Cap. 32-33-34
Promessi sposi
Aurora Berger-Mattia Sclarandis-Anna Geppetti
Riassunto
Cap. 32
I magistrati di Milano chiedono al governatore provvedimenti fiscali per far fronte alla peste, ma senza successo, quindi si rivolgono al cardinale Borromeo per una processione, a cui egli acconsente. Questa si svolge l'11 giugno 1630. Intanto si diffonde in città la paura degli untori (persone accusate di spargere il contagio volontariamente), che aumenta con l'infuriare dell'epidemia, con episodi di linciaggio della folla. I padri cappuccini assicurano il governo del Lazzaretto (luogo in cui sono assistiti gli appestati) col sostegno degli ecclesiastici e del Cardinale. Le autorita sono impotenti e i monatti diventano i padroni delle strade. Si diffondono leggende assurde sugli untori e persino i dotti sostengono voci inventate. Opinioni di Borromeo e Muratori in merito. Il capitolo si chiude con il preannuncio della Storia della colonna infame.
Personaggi
Cap. 32
- Federico Borromeo: il cardinale di Milano, umile, coraggioso e altruista. Manzoni ne descrive l'impegno nel soccorso e la cura degli ammalati nel Lazzaretto, che non esita a visitare personalmente senza alcun timore. Dubbioso riguardo alle dicerie sugli untori, il pregiudizio lo induce tuttavia a crederci ed è anche per questo che egli inizialmente si oppone alla processione col corpo di S. Carlo.
- I monatti: criminali con pochi scrupoli o già guariti dal morbo che avevano il compito di raccogliere i cadaveri dalle strade e dalle case e portarli alle fosse comuni, oppure di trasportare i malati al lazzaretto e poi bruciarne i panni. Erano vestiti di rosso e approfittavano della loro posizione per introdursi nelle case dei malati e derubarli.
- Gli untori: persone accusate di diffondere la peste per mezzo di misteriose sostanze. La loro esistenza non è mai stata confermata, tuttavia il popolo al tempo associava ad essi la diffusione della peste. Coloro che non credevano a questa teoria evitavano di esprimere la loro opinione per paura.
- Ambrogio Spinola: personaggio storico, e il nobile genovese che nel 1629 sostituisce don Gonzalo Fernandez de Cordoba alla carica di governatore di Milano, dopo la sua rimozione in seguito al cattivo esito della guerra e assedio di Casale Monferrato.
Figure Retoriche
Cap. 32
- "Ambrogio Spinola, chiaro come le sue promesse." rr. 22
- "La frenesia si era propagata come il contagio." rr. 106
- "I cadaveri sparsi, o i mucchi di cadaveri, sempre davanti agli occhi, sempre tra i piedi, facevan0 della città tutta come un solo mortoio
Similitudine
Climax ascendente
- "Le spese enormi, le casse vuote, le rendite degli anni avvenire impegnate, le imposte correnti non pagate." rr. 5
- "Milano, ridotta a poco più di 64mila anime." rr. 213
- "Il buon senso ora c'era, ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune." rr. 490
Metafora
RIASSUNTO CAP.33
É il capitolo in cui la storia comincia a risolveris: alcuni ostacoli sono eliminati e i due promessi sposi cominciano a cercarsi dopo la separazione.Si apre con Don Rodrigo che torna alla sua casa a Milano dopo una serta passata a bere con gli amici e comincia a sentirsi male, ma lo attribuisce solo al vino e così va a dormire e sogna l'avvertimento di Fra Cristoforo. Si sveglia con un dolore pungente al fianco e scopre di avere la peste. Manda il Griso a chiamare un dottore ma viene tradito e portato al lazzaretto, dove poi muore. Dopodiché vediamo Renzo che dice a suo cugino Bortolo che andrà a cercare Lucia e lui gli augura buona fortuna. Per prima cosa torna al suo paese, disrtutto dalla peste così come i suoi abitanti. Passa la notte da un amico e poi continua verso Milano
Principali
Personaggi cap. 33
Don Rodrigo
Il Griso
Renzo
- Si può vedere la sua evoluzione nella storia: diventa piu saggio e maturo
- Mostra coraggio andando a cercare Lucia nonostante il mandato di cattura
- Prova malinconia e nostalgia nel vedere le condizioni del suo paese
- È spaventato e mente a se stesso sulla causa del suo malessere
- Tenta di fuggire dal suo destino e dall'avvertimento di Fra Cristoforo
- Impazzisce quando i monatti prendono le sue ricchezze
- La sua fedeltá per il suo padrone scompare appena vede i segni della malattia
- Lo tradisce senza esitazione e si appropria dei suoi beni
- Viene punito dalla provvidenza ammalandosi a sua volta
Secondari
personaggi cap. 33
Augura buona fortuna a Renzo e li chiede di stare attento alla giustizia, ovvero alla polizia, mostrando che tiene molto a lui.
