono sorpresi quando videro un uomo vestito con un maglione blu e una parrucca biondo platino che spostava il tappeto e che osservava con interesse il funzionamento dell’allarme disattivato: era Giovanni, il nonno di Carlo. Il suo scopo era semplicemente quello di aver chiaro il modo del funzionamento dell’allarme. Sulla scena del crimine c’era anche una lente di occhiale non indossata da Giovanni quella sera. Quel giorno solo Fedele, il responsabile dei microfoni del teatro, portava gli occhiali e la biblioteca lo aveva ospitato per fare un po’ di animazione. La 5^E andò in teatro a cercare il signor Fedele ma non era presente, però sulla sua scrivania c’erano tutti i suoi microfoni e anche un paio di occhiali senza una lente. La 5^E ebbe la certezza che era stato proprio il signor Fedele a rubare il tappeto; era infatti molto appassionato di tappeti rari e ricamati. Gli alunni e il preside, successivamente, andarono a trovarlo a casa sua e videro che il tappeto era posizionato sul tavolo in marmo. Così Fedele fu cacciato dal teatro e i ragazzi, come eroi, andarono a restituire il tappeto alla sicurezza che attivò dopo un millisecondo l’allarme.
ED ANCORA...
Il secondo racconto dal titolo "IL TAPPETO DI IQBAL" è stato scritto da:
Bastianello Filippo 5^EGulinelli Marco 5^EMatilde Tezzon 2^ANicolò Ori 2^A Muhammad Abeer 2^A Anna Zuhang 2^A
ED ANCORA...
L’ inestimabile tappeto d’oro Iniziò tutto con il furto di quel tappeto. L’investigatore, cane Charlie e l’aiutante, gatto MILÙ, furono chiamati dal sindaco Pagnoni per indagare sul furto dell’inestimabile tappeto d’oro fatto da Iqbal e usato nell’antichità dal re musulmano Abdul per pregare.
Durante il tragitto l'investigatore e il suo aiutante trovarono dei pezzi di tessuto color oro e si ricordarono che il tappeto rubato era proprio d’oro, quindi provarono a seguire le tracce che condussero loro davanti al museo.
Visto che gli sembrava strano che le tracce li conducessero proprio davanti al museo, decisero di ripercorrere la strada appena fatta e si accorsero che invece li conduceva davanti ad un negozio di COLORI in piena città. Mentre interrogarono il negoziante, ancora con scarsi risultati, vedono passare un uomo tutto incappucciato con un sacchetto pieno di bombolette color blu notte comprate al negozio di periferia I COLORI DI ZIA JENNIFER”.
Decisero quindi di seguirlo per scoprire se li avesse condotti da qualche parte.
Arrivati davanti a un condominio l’investigatore e il suo aiutante non vedono in quale appartamento entra l’uomo incappucciato, quindi decidono di cercare in tutti gli appartamenti del condominio “DA SARA” .
Allora vanno alla reception e chiedono se avessero visto un uomo incappucciato, ma gli dicono che nessun uomo incappucciato era entrato di recente nel palazzo.
Decidono comunque di controllare ogni appartamento del condominio finché, arrivati al terzo piano, una ragazza gli disse che proprio nella camera sopra di lei c’era un uomo che portava spesso il cappuccio. Quindi decisero di andare a controllare e li accolse un uomo all’apparenza molto gentile di nome James che li invitò a bere un TÈ ma alla fine decise di dire la verità, cioè che era un agente segreto che indagava sullo stesso caso del tappeto d’ORO rubato e che si era finto il falso aiutante del colpevole, che aveva architettato tutto il piano per rubare il tappeto d’ORO, cioè RAOUL SOMBRERO. Egli gli rivelò anche il nascondiglio segreto di RAOUL SOMBRERO, ovvero le fogne.
Raccolte tutte le informazioni decisero di attraversare tutte le fogne di COPPARO fino a trovare il nascondiglio di RAOUL SOMBRERO che gli disse che voleva avere il tappeto d’ORO per ricavarci molti soldi vendendolo. L’investigatore CHARLIE e l’aiutante MILÙ lo sbatterono in carcere e il tappeto venne ridato al museo.
Il terzo racconto intitolato "L'inestimabile tappeto d'oro"è stato scritto da:
Anna Barioni 2^ARiccardo Bianchin 2^A Federico Grassi 2^A Alessandro Occhi 2^A David Alves Hryczka 5^E Martina Petrucci 5^E
Il Mistero del Tappeto A inizio del 2024, fu trasferito nella torre della biblioteca un tappeto proveniente dal Pakistan fatto da Iqbal.
Durante il capodanno venne rubato il tappeto dalla biblioteca comunale di Copparo. Il giorno dopo si venne a sapere che il tappeto era stato rubato e chiamarono così l’investigatore Jacque.
L’investigatore entrò e ispezionò tutta la biblioteca in cerca di indizi, pensò: “questo caso è troppo complicato da risolvere da solo, chiamerò il mio aiutante Rick”.
Insieme notarono che di fianco alla destra della biblioteca c’era una porta che conduceva al piano superiore, Rick e Jacque entrarono e trovarono un guanto bianco. Di fianco alla porta trovarono la custode Ludovica, che aveva inseguito il ladro ma venne fermata da un gas. Provarono ad interrogarla ma il gas le aveva cancellato la memoria.
