Perchè furono fatti a berlino?
La Germania nazista utilizzò i giochi olimpici del 1936 come strumento di propaganda. I nazisti promossero l'imaggine di una Germania nuova, unita e forte, mascherando lo stesso tempo le politiche antisemite e razziste del regime.
Titolo 2
Olimpiadi del 36
nell’agosto del 1936, quando la Germania ospitò i Giochi Olimpici, il regime nazista guidato da Adolf Hitler fece del proprio meglio per nascondere la propria natura razzista e militarista. Rallentando il suo programma antisemita e le sue mire espansionistiche, il regime sfruttò i Giochi per abbagliare molti tra gli spettatori e i giornalisti stranieri presenti, proponendo l’immagine di una Germania tollerante e pacifica. Rifiutando la proposta di boicottare i Giochi del 1936, gli Stati Uniti e le altre democrazie occidentali, di fatto, persero l’occasione di assumere una posizione chiara che—alcuni osservatori a quel tempo ritenevano—avrebbe potuto far riflettere Hitler e avrebbe rafforzato le resistenze internazionali alla tirannia nazista. A Giochi conclusi, le politiche espansionistiche tedesche e la persecuzione degli Ebrei e di altri “nemici dello Stato” ripresero più intensamente di prima, culminando, poi, nella Seconda Guerra Mondiale e nell’Olocausto.
I stati participanti
Ai olimpiadi participarono 49 stati: Germania, Stati uniti, Ungheria e italia sono i paesi ad essere arrivati nei primi quattro posti.
1 Bandiera della Germania Germania 33 26 30 89
2 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 24 20 12 56
3 Bandiera dell'Ungheria Ungheria 10 1 5 16
4 Bandiera dell'Italia Italia 8 9 5 22
5 Bandiera della Finlandia Finlandia 7 6 6 19
Bandiera della Francia Francia 7 6 6 19
7 Bandiera della Svezia Svezia 6 5 9 20
8 Bandiera del Giappone Giappone 6 4 8 18
9 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 6 4 7 17
10 Bandiera della Gran Bretagna Gran Bretagna 4 7 3 14
11 Bandiera dell'Austria Austria 4 6 3 13
12 Bandiera della Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 5 0 8
13 Bandiera dell'Argentina Argentina 2 2 3 7
Bandiera dell'Estonia Estonia 2 2 3 7
15 Bandiera dell'Egitto Egitto 2 1 2 5
16 Bandiera della Svizzera Svizzera 1 9 5 15
17 Bandiera del Canada Canada 1 3 5 9
18 Bandiera della Norvegia Norvegia 1 3 2 6
19 Bandiera della Turchia Turchia 1 0 1 2
20 Bandiera dell'India Britannica India Britannica 1 0 0 1
Bandiera della Nuova Zelanda Nuova Zelanda 1 0 0 1
22 Bandiera della Polonia Polonia 0 3 3 6
23 Bandiera della Danimarca Danimarca 0 2 3 5
24 Bandiera della Lettonia Lettonia 0 1 1 2
25 Bandiera della Romania Romania 0 1 0 1
Bandiera del Sudafrica Sudafrica 0 1 0 1
Bandiera della Jugoslavia Jugoslavia 0 1 0 1
28 Bandiera del Messico Messico 0 0 3 3
29 Bandiera del Belgio Belgio 0 0 2 2
30 Bandiera dell'Australia Australia 0 0 1 1
Bandiera delle Filippine Filippine 0 0 1 1
Bandiera del Portogallo Portogallo
Jesse Owens
Nelle olimpiadi di Berlino, fortemente volute dai nazisti e da Hitler sicuro di un trionfo tedesco, Jesse Owens vinse 4 medaglie d'oro. tra tutti i dieci atleti neri della squadra Americana, Jesse Owens fu il migliore, il 3 agosto vinse la medaglia dei cento metri, il 4 agosto nel salto in lungo e il 5 agosto nei 200 metri e infine il 9 agosto vinse la stfetta, era una gara in cui Jesse non si era nemmeno iscritto, ma partecipò dopo che la squadra americana decise di non far participare due atleti ebrei a causa della pressione dei nazisti.
