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Baldassarre Longhena a Venezia
Giulia Carraro
Created on March 12, 2024
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Transcript
Baldassarre Longhena
Carraro Giulia Gregianin Leonardo Qi An Wang
4ª Cs I. Nievo
Indice
CHIesa di santa maria dI nazareth
BIOGRAFIA
CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SALUTe
Tour virtuali
ca' pesaro
Fonti consultate
ca' rezzonico
Collocazione delle opere
Biografia
Baldassarre Longhena, il principale esponente del Barocco veneziano, nacque a Venezia nel 1597, si formò nella bottega del padre Melchisedech, un modesto tagliapietra. Egli poteva vantare rapporti con personalità quali Alessandro Vittoria e Vincenzo Scamozzi. Contribuirono alla sua educazione artistica anche lo studio di Andrea Palladio (da cui riprende la classicità), di Jacopo Sansovino, di Sebastiano Serlio, nonché il mecenatismo della famiglia Contarini. Pienamente inserito nelle correnti barocche del suo tempo, l'architetto riuscì a conferire ad alcune sue opere una sontuosità e degli effetti chiaroscurali carichi di un profondo drammatismo.
Chiesa di Santa Maria della Salute
1631
La storia
22 ottobre: il doge Nicolò Contarini pronuncia il voto pubblico di erigere una chiesa intitolata alla Salute, chiedendo l’intercessione della Vergine Maria per porre fine alla pestilenza. Il progetto viene affidato al ventiseienne Longhena
1630
1631
1 Aprile: viene posta la prima pietra
9 novembre: il progetto è concluso e la Basilica consacrata dal Patriarca Alvise Sagredo
1687
La facciata
Tra i più fastosi e maestosi edifici che si affacciano sul Canal Grande, la basilica è piena espressione dell’arte del Longhena, fusione degli stili barocco-romano e bizantino. L’intera opera è ispirata alla Corona del Rosario: dai quindici gradini che costituiscono il crepidoma che simboleggiano i Misteri del Rosario, alla cupola alla veneziana, che rappresenta una corona. La lanterna è sormontata da una statua della Vergine con il bastone da “Capitana de mar”. La facciata principale è uno dei tre ingressi al santuario e riprende gli elementi della facciata in stile classico, più volte adoperata da Palladio.
Ca' Pesaro
1652
La storia
Longhena inizia il progetto di Ca' Pesaro, uno dei capolavori del massimo architetto del barocco veneziano, su incarico del procuratore di San Marco, Leonardo Pesaro
1652 - 1658
Alla morte di Longhena l'edificio non è ancora ultimato
1682
L'edificio, che si affaccia sul Canal Grande, è ultimato in base ai disegni lasciati dallo stesso Longhena. Su incarico dei Pesaro, Antonio Gaspari lo completa, apportando lievissime modifiche che non incidono su quello che era il progetto originale
1710
La facciata
Il palazzo, nei progetti longheniani originari, si presentava secondo uno schema tripartito
La pianta e gli interni
Ca' Rezzonico
1679
La storia
Il palazzo viene costruito per volontà della famiglia Bon, esponente dell’antica nobiltà veneziana. Il monumentale progetto si dimostra troppo ambizioso per le loro fortune. Infatti, non è terminato alla morte dell’architetto e poco dopo, vista l’incapacità della famiglia di sopportare le ingenti spese del cantiere, i lavori vengono bloccati
1679
Giambattista Rezzonico, di recente nobiltà, lo acquista e ne affida i lavori di completamento (durati 6 anni) a Giorgio Massari
1750
1810
La famiglia Rezzonico si estingue
Il palazzo cambia proprietà più volte e viene progressivamente spogliato di tutti i suoi arredi
'800
Viene acquistato dalla città di Venezia per ospitare le collezioni d’arte del Settecento
1935
La facciata
Una pianta complessa
Chiesa di Santa Maria di Nazareth detta degli Scalzi
1680
La storia
Baldassarre Longhena inizia i lavori per la costruzione della chiesa su commissione dell'ordine dei Carmelitani
1649
1672
Giuseppe Sardi inizia a realizzare la facciata
Giuseppe Pozzo assume la direzione dei lavori
1685
Tiepolo affresca il soffitto, poi distrutto dai bombardamenti austriaci del 1915
1743
La facciata
Affacciata sul Canal Grande, la facciata in stile barocco, completamente in marmo di Carrara, è larga 25 m e alta 26 m, e venne realizzata dal 1672 al 1680 su disegno dell’architetto Giuseppe Sardi. Alla realizzazione del ricchissimo apparato scultoreo, caratterizzato da una meticolosa attenzione per i dettagli, collaborarono scultori all’epoca ancora poco noti, quali Clemente Molli, Francesco Penso, Orazio Marinali, Giovanni Bonazza e Tommaso Ruer.Ospita nelle proprie nicchie una serie di statue attribuite allo scultore svizzero-italiano Bernardo Falconi. Si articola in due registri che raffiguranno il trionfo della Vergine, la cui statua è collocata al centro della facciata stessa.
