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Peppino impastato e felicia
Giovanni De Quattro
Created on March 14, 2024
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Transcript
Peppino Impastato
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Giuseppe (Peppino) Impastato
Peppino Impastato nato a Cinisi nel 5 gennaio 1948 e morto il 9 maggio 1978 nella stessa città. Egli è stato un giornalista, attivista politico e poeta, conosciuto per le sue denunce contro la mafia, per le quali fu ucciso da gruppo criminale "Cosa Nostra".
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Attività politica
Nel 1965 fondò il giornalino "L'Idea socialista". Il suo impegno politico si intrecciò con quello culturale: nel 1975 costituì il gruppo "Musica e cultura", che portava avanti una serie di attività culturali come cineforum, musica dal vivo, teatro e dibattiti. Sempre nello stesso anno si iscrisse a un piccolo partito riconosciuto come "Democrazia Proletaria". Infine, nella primavera del 1978, si candidò come consigliere comunale del comune di Cinisi.
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Radio Aut
Nel 1977 fondò "Radio Aut" (dal latino "oppure"), con la quale portò avanti una vera e propria "battaglia" contro gli interessi mafiosi a Cinisi e Terrasini. Il principale bersaglio era proprio lo zio e nuovo capomafia di Cinisi Gaetano Badalamenti, in prima fila nel traffico internazionale di droga. Il programma più seguito della radio era infatti "Onda pazza", una trasmissione satirica durante la quale Peppino si destreggiava nello sbeffeggiare mafiosi e politici.
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Morte
Peppino Impastato venne assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale. Giuseppe prima di morire fu colpito a morte o tramortito con un grosso sasso (che venne rinvenuto a pochi metri di distanza, ancora sporco di sangue) e tentando di far apparire la sua morte come dovuta a un attentato fallito o a un suicidio, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia Palermo-Trapani.
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Felicia Bartolotta
Felicia Bartolotta nacque a Cinisi il 24 maggio 1916. Nel 1947 si sposò con Luigi Impastato, piccolo allevatore legato a Cosa nostra. Nacquero tre figli: nel 1948 Giuseppe, nel 1949 Giovanni, morto di meningite a soli 3 anni, e nel 1953 il terzo figlio, chiamato anch'esso Giovanni. Con l'aiuto del figlio Giovanni, consapevole delle reali circostanze in cui era morto il figlio Peppino, iniziò a rendersi protagonista di un'attività continua in modo che la giustizia scoprisse la verità e punisse i responsabili; Badalamenti verrà riconosciuto come colpevole dell'uccisione di Peppino e condannato soltanto nel 2002.
Democrazia Proletataria fu un partito politico italiano di sinistra formato da una coalizione di altri 3 movimenti extraparlamentari: il PdUP, Avanguardia operaia e Lotta Continua.
PERSONAGGI:
- Tano Seduto = capomafia Gaetano Badalamenti
- Geronimo = Sindaco Calogero Stefanini
- Vicesindaco Franco Meneschi
Figlio di Luigi e Felicia Bartolotta, nacque in una famiglia mafiosa. Il suo percorso doveva essere come quello del padre, inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti, tra i quali c'era anche il capomafia Cesare Manzella, fratello della madre venne ucciso il 26 aprile 1963 durante la Prima guerra di mafia, quando la sua Alfa Romeo Giulietta imbottita di tritolo venne fatta esplodere.