e la Repubblica
Guarda il video!
Linea del tempo
Dove e quando?
La Repubblica
La rivolta della plebe
Roma espande i confini
La crisi della Repubblica
LA LINEA DEL TEMPO
27 a.C.
509 a.C.
476 d.C.
753 a.C.
FINE REPUBBLICA E INIZIO IMPERO
CADUTA IMPERO ROMANO d'occIdente
NASCITA DI ROMA E INIZIO MONARCHIA
FINE MONARCHIA E INIZIO REPUBBLICA
Impero
repubblIca
monarchIa
anno 0
600 a.C.
800 a.C.
400 d.C.
200 d.C.
400 a.C.
600 d.C.
200 a.C.
LA NASCITA DI CRISTO
DOVE?
Durante la REPUBBLICA
QUANDO?
Dopo che Tarquinio il Superbo fu cacciato dalla città nel
509 a.C., Roma cambiò forma di governo e divenne una REPUBBLICA. I cittadini romani, escluse le donne, si riunivano nei comizi
centuriati, assemblee in cui votavano le leggi approvate dal
senato ed eleggevano i magistrati, che avevano diversi incarichi. I magistrati più potenti erano i consoli. Erano due ed erano
in carica per un anno; comandavano l’esercito e facevano
rispettare le leggi. Il senato, formato da 300 patrizi, approvava le leggi, consigliava i consoli e, in caso di pericolo per la città, nominava
un dittatore in carica per sei mesi che aveva poteri civili e
militari. Con la repubblica, il governo della città non era
più nelle mani di un re, ma era gestito dai consoli, magistrati
scelti dai cittadini, e dal senato.
- assemblea di 300 patrizi - approvava le leggi - consigliava i consoli - in caso di pericolo nominava un dittatore con poteri civili e militari per sei mesi
SENATO
CITTADINI ROMANI
- si riunivano in assemblee (comizi centuriati). Le donne erano escluse! - votavano le leggi approvate dal senato - eleggevano i magistrati
- avevano compiti diversi, erano eletti dal senato e duravano in carica un anno. - c'erano 2 consoli, 2 censori (stabilivano le tasse), 2 pretori (amministravano la giustizia nei tribunali), 4 edili (manutenzione degli edifici pubblici e delle strade) e 2 questori (custodivano il denaro) - i più potenti erano i consoli che comandavano l'esercito e facevano rispettare le leggi.
MAGISTRATI
EDILE
PRETORE
QUESTORE
CENSORE
CONSOLE
TRIBUNO DELLA PLEBE
VERIFICA
CENSORE
PRETORE
CONSOLE
EDILE
QUESTORE
LA RIVOLTA DELLA PLEBE
Con il tempo i plebei, che erano la maggior parte della
popolazione, iniziarono a non sopportare più il fatto di
non poter ricoprire cariche pubbliche e quindi di non essere rappresentati nel governo. I magistrati infatti erano patrizi ed approvavano leggi che favorivano la loro
classe sociale: quando scoppiava una guerra, i plebei
erano costretti a combattere nell’esercito romano al fianco dei patrizi, ma in caso di vittoria non ricevevano alcuna ricompensa. La legge assegnava le terre conquistate
ai cittadini patrizi, rendendo i plebei sempre più poveri. Nel 494 a.C. i plebei protestarono abbandonando la
città, chiudendo le botteghe e minacciando di costituire
un proprio Stato. Da questo sciopero ottennero: • due rappresentanti nel senato, detti tribuni della plebe, che avevano il potere di annullare le leggi contrarie agli interessi del popolo; • le Leggi delle XII tavole, leggi scritte ed esposte nel
Foro, che permettevano a tutti i cittadini di sapere
quali fossero i loro diritti e i loro doveri.
Leggi delle XII tavole
Menenio Agrippa parla ai plebei
ROMA ESPANDE I CONFINI IN ITALIA ...
