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Il mito di Narciso

Martina Sommella

Created on March 13, 2024

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Transcript

il mito

di narciso

Sommella Martina

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Narciso è un personaggio della mitologia greca.Era un giovane cacciatore, famoso per la sua bellezza. Egli era figlio della Ninfa Liriope e del dio Cefiso, dio dei fiumi. Narciso era amato da tutti, grandi e piccini, maschi e femmine; egli però è incredibilmente crudele, ignorando tutte le persone innamorate di lui.

Data questa sua crudeltà, Narciso verrà poi punito da una punizione divina.

Il mito di Narciso ha tre versioni diverse:Versione ellenica Versione romana Versione di Pausania

Versione ellenica

La versione ellenica del mito di Narciso appare come una specie di racconto morale, in cui Narciso, insensibile e superbo, viene punito dagli Dei (soprattutto Eros) per aver rifiutato tutte le persone che lo apprezzavano.

Il mito ellenico narra che Narciso aveva molte persone innamorate di lui e che li respingeva fino a farli disperare, non provando empatia.

C'era un ragazzo che, però, non si dava per vinto: Aminia. Infatti questo giovane ragazzo regalò a Narciso una spada prtchè si uccidesse. Aminia, sotto decisione di Narciso, si uccise con la stessa spada che gli aveva regalato al giovane insensibile; prima però aveva invocato gli dei per dare la giusta punizione a Narciso.

La vendetta si compì quando Narciso, contemplando in una fonte la sua bellezza, restò incantato dalla sua immagine riflessa, innamorandosi perdutamente di se stesso. Preso dalla disperazione e sopraffatto dal pentimento, Narciso prese la spada che aveva donato ad Aminia e si uccise trafiggendosi il petto. Dalla terra sulla quale fu versato il suo sangue, si dice che spuntò per la prima volta l'omonimo fiore, narciso.

Versione romana

Narciso, quando sentì dei passi, gridò: "Chi è là?", Eco rispose: "Chi è là?" e così continuò, finché Eco non si mostrò e corse ad abbracciare il bel giovane. Narciso allontanò immediatamente in malo modo la ninfa, dicendole di lasciarlo solo. Eco, con il cuore infranto, trascorse il resto della sua vita in valli solitarie, gemendo per il suo amore non corrisposto, finché di lei rimase solo la voce.

Eco, una ninfa dei monti, si innamorò di un giovane vanitoso di nome Narciso, figlio di Cefiso, una divinità fluviale, e della ninfa Liriope.Cefiso aveva circondato Liriope con i suoi corsi d'acqua e, avendola così intrappolata, aveva sedotto la ninfa, che diede alla luce un bambino di eccezionale bellezza. Preoccupata per il futuro del bimbo, Liriope consultò l'indovino Tiresia, il quale predisse che Narciso avrebbe raggiunto la vecchiaia "se non avesse mai conosciuto se stesso.

Nemesi, ascoltando questi lamenti, decise di punire il crudele Narciso. Il ragazzo, mentre era nel bosco, s'imbatté in una pozza profonda e si accucciò su di essa per bere. Non appena vide per la prima volta nella sua vita la sua immagine riflessa, s'innamorò perdutamente del bel ragazzo che stava fissando, senza rendersi conto che era lui stesso. Solo dopo un po' si accorse che l'immagine riflessa apparteneva a se stesso e, comprendendo che non avrebbe mai potuto ottenere quell'amore, si lasciò morire struggendosi inutilmente; si compiva così la profezia di Tiresia.

Quando Narciso raggiunse il sedicesimo anno di età era un giovane di tale bellezza, che ogni abitante della città s'innamorava di lui; ma Narciso, orgogliosamente, respingeva tutti. Un giorno, mentre era a caccia di cervi, la ninfa Eco seguì il bel giovane tra i boschi, desiderosa di rivolgergli la parola, ma era incapace di parlare per prima, perché costretta a ripetere sempre le ultime parole di ciò che le veniva detto.(era stata infatti punita da Giunone, perché l'aveva distratta con dei lunghi racconti mentre le altre ninfe, amanti di Giove, si nascondevano.)

Quando le Naiadi e le Driadi vollero prendere il suo corpo per collocarlo sul rogo funebre, al suo posto trovarono un fiore, al quale fu dato il nome di narciso. Si narra che Narciso, quando attraversò lo Stige, il fiume dei morti, per entrare nell'Oltretomba, si affacciò sulle acque limacciose del fiume, sperando di poter ammirare ancora una volta il suo riflesso.

VERSIONE DI PAUSANIA

In questa versione, Narciso aveva una sorella gemella, del tutto somigliante a lui, con la quale andava spesso a caccia. Narciso alla fine s'innamorò di lei e, quando questa morì, recandosi alla fonte, capì di vedere la propria immagine, ma quel viso assomigliava così tanto alla sorella amata, che gli era di grande consolazione. Pausania, inoltre, fa notare che il fiore narciso doveva esistere ben prima del personaggio omonimo, visto che il poeta epico Pamphos, vissuto molti anni prima, nei suoi versi narra che, quando Persefone fu rapita da Ade, stava raccogliendo proprio dei narcisi.

Il narcisismo

In psicologia esiste un disturbo chiamato narcisismo che è proprio "ispirato" al mito di Narciso.

Il narcisismo è la tendenza e l'atteggiamento psicologico di un ammirazione compiaciuta ed eccessiva di sé stessi, per lo più sinonimo di egocentrismo, egoismo, vanità e presunzione.In psicologia, il termine è utilizzato sia per descrivere il sano amor proprio, cioè il normale amore per se stessi, sia l'insano egocentrismo causato da un disturbo del senso di sé, che si riflette nelle relazioni con se stessi e con gli altri. Applicato a un gruppo sociale, il narcisismo a volte indica elitismo o indifferenza nei confronti della condizione altrui. Il termine narcisismo presenta quindi una vasta gamma di significati, a seconda che venga utilizzato per descrivere un tratto della personalità, un concetto della teoria psicoanalitica, un disturbo mentale, un problema sociale o culturale.

Inoltre, possiamo trovare molti tipi di narcisismo.