PRESENTAzione
Diritto al voto
INDEX
Il diritto al voto
la scarsa presenza femminile delle donne in politica
le "prime donne" nelle istituzioni italiane
STORIA DEL DIRITTO AL VOTO
il voto alle donne nel mondo
linea temporale del diritto al voto alle donne
IL DIRITTO AL VOTO
Il diritto al voto, che oggi è considerato come un diritto che spetta al cittadino, indipendente da caratteristiche personali quali sesso, religione, etnia, o credo politico, non sempre nella storia è stato inteso nello stesso modo; infatti, la conquista del diritto di voto universale, nella storia italiana, ha rappresentato una vera e propria battaglia delle donne per far valere i propri diritti civili e politici, in un'epoca in cui le disparità fra uomo e donna erano larghe ed evidenti in ogni ambito della società e della vita.
LOREM IPSUM
Negli Stati moderni il diritto di voto universale rappresenta la possibilità per tutti i cittadini maggiorenni di partecipare alle elezioni politiche e amministrative e di poter esprimere un proprio parere su questioni riguardanti l'intera comunità; infatti, nei moderni Stati democratici, i cittadini sono parte attiva del sistema politico, e il loro voto è necessario per eleggere i rappresentanti politici della nazione.
STORIA DEL DIRITTO AL VOTO
La lotta per il diritto al voto delle donne, nota anche come suffragio femminile, ha radici antiche e risale alle prime ondate di femminismo nell'ottocento. Le prime manifestazioni per il riconoscimento del diritto al voto delle donne sono state organizzate nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
LOREM IPSUM
Nonostante nell'Ottocento cominciasse ad affermarsi sempre di più il principio di uguaglianza, ciò riguardava quasi esclusivamente il genere maschile.
Le donne, proprio a causa del loro sesso, continuavano a essere escluse dalla vita politica, non potendo né votare, né essere votate.
La prima volta che le donne italiane ebbero il diritto di partecipare alle elezioni fu nel 1919, quando esse ottennero il diritto di voto per le elezioni amministrative comunali. Successivamente il 1°febbraio 1945, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, durante l'Assemblea Costituente venne approvato un emendamento che concedeva alle donne che avevano compiuto 21 anni il diritto di voto anche per le elezioni nazionali. in questo provvedimento, passato alla storia come "decreto bonomi", non veniva poi menzionato il tema dell'elettorato passivo, ovvero la possibilità di essere elette, diritto garantito poco dopo con il decreto 74 del 10 maezo 1946
IL VOTO ALLE DONNE NEL MONDO
La strada per il suffragio universale femminile è stata lunga e travagliata non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo. Per fortuna, oggi non esistono Paesi senza diritto di voto alle donne (ad eccezione del Vaticano, data la particolarità del suo ordinamento): l’ultimo a concederlo è stata l’Arabia Saudita nel 2011. Il primo Stato ad aver raggiunto questo traguardo è la Nuova Zelanda nel 1893, seguita dall’Australia nel 1902 e dalla Finlandia nel 1906. La Russia concesse il suffragio universale nel 1917, mentre nel 1918 fu la volta del Regno Unito. Tra gli ultimi Paesi ad aver riconosciuto tale diritto ci sono alcuni Stati mediorientali: gli Emirati Arabi Uniti nel 2006 e il Bahrain nel 2002. Non sono mancati però degli scandalosi ritardi anche in Europa: le donne in Svizzera hanno dovuto attendere il 1971 per votare a livello federale, quelle del vicino Liechtenstein addirittura il 1984.
LOREM IPSUM
SECTION 1
LA SCARSA PRESENZA FEMMILINE DELLE DONNE IN POLITICA
Nonostante gli evidenti passi avanti, la rappresentanza politica delle donne in Italia è ancora lontana dalla parità. La presenza femminile in Parlamento è pari al 31%, il 4% in meno rispetto alla scorsa legislatura. Nell’attuale governo solo un ministro su quattro è donna. Per non parlare delle regioni: solo una su 20, l’Umbria, è guidata da una politica, la leghista Donatella Tesei. Anche la partecipazione elettorale femminile è in calo. Alle ultime elezioni si è recato ai seggi il 62,2% delle donne, contro il 65,7% degli uomini.