All’inizio dell’età repubblicana, Roma intraprese una serie di guerre di conquista contro i popoli vicini. Il suo intento era quello
di estendere i propri confini impossessandosi di ricchezze e
materie prime. Con la conquista della città di Veio, nel 396 a.C., i Romani
sottomisero gli Etruschi e divennero padroni del Lazio. In seguito sconfissero gli Umbri e i Sanniti; per avere il
dominio assoluto dell’Italia meridionale dovevano
impadronirsi della Magna Grecia. Dichiararono
così guerra a Taranto, la colonia greca più
potente. Questa, preoccupata dell’arrivo dei Romani, chiese aiuto a Pirro, re
dell’Epiro (attuale Albania). Pirro sbarcò
in Italia con un numeroso esercito dotato di elefanti da combattimento. Inizialmente i soldati Romani persero molte
battaglie spaventati da animali così
grandi, mai visti prima.
Riuscirono infine a vincere a Maleventum, nel 275 a.C., diventando così il popolo più potente
della penisola italica.
I Romani conquistano la città di Veio e sottomettono gli Etruschi.
I Romani sconfiggono gli Umbri e i Sanniti.
I Romani entrano in guerra contro Taranto, colonia greca, per il controllo dell'Italia meridionale.
Taranto chiede aiuto a Pirro, re dell'Epiro (attuale Albania).
Pirro, arriva in Italia con un esercito dotato di elefanti e vince diverse battaglie contro i Romani.
Alla fine i Romani sconfiggono Pirro a Maleventum che dopo questo evento viene rinominata Beneventum (odierna Benevento).
METTI IN ORDINE GLI AVVENIMENTI
Pirro, arriva in Italia con un esercito dotato di elefanti e vince diverse battaglie contro i Romani.
Alla fine i Romani sconfiggono Pirro a Maleventum che dopo questo evento viene rinominata Beneventum (odierna Benevento).
I Romani conquistano la città di Veio e sottomettono gli Etruschi.
I Romani sconfiggono gli Umbri e i Sanniti.
Taranto chiede aiuto a Pirro, re dell'Epiro (attuale Albania).
I Romani entrano in guerra contro Taranto, colonia greca, per il controllo dell'Italia meridionale.
ROMA ESPANDE I CONFINI NEL MEDITERRANEO
Dopo aver conquistato quasi tutta la penisola italica i Romani volevano avere il dominio sulle rotte commerciali marittime. Si scontrarono così con Cartagine, potente colonia
fenicia padrona assoluta del Mediterraneo. Roma dichiarò
guerra a Cartagine nel 264 a.C. e fu così che ebbero inizio
le guerre puniche, tre guerre che durarono circa un secolo.
La PRIMA GUERRA PUNICA si svolse soprattutto in mare. I Romani, con una potente flotta, riuscirono ad avere la meglio sui
Cartaginesi conquistando la Sicilia, la Sardegna e la Corsica.
Nella SECONDA GUERRA PUNICA il condottiero cartaginese Annibale, dotato di elefanti da guerra, partì dalla
Spagna diretto in Italia. Attraversò i Pirenei e le Alpi, per
poi sconfiggere i Romani a Canne (Puglia). Nonostante la sconfitta, i
Romani, guidati dal generale Publio Cornelio Scipione, raggiunsero l’Africa e vinsero i Cartaginesi a Zama.
Dopo anni di tregua Romani e Cartaginesi tornarono a scontrarsi nuovamente nella TERZA GUERRA PUNICA. Nel 146 a.C.
i Romani rasero al suolo Cartagine e divennero la maggiore potenza del Mediterraneo, che chiamarono così Mare
Nostrum.
SPOSTA GLI AVVENIMENTI CHE RIGUARDANO LE TRE GUERRE PUNICHE NEL LORO CORRETTO RIQUADRO.