Jacque andò sul tetto e trovò un rampino e una fune che collegava la biblioteca alle ex carceri di Copparo, intanto Rick stava analizzando le telecamere. Andarono subito a controllare e trovarono un tubetto con dentro un foglietto con su scritto J e B. Entrarono all’interno, ispezionando videro un tappeto identico all'originale ma capirono che era un falso perché analizzandolo, il materiale era di plastica riciclata, successivamente trovarono un foglio sul quale era disegnata la pianta della biblioteca.
Aspettarono la notte e si appostarono dentro al Municipio e sentirono dei rumori sospetti: videro il sindaco cercare qualcosa, aveva delle chiavi in mano. Lo interrogarono e capirono che non era il colpevole perché era stato incastrato. Jacque, nervoso, se ne andò infuriato a casa e rimase solo Rick, che ispezionò tutto il Municipio e trovò una lettera firmata B. Lui uscì e trovò lì due uomini; uno chiamò l’altro B e Rick l'arrestò. Venne interrogato ma non rivelò il vero colpevole.
Il giorno seguente Rick e Jacque ritornarono e continuarono le ricerche; trovarono una polvere che si illuminava al buio, così aspettarono la notte e delle impronte di piedi che spuntarono fuori. Seguendole davanti al muro con il disegno di Anne Frank, trovarono una leva che apriva il muro e dentro c’era il vero tappeto e la custode che indicò Jacque e disse: ”E’ lui il vero colpevole!!”. Jacque scappò ma venne arrestato.
ed ancora...
il quarto racconto dal titolo "Il mistero del Tappeto" è stato scritto da:
Paolo Ferri 2^A Serena Tessarin 2^A Nicolò Camatarri 2^A Giulia Nikolic 2^A Maeco Sivieri 5^E Gianluca Taurisano 5^E
Il Mistero del Tappeto A inizio del 2024, fu trasferito nella torre della biblioteca un tappeto proveniente dal Pakistan fatto da Iqbal.
Durante il capodanno venne rubato il tappeto dalla biblioteca comunale di Copparo. Il giorno dopo si venne a sapere che il tappeto era stato rubato e chiamarono così l’investigatore Jacque.
L’investigatore entrò e ispezionò tutta la biblioteca in cerca di indizi, pensò: “questo caso è troppo complicato da risolvere da solo, chiamerò il mio aiutante Rick”.
Insieme notarono che di fianco alla destra della biblioteca c’era una porta che conduceva al piano superiore, Rick e Jacque entrarono e trovarono un guanto bianco. Di fianco alla porta trovarono la custode Ludovica, che aveva inseguito il ladro ma venne fermata da un gas. Provarono ad interrogarla ma il gas le aveva cancellato la memoria.
Jacque andò sul tetto e trovò un rampino e una fune che collegava la biblioteca alle ex carceri di Copparo, intanto Rick stava analizzando le telecamere. Andarono subito a controllare e trovarono un tubetto con dentro un foglietto con su scritto J e B. Entrarono all’interno, ispezionando videro un tappeto identico all'originale ma capirono che era un falso perché analizzandolo, il materiale era di plastica riciclata, successivamente trovarono un foglio sul quale era disegnata la pianta della biblioteca.
Aspettarono la notte e si appostarono dentro al Municipio e sentirono dei rumori sospetti: videro il sindaco cercare qualcosa, aveva delle chiavi in mano. Lo interrogarono e capirono che non era il colpevole perché era stato incastrato. Jacque, nervoso, se ne andò infuriato a casa e rimase solo Rick, che ispezionò tutto il Municipio e trovò una lettera firmata B. Lui uscì e trovò lì due uomini; uno chiamò l’altro B e Rick l'arrestò. Venne interrogato ma non rivelò il vero colpevole.
Il giorno seguente Rick e Jacque ritornarono e continuarono le ricerche; trovarono una polvere che si illuminava al buio, così aspettarono la notte e delle impronte di piedi che spuntarono fuori. Seguendole davanti al muro con il disegno di Anne Frank, trovarono una leva che apriva il muro e dentro c’era il vero tappeto e la custode che indicò Jacque e disse: ”E’ lui il vero colpevole!!”. Jacque scappò ma venne arrestato.
ed ancora...
il quinto racconto dal titolo "Il mistero del Tappeto" è stato scritto da:
Paolo Ferri 2^A Serena Tessarin 2^A Nicolò Camatarri 2^A Giulia Nikolic 2^A Maeco Sivieri 5^E Gianluca Taurisano 5^E
UN FURTO ALLA BIBLIOTECAIl 12 Febbraio 1964 alla biblioteca di Copparo c’è stato un furto di un tappeto proveniente dal Pakistan fatto da Iqbal. Questo tappeto conteneva al suo interno una mappa che portava ad un tesoro nascosto, appartenente ad un antico Imperatore che sotterrò un tesoro dal valore di 360 000 000 euro. Il sindaco e il maresciallo, qualche ora prima del furto, organizzarono il piano per rubare il tappeto: hackerarono le telecamere per un breve arco di tempo, cosi avrebbero avuto il tempo di uscire dalla biblioteca con il tappeto per poi tornare nel loro ufficio. La sera dell’11 Febbraio 1964, la telecamera che inquadrava il tappeto improvvisamente si oscurò e la guardia si spaventò. Quando finalmente ritornò a far vedere cosa c’era intorno, videro che il tappeto non c’era più, qualcuno lo aveva rubato: un signore sulla cinquantina (anni) era scappato con uno zaino in spalla proprio nel punto dove il tappeto era stato rubato. Ingrandendo la foto si poteva notare che era proprio il Signor. Maccali Il sindaco avviò delle ricerche per scovare i possibili sospettati. Il primo indagato era il Sig. Maccali, il quale fu costretto a dar loro le informazioni su dove trovare il tappeto. Maccali, terrorizzato, diede loro le informazioni, però errate; il sindaco, contrariato, chiese nuovamente le informazioni corrette, ma Maccali si rifiutò ancora. Il sindaco convocò nuovamente nel suo ufficio Maccali, che divenne vittima di omicidio da parte del Maresciallo. Al termine dell'interrogatorio lo uccisero, infatti, perché conoscente di Iqbal. Uscito dal suo ufficio trovò un bigliettino, sul quale c’erano scritte le coordinate della mappa. L'investigatore Mattia aiutò il sindaco a scovare la tomba di Iqbal per poi recuperare la mappa e arrivare al tesoro. Il sindaco e Mattia arrivano alla tomba e mentre il sindaco si inginocchiava per afferrarlo, Mattia gli sparò, il sindaco morì e Mattia scappò col tesoro. Il maresciallo, ancora in vita, cercò di imprigionare Mattia ma lui, con la sua astuzia, riuscì a scappare. Il maresciallo convocò la polizia per cercarlo, ma con scarsi risultati; perciò, dopo qualche giorno, la polizia si arrese. Mattia contento del suo lavoro portò il tesoro alla biblioteca e per ringraziarlo lo pagò con una cifra di soldi molto alta. Mattia continuò la sua vita da ricco in un’altra città per risolvere altri misteri
ed ancora...