Jesse Owens e Luz Long
Ai Giochi olimpici di Berlino nel 1936, voluti da Hitler per dimostrare la supremazia della razza ariana, Luz Long corrispondeva all’immagine stereotipata dell’uomo ariano: alto, biondo, prestante, carnagione chiara, occhi azzurri. Sfidò Jesse Owens, atleta statunitense, nel salto in lungo. Quest’ultimo aveva già fallito due salti e rischiava l’eliminazione. Il tedesco andò invece dall’avversario e gli suggerì di anticipare lo stacco. Confortato dalla lealtà di Long, diventato inaspettatamente un nuovo amico, lo statunitense ritrovò il giusto equilibrio psicologico e, seguendo il suggerimento, riuscì a eseguire correttamente la prova e a conquistare il suo quarto alloro olimpico - grazie all’ultimo salto di 8,06 metri con il quale aveva superato Long, fermo a 7,87 metri. L’atleta tedesco corse subito da Owens per congratularsi, abbracciandolo amichevolmente. I fotografi presenti immortalarono l’evento in una foto, che sarebbe diventata contemporaneamente l’icona immortale di quelle olimpiadi e della fratellanza tra i popoli.
Gli atleti ebrei
Nel tentativo di placare l’opinione pubblica internazionale, le autorità tedesche permisero all’atleta della squadra di scherma, Helen Mayer, che era in parte ebrea, di rappresentare la Germania ai Giochi Olimpici di Berlino. Mayer vinse la medaglia d’argento nella scherma individuale e, come tutti gli altri atleti tedeschi vincitori di una medaglia, eseguì il saluto nazista dal podio della premiazione. Dopo i Giochi, Mayer ritornò negli Stati Uniti. Nessun altro atleta ebreo gareggiò per la Germania. Ciononostante, nove atleti ebrei vinsero una medaglia durante le Olimpiadi dei Nazisti, incluso Mayer e cinque atleti ungheresi. Sette atleti Ebrei americani gareggiarono a Berlino.
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Giochi Olimpici propaganda ascesa al potere del nazismo Berlino Terzo Reich
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Italiano
I FATTI PRINCIPALI
L'apertura dei Giochi Olimpici Estivi del 1936
Nel 2016 cade l'ottantesimo anniversario dei Giochi Olimpici di Berlino del 1936.
La Germania nazista utilizzò i Giochi Olimpici del 1936 come strumento di propaganda. I Nazisti promossero l'immagine di una Germania nuova, unita e forte, mascherando allo stesso tempo le politiche antisemite e razziste del regime, così come il suo cresecente militarismo.
Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, in Europa e negli Stati Uniti vi furono appelli al boicottaggio dei Giochi a causa delle violazioni dei diritti umani che avvenivano nel paese organizzatore.
Anche se, alla fine, il movimento per il boicotaggio fallì, ebbe il merito di stabilire un precedente importante per le successive campagne, organizzate in epoche più vicine a noi, per attirare l'attenzione internazionale sull'abuso dei diritti umani in paesi organizzatori dei Giochi.
INTRODUZIONE
Per due settimane, nell’agosto del 1936, quando la Germania ospitò i Giochi Olimpici, il regime nazista guidato da Adolf Hitler fece del proprio meglio per nascondere la propria natura razzista e militarista. Rallentando il suo programma antisemita e le sue mire espansionistiche, il regime sfruttò i Giochi per abbagliare molti tra gli spettatori e i giornalisti stranieri presenti, proponendo l’immagine di una Germania tollerante e pacifica. Rifiutando la proposta di boicottare i Giochi del 1936, gli Stati Uniti e le altre democrazie occidentali, di fatto, persero l’occasione di assumere una posizione chiara che—alcuni osservatori a quel tempo ritenevano—avrebbe potuto far riflettere Hitler e avrebbe rafforzato le resistenze internazionali alla tirannia nazista. A Giochi conclusi, le politiche espansionistiche tedesche e la persecuzione degli Ebrei e di altri “nemici dello Stato” ripresero più intensamente di prima, culminando, poi, nella Seconda Guerra Mondiale e nell’Olocausto.
I GIOCHI OLIMPICI ESTIVI DEL 1936
Nel 1931, il Comitato Olimpico Internazionale aggiudicò a Berlino l’organizzazione dei Giochi Olimpici Estivi del 1936. La scelta fu un segnale chiaro del ritorno della Germania nella comunità internazionale, dopo il suo isolamento nel periodo successivo alla sconfitta nella Prima Guerra Mondiale.