TERZA GUERRA PUNICA
SECONDA GUERRA PUNICA
PRIMA GUERRA PUNICA
I ROMANI SCONFIGGONO DEFINITIVAMENTE I CARTAGINESI, RADONO AL SUOLO CARTAGINE E DIVENTANO I PADRONI DEL MAR MEDITERRANEO (MARE NOSTRUM).
IL CARTAGINESE ANNIBALE CON I SUOI ELEFANTI VALICA LE ALPI, SCENDE IN ITALIA E SCONFIGGE I ROMANI A CANNE.
PUBLIO CORNELIO SCIPIONE GUIDA I ROMANI IN AFRICA E SCONFIGGE I CARTAGINESI A ZAMA.
I ROMANI CONQUISTANO SICILIA, SARDEGNA E CORSICA.
L'ESERCITO DI ROMA
Le vittorie di Roma erano dovute al suo potente e organizzato esercito. Inizialmente l’esercito era costituito dagli abitanti della città che
si arruolavano in caso di guerra; con il tempo si
formò un esercito stabile di soldati professionisti, pagati per combattere.
La potenza militare di Roma era guidata da un
console ed era formata da legioni, gruppi di
soldati organizzati tra fanti e cavalieri.
Questi soldati, detti legionari, dovevano rispettare la disciplina militare: sottostare agli ordini, dimostrare il proprio coraggio e incitare gli altri al combattimento. Dovevano inoltre saper riparare le armi e costruire un accampamento.Negli spostamenti camminavano per oltre trenta chilometri al giorno e, con l’aiuto dei muli, trasportavano le provviste, l’occorrente per l’accampamento, le armi e le macchine da guerra. Le macchine da guerra servivano per abbattere le mura delle città nemiche. Erano il risultato del lavoro di ingegneri, fabbri e artigiani.
VERIFICA
VERIFICA
LA CRISI DELLA REPUBBLICA
Le guerre di espansione crearono diversi squilibri nella città di Roma. Molti contadini, per arruolarsi, avevano dovuto
vendere le proprie terre in cambio di pochi soldi, e, al ritorno
dalla guerra, si ritrovarono senza un lavoro. I proprietari terrieri infatti non avevano bisogno di manodopera per i campi,
perché possedevano numerosi schiavi, prigionieri di guerra.
Inoltre, prima di ogni battaglia, i plebei erano costrettia pagare elevate tasse per le spese militari, così si impoverirono.
Il malcontento della popolazione portò a una crisi sociale
che mise patrizi e plebei in lotta tra loro.
Nel 133 a.C. il tribuno della plebe, Tiberio Gracco,
propose la Lex agraria, una riforma agraria in favore
dei più deboli. Questa si basava su due punti fondamentali: • limitare la quantità di terra che ognuno poteva possedere; • ridistribuire le terre conquistate ai contadini rimasti
disoccupati. I patrizi si opposero e fecero uccidere Tiberio. Nel 123 a.C. il
fratello Caio Gracco, divenuto tribuno della plebe, propose
a favore delle classi più deboli: • l’approvazione della riforma agraria; • la diminuzione del costo del grano per i più poveri; • l’estensione della cittadinanza romana agli abitanti di tutta
la penisola. I patrizi non accettarono le sue riforme e lo volevano morto.
A quel punto Caio Gracco preferì farsi uccidere da un suo
schiavo.
LO SCONTRO TRA MARIO E SILLA
Con la morte dei fratelli Gracco, gli scontri tra patrizi e plebei
continuarono. Si formarono due gruppi politici: • i POPULARES, con a capo Caio Mario, difendevano i diritti
della plebe; • gli OPTIMATES, guidati da Lucio Cornelio Silla, erano dalla
parte dei proprietari terrieri. Nell’88 a.C. la rivalità tra i due gruppi fece scoppiare una
GUERRA CIVILE, che si concluse con la vittoria di Silla, il quale
divenne DITTATORE A VITA. Il governo di Roma tornava nelle
mani di una persona sola.