il quinto racconto dal titolo "UN FURTO ALLA BIBLIOTECA" è stato scritto da:
Anastasia Pasquali 2^A Mattia Andreotti 2^A Dolan Engemayer 2^A Yasmine Rawdi 2^A Filippo Andreaotti 5^E Lorenzo Ghiselli 5^E Israa Missaoui 5^E
Fuori strada ma non troppo Copparo 1900,
Un giorno venne rubato un tappeto dal negozio pakistano più famoso della città.
Il signor Escrimier investigatore della città, venne a sapere di questo furto. Sul luogo del delitto, c’erano quattro sospettati: tra cui la signora Rosselle e il signor Tortuar, quando tutti andarono via, la coppia di investigatori trovò un pezzo di stoffa di colore blu vicino alla porta . Due giorni dopo il signor Escrimier e la sua fidata assistente Penny, vengono a sapere che un ragazzo è scomparso da molti giorni e non si trovava più. Così i due investigatori si mettono a indagare. Dopo svariate ricerche, lo trovano in biblioteca privo di vita e prima di continuare ad indagare decidono di aspettare l’autopsia. Mentre aspettano i risultati, Penny decise di andare a casa di Rosselle, ma non la trova perchè la signora stava cercando una villa vicino al comune. Il signor Escrimier durante la sua passeggiata pomeridiana, vide il signor Tortuar aggirarsi con aria sospetta. Così l’investigatore decise di andare a parlarci; dopo un discorso per nulla acceso, i due amici si congedarono ed a Tortuar cadde un contratto in cui doveva pagare una cifra inestimabile, ma Escrimier non riuscì a leggere altro perchè l’amico fu troppo veloce a raccogliere il foglio; così l’investigatore pensò dentro di se che secondo lui Tortuar nascondesse qualcosa, perchè gli aveva detto persino che lui e Rosselle erano sposati. Balbettava e poi c’era il contratto. Quando Tortuar arrivò a casa, non raccontò nulla alla moglie del discorso con Escrimier, però le disse che era stanco di mantenere tutti i segreti e per allentare la tensione, decise di andare a dormire, ma ebbe una notte in bianco perchè continuava a fare incubi. Era una stupenda mattina, quando arrivarono i risultati dell’autopsia e il signor Escrimier, venuto al corrente di questa notizia, si recò alla caserma della polizia ed esaminò tutte le carte. Quando ebbe finito, si ritrovò punto a capo perchè il ragazzo era morto di ipotermia. Con aria di rammarico decise di consultare la sua assistente Penny, per chiederle sul da farsi e intanto gli raccontò dello strano incontro con il signor Touruar. L’affidata aiutante di Escrimier aveva un tale disappunto sul racconto dell’amico che decise di andare a casa di Rosselle per il tè pomeridiano. Mentre la signora Rosselle stava bevendo l’ultimo sorso del suo tè; Penny decise di farle alcune domande del tipo se avesse debiti in banca, ma l’amica le rispose con un tono freddo e la invitò ad andarsene. Quando le due ragazze si salutarono, Rosselle si alzò dal tavolo e le cadde uno scontrino, con una somma importante. Ormai era chiaro. I due investigatori si riunirono e decisero di andare a trovare Rosselle e fare un giro della casa, ma decisero di portare anche la polizia. Durante il tragitto, la coppia di investigatori, si scambiarono informazioni su alcuni indizzi che conducevano al colpevole. Bussarono alla porta della casa, ma si accorsero che era chiusa dall’interno; contarono fino a tre e si fiondarono addosso a essa e si aprì, corsero fino al salone principale e trovarono Tortuar e la moglie che stavano osservando il tappeto disteso sul tavolo, la corsa si frenò di scatto e i due avanzarono piano, ma i due ladri li sentirono e saltarono in piedi. La signora Rosselle aveva una pistola in mano pronta a sparare, ma Penny bastò gridare un semplice aiuto e la polizia entrò e acciuffò i due ladri.
ed infine...
il sesto ed ultimo racconto dal titolo "FUORI STRADA MA NON TROPPO" è stato scritto da:
Emma Brunaldi 2^A Chaira Gregori 2^A Zoe Ferrari 2^A Samed Demusi 2^A Michaela Grandi 5^E Sarah Hajmi 5^E
ALCUNI INDIZI...
