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l'arte Paleocristiana e l'arte Bizantina
Maria Costanza Petrolo
Created on March 10, 2024
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Transcript
L'arte Paleocristiana e l'arte Bizantina
337-354 d.C. Sarcofago di Costantina
326-349 d.C. Basilica di San Pietro
432-444 d.C. Battistero Lateranense
532-537 d.C. Basilica di Santa Sofia
V SECOLO d.C. Fine dell'arte Paleocristiana
XV SECOLO d.C. Fine dell'arte Bizantina
FINE II SECOLO d.C. Inizio dell'arte Paleocristiana
IV SECOLO d.C. Inizio dell'arte Bizantina
425 d.C. Mausoleo di Galla Placidia
340-345 d.C. Mausoleo di Santa Costanza
359 d.C. Sarcofago di Giunio Basso
532-547 d.C. Basilica di San Vitale
L'arte Paleocristiana
Periodo storico: Tra la fine del II secolo d.C. e il V secolo d.C. . Luoghi: Territori dell'Impero romano; l'Impero romano d'Occidente. Storia: I principali eventi storici che caratterizzano questi secoli sono:- la perdita dell’unità dell'impero con la divisione in Impero romano d'Oriente e Impero romano d'Occidente, iniziata dall'instaurazione della tetrarchia da parte di Diocleziano e sancita nel 395;- la proclamazione dell’editto di Milano, che pone fine alle persecuzioni cristiane, nel 313 d.C. da parte dell’imperatore Costantino;- lo spostamento della capitale dell’Impero d’Oriente a Bisanzio, ribattezzata Costantinopoli, messo in atto da Costantino nel 330;- la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 per mano del re germanico Odoacre, che fa uccidere l’ultimo imperatore Romolo Augustolo. Arte: L'arte romana è alle sue ultime manifestazioni, si parla quindi di arte tardo romana, mentre per il cristianesimo è l’arte più antica, perciò si parla di arte paleocristiana.Il periodo tardoantico rappresentaun fondamentale anello di congiunzione tra l'epoca romano-classica e il Medioevo. - In architettura l'arte tardo romana si caratterizza per l'accentuazione della monumentalità, mentre quella paleocristiana per l'attribuzione di un forte simbolismo religioso ai principali modelli romani di pianta longitudinale e centrale.- Nella scultura perde importanza la realizzazione di sculture a tutto tondo a favore del rilievo, le cui figure scolpite sono disposte frontalmente e tra loro slegate.- In pittura si diffonde la tecnica del mosaico per decorare ambienti privati o edifici di culto, la rappresentazione viene semplificata e caricata di significati simbolici di carattere religioso.
La Basilica di San Pietro
La prima Basilica di San Pietro, sede della cattedra papale, venne costruita nel IV secolo, grazie alla donazione fatta da Costantino al vescovo di Roma dopo la vittoria su Massenzio. L'edificio fu costruito su un'area cimiteriale che, secondo la tradizione, era luogo di sepoltura dell'apostolo Pietro e dove sorgeva l'antico Circo di Nerone. L'enorme basilica era a cinque navate e vi si accedeva da una scalinata che conduceva ad un quadriportico antistante, dove si trovava il fonte battesimale (odierna piazza ovale di fronte a San Pietro). Un'importante caratteristica della basilica era la navata ortogonale, detta transetto, collocata all'estremità della pianta in modo da essere collegata direttamente all'abside. Nelle chiese successive il transetto arretrerà. Il transetto trasformava la pianta longitudinale della basilica romana in una forma a croce, che richiamava il sacrificio di Cristo e il martirio di Pietro. Verso la metà del Quattrocento ebbero inizio una serie di ristrutturazioni, più volte riprese e abbaddonate secondo progetti diversi, per arrivare alla totale ricostruzione voluta da papa Giulio II, che iniziò nel 1506 e si concluse nel 1667.