Caio Mario
Lucio Cornelio Silla
IL PRIMO TRIUMVIRATO
Dopo la morte di Silla, il senato affidò il governo a tre politici: - Gneo Pompeo - Licinio Crasso - Giulio Cesare. I primi
due erano appartenenti agli optimates, mentre l’ultimo sosteneva i populares.
Questi strinsero un’alleanza, detta triumvirato, ovvero governo di tre uomini.
GIULIO CESARE
QUIZ!
Il generale Caio Giulio Cesare, nonostante le sue nobili origini, si schierò da subito in favore della plebe e nel 59 a.C.
venne nominato console. In pochi anni conquistò con l’esercito romano la Gallia (attuale Francia), la Britannia e una parte della Germania. Le sue vittorie lo resero famoso a Roma
ed amato dall’esercito. Il senato, preoccupato per il grande
potere che stava acquisendo, dopo la morte di Crasso, nominò Pompeo console unico.
Pompeo, invidioso dei successi militari di Cesare, gli ordinò
di tornare a Roma senza un esercito, come un semplice cittadino. Cesare rifiutò e marciò su Roma con i suoi soldati, scatenando un’altra guerra civile. Pompeo fu sconfitto e Cesare
venne nominato dittatore a vita.
Durante il suo governo Cesare fece numerose riforme che lo
resero amato dal popolo: • concesse la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dei territori conquistati; • distribuì le terre ai soldati e ai contadini
che avevano combattuto; • liberò molti schiavi; • ordinò
la costruzione di molte opere pubbliche per dare lavoro ai
cittadini rimasti disoccupati. Le riforme di Cesare non piacquero ai patrizi, che iniziarono
a considerarlo nemico della Repubblica. Così alcuni di loro
organizzarono una congiura e il 15 marzo del 44 a.C. lo uccisero in senato, pugnalandolo alle spalle.
IL SECONDO TRIUMVIRATO E LA FINE DELLA REPUBBLICA
Con la morte di Cesare ricominciarono le lotte per il potere.
A scontrarsi erano: • da una parte Marco Antonio, fedele alleato di Cesare, che
si proclamava suo erede politico; • dall’altra Ottaviano, figlio adottivo di Cesare e suo erede. Nel 43 a.C. dopo un periodo di conflitti, i due si accordarono insieme a Lepido per formare il secondo triumvirato. La
loro volontà era annientare gli assassini di Cesare e spartirsi
i territori romani.Il secondo triumvirato ebbe breve durata: Ottaviano si impossessò delle province di Lepido e affrontò Marco Antonio e il suo esercito ad Azio. La battaglia fu vinta da Ottaviano, che, tornato a Roma, ricoprì tutte le massime cariche: proconsole di tutte le province romane, tribuno della plebe e pontefice massimo. Nel 27 a.C. Ottaviano divenne primo imperatore di Roma con il nome di Augusto, che vuol dire “degno di essere venerato”. Si concluse così l’età repubblicana ed ebbe inizio l’epoca imperiale.
27 a.C.
Ottaviano
PALATINO
OSTIA
MONARCHIA
SENATO
TARQUINIO
CIRCOMASSIMO
VERIFICA
C L O AC A M A S S I M A
T I B E R I N A
S A L A R I A
R O M O L O
L A T I N I
L A T I N O
VERIFICA
PLEBEI
PLEBEI
PLEBEI
PATRIZI
PATRIZI
PATRIZI
VERIFICA
GUERRA CIVILE
TRIUMVIRATO
MARIO
PLEBEI
DITTATORE A VITA
LEX AGRARIA
CRISI SOCIALE
PATRIZI
SILLA
VERIFICA
CAIO MARIO
CAIO MARIO
CAIO MARIO
VERIFICA
LUCIO SILLA
LUCIO SILLA
LUCIO SILLA
Le prime leggi scritte romane furono esposte nel foro, incise su dodici tavole di bronzo. Tutti imparavano a memoria le tavole fin da bambini.
