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Chichibio e la Gru

Maria Luca

Created on March 19, 2024

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Transcript

Chichibio e la Gru

Giovanni Boccaccio

MARIA LUCA

Currado Gianfigliazzi era un nobile fiorentino appasssionato di caccia. Un giorno tornò a casa con una Gru cacciata e l'affidò al suo cuoco Chichibio.

Quando la Gru è pronta, giunge la fanciulla di cui Chichibio è innamorato, la quale gli chiede una coscia della Gru.

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Quando la gru viene servita a tavola a Currado, il Signore nota subito che manca una coscia e chiede spiegazioni a Chichibio.

A quel punto Chichibio mente e risponde che le gru hanno solo una gamba, ma Currado non gli crede e promette di verificare insieme a lui il mattino seguente.

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Al mattino seguente, Currado e Chichibio si avviano insieme verso il fiume. Una volta arrivati vedono le gru che stanno dormendo e riposano su una zampa sola.

Chichibio sottolinea allora di avere ragione, ma Currado non gli crede, così battendo le mani e urlando fa volare via le gru che mostrano le due gambe.

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Chichibio non sapendo più come salvarsi, risponde che se lui effettivamente avesse urlato alla gru la sera precedente, anche quella avrebbe tirato fuori l'altra coscia.

A questo punto la battuta del cuoco fa sorridere a tal punto Currado che la sua ira svanisce e Chichibio riesce così a passarla liscia.

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Commento

Chichibio e la Gru è la quarta novella della sesta giornata del Decameron, la quale si concentra sul tema della Fortuna e sulla virtù dell'intelligenza nel saper cogliere le opportunità che essa offre. Boccaccio utilizza il "motto di spirito" come strumento per regolare le interazioni sociali, mostrando come una battuta arguta possa livellare le differenze sociali e far emergere l'intelligenza anche nelle persone più umili: chi è più potente non potrà non riconoscere l'intelligenza che si trova anche nelle persone più umili.