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palazzo Madama

rosita olga maria santoro

Created on March 17, 2024

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Transcript

(Roma)

palazzo madama

Oggi di proprietà dello Stato, è sede del Senato della Repubblica; per metonimia l'espressione Palazzo Madama è divenuta giornalisticamente e colloquialmente sinonimo di Senato italiano.

Indice

INDice

Storia

Origini del palazzo

Utilizzo pontificio

Descrizione

Contesa proprietaria cinquecentesca

Nella cultura di massa

La storia della sede del Senato inizia sul finire del Quattrocento, sotto il pontificato di Sisto IV. Il terreno in cui sorge palazzo Madama era appartenuto insieme a quello limitrofo di piazza Navona per quasi cinque secoli ai monaci benedettini dell'abbazia di Farfa dando alla piazza omonima l'originario nome di piazza Longobarda. Questi ultimi, nel 1479, lo cedettero al monarca francese che, a sua volta, donò al suo tesoriere nonché vescovo di Chiusi, Sinulfo Ottieri di Castell'Ottieri, parte del terreno compreso fra la torre dei Crescenzi e le Terme di Alessandro: su di esso venne fondato il nucleo originario del palazzo che, nel gennaio 1503, rientrò nel lascito testamentario al fratello di Sinulfo, Guidone conte di Montorio: questi prima lo affittò e poi lo cedette a Giovanni de Medici, divenuto poi papa Leone X.

origini del palazzo

Nel 1755 il palazzo fu acquistato da papa Benedetto XIV (il cui stemma campeggia ancora sull'ingresso principale) e divenne così un palazzo pubblico dello Stato Pontificio. Il palazzo fu interessato da importanti interventi di ristrutturazione: fu aperto un secondo cortile e fu sistemata piazza Madama, ad opera di Luigi Hostini. Negli anni successivi vi furono installati, fra l'altro, gli uffici del tribunale criminale del Governatore di Roma e la sede della polizia: per questo assunse, in quel periodo, il nome di "palazzo del Governo nuovo". Fu forse per questo utilizzo amministrativo - più che per un ritorno alla pur persistente vocazione francofila (il palazzo è collocato nell'insula di San Luigi dei Francesi, nucleo del suolo posseduto originariamente dagli abati di Farfa) - che Palazzo Madama ospitò l'ufficio centrale della Repubblica Romana del 1798-1799. Nel 1849 Pio IX vi trasferì il Ministero delle Finanze e del Debito Pubblico (senza escluderne la direzione del Lotto: l'estrazione dei numeri ebbe luogo sulla loggia esterna a partire dal 26 gennaio 1850), nonché le Poste Pontificie. In quell'occasione vennero intrapresi diversi lavori di restauro e, nel febbraio del 1853, si tenne la cerimonia di inaugurazione dei nuovi uffici.

utilizzo pontificio

descrizione

Palazzo Madama è caratterizzato da una pianta non regolare, somigliante ad un pentagono con i lati comunque molto diversi per lunghezza. Piano terra L'ingresso principale, presso corso Rinascimento conduce al Cortile d'Onore, di forma rettangolare con al centro una statua in bronzo di Emilio Greco, intitolata Grande figura accoccolata del 1971. Il pavimento odierno, in marmo, ha sostituito l'originale in travertino mentre le sei colonne che costituiscono il portico sono risalenti alla struttura originaria dei tempi di Leone X. Alla sinistra del portico si innalza la Scala d'onore. L'altra scalinata, cui si accede dall'ingresso di San Luigi dei Francesi, è sovrastata da un soffitto in legno dorato del XVI secolo recante lo stemma dei Medici e una raffigurazione di divinità marine. Il soffitto è stato collocato sopra la scala nel 1931.

Al primo piano sono presenti vari ambienti:La Buvette;L'anticamera della Balaustra;La Sala Cavour;La Sala Maccari;La Sala Italia;La Sala del Risorgimento;La Sala dello Struzzo;La Sala della Firma;La Sala Marconi;La Sala dei Postergali;La Sala Pannini;L'Aula.

La regina di Francia Caterina de' Medici vi visse soltanto pochi anni da bambina: visto che Leone X aveva lasciato agli unici due maschi viventi della discendenza di Lorenzo il Magnifico la sua eredità, Caterina ne prese atto quando, nel 1533, sottoscrisse "formale rinuncia ai beni paterni in favore del fratellastro Alessandro". Invece, dopo la morte di Alessandro, Caterina ritrattò la rinuncia ai beni del fratellastro e solo nel 1560 firmò una prima "concordia" con Margherita d'Austria: la Regina di Francia fu riconosciuta proprietaria e concesse l'usufrutto alla moglie di Ottavio Farnese, "ma la vicenda ebbe fine solo un anno dopo la morte di quest'ultima, quando l'erede Alessandro Farnese, nel 1587, rinunciò a qualsiasi pretesa sulla residenza romana dei Medici". Dopo un anno, però, "nei capitoli matrimoniali tra il granduca mediceo Ferdinando I e Cristina di Lorena, nipote di Caterina, il primo ottenne la cessione dei beni di famiglia che erano ancora di proprietà di quest'ultima, facendo particolare riferimento a palazzo Madama" (1588). Tra i viaggiatori francesi la contesa proprietaria con Caterina de' Medici sul medesimo palazzo fece comunque nascere la leggenda che l'appellativo di Madama fosse da riferire a costei.

contesa proprietaria cinquecentesca

Due coppie di Madame Nell'immaginario popolare la storia delle due donne (vissute nel torno di due secoli) da cui prende nome il palazzo Madama si intreccia e confonde, ma la confusione rischia di accentuarsi se si considera la questione in prospettiva diacronica, quando ne emergono addirittura una terza ed una quarta. Infatti il Senato del Regno d'Italia, prima del palazzo romano, era stato ospitato a Torino nel palazzo che porta anch'esso il nome di Madama; ciò ha fatto talora credere all'esistenza di un'unica 'Madama' per le due città. Si tratta in realtà di distinte figure, che incarnano epoche e realtà profondamente diverse. A Roma, la prima Madama era Margherita d'Austria, che riporta alla memoria il Rinascimento cinquecentesco e i legami col papato e l'impero. La seconda Madama di Roma fu Violante Beatrice di Baviera, l'ultima proprietaria del casato mediceo e tipico personaggio settecentesco di protettrice dei letterati e degli artisti. Di contro, la prima Madama di Torino era Maria Cristina di Borbone-Francia, che incarna il periodo in cui, in pieno Seicento, il ducato di Savoia era nell'orbita di attrazione della politica estera francese. Anche seicentesca fu la reggenza del ducato compiuta dalla seconda Madama reale di Torino, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours: ella però condivise, con la seconda Madama romana, una spiccata tendenza al mecenatismo, che portò, nel 1716-1718, al rifacimento della facciata del palazzo torinese ad opera di Filippo Juvarra.

nella cultura di massa

due coppie di Madame