Il Mausoleo di Santa Costanza
Il Mausoleo di Santa Costanza o di Costantina, figlia dell'imperatore Costantino, fu eretto sulla via Nomentana tra il 340 e il 345 e trasformato dai cristiani prima in un battistero e poi in una chiesa. Davanti all'edificio si trova un nartece a forcipe, ovvero con due absidi laterali, mentre l’interno è formato da due anelli circolari concentrici. Quello più esterno è un deambulatorio coperto da una volta rivestita di mosaici che raffigurano la vendemmia. Quello più interno è composto da 24 colonne accoppiate a due a due e allineate con il raggio dell'edificio, che sorreggono una serie di archi, sopra ai quali è presente un tamburo con finestre archivoltate su cui poggia la cupola centrale, un tempo rivestita di mosaici. La cupola all’esterno è nascosta da un tiburio. L’oscurità dell'anello esterno e la luminosità del cerchio interno e della cupola comunicano dinamismo. In una nicchia di fronte all'entrata si trovava il prezioso sarcofago in porfido rosso di Costantina, ora ai Musei Vaticani.
Il Sarcofago di Costantina
Il Sarcofago di Costantina, figlia di Costantino e nipote di Elena, è un sarcofago in porfido rosso proveniente dalla chiesa di Santa Costanza, dove fu Costantina, e oggi conservato nei Musei Vaticani. Sui quattro lati si possono osservare scene di vendemmia, nelle quali si vedono putti intenti a pigiare l'uva. I tralci di vite che decorano le superfici del monumento compongono un motivo a meandro, una specie di labirinto, che si riferisce alla complessità della vita. L'opera è importante per il tema del vino e la presenza delle figure dell'agnello e del pavone, che simboleggiano rispettivamente il sangue di Cristo, il sacrificio rituale e la resurrezione.
Il Sarcofago di Giunio Basso
Nel sarcofago di Giunio Basso, conservato nei Musei Vaticani, sono rappresentati dieci episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Le scene sono contenute in spazi circoscritti, ciascuno dei quali è ritmato in uno schema rigoroso ed è delimitato da elementi architettonici (colonne, trabeazioni, archi e frontoni). Al centro del registro inferiore è rappresentato l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, al centro di quello superiore Cristo come un sovrano in trono, con ai piedi l'arco del cosmo ciò sta a significare che il dio si è fatto imperatore della città terrena e di quella celeste. La nuova concezione dello spazio, come insieme di elementi scollegati tra loro o portati in superficie, senza profondità, trasforma i rilievi scultorei in superfici pittoriche con un grande contrasto chiaroscurale.
Il Battistero Lateranense
Il Battistero, edificio a pianta centrale, più antico è il Battistero Lateranense, o San Giovanni in Fonte in Laterano, sorto dove oggi è la basilica. Un primo edificio costantiniano a pianta circolare venne ricostruito nel 432-444 da papa Sisto III. La pianta ottagonale, divenuta poi il modello dei successivi battisteri, ha un significato: richiama i sette giorni della creazione a cui si aggiunge quello del Giudizio Universale. Attraverso un nartece a forcipe si accede all'interno con al centro una grande vasca destinata al battesimo per immersione. Al di sopra della vasca si trova la cupola, nascosta esternamente da un tiburio, che poggia su due ordini di colonne, di cui quelle inferiori in porfido rosso, mentre quelle superiori, più sottili, in marmo.
