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la Roma barocca

alesssia chemolli

Created on March 11, 2024

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UN GIRO NELLA ROMA BAROCCA

VILLA BORGHESE

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA VITTORIA

CHIESA DI SAN CARLO ALLE QUATTRO FONTANE

Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale

Fontana del Tritone

Fontana della Barcaccia

Fontana dei quattro Fiumi

Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza

Palazzo Farnese

San Pietro

. La pianta, centralizzata, è ovale, con l'asse maggiore trasversale. Presenta un altare maggiore, costituito da una cappella in cui la pala d'altare è illuminata da una fonte di luce nascosta. L'interno della chiesa è arricchito da opere d'arte di notevole valore, tra cui dipinti di artisti come Baciccio, Brandi e Courtois, che arricchiscono l'esperienza spirituale dei fedeli.

La chiesa prende il nome dalle quattro fontane situate nei pressi dell'edificio, che alimentavano gli acquedotti romani.

Uno degli elementi più iconici di San Carlo alle Quattro Fontane è il suo campanile a spirale, che si innalza al di sopra della cupola e si conclude con una croce. Questo campanile è diventato uno dei simboli più riconoscibili dell'architettura barocca romana.

La facciata si apre su un piccolo sagrato dilatato da due ali concave, che ampliano illusionisticamente lo spazio sul modello del colonnato della basilica di San Pietro in Vaticano, anch'esso del Bernini. Completano la facciata una gradinata semicircolare ed un portico monumentale, con lo stemma dei Pamphili = famiglia nobile di Roma (realizzato da allievi) retto da colonne ioniche, che copre la finestra della facciata

L'interno della chiesa è dominato da una pianta mistilinea (= pianta con compenetrazione di figure geometriche diverse), con elementi di croce greca e ellisse, che creano un senso di armonia e equilibrio. Le pareti sono decorate con affreschi e stucchi elaborati, mentre la cupola presenta una lanterna che permette alla luce di filtrare all'interno, creando un'atmosfera di sacralità e spiritualità.

All'interno sono ancora riconoscibili quattro ordini di nicchie di cui l’inferiore con due urne cinerarie ciascuna, mentre degli ordini superiori restano solo poche tracce. Al contrario, parlando del sepolcro, sono ben conservate solo le pareti orientale e meridionale. Nell’area verde della Pineta, anch'essa all'interno, si incontrano i resti di un colombario a pianta quadrata in opera laterizia (m. 5,95 x m. 5,40).

Realizzata tra il 1602 e il 1620, la Chiesa di Santa Maria della Vittoria è caratteristica per l’ “Estasi di Santa Teresa”, una composizione scultorea realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1647 e il 1652, considerata la sua opera più teatrale, grazie a un uso accurato della luce. La scena, rappresentata al centro di un’edicola barocca di marmi policromi, è il momento della transverberazione della santa, in cui le compare davanti un angelo che la colpisce, dritta al cuore, ripetutamente con un dardo.

La villa racchiude al suo interno edifici, sculture, monumenti e fontane, opera di illustri artisti dell'arte barocca, neoclassica ed eclettica. L'edificio fu infatti destinato da Camillo Borghese a contenere le sculture di Bernini (David e Apollo e Dafne), di Antonio Canova e le pitture di Tiziano, Raffaello e del Caravaggio. La struttura ospita anche lo zoo di Roma trasformato recentemente in Bioparco ed il Museo civico di zoologia

L'angelo che la colpisce con un dardo viene descritto come un momento di estasi, nel quale Teresa, con gli occhi socchiusi e la bocca semiaperta, è trattenuta delicatamente dall’angelo, mentre si abbandona priva di forze su una nuvola. Il tutto rende la rappresentazione molto sensuale, accompagnato da un piacere simile a quello erotico. La scena è arricchita da una luce divina, resa sia da una finestra dietro il timpano, sia materializzato da raggi in bronzo dorati.

Ai lati della cappella inserisce anche i committenti che osservano la transverberazione, all’interno di due palchetti teatrali, i quali, grazie alla loro prospettiva anamorfica, creano un forte senso di realismo, generando un’illusione di profondità.

La sua facciata è caratterizzata da curve e contracurve, che creano un effetto di dinamicità e movimento. Borromini ha utilizzato l'illusione ottica per dare l'impressione di maggiore grandezza all'edificio, nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte.

La fontana del Tritone in piazza Barberini venne costruita tra il 1642 e il 1463 da Gian Lorenzo Bernini, egli ricevette l’incarico da papa Urbano VIII Barberini come ornamento pubblico al centro della piazza. La fontana raffigura un tritone sulle valve di una grande conchiglia, con busto eretto e gambe di un mostro marino.

il Tritone soffia in una grande buccina dove fuoriesce acqua che irriga l’intera opera. la struttura scuoltorea fonde con la parte architettonica ovvero la conchiglia costisce il catino superiore e i delfini con stemmi papali costituiscono il balaustro alla base. la fontana del Tritone venne restaurata varie volte (ultimo intervento nel 2013)

La fontana ha la forma di un’imbarcazione con prua e poppa identiche, immersa in una piscina ovale. La tradizione vuole che per il progetto il Bernini si sia ispirato ad una vecchia barca trascinata dalla piena del Tevere nel 1598 fino ai piedi di Trinità de’ Monti.