Continuano i lavori...
Dopo aver ideato i racconti e gli indizi, gli alunni della 5^E li hanno trasformati in prodotti artistici, bellissimi e colorati tabelloni da gioco di cui testare la loro efficacia con gli alunni più grandi.
E ancora...
Tutti i tabelloni da gioco sono accompagnati da indizi, regole e personaggi creati dalle mani dei più piccoli..
PRODOTTO FINALE
Il prodotto finale del progetto consiste in un gioco da tavolo tra quelli creati dagli alunni, plastificato e reso funzionale dopo essere stato testato con regole e strumenti. Si ringraziano tutti gli alunni della 5^E e della 2^A che hanno collaborato con grande serietà ma anche divertendosi. I più grandi hanno imparato ad essere pazienti e dei mentori per i più piccoli. questi ultimi hanno imparato ad ascoltare, a cooperare ed ad affidarsi agli alunni più grandi. Dopo una riflessione finale tra docenti ed alunni, i bambini della 5^E della primaria, hanno affermato che hanno iniziato il progetto con un po' di timore nei confronti dei professori della secondaria ma alla fine questa paura è svanita lasciando il posto a curiosità e voglia di iniziare un nuovo percorso... anche se consapevoli che lasciare le loro maestre sarà difficile ma necessario.
foto prodotto finale
Considerazioni finali
Un ringraziamento particolare alla maestra Bertolini ed alla professoressa Ravani per aver supportato il mio progetto ed essere state accoglienti e pazienti e per credere nella collaborazione e nella coprogettazione.
Professoressa Ravani
Maestra Bertolini
COPPARO
Il territorio di Copparo si trova nella parte centro-orientale della provincia di Ferrara, a nord abbiamo il corso principale del Po, a est il Parco del Delta del Po e la costa, a sud il Po di Volano. Il Comune di Copparo confina con Ferrara, Ro, Berra, Jolanda di Savoia, Formignana. Il territorio è interamente pianeggiante e numerosi sono i corsi d'acqua che lo attraversano, le prime opere di bonifica risalgono al periodo Estense, intorno la metà del Cinquecento.
GIALLO PROVINCIA TAT
Tatiana Elia
Created on March 24, 2024
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L'I.C. di Copparo (Fe)
presenta
"Giallo Provincia"
Progetto di continuità 2^A-5^E
IL PROGETTO
"gIALLO pROVINCIA"
Nell'ambito del piano continuità tra la primaria e la secondaria di primo grado dell'Istituto Conprensivo di Copparo (FE), la maestra Carla Bertolini e l'insegnante Jenni Ravani presentano il progetto "Giallo Provincia" che ha visto coinvolte le alunne e gli alunni della classe 5^E della classe 2^A.Obiettivi:- nell'ottica del curriculum verticale incrementare la collaborazione e la cooperazione tra soggetti educanti e tra alunni;
- favorire il passaggio degli alunni dalla scuola primaria alla secondaria attraverso la conoscenza dei luoghi e delle dinamiche del grado superiore;
- educare alla cooperazione attraverso lavoro di gruppo e tra pari.
obiettivi specifici d'apprendimento
IL LAVORO
Siamo a Copparo...
esposizione del poster digitale sul "GIALLO"
Gli alunni e le alunne della 2^ A hanno creato un poster digitale con Canva per spiegare ai più piccoli le caratteristiche del genere "Giallo":- definizione;
- personaggi;
- struttura;
- tipologia.
Lavori di gruppo
Successivamente gli alunni della primaria, classe 5^E hanno incontrato gli alunni della secondaria di primo grado, classe 2^A ed hanno iniziato il lavoro di scrittura del racconto giallo che li ha visti coinvolti per vari incontri da Febbraio a Aprile 2024
laboratorio di scrittura creativa
ecco a voi i racconti
Il TAPPETO SMARRITO Copparo, 15 gennaio 2024. «Dopo quasi 2 mesi, ancora non si sa che fine abbia fatto il famoso tappeto proveniente dal Pakistan», disse il giornalista. Dieci giorni dopo… In quei giorni io e Anna non pensammo a niente tranne a quel caso. Dopo giorni di ricerca finalmente trovammo un indizio che poteva aiutarci: il bisnonno del proprietario del teatro era stato là in quel giorno e assistette al crimine, quindi poteva aiutarci: finalmente avevamo un indizio per cominciare il nostro caso. Il giorno successivo andammo al teatro “De Micheli” per chiedere informazioni. Ci aprì il proprietario del teatro, gli chiedemmo di vedere il suo bisnonno e lui ci diede l’indirizzo per arrivare a casa sua. Dopo mezz’ora di macchina, arrivammo a destinazione; suonammo il campanello alla sua porta e pochi istanti dopo aprì un anziano signore sugli ottant’ anni in sedia a rotelle. Ci accolse in casa sua, noi ci sedemmo e gli spiegammo il motivo della nostra visita. Lui cominciò a raccontarci che quel giorno era in biblioteca per leggere un libro di ricette di cucina. Lo ringraziammo per le informazioni date e ce ne andammo. Due giorni dopo tornammo alla biblioteca per cercare un indizio che ci portasse a concludere il caso. Quando tornammo in biblioteca per cercare altri indizi trovammo una botola posta dietro uno scaffale di libri di cucina antica. Provando ad aprirla, la botola risultò chiusa a chiave quindi dovevamo trovare una chiave. Mentre controllavamo in mezzo agli scaffali, trovammo una chiave; spostammo lo scaffale e aprimmo la botola. Mentre scendevamo per le scale, vedemmo una luce e le andammo incontro. Arrivati scoprimmo che era un telefono, lo accendemmo e vedemmo una strana App. La aprimmo e ci accorgemmo della presenza di un indirizzo familiare: Infatti lo riconoscemmo: era quello del bisnonno del proprietario del teatro .
