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Presentazione Essenziale
SILVIA LIZIO
Created on March 13, 2024
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Transcript
IL SACRIFICIO DI ISACCO:
Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi
IL CONCORSO DEL 1401:
Nel 1401 a Firenze si ha un importante evento artistico che apre il periodo rinascimentale, infatti l'Arte dei mercanti aveva bandito un concorso per realizzare la seconda porta del battistero di Firenze.La formella da inserire all'interno di una cornice quadrilobata mistilinea, coerente con quelle realizzate da Andrea pisano per la prima porta del battistero cioè quella a sud, doveva raffigurare "il sacrificio di Isacco". Ci furono numerosi partecipanti ma i più importanti furono Lorenzo Ghilberti (colui che poi vinse il concorso) e Filippo Brunelleschi, le loro formelle oggi si trovano al museo del Bargello di Firenze
LA FORMELLA DI GHIBERTI:
La scena rappresentata nel Sacrificio di Isacco è divisa in due parti. Nella metà di sinistra, al di sopra di uno sperone roccioso è scolpita la figura di un ariete. In basso, invece sono raffigurati i due servitori con l’asino. A destra Abramo impugna con forza un coltello e si prepara a sacrificare il figlio. Isacco è inginocchiato a destra del padre e attende il compimento del suo destino. In alto, poi, giunge un angelo per bloccare Abramo e indicare al profeta l’ariete da sacrificare al posto di Isacco. Abramo è raffigurato come un uomo anziano. È avvolto da un ampio mantello mosso dal vento. Isacco è invece nudo e raffigurato come un torso classico. Il ragazzo poggia su di un altare decorato come un sarcofago romano. La scena si svolge in un paesaggio desolato e i personaggi poggiano su costruzioni rocciose spigolose.
LO STILE:
La formella del Sacrificio di Isacco presentata da Lorenzo Ghiberti è considerata dagli storici un importante documento che testimonia il trapasso dallo stile tardo gotico a quello del Rinascimento a Firenze. Le figure del Sacrificio di Isacco risentono dei richiami alla classicità provenienti dagli ambienti artistici e intellettuali del primo Quattrocento. Le proporzioni dei corpi infatti sono misurate su quelle delle copie romane di statue greche. Anche l’anatomia è più attenta e precisa come si nota nella figura del giovane Isacco. Inoltre I volti, gli abiti e la natura sono rappresentati con cura e attenzione per il dettaglio. Sotto di lui poi è posto un sarcofaco romano ornato sul fronte che rappresenta una chiara citazione classica. Ghiberti realizzò la formella che raffigura il Sacrificio di Isacco con una sola fusione. L’artista fuse separatamente solo il corpo del ragazzo e la mano di Abramo.
l corpo di Isacco possiede una muscolatura decisa e la luce, sul bronzo parzialmente dorato, mette in evidenza i volumi classici. Gli altri personaggi sono valorizzati invece dai panneggi degli abiti che mostrano pieghe morbide e curve.
La scena del Sacrificio di Isacco è composta all’interno di un quadrato. L’Impianto compositivo è razionale ed ordinato. Lorenzo Ghiberti creò, infatti, una composizione simmetrica rispetto alla verticale centrale.
LA FORMELLA DI BRUNELLESCHI:
Brunelleschi divise lo spazio a sua disposizione in due parti, in senso orizzontale, distribuendo i personaggi su tutta la superficie, all’occorrenza adattandone le posture alle linee curve della cornice. In basso, in primo piano, trovano posto l’asino e due servitori seduti, di cui quello a sinistra è citazione della classica ed ellenistica figura dello Spinario. Il gruppo funge da basamento per il livello superiore, dove si consuma il dramma. Qui l’esile Isacco, fulcro della scena, è afferrato con forza dal padre, il cui scatto in avanti è evidenziato dal lembo del mantello alzato alle sue spalle.
Le sue figure non si armonizzano nella sagome della formella, sembrano giustapposte e slegate tra loro ed è molto presente l’elemento drammatico e impetuoso.
DIFFERENZE E ANALOGIE:
In entrambe le formelle sono presenti gli stessi personaggi: il giovane Isacco sull’altare, il padre Abramo che si accinge a ucciderlo, l’angelo inviato da Dio per fermarlo, i due accompagnatori di Abramo con l’asino e infine in entrambe compaiono le rocce che indicano la natura montuosa del luogo. La loro differenza si trova nell’usare in modo diverso gli elementi iconografici a loro disposizione.
Lo stile narrativo è molto schematico, più funzionale alla narrazione. Ghiberti ha una stile più pittorico che ritroviamo, ad esempio, nella roccia che sembra quasi ricavata da colpi di pennello o nelle decorazioni a racemi e girali sul piedistallo su cui poggia Isacco. La formella di Ghiberti è realizzata a fusione unica, a eccezione del nudo di Isacco e del braccio di Adamo, a differenza di quella di Brunelleschi, formata da sette blocchi separati saldati al fondo. Totalmente diversa rispetto a quella di Ghiberti è l'interpretazione del tema del concorso da parte di Brunelleschi. Possiamo dividere la formella in tre livelli, mediante assi orizzontali. Oltre a questi si può notare un asse verticale al centro, con la figura di Isacco. Lo stile di Brunelleschi è più geometrico, ogni figura è disposta secondo una logica ben pensata dallo scultore.
COLLEGARE E CONFRONTARE:
Possiamo confrontare le formella del sacrificio di Isacco con una già incontrata precedentemente nel mondo gotico, essa è la formella della natività del pulpito di S. Andrea a Pistoia. Il rilievo della natività a differenza di quelle del sacrificio di Isacco, contiene più episodi nella stessa formella ed essi sono: la natività, il lavaggio del bambino, l'annunciazione e l'annuncio ai pastori. La formella del pulpito di S. Andrea è realizzata in marmo scolpendo figure a tutto tondo o a rilievo bassissimo, prive di prospttiva e ricche di chiaro scuro creando contrasti di luce e ombra che accentuano l'intensità espressiva, ancora immatura rispetto al phatos delle formelle rinascimentali fiorentine ; le formelle del sacrificio di isacco sono realizzate invece in bronzo, quella di Ghiberti più vicina al mondo gotico e povera di chiaro scuro mentre quella di Brunelleschi è più avanguardistica e ricca di forte chiaro scuro.