La repubblica romana
Sandra Guidolin
Created on March 17, 2024
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Fill in Blanks
View
Countdown
View
Stopwatch
View
Unpixelator
View
Break the Piñata
View
Bingo
View
Create a Secret Code
Explore all templates
Transcript
e la Repubblica
Guarda il video!
Linea del tempo
Dove e quando?
La Repubblica
La rivolta della plebe
Roma espande i confini
La crisi della Repubblica
LA LINEA DEL TEMPO
27 a.C.
509 a.C.
476 d.C.
753 a.C.
FINE REPUBBLICA E INIZIO IMPERO
CADUTA IMPERO ROMANO d'occIdente
NASCITA DI ROMA E INIZIO MONARCHIA
FINE MONARCHIA E INIZIO REPUBBLICA
Impero
repubblIca
monarchIa
anno 0
600 a.C.
800 a.C.
400 d.C.
200 d.C.
400 a.C.
600 d.C.
200 a.C.
LA NASCITA DI CRISTO
DOVE?
Durante la REPUBBLICA
QUANDO?
Dopo che Tarquinio il Superbo fu cacciato dalla città nel 509 a.C., Roma cambiò forma di governo e divenne una REPUBBLICA. I cittadini romani, escluse le donne, si riunivano nei comizi centuriati, assemblee in cui votavano le leggi approvate dal senato ed eleggevano i magistrati, che avevano diversi incarichi. I magistrati più potenti erano i consoli. Erano due ed erano in carica per un anno; comandavano l’esercito e facevano rispettare le leggi. Il senato, formato da 300 patrizi, approvava le leggi, consigliava i consoli e, in caso di pericolo per la città, nominava un dittatore in carica per sei mesi che aveva poteri civili e militari. Con la repubblica, il governo della città non era più nelle mani di un re, ma era gestito dai consoli, magistrati scelti dai cittadini, e dal senato.
- assemblea di 300 patrizi - approvava le leggi - consigliava i consoli - in caso di pericolo nominava un dittatore con poteri civili e militari per sei mesi
SENATO
CITTADINI ROMANI
- si riunivano in assemblee (comizi centuriati). Le donne erano escluse! - votavano le leggi approvate dal senato - eleggevano i magistrati
- avevano compiti diversi, erano eletti dal senato e duravano in carica un anno. - c'erano 2 consoli, 2 censori (stabilivano le tasse), 2 pretori (amministravano la giustizia nei tribunali), 4 edili (manutenzione degli edifici pubblici e delle strade) e 2 questori (custodivano il denaro) - i più potenti erano i consoli che comandavano l'esercito e facevano rispettare le leggi.
MAGISTRATI
EDILE
PRETORE
QUESTORE
CENSORE
CONSOLE
TRIBUNO DELLA PLEBE
VERIFICA
CENSORE
PRETORE
CONSOLE
EDILE
QUESTORE
LA RIVOLTA DELLA PLEBE
Con il tempo i plebei, che erano la maggior parte della popolazione, iniziarono a non sopportare più il fatto di non poter ricoprire cariche pubbliche e quindi di non essere rappresentati nel governo. I magistrati infatti erano patrizi ed approvavano leggi che favorivano la loro classe sociale: quando scoppiava una guerra, i plebei erano costretti a combattere nell’esercito romano al fianco dei patrizi, ma in caso di vittoria non ricevevano alcuna ricompensa. La legge assegnava le terre conquistate ai cittadini patrizi, rendendo i plebei sempre più poveri. Nel 494 a.C. i plebei protestarono abbandonando la città, chiudendo le botteghe e minacciando di costituire un proprio Stato. Da questo sciopero ottennero: • due rappresentanti nel senato, detti tribuni della plebe, che avevano il potere di annullare le leggi contrarie agli interessi del popolo; • le Leggi delle XII tavole, leggi scritte ed esposte nel Foro, che permettevano a tutti i cittadini di sapere quali fossero i loro diritti e i loro doveri.