La pianta
Tour virtuali
Chiesa della salute
Ca' pesaro
ca' rezzonico
chiesa degli scalzi
Fonti consultate
- https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ca%27_Rezzonico
- https://venicewiki.org/wiki/Ca%27_Rezzonico_Museo_del_Settecento_Veneziano
- https://carezzonico.visitmuve.it/it/il-museo/percorsi-e-collezioni/piano-primo/portego/
- https://www.canalgrandevenezia.it/palazzi-canal-grande/lato-sinistro/29-ca-rezzonico
- https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ca%27_Pesaro
- https://evenice.it/blog/info/ca-pesaro.html
- https://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/baldassare-longhena-ca-pesaro.html
- https://www.canalgrandevenezia.it/palazzi-canal-grande/lato-sinistro/68-ca-pesaro
- https://www.visitmuve.it/it/galleria-delle-opere/giambattista-tiepolo-zefiro-e-flora/
- https://basilicasalutevenezia.it/
- https://www.theartpostblog.com/basilica-di-santa-maria-della-salute/
- https://www.poliartesacra.com/news_basilica-madonna-della-salute.php
- https://www.didatticarte.it/Blog/?p=7002
- https://www.progettostoriadellarte.it/2020/05/26/santa-maria-della-salute-a-venezia/
- https://www.jstor.org/stable/j.ctvqhspn.7?searchText=Santa+Maria+della+Salute&searchUri=%2Faction%2FdoBasicSearch%3FQuery%3DSanta%2BMaria%2Bdella%2BSalute%26so%3Drel%26efqs%3DeyJjdHkiOlsiWTJoaGNIUmxjZz09Il0sImRpc2MiOlsiWVhKamFHbDBaV04wZFhKbExXUnBjMk5wY0d4cGJtVT0iXX0%253D&ab_segments=0%2Fbasic_search_gsv2%2Fcontrol&refreqid=fastly-default%3A8666c86bfdeb3c5b1b8e574848b96bfa&seq=56
- https://www.visitvenezia.eu/venezianita/percorri-venezia/la-chiesa-di-santa-maria-di-nazareth-lapoteosi-del-barocco-veneziano
- https://ocradregioneveneto.it/sites/default/files/scalzi_e_giardino_mistico.pdf
- https://www.giardinomistico.it/blog/chiesa/
- https://iris.unive.it/retrieve/e4239ddd-68b8-7180-e053-3705fe0a3322/11.%20Ettore_Tito_e_il_nuovo_soffitto_degli_Sc.pdf
Grazie per l'attenzione!
Cappella San Giovanni Battista
Il disegno è dell’architetto Baldassarre Longhena e fu la prima ad essere completata.La statua del santo è collocata all’interno di una nicchia intagliata a scoglio di mare, firmata alla base da M. Bartel. La balaustra, il pavimento, il paliotto d’altare e le quattro colonne a lato della nicchia sono realizzate in marmo. Sulla cimasa si adagiano le statue di due profeti, stesi su un fianco, e di un angioletto. Sulla volta P. Liberi dipinse l’Eterno Padre che regge il mondo. Alle pareti elementi decorativi e due iscrizioni ricordano il mecenate della cappella, il patrizio Giambattista Mora, sepolto sotto l’altare.
Cappella della Sacra Famiglia
Progettata da fra' Pozzo, in continuità con il fastoso stile barocco degli interni, il gruppo scultoreo rappresentante la Sacra Famiglia è di dubbia attribuzione (probabilmente H. Meyring) mentre la volta è affrescata da Dorigny. Viene anche detta cappella Manin in quanto ospita la tomba di Ludovico Manin, l'ultimo doge della Serenissima.
Altare Maggiore
Progettato dallo stesso Longhena, il gruppo scultoreo è stato realizzato da un artista fiammingo molto attivo a Venezia: G. Le Court. Rappresenta la Vergine con il Bambino in braccio sopra nubi decorate con tre putti angelici ai piedi; in cornu epistolæ un angelo con la fiaccola caccia la peste che fugge precipitosa mentre in cornu evangelii una donna riccamente adornata ricorda la città di Venezia supplice ai piedi della Madonna.
La grande tela da soffitto mostra Flora, l’antica divinità della primavera, abbracciata a Zefiro, il caldo vento di ponente che fa rinascere la natura dopo i rigori dell’inverno. In origine faceva parte della decorazione ben più ampia, in tela e ad affresco, del primo piano di Ca’ Pesaro, eseguita in occasione del matrimonio fra Antonio Pesaro e Caterina Sagredo. Tiepolo, in questo momento della carriera, muta sostanzialmente il proprio modo di dipingere. L’intonazione notturna e il violento contrasto di luce dei dipinti giovanili sono sostituiti da colori caldi e ombre colorate. Una tersa luminosità conferisce alle figure uno spessore di verità: nonostante l’anatomia idealizzata, esse si presentano in tutta la loro bellezza terrena. Tiepolo contrappone alla candida nudità del personaggio femminile la pelle scurita dal sole del protagonista maschile, cui assegna ali trasparenti di libellula.
