Boccaccio,il Decameron e la terza giornata
Cuomo,Bertamino, Di Napoli
Indice:
ad opera di Francesco Di Napoli
Giovanni Boccaccio: vita e opere
ad opera di Valeria Cuomo
Decameron=struttura, metrica e personaggi
Introduzione alla terza giornata con seconda, quinta e nona novella
ad opera di Martina Bertamino
VITA
Giovanni Boccaccio nasce fra il giugno e il luglio 1313 a Certaldo o a Firenze, figlio illegittimo del ricco mercante Boccaccino di Chelino. La sua vita può essere distinta in sei fasi: 1) l'infanzia fiorentina (1313-27); 2) la giovinezza napoletana (1327-40); 3) il primo decennio di attività fiorentina (1341-50); 4) il secondo decennio di attività fiorentina (1351-60); 5) il ritiro a Certaldo (1361-65); 6) l'ultimo decennio fiorentino-certaldese (1365-75).
METODO di scRITTURA
Frequentando la corte angioina inizia a scrivere sia in latino sia in volgare. Le opere scritte in volgare, sono destinate al pubblico cortese e rivolte alla costituzione di un mito letterario, in cui l'elemento autobiografico ed erotico è idealizzato e trasfigurato. Conosciuto Petrarca nel 1350, si assiste ad un cambiamento di interessi, di poetica e di stile dove prevalgono gli interessi umanistici, l'abbandono della tematica erotica e il passaggio da un atteggiamento di filoginia ad uno, opposto, di misoginia.
OPERE
Le opere del periodo napoletano, la Caccia di Diana, il Filostrato, il Teseida, il Filocolo, sono destinate al pubblico cortese della reggia di Roberto d'Angiò.
Il ritorno a Firenze determina un cambiamento di pubblico. Nascono nel primo decennio di attività fiorentina la Commedia delle Ninfe fiorentine, l'Amorosa visione, l'Elegia di Madonna Fiammetta, il Ninfale fiesolano e il Decameron.
Dopo il Decameron si assiste ad un cambiamento di interessi, di poetica e di stile. Tra le opere del Boccaccio umanista vanno ricordate il Buccolicum carmen, la Genealogia deorum gentilium e il Trattatello in laude di Dante.
Il Decameron di Giovanni Boccaccio è costituito da 100 novelle scritte nel XIV sec. Esso esercitò una vasta influenza sulle opere di altri autori come Canterbury Tales con Geoffrey Chaucer
Nelle 100 novelle troviamo 10 narratori che narrano ciascuno 10 novelle nell'arco dei 10 giorni. Essi sono 7 ragazze e 3 ragazzi che decisero di rifugiarsi per due settimane sulle colline fiorentine (data la peste).
••
Boccaccio afferma che il libro è stato scritto per coloro che sono afflitti da pene d'amore, maggiormente alle donne. Il libro è un esempio di realismo medievale, e ciò si riscontra nella collocazione ben definita dello spazio e del tempo.
Ragazze nel decameron
Pampinea
Emilia
Fiammetta
Lauretta
Ellissa
Filomena
Neifile
I ragazzi nel decameron
Filostrato
Dioneo
Panfilo
LA TERZA GIORNATA
La giornata parla di chi ottiene o ritrova una cosa desiderata da tanto tempo. Si narra prevalentemente di uomini che ottengono l’amore o l’appagamento sessuale da donne grazie al loro ingegno. Il tema è chi alcuna cosa molto da lui disiderata con industria acquistasse o la perduta ricoverasse, dove industria rimanda alla perseveranza con cui si inseguono i propri obiettivi, ma anche alla prontezza nel reagire in casi difficili. L’industria è applicata esclusivamente all’ambito sessuale, com’è esplicitato da Dioneo.
La regina della terza giornata è Neifile, "colei che torna ad amare", donna di estremo fascino e straordiaria bellezza
Del tutto maggioritarie appaiono le novelle incentrate sul triangolo extraconiugale, con l’eccezione della prima, della nona e dell’ultima novella che, pur restando nell’ambito d’amore, presentano un tono del tutto diverso. L’amore adulterino si suddivide in due serie:
1. La polemica contro l’ingenuità o pochezza sociale del marito (presente nella terza,quarta e ottava novella);
2. L’ingegnosità o la perseveranza dell’amante (presente nella seconda,sesta e settima novella).
La quinta contiene in sé i due elementi. Un altro modo per raggruppare i testi narrativi risiede nella messa in evidenza dell’ambientazione o del riferimento religioso.
