La religione Romana
Matteo Sedita, Andrea Lombardo, Alessio Rapicavoli
Caratteristiche della religione Romana
La religione romana è di stampo politeista, ovvero caratterizzata dalla presenza di molte divinità. La divinità suprema a Roma è Giove (per i Greci Zeus), a cui tutti gli altri dèi sono soggetti come i membri di una stessa famiglia alla volontà di un padre. La religione romana, ha un carattere razionale, pratico: per ogni aspetto dell’esistenza e per ogni attività di rilievo i Romani hanno un dio cui rivolgersi.
Lari, Mani e penati
La religione a Roma è un fatto collettivo e cittadino e i membri dei collegi sacerdotali, che organizzano le cerimonie religiose, hanno compiti che interessano la vita dello stato. Le cariche religiose quindi non sono separate dalle funzioni politiche: si diventa pontefice negli stessi tempi in cui si diventa pretore o console, oltre che per gli stessi motivi.
I sacerdoti, che non costituirono quindi mai un gruppo separato dal resto della popolazione, svolgono le funzioni di pontefici, feziali, vestali, àuguri e arùspici.
Oltre alle divinità venerate pubblicamente, ciascuna famiglia aveva poi i propri geni tutelari: i Lari e i Penati, protettori della casa e dei suoi abitanti, e i Mani, le anime dei parenti defunti.
Mito Romolo e Remo
Romolo e Remo sono i due gemelli leggendari della mitologia romana, considerati i fondatori della città di Roma. La leggenda narra che fossero figli di Marte, il dio della guerra, e di Rea Silvia, una vestale, e che furono abbandonati sulle sponde del fiume Tevere. Furono allattati da una lupa, secondo la tradizione, e successivamente furono cresciuti da un pastore di nome Faustolo.
Quando furono adulti, Romolo e Remo decisero di fondare una città sulle colline dove erano cresciuti. Tuttavia, entrarono in conflitto su quale collina fosse il luogo migliore per fondare la città. Romolo costruì le sue mura su quella che sarebbe diventata la collina del Palatino, mentre Remo fece altrettanto sulla collina dell'Aventino. Il conflitto culminò con Romolo uccidendo Remo e diventando il primo re di Roma, nel 753 a.C., secondo la tradizione.
La storia di Romolo e Remo è una delle leggende più celebri della storia romana e ha avuto un'enorme influenza sulla cultura e sull'immaginario collettivo dell'antica Roma.
La religione Romana
Matteo Sedita
Created on March 12, 2024
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La religione Romana
Matteo Sedita, Andrea Lombardo, Alessio Rapicavoli
Caratteristiche della religione Romana
La religione romana è di stampo politeista, ovvero caratterizzata dalla presenza di molte divinità. La divinità suprema a Roma è Giove (per i Greci Zeus), a cui tutti gli altri dèi sono soggetti come i membri di una stessa famiglia alla volontà di un padre. La religione romana, ha un carattere razionale, pratico: per ogni aspetto dell’esistenza e per ogni attività di rilievo i Romani hanno un dio cui rivolgersi.
Lari, Mani e penati
La religione a Roma è un fatto collettivo e cittadino e i membri dei collegi sacerdotali, che organizzano le cerimonie religiose, hanno compiti che interessano la vita dello stato. Le cariche religiose quindi non sono separate dalle funzioni politiche: si diventa pontefice negli stessi tempi in cui si diventa pretore o console, oltre che per gli stessi motivi. I sacerdoti, che non costituirono quindi mai un gruppo separato dal resto della popolazione, svolgono le funzioni di pontefici, feziali, vestali, àuguri e arùspici. Oltre alle divinità venerate pubblicamente, ciascuna famiglia aveva poi i propri geni tutelari: i Lari e i Penati, protettori della casa e dei suoi abitanti, e i Mani, le anime dei parenti defunti.
Mito Romolo e Remo
Romolo e Remo sono i due gemelli leggendari della mitologia romana, considerati i fondatori della città di Roma. La leggenda narra che fossero figli di Marte, il dio della guerra, e di Rea Silvia, una vestale, e che furono abbandonati sulle sponde del fiume Tevere. Furono allattati da una lupa, secondo la tradizione, e successivamente furono cresciuti da un pastore di nome Faustolo. Quando furono adulti, Romolo e Remo decisero di fondare una città sulle colline dove erano cresciuti. Tuttavia, entrarono in conflitto su quale collina fosse il luogo migliore per fondare la città. Romolo costruì le sue mura su quella che sarebbe diventata la collina del Palatino, mentre Remo fece altrettanto sulla collina dell'Aventino. Il conflitto culminò con Romolo uccidendo Remo e diventando il primo re di Roma, nel 753 a.C., secondo la tradizione. La storia di Romolo e Remo è una delle leggende più celebri della storia romana e ha avuto un'enorme influenza sulla cultura e sull'immaginario collettivo dell'antica Roma.