Renzo lo incontra quando torna al suo paese, é stato contagiato e guarito, ma è comunque debole, mantiene un atteggiamento insofferente e freddo con Renzo nonostante lui fosse felice di vederlo, e quando Renzo cerca di fargli domande continua ad accusarl0 di volerlo rovinare. (rr. 417-420 p. 681)
Renzo incrocia anche lui, che é seduto contro il muro di un vicolo, ormai completamente pazzo per via della peste, al punto che somiglia quasi a Gervaso e nemmeno riconosce Renzo, questo li da un grande senso di nostalgia e malinconia.
non viene detto il nome ma solo che è un amico d'infanzia di Renzo, che si dimostra amichevole e disponibile nomostente la diffidenza causata dalla psetilenza.
Figure Retoriche
Cap. 33
- "Ma le coperte gli parvero una montagna" rr. 32 p. 668
- "...poi uno tornò a prendere la preda." rr. 161 p. 673
Metafora
Similitudine
- "...come un peso che venga messo giù con riguardo." rr. 126 p. 672
Reticenza
- "Tu! Dopo...!" rr. 152 p. 673
- "...che n'hanno addosso..." rr.234 p. 675
Climax ascendente
- "Gli vennero ad un tratto de' brividi, gli s'abbagliarono gli pcchi, gli mancarono le forze, e cascò." rr. 169 p. 673
Macrosequenze
riassunto cap 34
"Il tempo era chiuso, l'aria pesante, il cielo velato da una nuvola o da un nebbione uguale, inerte, che pareva negare il sole, senza promettere la pioggia; la campagna d'intorno, parte incolta, e tutta arida; ogni verzura scolorita, e neppure una gocciola di rugiada sulle foglie basse e cascanti"
1) Renzo entra a Milano, rr. 1-139
2) La cittá appestata, rr. 140-414
"Per tutto cenci e, più ributtanti de' cenci, fasce marciose, strame ammorbato, o lenzoli buttati dalle finestre, talvolta corpi, o di persone morte all'improvviso, nella strada, e lasciati lì fin che passasse un carro a portarli via, o cascati da' carri medesimi, o buttati anch'essi dalle finestre: tanto l'insistere e l'imperversar del disastro aveva inselvatichiti gli animi, e fatto dimenticar ogni cura di pietà, ogni riguardo sociale!"
3) Renzo viene scambiato per un untore, rr. 415-558
"Che diamine...?' cominciava Renzo, alzando anche lui le mani verso la donna; ma questa, perduta la speranza di poterlo far cogliere all'improvviso, lasció scappare il grido che aveva trattenuto fin allora 'l'untore! dagli! dagli! dagli all'untore!''Chi? Io! Ah strega bugiarda! Sta zitta!' gridò Renzo; e fece un salto verso di lei, per impaurirla e farla chetare."
Cap. 34
4) Renzo giunge al lazzaretto, rr. 559-593
"Lungo i due lati che si presentano a chi guardi da quel punto, era tutto un brulichio: erano ammalati che andavano, in compagnie, al lazzaretto, altri che scendevano o giacevano sulle sponde del fossato che lo costeggia; sia che le forze non fossero loro bastate per condursi fin dentro il ricovero, sia che, usciti di là per disperazione, le forze fossero loro ugualmente mancate per andare più avanti. Altri meschini erravano sbandati, come stupidi, e non pochi fuori di sé affatto; uno stava tutto infervorato a raccontar le sue immaginazioni ad un disgraziato che giaceva oppresso dal male, un'altro dava nelle smanie, un'altro guardava in qua e in là con un visino ridente, come se assistesse ad un lieto spettacolo."
Principali
personaggi cap. 34
La madre di Cecilia
I monatti
Renzo
- Angosciato -> scopre la sorte di Lucia -> città sconvolta e devastata dalla peste - Accorto e furbo: entra in città -Compassionevole, altruista -> assiste alla donna rinchiusa -Assistito dalla provvidenza/fortunato: agisce in modo misericordioso
-Maligni->presenza del loro comportamento irriverente e crudele
-Dignità-Speranza -Figura dolente -Forza assoluta dell'amore materno
Figure Retoriche
cap. 34
- rr. 324 "...come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio."