Per quanto riguarda l’estrazione sociale, si nota che le novelle più comiche, o ambientate in un passato o in uno spazio assai remoto, consentono la rappresentazione del successo erotico di personaggi umili.
Con l’eccezione della seconda e della decima novella, che risultano esotiche in quanto alla collocazione temporale e spaziale, le altre novelle sono tutte ambientate in epoca più o meno contemporanea al tempo del racconto. La prossimità crono-topica è talvolta tale da consigliare alle narratrici l’anonimato dei protagonisti, contravvenendo così a una delle regole sottintese del novellare decameroniano.
È soprattutto a partire dalla seconda metà della giornata che le narratrici mostrano di collegarsi, in maniera più o meno esplicita, a ciò che è stato raccontato in precedenza: -rinvii strutturali (Elissa che riprende l’uccellare della novella di Panfilo) -elementi legati all’ambientazione (semmai per contrasto, come accade sia nella sesta sia nella settima novella).
Seconda novella
Narratore: Pampinea.
Morale: Ci sono persone che, mosse dall’intenzione di rimproverare i difetti altrui anche in cose che sarebbe meglio non sapessero, ottengono soltanto di aumentare la propria vergogna.
Il testo racconta la storia di Agilulfo, saggio re dei Longobardi, e di sua moglie, la vedova Teodolinda, descritta come bellissima e onesta. Un umile palafreniere si innamora perdutamente di lei, decidendo di conquistarla ingegnosamente travestendosi da re e intrufolandosi nella sua camera da letto. Riuscito nell'impresa, il re scopre l'inganno ma non riesce a identificare il colpevole, poiché il palafreniere elude la scoperta tagliando i capelli a tutti i servi in modo che non potesse essere riconosciuto.
Quinta novella
Francesco, un uomo ricco e avaro destinato a diventare podestà a Milano, cerca un cavallo eccezionale. Viene a sapere di Ricciardo, detto il Zima, che possiede un magnifico cavallo e che è innamorato di sua moglie. Francesco offre a Ricciardo la possibilità di parlare con sua moglie in cambio del cavallo, pensando di ingannarlo facendo promettere alla moglie di rimanere in silenzio. Il Zima, capendo l'inganno, finge una conversazione in cui la donna sembra ricambiare il suo amore e propone un piano per incontrarsi. La moglie, colpita dalla prospettiva di avere un amante come il Zima, segue il piano, e i due diventano amanti, continuando la loro relazione anche dopo il ritorno di Francesco a Pistoia.
Narratore: Elissa.
Morale: Molti credono, solo perché sanno molto, che gli altri non sappiano nulla, e mentre cercano di ingannare un altro, a cose fatte si rendono conto di essere stati ingannati loro.
Nona novella
Giletta, innamorata di Bertaldo, figlio del conte Isnardo e di salute cagionevole, decide di agire quando il re di Francia si ammala e nessun medico riesce a curarlo. Forte delle conoscenze mediche apprese dal padre, promette di guarire il re in cambio della mano di Bertaldo. Guarito il re, Bertaldo è costretto a sposare Giletta, ma poi fugge in Toscana. Giletta prende in mano il regno di Rossiglione, ristabilendo ordine e guadagnando l'amore dei sudditi. Dopo aver ricevuto da Bertaldo una condizione impossibile per il suo ritorno, Giletta escogita un piano ingegnoso: ottiene l'anello di Bertaldo e concepisce due figli da lui fingendosi un'altra donna. Quando Bertaldo ritorna e scopre la situazione, rimane colpito dall'astuzia di Giletta e la accetta definitivamente come moglie.
Narratore: Neifile.
