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Timeline Educazione
Sara Lanza
Created on March 11, 2024
Linea del tempo sui Florio
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Transcript
La famiglia Florio
Giulia Florio d'Ondes (1870-1947)
Ignazio Florio Jr. (1868-1957)
Ignazio Florio Sr. (1838-1891)
Paolo Florio (1772-1807) Ignazio Florio (1776-1828)
Vincenzo Florio (1799-1868)
Maria Rachele Giulia PortaLupi
Giuseppina Saffiotti
Pietro Lanza Branciforti Galeotti
Giovanna d'Ondes Trigona
Franca Jacona Notarbartolo di San Giuliano
Giulia Florio d'Ondes
Il matrimonio con il principe di Trabia le permise di diventare Dama di Palazzo della regina d'Italia. Tra le figure di spicco della belle Epoque panormita, organizzò a Palazzo Butera numerosi ricevimenti. Giulia amministrò in prima persona l'immenso patrimonio terriero del marito, e nel 1939 venne insignita della Medaglia come miglior agricoltore di Sicilia. E' ricordata per le molteplici iniziative in favore dei più deboli, dai cechi agli orfani, e per aver finanziato strutture private, pubbliche e istituzioni religiose. In seguito alla morte dei figli nella Prima guerra mondiale, divenne un punto di riferimento nella rete di supporto logistico locale, necessario per gestire la degenza e la cura dei militari rientrati in Sicilia durante e dopo le guerre.
Franca Florio
IE' stata una nobildonna, discendente di una famiglia dell'aristocrazia siciliana e figura di spicco della Belle Epoque. Dai siciliani venne chiamata Donna Franca, la regina di Palermo. Fu una donna apprezzata da molti per la grande cultura ma anche per la generosità d'animo. Ospitò spesso famiglie illustri dell'epoca per pranzi e cene, trasformando Palermo in una delle capitali europe. Ebbe un grandissimo ruolo nei tanti affari del marito. Fu famosa inoltre per i suoi gioielli, in particolare per le sue perle, visibili nel ritratto che fece di lei Boldini.
Paolo e Ignazio Florio
Paolo Florio lasciò Bagnara Calabra a causa del terremoto che colpì la parte della Calabria più vicina allo Stretto di Messina, e si trasferì a Palermo. Aprì iniseme al fratello Ignazio un negozio di spezie provenienti dalle colonie nel 1800. Il chinino, che all'epoca serviva per curare la malaria, fece sì che quella attività diventasse ben presto un centro commerciale di primo ordine. Alla morte di Paolo nel 1807, Vincenzo era ancora un bambino e venne affidato allo zio Ignazio. Ignazio intuì la potenzialità delle tonnare e prese in affitto quella di San Nicola e quella di Vergine Maria, nei pressi di Palermo. Alla fine del 1800 esistevano 21 tonnare.
Ignazio Florio Senior
Ignazio Florio Senior successe nella gestione dell'industria paterna e accrebbe e potenziò il giro degli affari. Nel 1874 acquistò le isole di Favignana e Formica e organizzò una grande tonnara, sperimentando un nuovo metodo di produzione. Il tonno venne per la prima volta conservato sott'olio. Inoltre le Flotte Riunite Florio divennero la prima compagnia di navigazione italiana. In seguito divenne primo senatore in Italia, come lo era stato il padre.
Ignazio Florio Jr
Iignazio "Junior" riuscì ad intraprendere diverse attività, che esistono tutt'oggi: Villa Igiea e i cantieri navali. Inoltre diede vita al quotidiano L'Ora, il cui primo numero uscì il 22 aprile 1900. Ignazio si rivelò essere un vero mecenate a Palermo, finanziando e seguendo i lavori di diverse opere. Tuttavia Ignazio Jr portò la famiglia ad una graduale decadenza, che si concluse con la liquidazione di gran parte dei beni.
Vincenzo Florio
Fu anche banchiere dal 1845 (Banco Florio), ed entrò a far parte del consiglio di amministrazione della Banca Nazionale e nel 1861 fu presidente della sede di Palermo. Durante la rivoluzione siciliana era stato membro della Guardia Nazionale. Nel 1864 fu nominato senatore nel 1864. Morì quattro anni dopo.
Nel 1828 Ignazio morì e lasciò a Vincenzo una grande fortuna, che riuscì a fare fruttare attraverso nuovi investimenti in nuove attività. Iniziò la produzione e la lavorazione del tabacco, la produzione del marsala e del cognac, seguendo l'esempio degli inglesi Ingham e Woodhouse e la coltivazione del cotone; investì inoltre nel settore dei trasporti con battelli a vapore, che coprivano enormi collegamenti arrivando perfino in America. Inoltre acquisì le tonnare di Favignana per la pesca e l'inscatolamento del tonno dal 1841, e infine la Fonderia Oretea.