Due anni più tardi, il leader del Partito Nazista Adolf Hitler fu nominato Cancelliere della Germania e la già fragile democrazia divenne ben presto una dittatura che avrebbe perseguitato gli Ebrei, i Rom (Zingari), tutti gli oppositori politici e molti altri. L’obiettivo dei Nazisti di controllare ogni aspetto della vita tedesca si estendeva anche allo sport. Le immagini collegate alle attività sportive diffuse negli anni Trenta servirono a diffondere il mito di una razza “Ariana” superiore e fisicamente più forte. Gli artisti tedeschi idealizzarono nelle loro sculture e in altre opere l’immagine di atleti dalla muscolatura ben sviluppata e dall’aspetto eroico, accentuando anche i tratti chiaramente ariani, soprattutto nei volti. Questo tipo di rappresentazione rifletteva anche l’importanza attribuita dai Nazisti alla prestanza fisica, un requisito essenziale alla vita militare.
L'ESCLUSIONE DAL MONDO SPORTIVO TEDESCO
Nell’aprile del 1933, in tutte le organizzazioni sportive tedesche venne istituita la politica dei “solo Ariani”: i “Non-Ariani”—atleti Ebrei o in parte Ebrei, così come Rom (Zingari)—furono sistematicamente esclusi dalle associazioni tedesche e venne loro impedito l’uso degli impianti sportivi. L’Associazione Pugilistica tedesca espulse il campione dilettante Erich Seelig, nell’aprile del 1933, perché Ebreo. (Più tardi, Seelig avrebbe ripreso la propria carriera di pugile negli Stati Uniti.) Un altro atleta ebreo, Daniel Prenn—il migliore giocatore di tennis della Germania?fu rimosso dalla squadra tedesca che partecipava alla Coppa Davis. Gretel Bergmann, atleta del salto in alto di livello mondiale, fu espulsa dal suo club sportivo nel 1933 e dalla squadra olimpica nel 1936.
Gli atleti ebrei esclusi dai club sportivi tedeschi, entrarono a far parte delle associazioni ebraiche, inclusa quella dei Maccabei e del Gruppo Shield, e si allenarono in impianti sportivi separati; ma sia le associazioni che gli impianti non potevano certo reggere il confronto con quelli, ben finanziati, dei Tedeschi. Anche i Rom (Zingari), incluso il pugile del gruppo Sinti Johann Rukelie Trollmann, furono esclusi dal mondo sportivo tedesco.
I Giochi Olimpici di Berlino
I Giochi Olimpici Estivi del 1936 si tennero a Berlino. Per due settimane, mentre la capitale ospitava i Giochi, Hitler mascherò i suoi piani espansionistici e antisemiti. Sperando di impressionare i tanti visitatori stranieri che si trovavano in Germania per i Giochi, Hitler autorizzò una breve tregua nelle attività anti-ebraiche (inclusa la rimozione dei cartelli con cui si vietava l'ingresso agli Ebrei nei luoghi pubblici). I Giochi rappresentarono un clamoroso successo propagandistico per i Nazisti che riuscirono a creare l'immagine di una Germania pacifica e tollerante. I Giochi del 1936 videro anche l'introduzione del rito della fiamma olimpica, nel quale una seried di staffette portano la fiamma da Olimpia al luogo che ospita le Olimpiadi. Questo filmato mostra l'inaugurazione di questo nuovo rito, con l'ultima staffetta che arriva nello stadio con la fiaccola olimpica accesa. Centinaia di atleti, con le uniformi nazionali, sfilarono nello stadio, squadra dopo squadra, in ordine alfabetico, per l'inaugurazione. Adolf Hitler presiedette all'apertura dei Giochi.
Fox News
Informazioni dall'archivio
GLI ATLETI EBREI
Nel tentativo di placare l’opinione pubblica internazionale, le autorità tedesche permisero all’atleta della squadra di scherma, Helen Mayer, che era in parte ebrea, di rappresentare la Germania ai Giochi Olimpici di Berlino. Mayer vinse la medaglia d’argento nella scherma individuale e, come tutti gli altri atleti tedeschi vincitori di una medaglia, eseguì il saluto nazista dal podio della premiazione. Dopo i Giochi, Mayer ritornò negli Stati Uniti. Nessun altro atleta ebreo gareggiò per la Germania. Ciononostante, nove atleti ebrei vinsero una medaglia durante le Olimpiadi dei Nazisti, incluso Mayer e cinque atleti ungheresi. Sette atleti Ebrei americani gareggiarono a Berlino.