All'esterno, sono rappresentati due grandi stemmi con tre api, simbolo della famiglia Barberini, mentre l'acqua fuoriesce da finte bocche di cannone. Nella parte interna vi sono invece due soli con volto umano. Al centro, da una vasca, esce un altro grosso zampillo d’acqua. La fontana prende il nome dal tipo di imbarcazione usata nel Seicento per il trasporto delle botti di vino lungo il fiume detta appunto “barcaccia”.

La fontana dei Quattro Fiumi, progettata e realizzata da Gian Lorenzo Bernini (1598 – 1680), costituisce una creazione barocca posta al centro di una delle più importanti piazze. Fu voluta da papa Innocenzo per abbellire la piazza e sostituire un abbeveratoio. La fontana presenta una scogliera di travertino con una grotta che sorregge l'obelisco, circondata da statue dei quattro fiumi che rappresentano i continenti conosciuti all'epoca; venne completata tra il 1648 e il 1651, unisce architettura e scultura in un'opera che esprime movimento in ogni dettaglio. Ha subito un intervento di restauro.

Situata a Roma, nei pressi della storica università La Sapienza, questa chiesa è un capolavoro dell'architettura barocca e rappresenta un punto culminante del genio creativo di Borromini. La chiesa fu costruita su commissione del cardinale Barberini. La sua architettura è caratterizzata da linee curve, spirali e forme geometriche complesse, che creano un effetto. La facciata è ornata da un'elegante cupola a vela, mentre l'interno presenta una pianta a croce greca con una cupola centrale.

Uno degli elementi più distintivi di Sant'Ivo alla Sapienza è il suo campanile a spirale, che si innalza al di sopra della cupola e si conclude con una croce. di dinamicità e movimento. Questo campanile è diventato uno dei simboli più riconoscibili dell'architettura barocca romana. L'interno della chiesa è decorato con affreschi e stucchi elaborati, che contribuiscono a creare un'atmosfera di sacralità e grandiosità.

Situato nel cuore della città, è stato costruito nel XVI secolo per volere del cardinale Alessandro Farnese, che in seguito divenne papa Paolo III. Il progetto originale del palazzo fu affidato all'architetto Antonio da Sangallo il Giovane, ma dopo la sua morte il lavoro fu portato avanti da Michelangelo Buonarroti, che apportò significative modifiche al progetto. Successivamente, anche Antonio da Sangallo contribuì. Oggi, il Palazzo Farnese è la sede dell'Ambasciata di Francia in Italia ed è aperto al pubblico solo in alcune occasioni speciali.

Il Palazzo Farnese è noto per la sua maestosità e per la bellezza dei suoi interni. La facciata presenta una serie di finestre incorniciate da bugnati rustici, mentre il cortile interno è circondato da un doppio loggiato con colonne doriche e ioniche.

Gli interni del palazzo sono riccamente decorati con affreschi, stucchi e opere d'arte di grande valore. Uno dei capolavori più celebri è la Galleria dei Carracci, decorata con affreschi di Annibale Carracci e della sua scuola, che rappresentano scene mitologiche e storiche.

Il Baldacchino di San Pietro è una delle opere più famose di Bernini che lo vede collaborare con il collega Francesco Borromini nel 1624. In circa 10 anni, fino al 1635 circa, realizza una struttura gigantesca simile a un fercolo processionale. La struttura è composta da quattro colonne tortili, realizzate con ricche decorazioni dorate, quattro volute angolari ad andamento alternativo e convesso. Il bronzo brunito va a snellire la struttura, un capolavoro di sfarzo e illuminismo.

La cattedra di San Pietro è un trono ligneo realizzato tra 1656 e 1665; essa fonde insieme architettura, scultura e arti figurative dando luogo a un’opera di arte moderna e con le caratteristiche barocche e si trova nell’abside di fondo della Basilica, aggettante con effetto scenografico dalla cornice architettonica delle lesene. Quattro colossali statue anch'esse in bronzo sono rappresentate nell'atto di sorreggere la cattedra. Al centro si trova il trono in bronzo dorato nel quale è collocata la cattedra lignea. Sopra il trono, in una raggiera di stucchi dorati contornata da angeli, si trova un finestrone di fondo in alabastro raffigurante una colomba, simbolo dello spirito santo.

Bernini realizzò due piazze consecutive, una trapezoidale delimitata da due ali rettilinee e l’altra ovale formata da due colonnati con ordine tuscanico, riuscendo così a regolarizzare l’area. L’idea nasce per motivi percettivi, vuole dare una prospettiva rallentata che fa apparire il prospetto molto più vicino. La forma della piazza inoltre possiede un significato simbolico: la cupola della basilica rappresenta la testa e il portico le braccia le quali abbracciano i ‘fedeli’. Egli aveva pianificato anche un terzo braccio di chiusura anteriore che voleva suscitare sorpresa nell’osservatore che avrebbe potuto cogliere l’immensità della piazza e la maestosità della basilica solo entrando nello spazio ovale.