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Fortunato Depero

Sara D'Agostino

Created on March 13, 2024

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Transcript

Presented by Sara D'Agostino

Fortunato Depero

#0324

Fortunato Depero

By Sara D'aAgostino

La vita e lo stile grafico

ispirandosi alla simultaneità e al dinamismo di Umberto Boccioni. Per "Un istituto per suicidi" di Gilbert Clavel, realizza illustrazioni a metà tra futurismo ed espressionismo. Nei suoi primi lavori Depero non era solito inserire il lettering, che veniva poi aggiunto dalla tipografia, senza tener conto del risultato grafico. In questo modo però, i suoi lavori venivano cambiati, modificando drasticamente l'equilibriio grafico dei bozzetti originali.

Fortunato Depero (30 marzo 1892 - 29 novembre 1960) nasce nella provincia di Trento; giovanissimo si trasferise a Rovereto, dove frequenta la Scuola Reale Elisabettina, istituto superiore ad indirizzo di arti applicateNel 1913 si avvicinò al futurismo e l'anno successivo, a Roma, entrò in contatto con il movimento futurista e realizza una serie di disegni

Per questo motivo Depero decise di inserire successivamente il lettering, studiandolo e inserendolo nei bozzetti in modo da preservare la bellezza e la composizione dei singoli lavori fino a far diventare, in molti casi, la tipografia stessa la protagonista delle sue opere.Egli riuscì a personalizzare ed evolvere la sua tecnica fino a farla diventare inconfondibile con le sue forme geometriche e i colori brillanti. Egli diventò un modello per la maggiorparte dei pubblicitari futuristi.

#0324

Depero lavorò anche per numerose riviste come: "Vogue", "Il secolo XX", "Vanity Fair"realizzando per loro le copertine. Egli iniziò a lavorare con un'azienda milanese "Campari"e nel 1924 inizia una produzione di bozzetti pubblicitari, locandine, copertine e libri. Il suo stile era subito riconoscibile, infatti i personaggi usati dall'artista (marionette e uomini meccanici), vengono associati all'azienda. Quedti soggetti, uniti alla tipografia, formavano un contrasto che attirava l'attenzione degli osservatori invogliando il consumo del prodotto pubblicizzato. "Camporisoda" nasce nel 1932. Il design della bottiglietta, disegnata da Depero è ancora oggi icona dell'aperitivo italiano.

By Sara D'aAgostino

Indice

01

Marchi, copertine e pubblicità

02

Le opere principali

03

Conclusioni

01

Marchi, copertine, pubblicità

Marchio per Depero futurista

Pubblicità per il liquore Strega

Copertina per la rivista "Vogue"

1928

1926

1930

1929

1927

Copertina per la rivista "Vanity Fair"

Pubblicità per il Cordial Campari

01

Marchi, copertine, pubblicità

Pubblicità per Cordial e Bitter Campari

Pubblicità per Biscti Unica di Torino

Design della bottiglietta monodose per Campari

1933

1931

1935

1934

1932

Pubblicità per "Grandi Marche"

Pubblicità nella rivista "Futurismo" per la Birra Forst

01

Marchi, copertine, pubblicità

Copertina per "La Rivista" illustrata del Popolo d'Italia

Pubblicità Dopo Lavoro d'italia Pisa

Copertina del libro "A passo romano"

1938

1936

1943

1939

1937

Manifesto 336* anno del Calendario Atlante De Agostini

Pieghevole per Rovereto

01

Marchi, copertine, pubblicità

Pubblicità per gli apparecchi Fargs di Milano

Manifesto per le macchine stampatrici Aeidemberg

Manifesto per Rovereto

1952

1946

1955

1953

1951

Manifesto per Lavarone

Pubblicità per una mostra personale

01

Marchi, copertine, pubblicità

Manifesto per la Galleria Museo Depero

1959

1959

Pannello pubblicitario per Mulino Costa e Saetta Trasporti

02Le opere principali

La Ciociara(1919)

Diabolicus (1924/1926)

I miei balli plastici (1918)

Ciz-Ciz-quaglia(1915)

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02Le opere principali

Festa della sedia (1927)

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'L'ARTE DELL'AVVENIRE SARà POTENTEMENTE PUBBLICITARIA'

- Fortunato Depero

Dopo un esordio nel mondo dell’arte influenzato prima dalla Secessione Viennese e poi dai capolavori di Goya, Fortunato Depero incontra il movimento futurista. Le sue opere iniziano così a caratterizzarsi per un astrattismo estremo e per una tavolozza di colori più leggera. Tutto ciò è ben visibile nella tela Ciz-Ciz-quaglia che l’artista ha dipinto nel 1915.

Il quadro non mostra infatti alcun elemento figurativo. Al contrario, il pittore dimostra un forte interesse verso il mondo animale, inondando ogni centimetro disponibile con l'esplosività tipica del Futurismo di cui da poco era entrato a far parte. Dominano infatti i colori accesi, le linee spezzate e l’intersezione dinamica di forme geometriche dipinte attraverso campiture omogenee.

Nel dipinto Depero inserisce la raffigurazione di una donna di umili origini caratterizzata da una fisicità monumentale. Il corpo femminile viene ridotto a forme geometriche essenziali, rese plastiche dal sapiente utilizzo del colore. L’intera atmosfera è poi avvolta da un alone metafisico che aggiunge al capolavoro una nuova chiave di interpretazione mai vista fino a quel momento.

Come il titolo lascia intendere, il dipinto a olio rappresenta un palcoscenico su cui va in scena una rappresentazione teatrale. Attraverso i colori vividi e una composizione giocata sulla giustapposizione di più sequenze a sé stanti, l’artista riproduce la sua personale reinterpretazione dell’esperienza avuta nei teatri pochi anni prima.

La tela è un autoritratto in cui Depero rappresenta sé stesso nelle vesti di un personaggio colto e viaggiatore. Il titolo, invece, allude al potere della conoscenza che dà a chi la possiede la possibilità di trasformare diabolicamente il proprio destino.

Per Fortunato Depero, tuttavia, la pittura è stata solo uno dei tanti mezzi espressivi utilizzati nell’ambito di una ricerca artistica molto più ampia. Festa della sedia del 1927 è uno dei più importanti arazzi realizzati dall’artista nel corso della sua carriera. Nell’opera non mancano i tratti distintivi che hanno reso l’arte di Depero inconfondibile: sono infatti presenti i colori vibranti, le forme geometriche essenziali e la tridimensionalità dei personaggi data dall'alternanza di colori chiari e scuri, giustapposti con campiture piatte e senza sfumature. Il lavoro contiene inoltre alcuni elementi autobiografici: sullo sfondo è possibile scorgere delle architetture che rappresentano alcuni dei progetti realizzati dall’artista come pubblicitario.