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Perchè furono fatti a berlino?
La Germania nazista utilizzò i giochi olimpici del 1936 come strumento di propaganda. I nazisti promossero l'imaggine di una Germania nuova, unita e forte, mascherando lo stesso tempo le politiche antisemite e razziste del regime.
Titolo 2
Olimpiadi del 36
nell’agosto del 1936, quando la Germania ospitò i Giochi Olimpici, il regime nazista guidato da Adolf Hitler fece del proprio meglio per nascondere la propria natura razzista e militarista. Rallentando il suo programma antisemita e le sue mire espansionistiche, il regime sfruttò i Giochi per abbagliare molti tra gli spettatori e i giornalisti stranieri presenti, proponendo l’immagine di una Germania tollerante e pacifica. Rifiutando la proposta di boicottare i Giochi del 1936, gli Stati Uniti e le altre democrazie occidentali, di fatto, persero l’occasione di assumere una posizione chiara che—alcuni osservatori a quel tempo ritenevano—avrebbe potuto far riflettere Hitler e avrebbe rafforzato le resistenze internazionali alla tirannia nazista. A Giochi conclusi, le politiche espansionistiche tedesche e la persecuzione degli Ebrei e di altri “nemici dello Stato” ripresero più intensamente di prima, culminando, poi, nella Seconda Guerra Mondiale e nell’Olocausto.
I stati participanti
Ai olimpiadi participarono 49 stati: Germania, Stati uniti, Ungheria e italia sono i paesi ad essere arrivati nei primi quattro posti.
1 Bandiera della Germania Germania 33 26 30 89 2 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 24 20 12 56 3 Bandiera dell'Ungheria Ungheria 10 1 5 16 4 Bandiera dell'Italia Italia 8 9 5 22 5 Bandiera della Finlandia Finlandia 7 6 6 19 Bandiera della Francia Francia 7 6 6 19 7 Bandiera della Svezia Svezia 6 5 9 20 8 Bandiera del Giappone Giappone 6 4 8 18 9 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 6 4 7 17 10 Bandiera della Gran Bretagna Gran Bretagna 4 7 3 14 11 Bandiera dell'Austria Austria 4 6 3 13 12 Bandiera della Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 5 0 8 13 Bandiera dell'Argentina Argentina 2 2 3 7 Bandiera dell'Estonia Estonia 2 2 3 7 15 Bandiera dell'Egitto Egitto 2 1 2 5 16 Bandiera della Svizzera Svizzera 1 9 5 15 17 Bandiera del Canada Canada 1 3 5 9 18 Bandiera della Norvegia Norvegia 1 3 2 6 19 Bandiera della Turchia Turchia 1 0 1 2 20 Bandiera dell'India Britannica India Britannica 1 0 0 1 Bandiera della Nuova Zelanda Nuova Zelanda 1 0 0 1 22 Bandiera della Polonia Polonia 0 3 3 6 23 Bandiera della Danimarca Danimarca 0 2 3 5 24 Bandiera della Lettonia Lettonia 0 1 1 2 25 Bandiera della Romania Romania 0 1 0 1 Bandiera del Sudafrica Sudafrica 0 1 0 1 Bandiera della Jugoslavia Jugoslavia 0 1 0 1 28 Bandiera del Messico Messico 0 0 3 3 29 Bandiera del Belgio Belgio 0 0 2 2 30 Bandiera dell'Australia Australia 0 0 1 1 Bandiera delle Filippine Filippine 0 0 1 1 Bandiera del Portogallo Portogallo
Jesse Owens
Nelle olimpiadi di Berlino, fortemente volute dai nazisti e da Hitler sicuro di un trionfo tedesco, Jesse Owens vinse 4 medaglie d'oro. tra tutti i dieci atleti neri della squadra Americana, Jesse Owens fu il migliore, il 3 agosto vinse la medaglia dei cento metri, il 4 agosto nel salto in lungo e il 5 agosto nei 200 metri e infine il 9 agosto vinse la stfetta, era una gara in cui Jesse non si era nemmeno iscritto, ma partecipò dopo che la squadra americana decise di non far participare due atleti ebrei a causa della pressione dei nazisti.