- rr. 344 "...la mise lì come sur un letto"
- rr. 355 "...come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccia, al passar della falce che pareggia tutte l'erbe del prato"
- rr. 398 "...come in un urna, prima di tirar fuori la polizza dove fosse scritta la sua vita, o la sua morte"
- rr. 438 "...come una fionda verso quegli ostinati."
- rr. 573 "...come se assistesse ad un lieto spettacolo."
Similitudini:
- rr. 380 "Padri, madri, figli, fratelli, consorti,..."
Accumulazione
- rr. 449 "Dagli! Dagli all'untore!"
Anadiplosi
Soverchieria
In questi capitoli i principali episodio di soverchieria girano tutti intorno alla peste, che aveva sconvolto la società e portato a comportamenti disumani. Per esempio nel cap. 32 vengono descritte le macchine di tortura presenti nelle piazze, nel cap. 33 invece si trova l'episodio di Don Rodrigo e i monatti, che lo derubano e portano via come se fosse già morto, i monatti infatti approfittavano della malattia per saccheggiare la città senza essere puniti dalla giustizia. Dopodiché ci sono gli untori, anche se la loro esistenza non è certa, ma venivano rappresentati come veri e propri oppressori che diffondevano di proposito la peste.
Tematiche
- La peste: la terribile epidemia che sì scatenò tra il 1630 e il 1631 in Nord d'Italia e decimò la popolazione locale. Nel cap. 32 è presente una digressione storica che spiega il diffondersi della piaga e le sue drammatiche conseguenze. L'epidemia si propagò velocemente per via dello stato di estrema povertà e privazione in cui il popolo si trovava dopo due anni di terribile carestia, e in segiuto ai movimenti di truppe e saccheggi avvenuti durante la guerra tra Spagna e Francia
- La nostalgia: concentrata nel cap. 33, quando Renzo torna al suo paese in cerca di Lucia e lo vede distrutto dalla peste: la piazza, la casa di Agnese, la sua vigna, e nello stesso stato sono ridotti i suoi abitanti. Questo gli da un ondata di tristezza e nostalgia mentre tutti i ricordi del tempo passato li tornano a galla, insieme alle ambizione per il futuro che sono ormai irragiungibili
- La morte: visibile ovunque, provoca orrore e tenerezza allo stesso tempo.
- Fede a pregiudizio: differenza tra valori umani e morali.
Promessi Sposi cap. 32-33-34
anna
Created on March 19, 2024
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Cap. 32-33-34
Promessi sposi
Aurora Berger-Mattia Sclarandis-Anna Geppetti
Riassunto
Cap. 32
I magistrati di Milano chiedono al governatore provvedimenti fiscali per far fronte alla peste, ma senza successo, quindi si rivolgono al cardinale Borromeo per una processione, a cui egli acconsente. Questa si svolge l'11 giugno 1630. Intanto si diffonde in città la paura degli untori (persone accusate di spargere il contagio volontariamente), che aumenta con l'infuriare dell'epidemia, con episodi di linciaggio della folla. I padri cappuccini assicurano il governo del Lazzaretto (luogo in cui sono assistiti gli appestati) col sostegno degli ecclesiastici e del Cardinale. Le autorita sono impotenti e i monatti diventano i padroni delle strade. Si diffondono leggende assurde sugli untori e persino i dotti sostengono voci inventate. Opinioni di Borromeo e Muratori in merito. Il capitolo si chiude con il preannuncio della Storia della colonna infame.