Il primo racconto dal titolo "IL TAPPETO SMARRITO" è stato scritto da: Marta Romanelli 2^A Arianna Roma 2^A Paolo Poggipollini 2^A Lucia Gaha 5^E Alberto Giovannini 5^E Kevin Realdini 5^E Samanta Katic 5^E
IL TAPPETO DI IQBAL Il 20 Ottobre 2024, il tappeto proveniente dal Pakistan, lavorato da Iqbal, venne portato in Italia, precisamente nella biblioteca comunale di Copparo, custodito in una teca con allarme situata al secondo piano dell’edificio. L’allarme veniva attivato e disattivato dalla sicurezza in base alle gite scolastiche che effettuavano le diverse classi della provincia di Ferrara. L’11 novembre 2024, finalmente, iniziarono le gite scolastiche e la prima classe a provare questa esperienza fu la 5^E della scuola primaria di Copparo. La 5^E si divertì molto ma si accorse che Giovanni, il nonno di Carlo, li seguiva e quando la classe ebbe la possibilità di aprire la teca con il tappeto, si accorsero che da dietro il muro, Giovanni, li osservava ammaliato. Il comportamento di costui lasciò perplesso Carlo e la sua classe: il nonno non era a conoscenza della gita e nessuno sapeva il perché fosse tra loro. Carlo però all’improvviso si ricordò che suo nonno, la settimana prima, aveva letto sul giornale dell’arrivo del tanto atteso tappeto ed era rimasto molto incuriosito. Il tappeto era di forma rettangolare ed era costituito da uno sfondo verde e bianco con all’interno disegnata una luna e una stella di differenti dimensioni. Come si può intuire il tappeto era proprio come la bandiera del Pakistan. Una volta che la 5^E fu ritornata dalla gita, il tappeto fu rimesso immediatamente dentro al suo contenitore e l’allarme fu subito attivato. La seconda classe ad effettuare la visita in biblioteca fu la 5^B di Copparo. A tutti gli alunni della classe piacque molto, così tanto che chiesero alle proprie maestre di portare con loro il tappeto durante la gita che avrebbero effettuato il giorno seguente allo scopo di mostrarlo alla scuola Dante Alighieri di Ferrara. Prima di partire per Ferrara, la 5^B, si recò in biblioteca e la sicurezza disattivò l’allarme della teca in cui era contenuto il tappeto. La gita impegnò tutta la giornata e alle 18:00 il tappeto fu riposto all’interno della teca ma il personale addetto alla sicurezza si dimenticò di attivare l’allarme. Il giorno successivo il tappeto era scomparso e all’interno della teca fu ritrovato un capello biondo platino, un filo di lana blu, una lente d’occhiale e nel percorso per avvicinarsi al teatro c’era un microfono. Le due classi si unirono, iniziarono ad indagare e si affrettarono ad informare il preside dell’accaduto; andarono in biblioteca e riuscirono a rivedere i video che le telecamere di sorveglianza fecero quella notte. Restarono sorpresi quando videro un uomo vestito con un maglione blu e una parrucca biondo platino che spostava il tappeto e che osservava con interesse il funzionamento dell’allarme disattivato: era Giovanni, il nonno di Carlo. Il suo scopo era semplicemente quello di aver chiaro il modo del funzionamento dell’allarme. Sulla scena del crimine c’era anche una lente di occhiale non indossata da Giovanni quella sera. Quel giorno solo Fedele, il responsabile dei microfoni del teatro, portava gli occhiali e la biblioteca lo aveva ospitato per fare un po’ di animazione. La 5^E andò in teatro a cercare il signor Fedele ma non era presente, però sulla sua scrivania c’erano tutti i suoi microfoni e anche un paio di occhiali senza una lente. La 5^E ebbe la certezza che era stato proprio il signor Fedele a rubare il tappeto; era infatti molto appassionato di tappeti rari e ricamati. Gli alunni e il preside, successivamente, andarono a trovarlo a casa sua e videro che il tappeto era posizionato sul tavolo in marmo. Così Fedele fu cacciato dal teatro e i ragazzi, come eroi, andarono a restituire il tappeto alla sicurezza che attivò dopo un millisecondo l’allarme.
ED ANCORA...
Il secondo racconto dal titolo "IL TAPPETO DI IQBAL" è stato scritto da:
Bastianello Filippo 5^EGulinelli Marco 5^EMatilde Tezzon 2^ANicolò Ori 2^A Muhammad Abeer 2^A Anna Zuhang 2^A
ED ANCORA...