Morale: Evidenzia il potere dell'ingegno e della perseveranza nell'ottenere ciò che si desidera, dimostrando che l'amore e il rispetto possono essere conquistati attraverso l'astuzia e la determinazione.
terza giornata del decameron e boccaccio
Valeria Cuomo
Created on March 18, 2024
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Boccaccio,il Decameron e la terza giornata
Cuomo,Bertamino, Di Napoli
Indice:
ad opera di Francesco Di Napoli
Giovanni Boccaccio: vita e opere
ad opera di Valeria Cuomo
Decameron=struttura, metrica e personaggi
Introduzione alla terza giornata con seconda, quinta e nona novella
ad opera di Martina Bertamino
VITA
Giovanni Boccaccio nasce fra il giugno e il luglio 1313 a Certaldo o a Firenze, figlio illegittimo del ricco mercante Boccaccino di Chelino. La sua vita può essere distinta in sei fasi: 1) l'infanzia fiorentina (1313-27); 2) la giovinezza napoletana (1327-40); 3) il primo decennio di attività fiorentina (1341-50); 4) il secondo decennio di attività fiorentina (1351-60); 5) il ritiro a Certaldo (1361-65); 6) l'ultimo decennio fiorentino-certaldese (1365-75).
METODO di scRITTURA
Frequentando la corte angioina inizia a scrivere sia in latino sia in volgare. Le opere scritte in volgare, sono destinate al pubblico cortese e rivolte alla costituzione di un mito letterario, in cui l'elemento autobiografico ed erotico è idealizzato e trasfigurato. Conosciuto Petrarca nel 1350, si assiste ad un cambiamento di interessi, di poetica e di stile dove prevalgono gli interessi umanistici, l'abbandono della tematica erotica e il passaggio da un atteggiamento di filoginia ad uno, opposto, di misoginia.
OPERE
Le opere del periodo napoletano, la Caccia di Diana, il Filostrato, il Teseida, il Filocolo, sono destinate al pubblico cortese della reggia di Roberto d'Angiò. Il ritorno a Firenze determina un cambiamento di pubblico. Nascono nel primo decennio di attività fiorentina la Commedia delle Ninfe fiorentine, l'Amorosa visione, l'Elegia di Madonna Fiammetta, il Ninfale fiesolano e il Decameron. Dopo il Decameron si assiste ad un cambiamento di interessi, di poetica e di stile. Tra le opere del Boccaccio umanista vanno ricordate il Buccolicum carmen, la Genealogia deorum gentilium e il Trattatello in laude di Dante.
Il Decameron di Giovanni Boccaccio è costituito da 100 novelle scritte nel XIV sec. Esso esercitò una vasta influenza sulle opere di altri autori come Canterbury Tales con Geoffrey Chaucer
Nelle 100 novelle troviamo 10 narratori che narrano ciascuno 10 novelle nell'arco dei 10 giorni. Essi sono 7 ragazze e 3 ragazzi che decisero di rifugiarsi per due settimane sulle colline fiorentine (data la peste).
••
Boccaccio afferma che il libro è stato scritto per coloro che sono afflitti da pene d'amore, maggiormente alle donne. Il libro è un esempio di realismo medievale, e ciò si riscontra nella collocazione ben definita dello spazio e del tempo.
Ragazze nel decameron
Pampinea
Emilia
Fiammetta
Lauretta
Ellissa
Filomena
Neifile
I ragazzi nel decameron
Filostrato
Dioneo
Panfilo
LA TERZA GIORNATA
La giornata parla di chi ottiene o ritrova una cosa desiderata da tanto tempo. Si narra prevalentemente di uomini che ottengono l’amore o l’appagamento sessuale da donne grazie al loro ingegno. Il tema è chi alcuna cosa molto da lui disiderata con industria acquistasse o la perduta ricoverasse, dove industria rimanda alla perseveranza con cui si inseguono i propri obiettivi, ma anche alla prontezza nel reagire in casi difficili. L’industria è applicata esclusivamente all’ambito sessuale, com’è esplicitato da Dioneo.
La regina della terza giornata è Neifile, "colei che torna ad amare", donna di estremo fascino e straordiaria bellezza
Del tutto maggioritarie appaiono le novelle incentrate sul triangolo extraconiugale, con l’eccezione della prima, della nona e dell’ultima novella che, pur restando nell’ambito d’amore, presentano un tono del tutto diverso. L’amore adulterino si suddivide in due serie: 1. La polemica contro l’ingenuità o pochezza sociale del marito (presente nella terza,quarta e ottava novella); 2. L’ingegnosità o la perseveranza dell’amante (presente nella seconda,sesta e settima novella). La quinta contiene in sé i due elementi. Un altro modo per raggruppare i testi narrativi risiede nella messa in evidenza dell’ambientazione o del riferimento religioso.