LOREM IPSUM
presenza nel parlamento
31%
69%
donne
uomini
PARTECIPAZIONE ELETTORALE
65,7%
62,2%
SECTION 1
LE "PRIME DONNE" NELLE ISTITUZIONI ITALIANE
In particolare, alle votazioni del 2 giugno furono elette 21 deputate su 556 seggi: il 3,8% dell’assemblea. Cinque di loro fecero parte della “Commissione dei 75” che stilò il testo della Costituzione, entrata poi in vigore il primo gennaio 1948. Una di loro era la comunista Nilde Iotti, che nel 1979 divenne la prima donna presidente della Camera.
Ad oggi, l’unica grande carica mai ricoperta da una politica in Italia è quella di presidente della Repubblica. Sempre nel 2022 sembrava esserci andata vicina Elisabetta Belloni, ma il Parlamento ha poi preferito offrire un secondo mandato a Sergio Mattarella.
"Ad oggi, la maggior parte dei paesi del mondo riconosce il diritto al voto delle donne, ma la lotta per l'uguaglianza di genere e per i diritti delle donne continua in molte parti del mondo"
Linea temporale del diritto al voto alle donne
Nuova Zelanda
1893
Finlandia
1906
Olanda
1917-1919
Brasile
1932
Giappone
1946
India
1947
Cina
1949
San Marino
1959
Svizzera
1971
Qatar
1997
Bahrain
2002
Kuwait
2005
Emirati Stati Arabi
2006
Arabia Saudita
2011
FINE
Di Lauri DanieleFresolone Vittoria
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ITALIA-1945
NUOVA ZELANDA-1893
REGNO UNITO-1928
AUSTRIA-1918
ARABIA SAUDITA-2011
FRANCIA-1944
STATI UNITI-1920
RUSSIA-1917
EMIRATI STATI ARABI-2006
GERMANIA-1918
diritto al voto alle donne
Vittoria Fresolone
Created on March 14, 2024
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PRESENTAzione
Diritto al voto
INDEX
Il diritto al voto
la scarsa presenza femminile delle donne in politica
le "prime donne" nelle istituzioni italiane
STORIA DEL DIRITTO AL VOTO
il voto alle donne nel mondo
linea temporale del diritto al voto alle donne
IL DIRITTO AL VOTO
Il diritto al voto, che oggi è considerato come un diritto che spetta al cittadino, indipendente da caratteristiche personali quali sesso, religione, etnia, o credo politico, non sempre nella storia è stato inteso nello stesso modo; infatti, la conquista del diritto di voto universale, nella storia italiana, ha rappresentato una vera e propria battaglia delle donne per far valere i propri diritti civili e politici, in un'epoca in cui le disparità fra uomo e donna erano larghe ed evidenti in ogni ambito della società e della vita.
LOREM IPSUM
Negli Stati moderni il diritto di voto universale rappresenta la possibilità per tutti i cittadini maggiorenni di partecipare alle elezioni politiche e amministrative e di poter esprimere un proprio parere su questioni riguardanti l'intera comunità; infatti, nei moderni Stati democratici, i cittadini sono parte attiva del sistema politico, e il loro voto è necessario per eleggere i rappresentanti politici della nazione.
STORIA DEL DIRITTO AL VOTO
La lotta per il diritto al voto delle donne, nota anche come suffragio femminile, ha radici antiche e risale alle prime ondate di femminismo nell'ottocento. Le prime manifestazioni per il riconoscimento del diritto al voto delle donne sono state organizzate nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
LOREM IPSUM
Nonostante nell'Ottocento cominciasse ad affermarsi sempre di più il principio di uguaglianza, ciò riguardava quasi esclusivamente il genere maschile. Le donne, proprio a causa del loro sesso, continuavano a essere escluse dalla vita politica, non potendo né votare, né essere votate.