L’ inestimabile tappeto d’oro Iniziò tutto con il furto di quel tappeto. L’investigatore, cane Charlie e l’aiutante, gatto MILÙ, furono chiamati dal sindaco Pagnoni per indagare sul furto dell’inestimabile tappeto d’oro fatto da Iqbal e usato nell’antichità dal re musulmano Abdul per pregare. Durante il tragitto l'investigatore e il suo aiutante trovarono dei pezzi di tessuto color oro e si ricordarono che il tappeto rubato era proprio d’oro, quindi provarono a seguire le tracce che condussero loro davanti al museo. Visto che gli sembrava strano che le tracce li conducessero proprio davanti al museo, decisero di ripercorrere la strada appena fatta e si accorsero che invece li conduceva davanti ad un negozio di COLORI in piena città. Mentre interrogarono il negoziante, ancora con scarsi risultati, vedono passare un uomo tutto incappucciato con un sacchetto pieno di bombolette color blu notte comprate al negozio di periferia I COLORI DI ZIA JENNIFER”. Decisero quindi di seguirlo per scoprire se li avesse condotti da qualche parte. Arrivati davanti a un condominio l’investigatore e il suo aiutante non vedono in quale appartamento entra l’uomo incappucciato, quindi decidono di cercare in tutti gli appartamenti del condominio “DA SARA” . Allora vanno alla reception e chiedono se avessero visto un uomo incappucciato, ma gli dicono che nessun uomo incappucciato era entrato di recente nel palazzo. Decidono comunque di controllare ogni appartamento del condominio finché, arrivati al terzo piano, una ragazza gli disse che proprio nella camera sopra di lei c’era un uomo che portava spesso il cappuccio. Quindi decisero di andare a controllare e li accolse un uomo all’apparenza molto gentile di nome James che li invitò a bere un TÈ ma alla fine decise di dire la verità, cioè che era un agente segreto che indagava sullo stesso caso del tappeto d’ORO rubato e che si era finto il falso aiutante del colpevole, che aveva architettato tutto il piano per rubare il tappeto d’ORO, cioè RAOUL SOMBRERO. Egli gli rivelò anche il nascondiglio segreto di RAOUL SOMBRERO, ovvero le fogne. Raccolte tutte le informazioni decisero di attraversare tutte le fogne di COPPARO fino a trovare il nascondiglio di RAOUL SOMBRERO che gli disse che voleva avere il tappeto d’ORO per ricavarci molti soldi vendendolo. L’investigatore CHARLIE e l’aiutante MILÙ lo sbatterono in carcere e il tappeto venne ridato al museo.
Il terzo racconto intitolato "L'inestimabile tappeto d'oro"è stato scritto da:
Anna Barioni 2^ARiccardo Bianchin 2^A Federico Grassi 2^A Alessandro Occhi 2^A David Alves Hryczka 5^E Martina Petrucci 5^E
Il Mistero del Tappeto A inizio del 2024, fu trasferito nella torre della biblioteca un tappeto proveniente dal Pakistan fatto da Iqbal. Durante il capodanno venne rubato il tappeto dalla biblioteca comunale di Copparo. Il giorno dopo si venne a sapere che il tappeto era stato rubato e chiamarono così l’investigatore Jacque. L’investigatore entrò e ispezionò tutta la biblioteca in cerca di indizi, pensò: “questo caso è troppo complicato da risolvere da solo, chiamerò il mio aiutante Rick”. Insieme notarono che di fianco alla destra della biblioteca c’era una porta che conduceva al piano superiore, Rick e Jacque entrarono e trovarono un guanto bianco. Di fianco alla porta trovarono la custode Ludovica, che aveva inseguito il ladro ma venne fermata da un gas. Provarono ad interrogarla ma il gas le aveva cancellato la memoria. Jacque andò sul tetto e trovò un rampino e una fune che collegava la biblioteca alle ex carceri di Copparo, intanto Rick stava analizzando le telecamere. Andarono subito a controllare e trovarono un tubetto con dentro un foglietto con su scritto J e B. Entrarono all’interno, ispezionando videro un tappeto identico all'originale ma capirono che era un falso perché analizzandolo, il materiale era di plastica riciclata, successivamente trovarono un foglio sul quale era disegnata la pianta della biblioteca. Aspettarono la notte e si appostarono dentro al Municipio e sentirono dei rumori sospetti: videro il sindaco cercare qualcosa, aveva delle chiavi in mano. Lo interrogarono e capirono che non era il colpevole perché era stato incastrato. Jacque, nervoso, se ne andò infuriato a casa e rimase solo Rick, che ispezionò tutto il Municipio e trovò una lettera firmata B. Lui uscì e trovò lì due uomini; uno chiamò l’altro B e Rick l'arrestò. Venne interrogato ma non rivelò il vero colpevole. Il giorno seguente Rick e Jacque ritornarono e continuarono le ricerche; trovarono una polvere che si illuminava al buio, così aspettarono la notte e delle impronte di piedi che spuntarono fuori. Seguendole davanti al muro con il disegno di Anne Frank, trovarono una leva che apriva il muro e dentro c’era il vero tappeto e la custode che indicò Jacque e disse: ”E’ lui il vero colpevole!!”. Jacque scappò ma venne arrestato.
ed ancora...