Personaggi
Cap. 32
Figure Retoriche
Cap. 32
Similitudine
Climax ascendente
Metafora
RIASSUNTO CAP.33
É il capitolo in cui la storia comincia a risolveris: alcuni ostacoli sono eliminati e i due promessi sposi cominciano a cercarsi dopo la separazione.Si apre con Don Rodrigo che torna alla sua casa a Milano dopo una serta passata a bere con gli amici e comincia a sentirsi male, ma lo attribuisce solo al vino e così va a dormire e sogna l'avvertimento di Fra Cristoforo. Si sveglia con un dolore pungente al fianco e scopre di avere la peste. Manda il Griso a chiamare un dottore ma viene tradito e portato al lazzaretto, dove poi muore. Dopodiché vediamo Renzo che dice a suo cugino Bortolo che andrà a cercare Lucia e lui gli augura buona fortuna. Per prima cosa torna al suo paese, disrtutto dalla peste così come i suoi abitanti. Passa la notte da un amico e poi continua verso Milano
Principali
Personaggi cap. 33
Don Rodrigo
Il Griso
Renzo
Secondari
personaggi cap. 33
- Bortolo:
Augura buona fortuna a Renzo e li chiede di stare attento alla giustizia, ovvero alla polizia, mostrando che tiene molto a lui.- Don Abbondio:
Renzo lo incontra quando torna al suo paese, é stato contagiato e guarito, ma è comunque debole, mantiene un atteggiamento insofferente e freddo con Renzo nonostante lui fosse felice di vederlo, e quando Renzo cerca di fargli domande continua ad accusarl0 di volerlo rovinare. (rr. 417-420 p. 681)- Tonio:
Renzo incrocia anche lui, che é seduto contro il muro di un vicolo, ormai completamente pazzo per via della peste, al punto che somiglia quasi a Gervaso e nemmeno riconosce Renzo, questo li da un grande senso di nostalgia e malinconia.- Amico:
non viene detto il nome ma solo che è un amico d'infanzia di Renzo, che si dimostra amichevole e disponibile nomostente la diffidenza causata dalla psetilenza.Figure Retoriche
Cap. 33
Metafora
Similitudine
Reticenza
Climax ascendente
Macrosequenze
riassunto cap 34
"Il tempo era chiuso, l'aria pesante, il cielo velato da una nuvola o da un nebbione uguale, inerte, che pareva negare il sole, senza promettere la pioggia; la campagna d'intorno, parte incolta, e tutta arida; ogni verzura scolorita, e neppure una gocciola di rugiada sulle foglie basse e cascanti"
1) Renzo entra a Milano, rr. 1-139
2) La cittá appestata, rr. 140-414
"Per tutto cenci e, più ributtanti de' cenci, fasce marciose, strame ammorbato, o lenzoli buttati dalle finestre, talvolta corpi, o di persone morte all'improvviso, nella strada, e lasciati lì fin che passasse un carro a portarli via, o cascati da' carri medesimi, o buttati anch'essi dalle finestre: tanto l'insistere e l'imperversar del disastro aveva inselvatichiti gli animi, e fatto dimenticar ogni cura di pietà, ogni riguardo sociale!"
3) Renzo viene scambiato per un untore, rr. 415-558
"Che diamine...?' cominciava Renzo, alzando anche lui le mani verso la donna; ma questa, perduta la speranza di poterlo far cogliere all'improvviso, lasció scappare il grido che aveva trattenuto fin allora 'l'untore! dagli! dagli! dagli all'untore!''Chi? Io! Ah strega bugiarda! Sta zitta!' gridò Renzo; e fece un salto verso di lei, per impaurirla e farla chetare."
Cap. 34
4) Renzo giunge al lazzaretto, rr. 559-593
"Lungo i due lati che si presentano a chi guardi da quel punto, era tutto un brulichio: erano ammalati che andavano, in compagnie, al lazzaretto, altri che scendevano o giacevano sulle sponde del fossato che lo costeggia; sia che le forze non fossero loro bastate per condursi fin dentro il ricovero, sia che, usciti di là per disperazione, le forze fossero loro ugualmente mancate per andare più avanti. Altri meschini erravano sbandati, come stupidi, e non pochi fuori di sé affatto; uno stava tutto infervorato a raccontar le sue immaginazioni ad un disgraziato che giaceva oppresso dal male, un'altro dava nelle smanie, un'altro guardava in qua e in là con un visino ridente, come se assistesse ad un lieto spettacolo."
Principali
personaggi cap. 34
La madre di Cecilia
I monatti
Renzo
- Angosciato -> scopre la sorte di Lucia -> città sconvolta e devastata dalla peste - Accorto e furbo: entra in città -Compassionevole, altruista -> assiste alla donna rinchiusa -Assistito dalla provvidenza/fortunato: agisce in modo misericordioso
-Maligni->presenza del loro comportamento irriverente e crudele
-Dignità-Speranza -Figura dolente -Forza assoluta dell'amore materno
Figure Retoriche
cap. 34
Similitudini:
Accumulazione
Anadiplosi
Soverchieria
In questi capitoli i principali episodio di soverchieria girano tutti intorno alla peste, che aveva sconvolto la società e portato a comportamenti disumani. Per esempio nel cap. 32 vengono descritte le macchine di tortura presenti nelle piazze, nel cap. 33 invece si trova l'episodio di Don Rodrigo e i monatti, che lo derubano e portano via come se fosse già morto, i monatti infatti approfittavano della malattia per saccheggiare la città senza essere puniti dalla giustizia. Dopodiché ci sono gli untori, anche se la loro esistenza non è certa, ma venivano rappresentati come veri e propri oppressori che diffondevano di proposito la peste.
Tematiche