Leggi delle XII tavole
Menenio Agrippa parla ai plebei
ROMA ESPANDE I CONFINI IN ITALIA ...
All’inizio dell’età repubblicana, Roma intraprese una serie di guerre di conquista contro i popoli vicini. Il suo intento era quello di estendere i propri confini impossessandosi di ricchezze e materie prime. Con la conquista della città di Veio, nel 396 a.C., i Romani sottomisero gli Etruschi e divennero padroni del Lazio. In seguito sconfissero gli Umbri e i Sanniti; per avere il dominio assoluto dell’Italia meridionale dovevano impadronirsi della Magna Grecia. Dichiararono così guerra a Taranto, la colonia greca più potente. Questa, preoccupata dell’arrivo dei Romani, chiese aiuto a Pirro, re dell’Epiro (attuale Albania). Pirro sbarcò in Italia con un numeroso esercito dotato di elefanti da combattimento. Inizialmente i soldati Romani persero molte battaglie spaventati da animali così grandi, mai visti prima. Riuscirono infine a vincere a Maleventum, nel 275 a.C., diventando così il popolo più potente della penisola italica.
I Romani conquistano la città di Veio e sottomettono gli Etruschi.
I Romani sconfiggono gli Umbri e i Sanniti.
I Romani entrano in guerra contro Taranto, colonia greca, per il controllo dell'Italia meridionale.
Taranto chiede aiuto a Pirro, re dell'Epiro (attuale Albania).
Pirro, arriva in Italia con un esercito dotato di elefanti e vince diverse battaglie contro i Romani.
Alla fine i Romani sconfiggono Pirro a Maleventum che dopo questo evento viene rinominata Beneventum (odierna Benevento).
METTI IN ORDINE GLI AVVENIMENTI
Pirro, arriva in Italia con un esercito dotato di elefanti e vince diverse battaglie contro i Romani.
Alla fine i Romani sconfiggono Pirro a Maleventum che dopo questo evento viene rinominata Beneventum (odierna Benevento).
I Romani conquistano la città di Veio e sottomettono gli Etruschi.
I Romani sconfiggono gli Umbri e i Sanniti.
Taranto chiede aiuto a Pirro, re dell'Epiro (attuale Albania).
I Romani entrano in guerra contro Taranto, colonia greca, per il controllo dell'Italia meridionale.
ROMA ESPANDE I CONFINI NEL MEDITERRANEO
Dopo aver conquistato quasi tutta la penisola italica i Romani volevano avere il dominio sulle rotte commerciali marittime. Si scontrarono così con Cartagine, potente colonia fenicia padrona assoluta del Mediterraneo. Roma dichiarò guerra a Cartagine nel 264 a.C. e fu così che ebbero inizio le guerre puniche, tre guerre che durarono circa un secolo.
La PRIMA GUERRA PUNICA si svolse soprattutto in mare. I Romani, con una potente flotta, riuscirono ad avere la meglio sui Cartaginesi conquistando la Sicilia, la Sardegna e la Corsica.
Nella SECONDA GUERRA PUNICA il condottiero cartaginese Annibale, dotato di elefanti da guerra, partì dalla Spagna diretto in Italia. Attraversò i Pirenei e le Alpi, per poi sconfiggere i Romani a Canne (Puglia). Nonostante la sconfitta, i Romani, guidati dal generale Publio Cornelio Scipione, raggiunsero l’Africa e vinsero i Cartaginesi a Zama.
Dopo anni di tregua Romani e Cartaginesi tornarono a scontrarsi nuovamente nella TERZA GUERRA PUNICA. Nel 146 a.C. i Romani rasero al suolo Cartagine e divennero la maggiore potenza del Mediterraneo, che chiamarono così Mare Nostrum.
SPOSTA GLI AVVENIMENTI CHE RIGUARDANO LE TRE GUERRE PUNICHE NEL LORO CORRETTO RIQUADRO.