il quarto racconto dal titolo "Il mistero del Tappeto" è stato scritto da:
Paolo Ferri 2^A Serena Tessarin 2^A Nicolò Camatarri 2^A Giulia Nikolic 2^A Maeco Sivieri 5^E Gianluca Taurisano 5^E
Il Mistero del Tappeto A inizio del 2024, fu trasferito nella torre della biblioteca un tappeto proveniente dal Pakistan fatto da Iqbal. Durante il capodanno venne rubato il tappeto dalla biblioteca comunale di Copparo. Il giorno dopo si venne a sapere che il tappeto era stato rubato e chiamarono così l’investigatore Jacque. L’investigatore entrò e ispezionò tutta la biblioteca in cerca di indizi, pensò: “questo caso è troppo complicato da risolvere da solo, chiamerò il mio aiutante Rick”. Insieme notarono che di fianco alla destra della biblioteca c’era una porta che conduceva al piano superiore, Rick e Jacque entrarono e trovarono un guanto bianco. Di fianco alla porta trovarono la custode Ludovica, che aveva inseguito il ladro ma venne fermata da un gas. Provarono ad interrogarla ma il gas le aveva cancellato la memoria. Jacque andò sul tetto e trovò un rampino e una fune che collegava la biblioteca alle ex carceri di Copparo, intanto Rick stava analizzando le telecamere. Andarono subito a controllare e trovarono un tubetto con dentro un foglietto con su scritto J e B. Entrarono all’interno, ispezionando videro un tappeto identico all'originale ma capirono che era un falso perché analizzandolo, il materiale era di plastica riciclata, successivamente trovarono un foglio sul quale era disegnata la pianta della biblioteca. Aspettarono la notte e si appostarono dentro al Municipio e sentirono dei rumori sospetti: videro il sindaco cercare qualcosa, aveva delle chiavi in mano. Lo interrogarono e capirono che non era il colpevole perché era stato incastrato. Jacque, nervoso, se ne andò infuriato a casa e rimase solo Rick, che ispezionò tutto il Municipio e trovò una lettera firmata B. Lui uscì e trovò lì due uomini; uno chiamò l’altro B e Rick l'arrestò. Venne interrogato ma non rivelò il vero colpevole. Il giorno seguente Rick e Jacque ritornarono e continuarono le ricerche; trovarono una polvere che si illuminava al buio, così aspettarono la notte e delle impronte di piedi che spuntarono fuori. Seguendole davanti al muro con il disegno di Anne Frank, trovarono una leva che apriva il muro e dentro c’era il vero tappeto e la custode che indicò Jacque e disse: ”E’ lui il vero colpevole!!”. Jacque scappò ma venne arrestato.
ed ancora...
il quinto racconto dal titolo "Il mistero del Tappeto" è stato scritto da:
Paolo Ferri 2^A Serena Tessarin 2^A Nicolò Camatarri 2^A Giulia Nikolic 2^A Maeco Sivieri 5^E Gianluca Taurisano 5^E
UN FURTO ALLA BIBLIOTECAIl 12 Febbraio 1964 alla biblioteca di Copparo c’è stato un furto di un tappeto proveniente dal Pakistan fatto da Iqbal. Questo tappeto conteneva al suo interno una mappa che portava ad un tesoro nascosto, appartenente ad un antico Imperatore che sotterrò un tesoro dal valore di 360 000 000 euro. Il sindaco e il maresciallo, qualche ora prima del furto, organizzarono il piano per rubare il tappeto: hackerarono le telecamere per un breve arco di tempo, cosi avrebbero avuto il tempo di uscire dalla biblioteca con il tappeto per poi tornare nel loro ufficio. La sera dell’11 Febbraio 1964, la telecamera che inquadrava il tappeto improvvisamente si oscurò e la guardia si spaventò. Quando finalmente ritornò a far vedere cosa c’era intorno, videro che il tappeto non c’era più, qualcuno lo aveva rubato: un signore sulla cinquantina (anni) era scappato con uno zaino in spalla proprio nel punto dove il tappeto era stato rubato. Ingrandendo la foto si poteva notare che era proprio il Signor. Maccali Il sindaco avviò delle ricerche per scovare i possibili sospettati. Il primo indagato era il Sig. Maccali, il quale fu costretto a dar loro le informazioni su dove trovare il tappeto. Maccali, terrorizzato, diede loro le informazioni, però errate; il sindaco, contrariato, chiese nuovamente le informazioni corrette, ma Maccali si rifiutò ancora. Il sindaco convocò nuovamente nel suo ufficio Maccali, che divenne vittima di omicidio da parte del Maresciallo. Al termine dell'interrogatorio lo uccisero, infatti, perché conoscente di Iqbal. Uscito dal suo ufficio trovò un bigliettino, sul quale c’erano scritte le coordinate della mappa. L'investigatore Mattia aiutò il sindaco a scovare la tomba di Iqbal per poi recuperare la mappa e arrivare al tesoro. Il sindaco e Mattia arrivano alla tomba e mentre il sindaco si inginocchiava per afferrarlo, Mattia gli sparò, il sindaco morì e Mattia scappò col tesoro. Il maresciallo, ancora in vita, cercò di imprigionare Mattia ma lui, con la sua astuzia, riuscì a scappare. Il maresciallo convocò la polizia per cercarlo, ma con scarsi risultati; perciò, dopo qualche giorno, la polizia si arrese. Mattia contento del suo lavoro portò il tesoro alla biblioteca e per ringraziarlo lo pagò con una cifra di soldi molto alta. Mattia continuò la sua vita da ricco in un’altra città per risolvere altri misteri
ed ancora...
