La Satira e il Linguaggio Satirico
Mario Aragosa, Alessio Razzano, Luca Rossi
L'origine del termine
Il termine satura, per quel che sappiamo, compare per la prima volta in Orazio ; nei frammenti di Lucilio come nome indicante tale genere letterario leggiamo «schedium» ovvero “versi improvvisati”. Secondo antiche testimonianze il termine sarebbe da ricondurre all’espressione satura lanx che , nella Roma arcaica, indicava un piatto farcito, carico di primizie da offrire agli dei durante le cerimonie religiose.
Origine del Genere
Quintiliano, nell'Institutio Oratoria, afferma che la satira è "tota nostra", rivendicandone l'originalità romana e contrapponendola ai generi letterari di derivazione greca. Tuttavia, questa affermazione trova solo parziale conferma nei fatti. Orazio definisce lo spirito beffardo degli Italici "Italum acetum", riconoscendo la sua importanza per la nascita della satira.
Satira nel Teatro
La satira nel teatro romano era una forma di spettacolo che mescolava comicità e critica sociale. Gli attori usavano maschere per ridicolizzare vizi e ipocrisie della società romana. Autori come Lucilio, Orazio e Giovenale sono famosi per le loro opere satiriche che offrivano una critica della vita e dei costumi dell'epoca.
Lo storico Tito Livio menziona in modo enigmatico l'esistenza nel III secolo a.C. di uno specifico genere teatrale chiamato "satura", che mescolava musica, danze mimiche e versi. Tuttavia, non esiste consenso tra gli studiosi riguardo alla validità di questa testimonianza.
ENNIO
Il primus auctor (iniziatore) del genere satirico è considerato ENNIO le cui satire erano articolate in 4 libri (pare sia infondata la notizia di una scansione in 6 libri). Delle sue Saturae possediamo pochi frammenti in vari metri (senari giambici, settenari trocaici, esametri, etc.); anche se da un lato la frammentarietà della raccolta (in totale possediamo solo una trentina di versi) non ci consente un quadro d’insieme, dall’altro ci permette di evidenziare la varietà metrica (polimetria) e tematica (dal monologo di un parassita ad un contrasto tra la Vita e la Morte personificate, ad una favola animalesca). Nel poco che ci resta della produzione di Ennio manca però un elemento che in seguito caratterizzerà il genere: l’atteggiamento polemico, ironico, beffardo e l’ attacco diretto nei confronti dei contemporanei; per questo motivo, infatti, si è spesso messo in dubbio il carattere ‘satirico’ delle Saturae di Ennio.
LUCILIO
Lucilio Anneo Seneca, nota con il nome di Lucilio è considerato l'inventore della satira romana, distinguendosi per il suo stile mordace e aggressivo. Scriveva principalmente in esametri dattilici e non esitava a criticare senza riserve vizi, malvagi e sciocchi, senza tener conto del loro status sociale o delle relazioni personali. La sua poesia era caratterizzata da un ardore militaresco e da attacchi diretti alle persone anziché ai vizi stessi (come ad esempio Cornelio Lentulo Lupo). Utilizzava un tono caustico e mostrava indifferenza per le convenzioni letterarie, attingendo spesso dalle sue esperienze personali. La sua opera, sebbene influenzata dalla letteratura greca, presentava elementi altamente originali che caratterizzano la satira romana.
La Satira nel Medioevo
Durante il Medioevo, la satira, rivolta spesso alla Chiesa e al clero a causa della loro predominante influenza sulla società, persisteva attraverso opere anonime circolanti tramite narrazioni orali o testi manoscritti. Opere celebri come la "Divina Commedia" di Dante Alighieri e i "Canterbury Tales" di Geoffrey Chaucer criticavano vari aspetti della società medievale, nonostante la censura delle autorità religiose e politiche.
Nella Divina Commedia...
La Divina Commedia di Dante Alighieri è un capolavoro allegorico e satirico che denuncia gli errori della Chiesa e dei governanti del suo tempo. Attraverso immagini, simboli e personaggi, Dante critica l'ipocrisia e la corruzione dei potenti, dei dotti e dei religiosi del Medioevo. Utilizzando il ridicolo e l'ironia, il poeta mette in luce i vizi umani e invita alla riflessione. La sua satira, sempre attuale e incisiva, rappresenta una lezione di moralità e umanità per tutti i tempi.
La Satira al giorno d'oggi
La satira al giorno d'oggi si manifesta attraverso una vasta gamma di mezzi, inclusi programmi televisivi, film, libri, fumetti e social media. Attraverso sketch comici, monologhi e post sarcastici, critica la politica, la cultura pop, le celebrità e altri aspetti della società moderna. Inoltre, il teatro contemporaneo offre spettacoli satirici che affrontano questioni attuali con umorismo e critica sociale. La satira al giorno d'oggi offre al pubblico sia intrattenimento che spunti di riflessione critica
"Satura", Eugenio Montale
Satura è una raccolta poetica di Eugenio Montale, pubblicata nel 1971. Segna l'inizio di un suo nuovo "corso" poetico.
Il titolo Satura allude al genere letterario latino che ebbe lo stesso nome e fu caratterizzato, oltre che dall'impegno morale applicato alle occasioni comuni del vivere, anche da una molteplicità di interessi intellettuali e culturali. Con questo libro, Montale dà inizio a una poesia legata alle occasioni quotidiane, alla cronaca, sua e degli altri, ma indagata con un'ironia avversa alle "false mitologie" di massa. Conformemente all'ispirazione, la nuova poesia montaliana ricerca stilisticamente un andamento colloquiale e prosastico.