Jesse Owens e Luz Long
Ai Giochi olimpici di Berlino nel 1936, voluti da Hitler per dimostrare la supremazia della razza ariana, Luz Long corrispondeva all’immagine stereotipata dell’uomo ariano: alto, biondo, prestante, carnagione chiara, occhi azzurri. Sfidò Jesse Owens, atleta statunitense, nel salto in lungo. Quest’ultimo aveva già fallito due salti e rischiava l’eliminazione. Il tedesco andò invece dall’avversario e gli suggerì di anticipare lo stacco. Confortato dalla lealtà di Long, diventato inaspettatamente un nuovo amico, lo statunitense ritrovò il giusto equilibrio psicologico e, seguendo il suggerimento, riuscì a eseguire correttamente la prova e a conquistare il suo quarto alloro olimpico - grazie all’ultimo salto di 8,06 metri con il quale aveva superato Long, fermo a 7,87 metri. L’atleta tedesco corse subito da Owens per congratularsi, abbracciandolo amichevolmente. I fotografi presenti immortalarono l’evento in una foto, che sarebbe diventata contemporaneamente l’icona immortale di quelle olimpiadi e della fratellanza tra i popoli.
Gli atleti ebrei
Nel tentativo di placare l’opinione pubblica internazionale, le autorità tedesche permisero all’atleta della squadra di scherma, Helen Mayer, che era in parte ebrea, di rappresentare la Germania ai Giochi Olimpici di Berlino. Mayer vinse la medaglia d’argento nella scherma individuale e, come tutti gli altri atleti tedeschi vincitori di una medaglia, eseguì il saluto nazista dal podio della premiazione. Dopo i Giochi, Mayer ritornò negli Stati Uniti. Nessun altro atleta ebreo gareggiò per la Germania. Ciononostante, nove atleti ebrei vinsero una medaglia durante le Olimpiadi dei Nazisti, incluso Mayer e cinque atleti ungheresi. Sette atleti Ebrei americani gareggiarono a Berlino.
CONDIVIDI STAMPA TAG Giochi Olimpici propaganda ascesa al potere del nazismo Berlino Terzo Reich LINGUA Italiano I FATTI PRINCIPALI L'apertura dei Giochi Olimpici Estivi del 1936 Nel 2016 cade l'ottantesimo anniversario dei Giochi Olimpici di Berlino del 1936. La Germania nazista utilizzò i Giochi Olimpici del 1936 come strumento di propaganda. I Nazisti promossero l'immagine di una Germania nuova, unita e forte, mascherando allo stesso tempo le politiche antisemite e razziste del regime, così come il suo cresecente militarismo. Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, in Europa e negli Stati Uniti vi furono appelli al boicottaggio dei Giochi a causa delle violazioni dei diritti umani che avvenivano nel paese organizzatore. Anche se, alla fine, il movimento per il boicotaggio fallì, ebbe il merito di stabilire un precedente importante per le successive campagne, organizzate in epoche più vicine a noi, per attirare l'attenzione internazionale sull'abuso dei diritti umani in paesi organizzatori dei Giochi. INTRODUZIONE Per due settimane, nell’agosto del 1936, quando la Germania ospitò i Giochi Olimpici, il regime nazista guidato da Adolf Hitler fece del proprio meglio per nascondere la propria natura razzista e militarista. Rallentando il suo programma antisemita e le sue mire espansionistiche, il regime sfruttò i Giochi per abbagliare molti tra gli spettatori e i giornalisti stranieri presenti, proponendo l’immagine di una Germania tollerante e pacifica. Rifiutando la proposta di boicottare i Giochi del 1936, gli Stati Uniti e le altre democrazie occidentali, di fatto, persero l’occasione di assumere una posizione chiara che—alcuni osservatori a quel tempo ritenevano—avrebbe potuto far riflettere Hitler e avrebbe rafforzato le resistenze internazionali alla tirannia nazista. A Giochi conclusi, le politiche espansionistiche tedesche e la persecuzione degli Ebrei e di altri “nemici dello Stato” ripresero più intensamente di prima, culminando, poi, nella Seconda Guerra Mondiale e nell’Olocausto. I GIOCHI OLIMPICI ESTIVI DEL 1936 Nel 1931, il Comitato Olimpico Internazionale aggiudicò a Berlino l’organizzazione dei Giochi Olimpici Estivi del 1936. La scelta fu un segnale chiaro del ritorno della Germania nella comunità internazionale, dopo il suo isolamento nel