TERZA GUERRA PUNICA
SECONDA GUERRA PUNICA
PRIMA GUERRA PUNICA
I ROMANI SCONFIGGONO DEFINITIVAMENTE I CARTAGINESI, RADONO AL SUOLO CARTAGINE E DIVENTANO I PADRONI DEL MAR MEDITERRANEO (MARE NOSTRUM).
IL CARTAGINESE ANNIBALE CON I SUOI ELEFANTI VALICA LE ALPI, SCENDE IN ITALIA E SCONFIGGE I ROMANI A CANNE.
PUBLIO CORNELIO SCIPIONE GUIDA I ROMANI IN AFRICA E SCONFIGGE I CARTAGINESI A ZAMA.
I ROMANI CONQUISTANO SICILIA, SARDEGNA E CORSICA.
L'ESERCITO DI ROMA
Le vittorie di Roma erano dovute al suo potente e organizzato esercito. Inizialmente l’esercito era costituito dagli abitanti della città che si arruolavano in caso di guerra; con il tempo si formò un esercito stabile di soldati professionisti, pagati per combattere. La potenza militare di Roma era guidata da un console ed era formata da legioni, gruppi di soldati organizzati tra fanti e cavalieri. Questi soldati, detti legionari, dovevano rispettare la disciplina militare: sottostare agli ordini, dimostrare il proprio coraggio e incitare gli altri al combattimento. Dovevano inoltre saper riparare le armi e costruire un accampamento.Negli spostamenti camminavano per oltre trenta chilometri al giorno e, con l’aiuto dei muli, trasportavano le provviste, l’occorrente per l’accampamento, le armi e le macchine da guerra. Le macchine da guerra servivano per abbattere le mura delle città nemiche. Erano il risultato del lavoro di ingegneri, fabbri e artigiani.
VERIFICA
VERIFICA
LA CRISI DELLA REPUBBLICA
Le guerre di espansione crearono diversi squilibri nella città di Roma. Molti contadini, per arruolarsi, avevano dovuto vendere le proprie terre in cambio di pochi soldi, e, al ritorno dalla guerra, si ritrovarono senza un lavoro. I proprietari terrieri infatti non avevano bisogno di manodopera per i campi, perché possedevano numerosi schiavi, prigionieri di guerra. Inoltre, prima di ogni battaglia, i plebei erano costrettia pagare elevate tasse per le spese militari, così si impoverirono. Il malcontento della popolazione portò a una crisi sociale che mise patrizi e plebei in lotta tra loro. Nel 133 a.C. il tribuno della plebe, Tiberio Gracco, propose la Lex agraria, una riforma agraria in favore dei più deboli. Questa si basava su due punti fondamentali: • limitare la quantità di terra che ognuno poteva possedere; • ridistribuire le terre conquistate ai contadini rimasti disoccupati. I patrizi si opposero e fecero uccidere Tiberio. Nel 123 a.C. il fratello Caio Gracco, divenuto tribuno della plebe, propose a favore delle classi più deboli: • l’approvazione della riforma agraria; • la diminuzione del costo del grano per i più poveri; • l’estensione della cittadinanza romana agli abitanti di tutta la penisola. I patrizi non accettarono le sue riforme e lo volevano morto. A quel punto Caio Gracco preferì farsi uccidere da un suo schiavo.
LO SCONTRO TRA MARIO E SILLA
Con la morte dei fratelli Gracco, gli scontri tra patrizi e plebei continuarono. Si formarono due gruppi politici: • i POPULARES, con a capo Caio Mario, difendevano i diritti della plebe; • gli OPTIMATES, guidati da Lucio Cornelio Silla, erano dalla parte dei proprietari terrieri. Nell’88 a.C. la rivalità tra i due gruppi fece scoppiare una GUERRA CIVILE, che si concluse con la vittoria di Silla, il quale divenne DITTATORE A VITA. Il governo di Roma tornava nelle mani di una persona sola.
