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La repubblica romana

Sandra Guidolin

Created on March 17, 2024

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e la Repubblica

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Linea del tempo

Dove e quando?

La Repubblica

La rivolta della plebe

Roma espande i confini

La crisi della Repubblica

LA LINEA DEL TEMPO

27 a.C.

509 a.C.

476 d.C.

753 a.C.

FINE REPUBBLICA E INIZIO IMPERO

CADUTA IMPERO ROMANO d'occIdente

NASCITA DI ROMA E INIZIO MONARCHIA

FINE MONARCHIA E INIZIO REPUBBLICA

Impero

repubblIca

monarchIa

anno 0

600 a.C.

800 a.C.

400 d.C.

200 d.C.

400 a.C.

600 d.C.

200 a.C.

LA NASCITA DI CRISTO

DOVE?

Durante la REPUBBLICA

QUANDO?

Dopo che Tarquinio il Superbo fu cacciato dalla città nel 509 a.C., Roma cambiò forma di governo e divenne una REPUBBLICA. I cittadini romani, escluse le donne, si riunivano nei comizi centuriati, assemblee in cui votavano le leggi approvate dal senato ed eleggevano i magistrati, che avevano diversi incarichi. I magistrati più potenti erano i consoli. Erano due ed erano in carica per un anno; comandavano l’esercito e facevano rispettare le leggi. Il senato, formato da 300 patrizi, approvava le leggi, consigliava i consoli e, in caso di pericolo per la città, nominava un dittatore in carica per sei mesi che aveva poteri civili e militari. Con la repubblica, il governo della città non era più nelle mani di un re, ma era gestito dai consoli, magistrati scelti dai cittadini, e dal senato.

- assemblea di 300 patrizi - approvava le leggi - consigliava i consoli - in caso di pericolo nominava un dittatore con poteri civili e militari per sei mesi

SENATO

CITTADINI ROMANI

- si riunivano in assemblee (comizi centuriati). Le donne erano escluse! - votavano le leggi approvate dal senato - eleggevano i magistrati

- avevano compiti diversi, erano eletti dal senato e duravano in carica un anno. - c'erano 2 consoli, 2 censori (stabilivano le tasse), 2 pretori (amministravano la giustizia nei tribunali), 4 edili (manutenzione degli edifici pubblici e delle strade) e 2 questori (custodivano il denaro) - i più potenti erano i consoli che comandavano l'esercito e facevano rispettare le leggi.

MAGISTRATI

EDILE

PRETORE

QUESTORE

CENSORE

CONSOLE

TRIBUNO DELLA PLEBE

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CENSORE

PRETORE

CONSOLE

EDILE

QUESTORE

LA RIVOLTA DELLA PLEBE

Con il tempo i plebei, che erano la maggior parte della popolazione, iniziarono a non sopportare più il fatto di non poter ricoprire cariche pubbliche e quindi di non essere rappresentati nel governo. I magistrati infatti erano patrizi ed approvavano leggi che favorivano la loro classe sociale: quando scoppiava una guerra, i plebei erano costretti a combattere nell’esercito romano al fianco dei patrizi, ma in caso di vittoria non ricevevano alcuna ricompensa. La legge assegnava le terre conquistate ai cittadini patrizi, rendendo i plebei sempre più poveri. Nel 494 a.C. i plebei protestarono abbandonando la città, chiudendo le botteghe e minacciando di costituire un proprio Stato. Da questo sciopero ottennero: • due rappresentanti nel senato, detti tribuni della plebe, che avevano il potere di annullare le leggi contrarie agli interessi del popolo; • le Leggi delle XII tavole, leggi scritte ed esposte nel Foro, che permettevano a tutti i cittadini di sapere quali fossero i loro diritti e i loro doveri.

Leggi delle XII tavole

Menenio Agrippa parla ai plebei

ROMA ESPANDE I CONFINI IN ITALIA ...

All’inizio dell’età repubblicana, Roma intraprese una serie di guerre di conquista contro i popoli vicini. Il suo intento era quello di estendere i propri confini impossessandosi di ricchezze e materie prime. Con la conquista della città di Veio, nel 396 a.C., i Romani sottomisero gli Etruschi e divennero padroni del Lazio. In seguito sconfissero gli Umbri e i Sanniti; per avere il dominio assoluto dell’Italia meridionale dovevano impadronirsi della Magna Grecia. Dichiararono così guerra a Taranto, la colonia greca più potente. Questa, preoccupata dell’arrivo dei Romani, chiese aiuto a Pirro, re dell’Epiro (attuale Albania). Pirro sbarcò in Italia con un numeroso esercito dotato di elefanti da combattimento. Inizialmente i soldati Romani persero molte battaglie spaventati da animali così grandi, mai visti prima. Riuscirono infine a vincere a Maleventum, nel 275 a.C., diventando così il popolo più potente della penisola italica.

I Romani conquistano la città di Veio e sottomettono gli Etruschi.

I Romani sconfiggono gli Umbri e i Sanniti.

I Romani entrano in guerra contro Taranto, colonia greca, per il controllo dell'Italia meridionale.

