Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Il decadentismo

MATTIA NOVELLI

Created on March 17, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Randomizer

Timer

Find the pair

Hangman Game

Dice

Scratch and Win Game

Create a Word Search

Transcript

il decadentismo

A cura di Mattia Novelli

Il Decadentismo indica una corrente letteraria, e non solo, nata in Francia agli inizi degli anni Ottanta, e diffusa poi in tutta Europa nel Novecento. Il Decadentismo in breve va ad indicare tutto ciò che appare come decadente. Il primo ad utilizzare il termine fu Paul Verlaine, che sul periodico parigino “Le Chat noir” scrisse: «Sono l’Impero alla fine della decadenza». Esponenti del Decadentismo in letteratura furono i cosiddetti poeti maledetti: Arthur Rimbaud, Tristan Corbière e Stéphane Mallarmé, autori di opere raccolte in periodici come “Le Décadent“, la rivista “Lutèce“ e “A rebours“.

tutto quello che c'e' da sapere

SULLE SUE CARATTERISTICHE

Tra gli aspetti fondamentali del Decadentismo vi è il rifiuto del Positivismo, non esiste più l’idea che la realtà sia un complesso di fenomeni legati da leggi precise, che permettono di raggiungere la realtà, e tramonta anche l’idea che l’uomo da solo possa modificare le leggi della natura. In sintesi quindi per gli autori decadenti la realtà non può essere conosciuta tramite la scienza o la ragione, poiché è solo un’illusione. Pur sviluppandosi quindi nel periodo della comparsa della grande industria, il Decadentismo rifiuta la ragione e il progresso.

I poeti

DECADENTISTI

Durante il Decadentismo l’intellettuale perde la sua funzione sociale; non è più l’esempio da seguire, l’uomo incoronato poeta, come nel Romanticismo, ma gli eroi decadenti diventano l’artista maledetto, l’inetto di Svevo, il Superuomo di D’Annunzio e il Fanciullino di Pascoli. L’artista in sintesi non ricerca più valori come il bene, il giusto, ma solo il Bello, oggetti preziosi, sensazioni nuove, rifiutando la banalità.