La prima volta che le donne italiane ebbero il diritto di partecipare alle elezioni fu nel 1919, quando esse ottennero il diritto di voto per le elezioni amministrative comunali. Successivamente il 1°febbraio 1945, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, durante l'Assemblea Costituente venne approvato un emendamento che concedeva alle donne che avevano compiuto 21 anni il diritto di voto anche per le elezioni nazionali. in questo provvedimento, passato alla storia come "decreto bonomi", non veniva poi menzionato il tema dell'elettorato passivo, ovvero la possibilità di essere elette, diritto garantito poco dopo con il decreto 74 del 10 maezo 1946
IL VOTO ALLE DONNE NEL MONDO
La strada per il suffragio universale femminile è stata lunga e travagliata non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo. Per fortuna, oggi non esistono Paesi senza diritto di voto alle donne (ad eccezione del Vaticano, data la particolarità del suo ordinamento): l’ultimo a concederlo è stata l’Arabia Saudita nel 2011. Il primo Stato ad aver raggiunto questo traguardo è la Nuova Zelanda nel 1893, seguita dall’Australia nel 1902 e dalla Finlandia nel 1906. La Russia concesse il suffragio universale nel 1917, mentre nel 1918 fu la volta del Regno Unito. Tra gli ultimi Paesi ad aver riconosciuto tale diritto ci sono alcuni Stati mediorientali: gli Emirati Arabi Uniti nel 2006 e il Bahrain nel 2002. Non sono mancati però degli scandalosi ritardi anche in Europa: le donne in Svizzera hanno dovuto attendere il 1971 per votare a livello federale, quelle del vicino Liechtenstein addirittura il 1984.
LOREM IPSUM
SECTION 1
LA SCARSA PRESENZA FEMMILINE DELLE DONNE IN POLITICA
Nonostante gli evidenti passi avanti, la rappresentanza politica delle donne in Italia è ancora lontana dalla parità. La presenza femminile in Parlamento è pari al 31%, il 4% in meno rispetto alla scorsa legislatura. Nell’attuale governo solo un ministro su quattro è donna. Per non parlare delle regioni: solo una su 20, l’Umbria, è guidata da una politica, la leghista Donatella Tesei. Anche la partecipazione elettorale femminile è in calo. Alle ultime elezioni si è recato ai seggi il 62,2% delle donne, contro il 65,7% degli uomini.
LOREM IPSUM
presenza nel parlamento
31%
69%
donne
uomini
PARTECIPAZIONE ELETTORALE
65,7%
62,2%
SECTION 1
LE "PRIME DONNE" NELLE ISTITUZIONI ITALIANE
In particolare, alle votazioni del 2 giugno furono elette 21 deputate su 556 seggi: il 3,8% dell’assemblea. Cinque di loro fecero parte della “Commissione dei 75” che stilò il testo della Costituzione, entrata poi in vigore il primo gennaio 1948. Una di loro era la comunista Nilde Iotti, che nel 1979 divenne la prima donna presidente della Camera.
Ad oggi, l’unica grande carica mai ricoperta da una politica in Italia è quella di presidente della Repubblica. Sempre nel 2022 sembrava esserci andata vicina Elisabetta Belloni, ma il Parlamento ha poi preferito offrire un secondo mandato a Sergio Mattarella.
"Ad oggi, la maggior parte dei paesi del mondo riconosce il diritto al voto delle donne, ma la lotta per l'uguaglianza di genere e per i diritti delle donne continua in molte parti del mondo"
Linea temporale del diritto al voto alle donne
Nuova Zelanda
1893
Finlandia
1906
Olanda
1917-1919
Brasile
1932
Giappone
1946
India
1947
Cina
1949
San Marino
1959
Svizzera
1971
Qatar
1997
Bahrain
2002
Kuwait
2005
Emirati Stati Arabi
2006
Arabia Saudita
2011
FINE
Di Lauri DanieleFresolone Vittoria
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ITALIA-1945
NUOVA ZELANDA-1893
REGNO UNITO-1928
AUSTRIA-1918
ARABIA SAUDITA-2011
FRANCIA-1944
STATI UNITI-1920
RUSSIA-1917
EMIRATI STATI ARABI-2006
GERMANIA-1918