Taranto chiede aiuto a Pirro, re dell'Epiro (attuale Albania).

Pirro, arriva in Italia con un esercito dotato di elefanti e vince diverse battaglie contro i Romani.

Alla fine i Romani sconfiggono Pirro a Maleventum che dopo questo evento viene rinominata Beneventum (odierna Benevento).

METTI IN ORDINE GLI AVVENIMENTI

Pirro, arriva in Italia con un esercito dotato di elefanti e vince diverse battaglie contro i Romani.

Alla fine i Romani sconfiggono Pirro a Maleventum che dopo questo evento viene rinominata Beneventum (odierna Benevento).

I Romani conquistano la città di Veio e sottomettono gli Etruschi.

I Romani sconfiggono gli Umbri e i Sanniti.

Taranto chiede aiuto a Pirro, re dell'Epiro (attuale Albania).

I Romani entrano in guerra contro Taranto, colonia greca, per il controllo dell'Italia meridionale.

ROMA ESPANDE I CONFINI NEL MEDITERRANEO

Dopo aver conquistato quasi tutta la penisola italica i Romani volevano avere il dominio sulle rotte commerciali marittime. Si scontrarono così con Cartagine, potente colonia fenicia padrona assoluta del Mediterraneo. Roma dichiarò guerra a Cartagine nel 264 a.C. e fu così che ebbero inizio le guerre puniche, tre guerre che durarono circa un secolo.

La PRIMA GUERRA PUNICA si svolse soprattutto in mare. I Romani, con una potente flotta, riuscirono ad avere la meglio sui Cartaginesi conquistando la Sicilia, la Sardegna e la Corsica.

Nella SECONDA GUERRA PUNICA il condottiero cartaginese Annibale, dotato di elefanti da guerra, partì dalla Spagna diretto in Italia. Attraversò i Pirenei e le Alpi, per poi sconfiggere i Romani a Canne (Puglia). Nonostante la sconfitta, i Romani, guidati dal generale Publio Cornelio Scipione, raggiunsero l’Africa e vinsero i Cartaginesi a Zama.

Dopo anni di tregua Romani e Cartaginesi tornarono a scontrarsi nuovamente nella TERZA GUERRA PUNICA. Nel 146 a.C. i Romani rasero al suolo Cartagine e divennero la maggiore potenza del Mediterraneo, che chiamarono così Mare Nostrum.

SPOSTA GLI AVVENIMENTI CHE RIGUARDANO LE TRE GUERRE PUNICHE NEL LORO CORRETTO RIQUADRO.

TERZA GUERRA PUNICA

SECONDA GUERRA PUNICA

PRIMA GUERRA PUNICA

I ROMANI SCONFIGGONO DEFINITIVAMENTE I CARTAGINESI, RADONO AL SUOLO CARTAGINE E DIVENTANO I PADRONI DEL MAR MEDITERRANEO (MARE NOSTRUM).

IL CARTAGINESE ANNIBALE CON I SUOI ELEFANTI VALICA LE ALPI, SCENDE IN ITALIA E SCONFIGGE I ROMANI A CANNE.

PUBLIO CORNELIO SCIPIONE GUIDA I ROMANI IN AFRICA E SCONFIGGE I CARTAGINESI A ZAMA.

I ROMANI CONQUISTANO SICILIA, SARDEGNA E CORSICA.

L'ESERCITO DI ROMA

Le vittorie di Roma erano dovute al suo potente e organizzato esercito. Inizialmente l’esercito era costituito dagli abitanti della città che si arruolavano in caso di guerra; con il tempo si formò un esercito stabile di soldati professionisti, pagati per combattere. La potenza militare di Roma era guidata da un console ed era formata da legioni, gruppi di soldati organizzati tra fanti e cavalieri. Questi soldati, detti legionari, dovevano rispettare la disciplina militare: sottostare agli ordini, dimostrare il proprio coraggio e incitare gli altri al combattimento. Dovevano inoltre saper riparare le armi e costruire un accampamento.Negli spostamenti camminavano per oltre trenta chilometri al giorno e, con l’aiuto dei muli, trasportavano le provviste, l’occorrente per l’accampamento, le armi e le macchine da guerra. Le macchine da guerra servivano per abbattere le mura delle città nemiche. Erano il risultato del lavoro di ingegneri, fabbri e artigiani.

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LA CRISI DELLA REPUBBLICA

Le guerre di espansione crearono diversi squilibri nella città di Roma. Molti contadini, per arruolarsi, avevano dovuto vendere le proprie terre in cambio di pochi soldi, e, al ritorno dalla guerra, si ritrovarono senza un lavoro. I proprietari terrieri infatti non avevano bisogno di manodopera per i campi, perché possedevano numerosi schiavi, prigionieri di guerra. Inoltre, prima di ogni battaglia, i plebei erano costrettia pagare elevate tasse per le spese militari, così si impoverirono. Il malcontento della popolazione portò a una crisi sociale che mise patrizi e plebei in lotta tra loro. Nel 133 a.C. il tribuno della plebe, Tiberio Gracco, propose la Lex agraria, una riforma agraria in favore dei più deboli. Questa si basava su due punti fondamentali: • limitare la quantità di terra che ognuno poteva possedere; • ridistribuire le terre conquistate ai contadini rimasti disoccupati. I patrizi si opposero e fecero uccidere Tiberio. Nel 123 a.C. il fratello Caio Gracco, divenuto tribuno della plebe, propose a favore delle classi più deboli: • l’approvazione della riforma agraria; • la diminuzione del costo del grano per i più poveri; • l’estensione della cittadinanza romana agli abitanti di tutta la penisola. I patrizi non accettarono le sue riforme e lo volevano morto. A quel punto Caio Gracco preferì farsi uccidere da un suo schiavo.