Caio Mario
Lucio Cornelio Silla
IL PRIMO TRIUMVIRATO
Dopo la morte di Silla, il senato affidò il governo a tre politici: - Gneo Pompeo - Licinio Crasso - Giulio Cesare. I primi due erano appartenenti agli optimates, mentre l’ultimo sosteneva i populares. Questi strinsero un’alleanza, detta triumvirato, ovvero governo di tre uomini.
GIULIO CESARE
QUIZ!
Il generale Caio Giulio Cesare, nonostante le sue nobili origini, si schierò da subito in favore della plebe e nel 59 a.C. venne nominato console. In pochi anni conquistò con l’esercito romano la Gallia (attuale Francia), la Britannia e una parte della Germania. Le sue vittorie lo resero famoso a Roma ed amato dall’esercito. Il senato, preoccupato per il grande potere che stava acquisendo, dopo la morte di Crasso, nominò Pompeo console unico. Pompeo, invidioso dei successi militari di Cesare, gli ordinò di tornare a Roma senza un esercito, come un semplice cittadino. Cesare rifiutò e marciò su Roma con i suoi soldati, scatenando un’altra guerra civile. Pompeo fu sconfitto e Cesare venne nominato dittatore a vita. Durante il suo governo Cesare fece numerose riforme che lo resero amato dal popolo: • concesse la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dei territori conquistati; • distribuì le terre ai soldati e ai contadini che avevano combattuto; • liberò molti schiavi; • ordinò la costruzione di molte opere pubbliche per dare lavoro ai cittadini rimasti disoccupati. Le riforme di Cesare non piacquero ai patrizi, che iniziarono a considerarlo nemico della Repubblica. Così alcuni di loro organizzarono una congiura e il 15 marzo del 44 a.C. lo uccisero in senato, pugnalandolo alle spalle.
IL SECONDO TRIUMVIRATO E LA FINE DELLA REPUBBLICA
Con la morte di Cesare ricominciarono le lotte per il potere. A scontrarsi erano: • da una parte Marco Antonio, fedele alleato di Cesare, che si proclamava suo erede politico; • dall’altra Ottaviano, figlio adottivo di Cesare e suo erede. Nel 43 a.C. dopo un periodo di conflitti, i due si accordarono insieme a Lepido per formare il secondo triumvirato. La loro volontà era annientare gli assassini di Cesare e spartirsi i territori romani.Il secondo triumvirato ebbe breve durata: Ottaviano si impossessò delle province di Lepido e affrontò Marco Antonio e il suo esercito ad Azio. La battaglia fu vinta da Ottaviano, che, tornato a Roma, ricoprì tutte le massime cariche: proconsole di tutte le province romane, tribuno della plebe e pontefice massimo. Nel 27 a.C. Ottaviano divenne primo imperatore di Roma con il nome di Augusto, che vuol dire “degno di essere venerato”. Si concluse così l’età repubblicana ed ebbe inizio l’epoca imperiale.
27 a.C.
Ottaviano
PALATINO
OSTIA
MONARCHIA
SENATO
TARQUINIO
CIRCOMASSIMO
VERIFICA
C L O AC A M A S S I M A
T I B E R I N A
S A L A R I A
R O M O L O
L A T I N I
L A T I N O
VERIFICA
PLEBEI
PLEBEI
PLEBEI
PATRIZI
PATRIZI
PATRIZI
VERIFICA
GUERRA CIVILE
TRIUMVIRATO
MARIO
PLEBEI
DITTATORE A VITA
LEX AGRARIA
CRISI SOCIALE
PATRIZI
SILLA
VERIFICA
CAIO MARIO
CAIO MARIO
CAIO MARIO
VERIFICA
LUCIO SILLA
LUCIO SILLA
LUCIO SILLA
Le prime leggi scritte romane furono esposte nel foro, incise su dodici tavole di bronzo. Tutti imparavano a memoria le tavole fin da bambini.