Per quanto riguarda l’estrazione sociale, si nota che le novelle più comiche, o ambientate in un passato o in uno spazio assai remoto, consentono la rappresentazione del successo erotico di personaggi umili. Con l’eccezione della seconda e della decima novella, che risultano esotiche in quanto alla collocazione temporale e spaziale, le altre novelle sono tutte ambientate in epoca più o meno contemporanea al tempo del racconto. La prossimità crono-topica è talvolta tale da consigliare alle narratrici l’anonimato dei protagonisti, contravvenendo così a una delle regole sottintese del novellare decameroniano. È soprattutto a partire dalla seconda metà della giornata che le narratrici mostrano di collegarsi, in maniera più o meno esplicita, a ciò che è stato raccontato in precedenza: -rinvii strutturali (Elissa che riprende l’uccellare della novella di Panfilo) -elementi legati all’ambientazione (semmai per contrasto, come accade sia nella sesta sia nella settima novella).
Seconda novella
Narratore: Pampinea. Morale: Ci sono persone che, mosse dall’intenzione di rimproverare i difetti altrui anche in cose che sarebbe meglio non sapessero, ottengono soltanto di aumentare la propria vergogna.
Il testo racconta la storia di Agilulfo, saggio re dei Longobardi, e di sua moglie, la vedova Teodolinda, descritta come bellissima e onesta. Un umile palafreniere si innamora perdutamente di lei, decidendo di conquistarla ingegnosamente travestendosi da re e intrufolandosi nella sua camera da letto. Riuscito nell'impresa, il re scopre l'inganno ma non riesce a identificare il colpevole, poiché il palafreniere elude la scoperta tagliando i capelli a tutti i servi in modo che non potesse essere riconosciuto.
Quinta novella
Francesco, un uomo ricco e avaro destinato a diventare podestà a Milano, cerca un cavallo eccezionale. Viene a sapere di Ricciardo, detto il Zima, che possiede un magnifico cavallo e che è innamorato di sua moglie. Francesco offre a Ricciardo la possibilità di parlare con sua moglie in cambio del cavallo, pensando di ingannarlo facendo promettere alla moglie di rimanere in silenzio. Il Zima, capendo l'inganno, finge una conversazione in cui la donna sembra ricambiare il suo amore e propone un piano per incontrarsi. La moglie, colpita dalla prospettiva di avere un amante come il Zima, segue il piano, e i due diventano amanti, continuando la loro relazione anche dopo il ritorno di Francesco a Pistoia.
Narratore: Elissa. Morale: Molti credono, solo perché sanno molto, che gli altri non sappiano nulla, e mentre cercano di ingannare un altro, a cose fatte si rendono conto di essere stati ingannati loro.
Nona novella
Giletta, innamorata di Bertaldo, figlio del conte Isnardo e di salute cagionevole, decide di agire quando il re di Francia si ammala e nessun medico riesce a curarlo. Forte delle conoscenze mediche apprese dal padre, promette di guarire il re in cambio della mano di Bertaldo. Guarito il re, Bertaldo è costretto a sposare Giletta, ma poi fugge in Toscana. Giletta prende in mano il regno di Rossiglione, ristabilendo ordine e guadagnando l'amore dei sudditi. Dopo aver ricevuto da Bertaldo una condizione impossibile per il suo ritorno, Giletta escogita un piano ingegnoso: ottiene l'anello di Bertaldo e concepisce due figli da lui fingendosi un'altra donna. Quando Bertaldo ritorna e scopre la situazione, rimane colpito dall'astuzia di Giletta e la accetta definitivamente come moglie.
Narratore: Neifile. Morale: Evidenzia il potere dell'ingegno e della perseveranza nell'ottenere ciò che si desidera, dimostrando che l'amore e il rispetto possono essere conquistati attraverso l'astuzia e la determinazione.