LO SCONTRO TRA MARIO E SILLA

Con la morte dei fratelli Gracco, gli scontri tra patrizi e plebei continuarono. Si formarono due gruppi politici: • i POPULARES, con a capo Caio Mario, difendevano i diritti della plebe; • gli OPTIMATES, guidati da Lucio Cornelio Silla, erano dalla parte dei proprietari terrieri. Nell’88 a.C. la rivalità tra i due gruppi fece scoppiare una GUERRA CIVILE, che si concluse con la vittoria di Silla, il quale divenne DITTATORE A VITA. Il governo di Roma tornava nelle mani di una persona sola.

Caio Mario
Lucio Cornelio Silla

IL PRIMO TRIUMVIRATO

Dopo la morte di Silla, il senato affidò il governo a tre politici: - Gneo Pompeo - Licinio Crasso - Giulio Cesare. I primi due erano appartenenti agli optimates, mentre l’ultimo sosteneva i populares. Questi strinsero un’alleanza, detta triumvirato, ovvero governo di tre uomini.

GIULIO CESARE

QUIZ!

Il generale Caio Giulio Cesare, nonostante le sue nobili origini, si schierò da subito in favore della plebe e nel 59 a.C. venne nominato console. In pochi anni conquistò con l’esercito romano la Gallia (attuale Francia), la Britannia e una parte della Germania. Le sue vittorie lo resero famoso a Roma ed amato dall’esercito. Il senato, preoccupato per il grande potere che stava acquisendo, dopo la morte di Crasso, nominò Pompeo console unico. Pompeo, invidioso dei successi militari di Cesare, gli ordinò di tornare a Roma senza un esercito, come un semplice cittadino. Cesare rifiutò e marciò su Roma con i suoi soldati, scatenando un’altra guerra civile. Pompeo fu sconfitto e Cesare venne nominato dittatore a vita. Durante il suo governo Cesare fece numerose riforme che lo resero amato dal popolo: • concesse la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dei territori conquistati; • distribuì le terre ai soldati e ai contadini che avevano combattuto; • liberò molti schiavi; • ordinò la costruzione di molte opere pubbliche per dare lavoro ai cittadini rimasti disoccupati. Le riforme di Cesare non piacquero ai patrizi, che iniziarono a considerarlo nemico della Repubblica. Così alcuni di loro organizzarono una congiura e il 15 marzo del 44 a.C. lo uccisero in senato, pugnalandolo alle spalle.

IL SECONDO TRIUMVIRATO E LA FINE DELLA REPUBBLICA

Con la morte di Cesare ricominciarono le lotte per il potere. A scontrarsi erano: • da una parte Marco Antonio, fedele alleato di Cesare, che si proclamava suo erede politico; • dall’altra Ottaviano, figlio adottivo di Cesare e suo erede. Nel 43 a.C. dopo un periodo di conflitti, i due si accordarono insieme a Lepido per formare il secondo triumvirato. La loro volontà era annientare gli assassini di Cesare e spartirsi i territori romani.Il secondo triumvirato ebbe breve durata: Ottaviano si impossessò delle province di Lepido e affrontò Marco Antonio e il suo esercito ad Azio. La battaglia fu vinta da Ottaviano, che, tornato a Roma, ricoprì tutte le massime cariche: proconsole di tutte le province romane, tribuno della plebe e pontefice massimo. Nel 27 a.C. Ottaviano divenne primo imperatore di Roma con il nome di Augusto, che vuol dire “degno di essere venerato”. Si concluse così l’età repubblicana ed ebbe inizio l’epoca imperiale.

27 a.C.
Ottaviano

PALATINO

OSTIA

MONARCHIA

SENATO

TARQUINIO

CIRCOMASSIMO

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C L O AC A M A S S I M A

T I B E R I N A

S A L A R I A

R O M O L O

L A T I N I

L A T I N O

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PLEBEI

PLEBEI

PLEBEI

PATRIZI

PATRIZI

PATRIZI

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GUERRA CIVILE

TRIUMVIRATO

MARIO

PLEBEI

DITTATORE A VITA

LEX AGRARIA

CRISI SOCIALE

PATRIZI

SILLA

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CAIO MARIO

CAIO MARIO

CAIO MARIO

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LUCIO SILLA

LUCIO SILLA

LUCIO SILLA

Le prime leggi scritte romane furono esposte nel foro, incise su dodici tavole di bronzo. Tutti imparavano a memoria le tavole fin da bambini.