La Mesopanditissa
Portata a Venezia dell'isola di Candia il 26 febbraio 1670 dal doge Morosini, il 21 novembre dello stesso anno venne collocata nella nicchia dell'altare maggiore. L'appellativo significa "mediatrice di pace", in quanto dinanzi a questa veneziani e candiotti stipularono la pace del 1264. L'icona raffigura la Madonna con il Bambino benedicente dalla caratteristica carnagione ombrata ed è interamente decorata da lamina d'oro e d'argento.
Presbiterio
L’altare maggiore, ideato da fra Giuseppe Pozzo, è caratterizzato da colonne tortili e pilastri a sorreggere un timpano piramidale con l’effige di Cristo Redentore e il baldacchino. Il fastoso tabernacolo della mensa vede la statua della Madonna con putto e profeti, proveniente dall'isola di Santa Maria di Nazareth, poi Lazzaretto. La cupola è affrescata dai Valeriani. Sulle pareti laterali sono distribuite le statue di dodici Sibille, opera di Giuseppe Torretto, Giovanni Marchiori, Pietro Baratta, Giuseppe e Paolo Groppelli.
Cappella Santa Teresa
Progettata da fra' Pozzo con A. Gaspari, appare in uno stile architettonico più sobrio. Il gruppo marmoreo della Santa in estasi e dell’angelo con il dardo venne realizzato da H. Meyring, esattamente come i due angeli collocati tra le colonne monolitiche in marmo rosso di Francia. Sopra l’epistilio si eleva una cimasa, al cui centro, in un tondo marmoreo, è raffigurata la Trinità affiancata da angeli; sopra di essa notiamo altri elementi decorativi, tra cui lo stemma dei Carmelitani Scalzi.
Cappella San Giovanni dalla Croce
Tra quattro monolitiche colonne in marmo ardese, con capitelli di ordine composito in marmo di Carrara, si colloca un’ampia nicchia dal fondo di marmo diaspro: qui è inserita la statua del Santo, opera di Bernardo Falconi. Il padre del Carmelo riformato è rappresentato in ginocchio su di una nuvola, in contemplazione della Croce che gli viene presentata dall’alto da un angelo, mentre alla destra un altro gli porge una corona di spine. Sotto la nuvola, due angeli grassocci realizzati di Bernardo Tabacco sono in venerazione del tabernacolo ovale adibito a custodia delle reliquie del Santo. Il progetto è del pittore L. David.
Volta della Navata Centrale
Inizialmente l'affresco venne realizzato tra il 1743 e il 1745 da G.B. Tiepolo e ritraeva la traslazione della Santa Casa di Nazareth dalla Dalmazia a Loreto ad opera degli angeli; fu poi distrutto durante il bombardamento austriaco del 24 ottobre 1915. I frammenti recuperati sono oggi conservati dall'Accademia di Belle Arti di Venezia. A sostituzione venne commissionata una tela di 114 m² a Ettore Tito (1929-33) che raffigura la proclamazione a Maria Madre di Dio durante il Concilio di Efeso del 431 d.C.
Cappella di S. Sebastiano
Il disegno è dell’architetto Baldassarre Longhena, mentre le opere sono di Bernardo Falconi. La statua al centro, è in marmo di Carrara, collocata tra due colonne di marmo con capitelli e basamenti di bronzo. Bronzee sono inoltre le lastre del paliotto d’altare, le quali raffigurano il martirio, la glorificazione e la deposizione del Santo.Le pareti e la volta sono rivestite da riquadri geometrici di marmi e lapislazzuli, che danno alla cappella un tono solenne funerario. Sotto il pavimento sono infatti custodite le spoglie di monsignor Sebastiano Venier, protonotario pontificio, e di suo padre Luigi: alle pareti sono murati lo stemma di famiglia e i loro busti marmorei.
L'Interno
La chiesa misura 45 m di lunghezza e 25 m di larghezza, con un’altezza massima di 24 m. Lungo la navata unica si dispongono quattordici finestroni ad arco a vetri piombati che permettono l’ingresso della luce, la quale accentua l’aspetto coloristico del complesso di affreschi, modanature dorate e marmi policromi. Sei cappelle laterali scandiscono la navata, le cui pareti sono rivestite in marmo africano antico e sono strutturate da lesene binate con capitelli compositi impreziositi da dettagli dorati e basamenti in pietra d’Istria; una trabeazione con modanature dorate chiude l’ordine.Tra le lesene si dispongono due ordini di nicchie: quelle del primo accolgono le statue degli Apostoli e degli Evangelisti; quelle del secondo, ridotte di dimensioni, ospitano dodici busti dei dottori della Chiesa.
Il pavimento è disegnato da formelle di marmi bianco e rosso, tappezzato da sessanta pietre tombali con iscrizione latina; molte sono rese illeggibili dall’usura, altre sono scomparse a seguito dei bombardamenti austriaci, uno dei quali, il 24 ottobre 1915, ha colpito la chiesa distruggendone il tetto.