periodo successivo alla sconfitta nella Prima Guerra Mondiale. Due anni più tardi, il leader del Partito Nazista Adolf Hitler fu nominato Cancelliere della Germania e la già fragile democrazia divenne ben presto una dittatura che avrebbe perseguitato gli Ebrei, i Rom (Zingari), tutti gli oppositori politici e molti altri. L’obiettivo dei Nazisti di controllare ogni aspetto della vita tedesca si estendeva anche allo sport. Le immagini collegate alle attività sportive diffuse negli anni Trenta servirono a diffondere il mito di una razza “Ariana” superiore e fisicamente più forte. Gli artisti tedeschi idealizzarono nelle loro sculture e in altre opere l’immagine di atleti dalla muscolatura ben sviluppata e dall’aspetto eroico, accentuando anche i tratti chiaramente ariani, soprattutto nei volti. Questo tipo di rappresentazione rifletteva anche l’importanza attribuita dai Nazisti alla prestanza fisica, un requisito essenziale alla vita militare. L'ESCLUSIONE DAL MONDO SPORTIVO TEDESCO Nell’aprile del 1933, in tutte le organizzazioni sportive tedesche venne istituita la politica dei “solo Ariani”: i “Non-Ariani”—atleti Ebrei o in parte Ebrei, così come Rom (Zingari)—furono sistematicamente esclusi dalle associazioni tedesche e venne loro impedito l’uso degli impianti sportivi. L’Associazione Pugilistica tedesca espulse il campione dilettante Erich Seelig, nell’aprile del 1933, perché Ebreo. (Più tardi, Seelig avrebbe ripreso la propria carriera di pugile negli Stati Uniti.) Un altro atleta ebreo, Daniel Prenn—il migliore giocatore di tennis della Germania?fu rimosso dalla squadra tedesca che partecipava alla Coppa Davis. Gretel Bergmann, atleta del salto in alto di livello mondiale, fu espulsa dal suo club sportivo nel 1933 e dalla squadra olimpica nel 1936. Gli atleti ebrei esclusi dai club sportivi tedeschi, entrarono a far parte delle associazioni ebraiche, inclusa quella dei Maccabei e del Gruppo Shield, e si allenarono in impianti sportivi separati; ma sia le associazioni che gli impianti non potevano certo reggere il confronto con quelli, ben finanziati, dei Tedeschi. Anche i Rom (Zingari), incluso il pugile del gruppo Sinti Johann Rukelie Trollmann, furono esclusi dal mondo sportivo tedesco. I Giochi Olimpici di Berlino I Giochi Olimpici Estivi del 1936 si tennero a Berlino. Per due settimane, mentre la capitale ospitava i Giochi, Hitler mascherò i suoi piani espansionistici e antisemiti. Sperando di impressionare i tanti visitatori stranieri che si trovavano in Germania per i Giochi, Hitler autorizzò una breve tregua nelle attività anti-ebraiche (inclusa la rimozione dei cartelli con cui si vietava l'ingresso agli Ebrei nei luoghi pubblici). I Giochi rappresentarono un clamoroso successo propagandistico per i Nazisti che riuscirono a creare l'immagine di una Germania pacifica e tollerante. I Giochi del 1936 videro anche l'introduzione del rito della fiamma olimpica, nel quale una seried di staffette portano la fiamma da Olimpia al luogo che ospita le Olimpiadi. Questo filmato mostra l'inaugurazione di questo nuovo rito, con l'ultima staffetta che arriva nello stadio con la fiaccola olimpica accesa. Centinaia di atleti, con le uniformi nazionali, sfilarono nello stadio, squadra dopo squadra, in ordine alfabetico, per l'inaugurazione. Adolf Hitler presiedette all'apertura dei Giochi. Fox News Informazioni dall'archivio GLI ATLETI EBREI Nel tentativo di placare l’opinione pubblica internazionale, le autorità tedesche permisero all’atleta della squadra di scherma, Helen Mayer, che era in parte ebrea, di rappresentare la Germania ai Giochi Olimpici di Berlino. Mayer vinse la medaglia d’argento nella scherma individuale e, come tutti gli altri atleti tedeschi vincitori di una medaglia, eseguì il saluto nazista dal podio della premiazione. Dopo i Giochi, Mayer ritornò negli Stati Uniti. Nessun altro atleta ebreo gareggiò per la Germania. Ciononostante, nove atleti ebrei vinsero una medaglia durante le Olimpiadi dei Nazisti, incluso Mayer e cinque atleti ungheresi. Sette atleti Ebrei americani gareggiarono a Berlino.