L'arte Bizantina
Periodo storico: IV-XV secolo. Luoghi: Costantinopoli, Ravenna. Storia: Nel VI secolo l'imperatore Giustiniano si lanciò alla riconquista dell'Occidente, occupando diversi territori italiani: Ravenna dal 568 al 751 divenne la capitale di tutti i possedimenti bizantini in Italia, l’Esarcato. Sotto il regno di Giustiniano anche la capitale imperiale Costantinopoli fu rinnovata. Arte: Dalla capitale dell’Impero romano d’Oriente, Bisanzio, ribattezzata da Costantino in Costantinopoli, si diffonde a partire dal IV secolo l'arte bizantina. La storia dell'arte bizantina è la storia dell'uomo di fede che vuole offrire una sorta di prova dell'esistenza del divino. La pianta principale dell'architettura religiosa bizantina è quella centrale, perché è la più adatta a rendere la sensazione della presenza di Dio in qualsiasi punto dello spazio di culto. La rappresentazione del divino (della Madonna o di Cristo) diventa una forma di autorappresentazione. Nell'arte bizantina la scultura sarà progressivamente sostituita dalla rappresentazione bidimensionale, realizzata quasi totalmente in mosaico negli edifici importanti e in affresco nelle chiese più povere e periferiche. Oltre all'affresco e al mosaico l'arte figurativa bizantina trova espressione anche nelle più piccole dimensioni delle tavole votive, le celebri icone, oltre che nella miniatura dei libri sacri. Anche in questo caso la figura del cerchio è quella che meglio può rappresentare la regolarità e l'armonia del creato. L'arte bizantina risulta immediatamente riconoscibile e individuabile perché possiede caratteri stilistici unici.
Il Mausoleo di Galla Placidia
La caratteristica principale del Mausoleo di Galla Placidia è la differenza tra l'esterno, modestissimo e in mattoni a vista, e l'interno, ricco di preziosi cromatismi. L'edificio presenta una pianta cruciforme e forse non fu mai adibito a mausoleo delle spoglie mortali di Galla Placidia, figlia di Teodosio il Grande, ma a oratorio dedicato a san Lorenzo. I mosaici, in stile romano-ellenistico, sono i più antichi e completi del ciclo ravennate. Il primo ambiente è coperto da una volta a botte arricchita da un'astratta decorazione a fondo azzurro con motivi circolari dorati e da corolle di fiori bianchi, simbolo della purezza. Nella lunetta sopra la porta d'ingresso è rappresentato il Cristo nelle vesti del Buon Pastore. La cupola del Mausoleo riproduce un cielo blu notte trapunto di stelle dorate. I simboli degli evangelisti sono disposti nei quattro pennacchi. Ai quattro lati, sotto la cupola, nelle lunette del tamburo, sono disposte quattro coppie di apostoli che indicano il cielo; altrettante lunette sottostanti raffigurano scene diverse. Al di là del rogo, c’è un armadio aperto dentro al quale ci sono i libri degli evangelisti: nessun fuoco potrà impedire alla parola sacra trasmessa dai Vangeli di diffondersi nel mondo.
La Basilica di Santa Sofia
Nella metà del IV secolo, l'imperatore Costantino II volle costruire una grande chiesa dedicata al Logos, seconda persona della Trinità. Fu distrutta da un incendio, ricostruita per volere di Teodosio II nel 415 e intitolato alla Sophía, la Sapienza di Dio. Nel 532, fu nuovamente distrutta da un incendio. La ricostruzione della chiesa avvenne per volontà dell'imperatore Giustiniano, che affidò il progetto e la realizzazione di Santa Sofia agli architetti e matematici Antemio di Tralle e Isidoro di Mileto, i quali in soli cinque anni realizzarono un'opera considerata già dagli antichi una delle architetture più rivoluzionarie di ogni tempo. La cupola crollò nel 558 e venne ricostruita nel 563, per subire nel X e nel XIV secolo altre ristrutturazioni in seguito a nuovi crolli; la cupola attuale è molto più alta di quella edificata in origine. L'aspetto attuale dell'edificio con i suoi minareti testimonia la trasformazione in moschea, a seguito della conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi (1453). La particolare volumetria dell'ambiente e la sensazione di essere immersi in uno spazio