il quinto racconto dal titolo "UN FURTO ALLA BIBLIOTECA" è stato scritto da:
Anastasia Pasquali 2^A Mattia Andreotti 2^A Dolan Engemayer 2^A Yasmine Rawdi 2^A Filippo Andreaotti 5^E Lorenzo Ghiselli 5^E Israa Missaoui 5^E
Fuori strada ma non troppo Copparo 1900, Un giorno venne rubato un tappeto dal negozio pakistano più famoso della città. Il signor Escrimier investigatore della città, venne a sapere di questo furto. Sul luogo del delitto, c’erano quattro sospettati: tra cui la signora Rosselle e il signor Tortuar, quando tutti andarono via, la coppia di investigatori trovò un pezzo di stoffa di colore blu vicino alla porta . Due giorni dopo il signor Escrimier e la sua fidata assistente Penny, vengono a sapere che un ragazzo è scomparso da molti giorni e non si trovava più. Così i due investigatori si mettono a indagare. Dopo svariate ricerche, lo trovano in biblioteca privo di vita e prima di continuare ad indagare decidono di aspettare l’autopsia. Mentre aspettano i risultati, Penny decise di andare a casa di Rosselle, ma non la trova perchè la signora stava cercando una villa vicino al comune. Il signor Escrimier durante la sua passeggiata pomeridiana, vide il signor Tortuar aggirarsi con aria sospetta. Così l’investigatore decise di andare a parlarci; dopo un discorso per nulla acceso, i due amici si congedarono ed a Tortuar cadde un contratto in cui doveva pagare una cifra inestimabile, ma Escrimier non riuscì a leggere altro perchè l’amico fu troppo veloce a raccogliere il foglio; così l’investigatore pensò dentro di se che secondo lui Tortuar nascondesse qualcosa, perchè gli aveva detto persino che lui e Rosselle erano sposati. Balbettava e poi c’era il contratto. Quando Tortuar arrivò a casa, non raccontò nulla alla moglie del discorso con Escrimier, però le disse che era stanco di mantenere tutti i segreti e per allentare la tensione, decise di andare a dormire, ma ebbe una notte in bianco perchè continuava a fare incubi. Era una stupenda mattina, quando arrivarono i risultati dell’autopsia e il signor Escrimier, venuto al corrente di questa notizia, si recò alla caserma della polizia ed esaminò tutte le carte. Quando ebbe finito, si ritrovò punto a capo perchè il ragazzo era morto di ipotermia. Con aria di rammarico decise di consultare la sua assistente Penny, per chiederle sul da farsi e intanto gli raccontò dello strano incontro con il signor Touruar. L’affidata aiutante di Escrimier aveva un tale disappunto sul racconto dell’amico che decise di andare a casa di Rosselle per il tè pomeridiano. Mentre la signora Rosselle stava bevendo l’ultimo sorso del suo tè; Penny decise di farle alcune domande del tipo se avesse debiti in banca, ma l’amica le rispose con un tono freddo e la invitò ad andarsene. Quando le due ragazze si salutarono, Rosselle si alzò dal tavolo e le cadde uno scontrino, con una somma importante. Ormai era chiaro. I due investigatori si riunirono e decisero di andare a trovare Rosselle e fare un giro della casa, ma decisero di portare anche la polizia. Durante il tragitto, la coppia di investigatori, si scambiarono informazioni su alcuni indizzi che conducevano al colpevole. Bussarono alla porta della casa, ma si accorsero che era chiusa dall’interno; contarono fino a tre e si fiondarono addosso a essa e si aprì, corsero fino al salone principale e trovarono Tortuar e la moglie che stavano osservando il tappeto disteso sul tavolo, la corsa si frenò di scatto e i due avanzarono piano, ma i due ladri li sentirono e saltarono in piedi. La signora Rosselle aveva una pistola in mano pronta a sparare, ma Penny bastò gridare un semplice aiuto e la polizia entrò e acciuffò i due ladri.
ed infine...
il sesto ed ultimo racconto dal titolo "FUORI STRADA MA NON TROPPO" è stato scritto da:
Emma Brunaldi 2^A Chaira Gregori 2^A Zoe Ferrari 2^A Samed Demusi 2^A Michaela Grandi 5^E Sarah Hajmi 5^E
ALCUNI INDIZI...
Continuano i lavori...
Dopo aver ideato i racconti e gli indizi, gli alunni della 5^E li hanno trasformati in prodotti artistici, bellissimi e colorati tabelloni da gioco di cui testare la loro efficacia con gli alunni più grandi.
E ancora...
Tutti i tabelloni da gioco sono accompagnati da indizi, regole e personaggi creati dalle mani dei più piccoli..
PRODOTTO FINALE
Il prodotto finale del progetto consiste in un gioco da tavolo tra quelli creati dagli alunni, plastificato e reso funzionale dopo essere stato testato con regole e strumenti. Si ringraziano tutti gli alunni della 5^E e della 2^A che hanno collaborato con grande serietà ma anche divertendosi. I più grandi hanno imparato ad essere pazienti e dei mentori per i più piccoli. questi ultimi hanno imparato ad ascoltare, a cooperare ed ad affidarsi agli alunni più grandi. Dopo una riflessione finale tra docenti ed alunni, i bambini della 5^E della primaria, hanno affermato che hanno iniziato il progetto con un po' di timore nei confronti dei professori della secondaria ma alla fine questa paura è svanita lasciando il posto a curiosità e voglia di iniziare un nuovo percorso... anche se consapevoli che lasciare le loro maestre sarà difficile ma necessario.
foto prodotto finale
Considerazioni finali
Un ringraziamento particolare alla maestra Bertolini ed alla professoressa Ravani per aver supportato il mio progetto ed essere state accoglienti e pazienti e per credere nella collaborazione e nella coprogettazione.
Professoressa Ravani
Maestra Bertolini
COPPARO
Il territorio di Copparo si trova nella parte centro-orientale della provincia di Ferrara, a nord abbiamo il corso principale del Po, a est il Parco del Delta del Po e la costa, a sud il Po di Volano. Il Comune di Copparo confina con Ferrara, Ro, Berra, Jolanda di Savoia, Formignana. Il territorio è interamente pianeggiante e numerosi sono i corsi d'acqua che lo attraversano, le prime opere di bonifica risalgono al periodo Estense, intorno la metà del Cinquecento.