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La Satira
Mario Aragosa
Created on March 13, 2024
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La Satira e il Linguaggio Satirico
Mario Aragosa, Alessio Razzano, Luca Rossi
L'origine del termine
Il termine satura, per quel che sappiamo, compare per la prima volta in Orazio ; nei frammenti di Lucilio come nome indicante tale genere letterario leggiamo «schedium» ovvero “versi improvvisati”. Secondo antiche testimonianze il termine sarebbe da ricondurre all’espressione satura lanx che , nella Roma arcaica, indicava un piatto farcito, carico di primizie da offrire agli dei durante le cerimonie religiose.
Origine del Genere
Quintiliano, nell'Institutio Oratoria, afferma che la satira è "tota nostra", rivendicandone l'originalità romana e contrapponendola ai generi letterari di derivazione greca. Tuttavia, questa affermazione trova solo parziale conferma nei fatti. Orazio definisce lo spirito beffardo degli Italici "Italum acetum", riconoscendo la sua importanza per la nascita della satira.
Satira nel Teatro
La satira nel teatro romano era una forma di spettacolo che mescolava comicità e critica sociale. Gli attori usavano maschere per ridicolizzare vizi e ipocrisie della società romana. Autori come Lucilio, Orazio e Giovenale sono famosi per le loro opere satiriche che offrivano una critica della vita e dei costumi dell'epoca.
Lo storico Tito Livio menziona in modo enigmatico l'esistenza nel III secolo a.C. di uno specifico genere teatrale chiamato "satura", che mescolava musica, danze mimiche e versi. Tuttavia, non esiste consenso tra gli studiosi riguardo alla validità di questa testimonianza.
ENNIO
Il primus auctor (iniziatore) del genere satirico è considerato ENNIO le cui satire erano articolate in 4 libri (pare sia infondata la notizia di una scansione in 6 libri). Delle sue Saturae possediamo pochi frammenti in vari metri (senari giambici, settenari trocaici, esametri, etc.); anche se da un lato la frammentarietà della raccolta (in totale possediamo solo una trentina di versi) non ci consente un quadro d’insieme, dall’altro ci permette di evidenziare la varietà metrica (polimetria) e tematica (dal monologo di un parassita ad un contrasto tra la Vita e la Morte personificate, ad una favola animalesca). Nel poco che ci resta della produzione di Ennio manca però un elemento che in seguito caratterizzerà il genere: l’atteggiamento polemico, ironico, beffardo e l’ attacco diretto nei confronti dei contemporanei; per questo motivo, infatti, si è spesso messo in dubbio il carattere ‘satirico’ delle Saturae di Ennio.
LUCILIO
Lucilio Anneo Seneca, nota con il nome di Lucilio è considerato l'inventore della satira romana, distinguendosi per il suo stile mordace e aggressivo. Scriveva principalmente in esametri dattilici e non esitava a criticare senza riserve vizi, malvagi e sciocchi, senza tener conto del loro status sociale o delle relazioni personali. La sua poesia era caratterizzata da un ardore militaresco e da attacchi diretti alle persone anziché ai vizi stessi (come ad esempio Cornelio Lentulo Lupo). Utilizzava un tono caustico e mostrava indifferenza per le convenzioni letterarie, attingendo spesso dalle sue esperienze personali. La sua opera, sebbene influenzata dalla letteratura greca, presentava elementi altamente originali che caratterizzano la satira romana.
La Satira nel Medioevo
Durante il Medioevo, la satira, rivolta spesso alla Chiesa e al clero a causa della loro predominante influenza sulla società, persisteva attraverso opere anonime circolanti tramite narrazioni orali o testi manoscritti. Opere celebri come la "Divina Commedia" di Dante Alighieri e i "Canterbury Tales" di Geoffrey Chaucer criticavano vari aspetti della società medievale, nonostante la censura delle autorità religiose e politiche.
Nella Divina Commedia...
La Divina Commedia di Dante Alighieri è un capolavoro allegorico e satirico che denuncia gli errori della Chiesa e dei governanti del suo tempo. Attraverso immagini, simboli e personaggi, Dante critica l'ipocrisia e la corruzione dei potenti, dei dotti e dei religiosi del Medioevo. Utilizzando il ridicolo e l'ironia, il poeta mette in luce i vizi umani e invita alla riflessione. La sua satira, sempre attuale e incisiva, rappresenta una lezione di moralità e umanità per tutti i tempi.
La Satira al giorno d'oggi
La satira al giorno d'oggi si manifesta attraverso una vasta gamma di mezzi, inclusi programmi televisivi, film, libri, fumetti e social media. Attraverso sketch comici, monologhi e post sarcastici, critica la politica, la cultura pop, le celebrità e altri aspetti della società moderna. Inoltre, il teatro contemporaneo offre spettacoli satirici che affrontano questioni attuali con umorismo e critica sociale. La satira al giorno d'oggi offre al pubblico sia intrattenimento che spunti di riflessione critica
"Satura", Eugenio Montale
Satura è una raccolta poetica di Eugenio Montale, pubblicata nel 1971. Segna l'inizio di un suo nuovo "corso" poetico. Il titolo Satura allude al genere letterario latino che ebbe lo stesso nome e fu caratterizzato, oltre che dall'impegno morale applicato alle occasioni comuni del vivere, anche da una molteplicità di interessi intellettuali e culturali. Con questo libro, Montale dà inizio a una poesia legata alle occasioni quotidiane, alla cronaca, sua e degli altri, ma indagata con un'ironia avversa alle "false mitologie" di massa. Conformemente all'ispirazione, la nuova poesia montaliana ricerca stilisticamente un andamento colloquiale e prosastico.
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