immateriale costruito per mezzo della luce provocano un effetto di perdita di orientamento. I capitelli appaiono traforati con sapienza illusionistica, in modo da produrre un effetto di leggerezza e trasparenza. Le finestre che si aprono su più livelli determinano un fenomeno di diffusione luminosa che sembra dall'interno dell'edificio stesso. La cupola sembra coprire lo spazio come se fosse sospesa nel cielo, appesa a una catena d'oro. Da un punto di vista strutturale, l'enorme copertura scarica il peso su quattro giganteschi pilastri, in un gioco di pennacchi ed archi. La pianta di Santa Sofia è data dalla combinazione di due tipologie architettoniche, una a pianta centrale, l'altra a pianta longitudinale. Le navate laterali sono sovrastate dai matronei.Ciò che colpisce è soprattutto il significato simbolico di questa architettura, costruita per diventare una sorta di manifesto visibile della relazione tra la terra e il cielo, tra il potere imperiale e quello divino.Tutte le parti interne dell'edificio erano in origine ricoperte di mosaici, di marmi e di rivestimenti d'argento, che costituivano un gioco di luce e di riflessi. Un gigantesco lampadario sospeso, con centinaia di candele, illuminava dal centro l'enorme vastità della chiesa. Originariamente non esistevano immagini figurative, ma un unico insieme di elementi decorativi decoravano gli architravi e gli altri elementi strutturali. Nelle navate laterali e nel nartece sono giunti fino a noi i cicli musivi a fondo d'oro risalenti all'epoca si Giustiniano.Mosaici, marmi, stucchi, colonne in porfido e in marmo verde sono in armonia tra loro. Le immagini figurative compaiono verso il IX secolo. È rappresentato il rapporto tra Stato e Chiesa: la Vergine, seduta su un trono gemmato, porta sulle ginocchia il Cristo fanciullo in atteggiamento benedicente, ai suoi lati figurano i due imperatori, che offrono i loro doni alla Vergine, protettrice di Costantinopoli, ricevendo la protezione divina.
La Basilica di San Vitale
La Basilica di San Vitale venne consacrata dal vescovo Massimiano nel 547, circa quindici anni dopo l'inizio della sua costruzione. Essa rappresenta un esempio particolare di fusione di architettura bizantina e di esperienza romana e ravennate nella tipologia e nella struttura della costruzione: pianta centrale con cupola esternamente ottagonale e poggiante su otto grandi pilastri, che determinano l'articolazione di altrettanti grandi nicchie, occupate nella parte superiore dal matroneo, mentre dalla parte dell'abside sporgono diversi corpi architettonici. L'ingresso originario era nel quadriportico, ora inserito nel chiostro cinquecentesco. Tutto l'interno è un gioco di trapassi luminosi e gli spazi più significativi sono ricoperti di mosaici, che sviluppano un programma iconografico unitario. Nei due pannelli imperiali le rappresentazioni di Giustiniano e di Teodora possiedono caratteristiche uguali e quasi simmetriche. Nel pannello con la processione di Giustiniano e della sua corte, l’imperatore è al centro della composizione, con un abito da cerimonia adorno di gemme, un bacile d’oro tra le mani e un diadema sulla fronte assimilabile ad un'aurea, simbolo di glorificazione. Il mosaico frontale raffigura la processione di Teodora e della sua corte. L'imperatice porge a un dignitario un calice di straordinaria ricchezza. In entrambi i pannelli non c'è quasi spazio tra le figure, eppure ognuna è totalmente isolata dalle altre. Ogni volto è caratterizzato da un'impercettibile differenza somatica e da un diverso sguardo, tutti rivolti verso lo spettatore. Le due rappresentazioni sono dominate dalla geometria e dalla perfezione della minuzia descrittiva; i particolari ornamentali delle vesti e degli oggetti costituiscono un esercizio raffinato di gusto estetico.Nel riquadro di Teodora un particolare narrativo rompe la composizione e chiarisce il significato dei due mosaici imperiali: il primo personaggio a sinistra sposta una tenda per mostrare una fontanella che si staglia sull'oscurità dello sfondo.